di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 7 maggio 2025
Fu il primo parlamentare ad andare in carcere per reati da colletto bianco (poi prosciolto). Sulla lettera di Alemanno a Nordio: “La situazione è così drammatica che è benvenuto chiunque ne parli, anche se doveva farlo prima e non l’ha fatto. La politica è assente perché riflette il sentire del popolo”. “In carcere si registra un’emergenza umanitaria gravissima che non incontra l’interesse della politica istituzionale né della società”. A parlare ad HuffPost è Alfonso Papa, già parlamentare del Popolo della Libertà nonché magistrato che, suo malgrado, si è trovato a conoscere l’esperienza del carcere: 101 giorni di custodia cautelare - il primo parlamentare della storia repubblicana per cui l’aula votò il carcere per reati da colletto bianco - su delle accuse partite da un’inchiesta di Henry John Woodcock che poi si è conclusa con un proscioglimento in appello.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 7 maggio 2025
Emendamenti anche da FI e Lega. Tentativi di coprire il bug sulla legge intercettazioni. Una cosa è certa: il pacchetto Sicurezza - prima ddl, ora decreto - non fa bene alla democrazia ma neppure all’equilibrio “psico-politico” del centrodestra. Fino a ieri sera, al termine per la presentazione degli emendamenti nelle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera dove il dl è all’esame per la conversione prima di approdare in Aula il 26 maggio, i tre partiti della maggioranza di governo sono andati in fibrillazione per la pressione di una parte di Forza Italia che vorrebbe emendare il testo in alcuni punti e in particolare con una norma aggiuntiva che ponga riparo al caos prodotto dall’interpretazione della legge Zanettin sulle intercettazioni adottata dalle procure alla prova del nove.
di Errico Novi
Il Dubbio, 7 maggio 2025
Il segretario di Magistratura indipendente, gruppo “moderato”, impallina i colleghi progressisti: “I siluri al governo hanno impedito il dialogo sulle carriere separate. Dico sì all’amnistia”. Incredibile a dirsi, le toghe procedono divise verso la meta, il referendum fin-du-monde sulla separazione delle carriere. Con un’intervista al Giornale di ieri destinata a squassare l’associazionismo giudiziario, il segretario di Magistratura indipendente Claudio Galoppi spara a palle incatenate contro gli alleati/rivali, Area e Md. Una frase dice tutto: “Si è fatto dell’Anm uno strumento di contrapposizione politica al governo”, ma così si è persa l’occasione di “incidere concretamente nel percorso della riforma”, la modifica costituzionale sul “divorzio” tra giudici e pm. Colpa loro, è la convinzione di Galoppi, se la separazione delle carriere verrà approvata così com’è.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 7 maggio 2025
Il segretario di Mi Galoppi attacca la giunta. Il presidente Parodi in difficoltà. Lo stupore degli altri gruppi: così si rompe l’unità contro la riforma Nordio. Che la destra togata soffra moltissimo il clima teso che si è instaurato tra il governo e l’Associazione nazionale magistrati è cosa nota. Da ieri, però, questo disagio non è più confinato alle chiacchiere di corridoio e alle mezze parole, perché il segretario di Magistratura indipendente, con un’intervista al Giornale, è finalmente riuscito a trovare le parole giuste per definire la sua posizione. Che per molti versi è sovrapponibile a quella dell’esecutivo. Dice Galoppi, infatti, che l’Anm si è ormai trasformato “in un soggetto politico di opposizione” incapace di “instaurare un dialogo” con un governo che aveva la riforma della separazione delle carriere nel suo programma elettorale.
di Giulia Merlo
Il Domani, 7 maggio 2025
Galoppi critica la precedente giunta: “Faceva opposizione”. L’attuale presidente Parodi smorza, i progressisti attaccano. Oggi il “premier time”, con interrogazioni su riforme, Gaza e dazi. Separazione delle carriere in Senato senza relatore. Formalmente quasi tutti tacciono, ma il sismografo che registra le scosse interne alla magistratura associata ha vibrato con forza e il sisma ha avuto il suo ipocentro nel gruppo conservatore di Magistratura indipendente, l’epicentro nell’Anm. A provocare la scossa è stata un’intervista al Giornale del segretario Claudio Galoppi, che è toga navigata degli equilibri di corrente ed ex componente del Csm.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 7 maggio 2025
Task force di magistrati per smaltire l’arretrato nel civile: il senatore Zanettin boccia la proposta di Via Arenula. Che non piace neanche alle associazioni forensi. “Sinceramente sono perplesso circa la proposta di creare una task force di ben 500 magistrati che dovranno smaltire l’arretrato nel settore civile, per raggiungere gli obiettivi del Pnrr, svolgendo udienze solo da remoto e dunque in forma cartolare”, afferma il senatore Pierantonio Zanettin, capogruppo di Forza Italia in Commissione giustizia a Palazzo Madama, commentando così la notizia riportata dal Dubbio.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 7 maggio 2025
L’obiettivo è punire chiunque venda una lama ai minori, in esercizi commerciali oppure online. Serracchiani: “L’escalation è sotto gli occhi di tutti”. Una proposta di legge del Pd e un appello aperto alle altre forze per fermare i ragazzi con i coltelli: punendo chiunque venda una lama ai minori, in esercizi commerciali oppure online. Ma anche un’iniziativa più ampia per “tornare a un reale, efficace percorso di recupero dei ragazzi che commettono reati, che sono ormai tanti e vengono da vissuti, storie, ceti diversi “. E in fondo: una battaglia per non lasciare alla destra la parola “sicurezza”.
di Giada Lo Porto
La Repubblica, 7 maggio 2025
La donna protestava da 18 giorni per vedere il figlio. Secondo il pm i sanitari agirono correttamente, ma la famiglia farà opposizione. Non aveva più toccato né acqua né cibo per diciotto lunghissimi giorni. Quel rifiuto era stato il suo grido di disperazione: voleva vedere il suo bambino di tre anni. Non poteva perché, in carcere a Torino, stava scontando una condanna di 10 anni e sei mesi per tratta e immigrazione clandestina. In quella cella del Lorusso e Cutugno Susan John, nigeriana di 43 anni, ha perso la vita l’11 agosto 2023.
di Ludovica Lopetti
Corriere di Torino, 7 maggio 2025
Susan John “è parsa in grado di intendere e di volere, conscia del suo stato e delle conseguenze alle quali si sarebbe esposta continuando a rifiutare il vitto”. Quando gli operatori del carcere cercavano di convincerla ad alimentarsi, lei nascondeva la testa tra le mani e serrava le labbra. Lo ha fatto fino alle estreme conseguenze: alle prime ore dell’11 agosto 2023 la donna 43enne è stata trovata riversa nella cella, dopo 18 giorni di digiuno. La sua morte si poteva evitare? E se sì, qualcuno ha delle responsabilità? Non per il pm Mario Bendoni, che nelle scorse settimane ha chiesto l’archiviazione per quattro medici indagati con l’accusa di omicidio colposo.
di Gianni Alemanno*
Il Dubbio, 7 maggio 2025
Venerdì scorso, le 9 di sera. Finito di mangiare, ci predisponiamo ai nostri soliti rituali serali di cella: la partita a carte, la scelta del film da vedere alla televisione, All’improvviso si affaccia alle sbarre della nostra cella la più arrogante di tutte le guardie carcerarie del nostro Braccio, con in mano un rotolo di sacchi da immondizia. Chiama: “Antonio Z.” e subito dopo “Preparati, domani alle 6: 30 sei trasferito. Quanti sacchi ti servono per mettere la tua roba?”. Antonio, seduto sulla sua branda al secondo piano del letto a castello, trasecola, il suo volto assume i tratti dello sgomento. “Perché, cos’ho fatto? Dove mi portate?” domanda con voce già incrinata.
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