di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 13 dicembre 2024
Se la malattia del detenuto è incompatibile col regime carcerario, il detenuto potrà uscire dal carcere e scontare la pena in una struttura adeguata alle sue condizioni. È il senso dell’intesa tra Comune di Firenze, Servizi Sociali, Garante dei detenuti, Amministrazione penitenziaria, Azienda Usl Toscana Centro, Società della Salute di Firenze. La procedura siglata mette a punto i passaggi tecnici che ogni istituzione coinvolta dovrà fare una volta che sarà stabilita dal Tribunale di sorveglianza la condizione di incompatibilità con lo stato di detenzione in carcere. “È il risultato di un lavoro di confronto che abbiamo intrapreso da inizio mandato - spiega l’assessore al Welfare Nicola Paulesu.
ansa.it, 13 dicembre 2024
Il tema è stato dibattuto nel convegno “Nuovi approcci per la complessità detentiva - L’Italia protagonista del sistema penitenziario europeo: la sinergia tra normativa, formazione e professioni”. Presenti il Garante dei detenuti e il capo del Dap. Un patrimonio da tutelare, rafforzare e ripensare, partendo dagli spazi e da un rapporto più stretto con il territorio e con il contesto sociale. Gli istituti penitenziari e il sistema carcerario in Italia sono stati al centro del seminario che si è tenuto a Roma, nella sede della Lumsa Human Academy - Fondazione Luigia Tincani - dal titolo: “Nuovi approcci per la complessità detentiva - L’Italia protagonista del sistema penitenziario europeo: la sinergia tra normativa, formazione e professioni”.
di Rosanna Scardi
Corriere della Sera, 13 dicembre 2024
I messaggi dei detenuti della Casa circondariale di Cremona: “Sogno una polvere magica per riparare le crepe della vita”. Gli avvocati della Camera penale hanno organizzato una panettonata con loro, martedì 17 dicembre. Niente pranzo in famiglia, niente giochi con i nipotini. Il Natale per i detenuti della Casa circondariale di Cremona (557 secondo i dati di agosto per una capienza di 493) è un giorno come un altro. Celle di 5,5 metri per due se va bene, sempre chiuse (l’eccezione è per chi riesce a partecipare alle poche attività); e l’aria due volte al giorno nel “pollaio”, un piccolo atrio di cemento con i muri alti quattro metri dove si cammina seguendo il perimetro, uno dietro l’altro, con la sensazione ancora più forte di essere in gabbia. In prigione è molto difficile che i detenuti ricevano regali. A far visita a un piccolo gruppo di loro saranno, martedì 17 dicembre, alle 11, alcuni avvocati della Camera penale di Cremona. “Abbiamo ottenuto il permesso per una panettonata - racconta Micol Parati, presidente della Camera penale - porteremo i dolci della tradizione e brinderemo con l’aranciata. La struttura è nuova, il problema è il passaggio veloce dei detenuti, la presenza di un solo psichiatra e un solo medico, insufficienti a far fronte alle situazioni di depressione e fragilità; solo nel 2023 gli atti di autolesionismo sono stati 287; e poi gli educatori, sono tre anziché sei, di conseguenza le attività sono poche”.
di Paolo Di Stefano
Corriere della Sera, 13 dicembre 2024
Gli italiani tra i 16 e i 65 anni - secondo l’Ocse - sono drammaticamente sotto la media globale nella capacità di comprensione testuale, nella elaborazione matematica, nelle abilità cosiddette di “problem solving”. Gli ultimi dati Ocse, usciti martedì, rivelano che gli italiani tra i 16 e i 65 anni sono drammaticamente sotto la media globale nella capacità di comprensione testuale, nella elaborazione matematica, nelle abilità cosiddette di “problem solving”. Qualche giorno fa si è saputo che, secondo un’indagine dell’Aie (associazione editori), nell’ultimo anno i lettori sono diminuiti e sono diminuiti anche i libri venduti: solo gli under 24 resistono sui livelli di lettura dell’anno scorso. Numeri disastrosi che non dovrebbero preoccupare solo i noiosissimi ceti intellettuali.
di Barbara Stefanelli
Corriere della Sera, 13 dicembre 2024
Dopo la condanna dell’assassino della figlia il padre-orfano non ha manifestato né rabbia né sollievo. È un cittadino coraggioso, che si distingue per un altro genere di forza: per la caparbietà e la calma con le quali persegue “il bene comune”. Gino Cecchettin è un eroe moderno. Non un semidio, secondo mitologia classica, facile da rimuovere perché ormai non ci chiama né ispira. Bensì un cittadino mite e coraggioso, un uomo che si distingue per un altro genere di forza: per la caparbietà e la calma con le quali persegue “il bene comune”. Un padre che deve seppellire il corpo di una figlia ammazzata a coltellate (75 coltellate) e che sceglie di impugnare la speranza come una spada. Lo fa per lei, la sua secondogenita perduta, e per tutte le ragazze come lei, che possono ancora salvarsi. Perché - lo scrive nel libro Cara Giulia - “Tu avresti voluto una società fatta di persone che non si lasciano mai sopraffare dalla violenza e dalla negatività”. E lui questo fa, dimostrando quanta distanza c’è tra essere ottimisti, che nella vita è un privilegio, e non smettere di sperare, che è invece un esercizio possibile. Per tutti, tutte. Per chi crede in una giustizia superiore affidata a Dio, capace di offrire una direzione alla sofferenza, e per persone come Gino Cecchettin, un signore, laico, combattente. È come se avesse fatto suo, trattenendolo in positivo, il paradosso “non posso continuare, continuerò” che Samuel Beckett deposita davanti all’assurdità della vita e alla disperazione.
di Chiara Sgreccia
Il Domani, 13 dicembre 2024
Un disegno di legge pensato più per rispondere alle pance bieche del Paese che per creare sicurezza. Come si capisce leggendo gli articoli 29 e 32 che ostacolano l’operato di chi salva vite in mare e rendono più difficile l’integrazione di chi arriva da Stati extra Ue. “Ddl paura. Così abbiamo ribattezzato il disegno di legge sulla sicurezza pubblica in discussione al Senato. Perché dal ddl viene fuori la rappresentazione di un governo più spaventato che potente. Autoritario sì, ma che teme il manifestante, il migrante, il detenuto, chi è un outsider rispetto al loro schema di pensiero”. A parlare è Rossella Puca, giurista, che fa parte della rete No ddl Sicurezza.
di Fabrizio Caccia
Corriere della Sera, 13 dicembre 2024
Il presidente di Italia viva, Matteo Renzi, sarà in onda questa sera sul canale Syri di Tirana: “Farò un appello a Giorgia Meloni e al premier albanese Edi Rama. Ormai i soldi sono stati spesi, quasi un miliardo di euro. Trasformiamo il centro migranti (di Gjader, ndr) in un carcere per i circa 2mila detenuti albanesi reclusi in Italia. Riduciamo così il sovraffollamento dei nostri istituti di pena”. Ieri in Senato è andata ad intervistarlo la giornalista Luela Gaxhja, del programma Piranjat, una sorta di Iene albanesi, che gli ha svelato il “trucco” usato per fare il suo scoop sulla presunta “dolce vita” dei circa 100 poliziotti italiani in servizio in Albania: “Il resort degli agenti è blindato - ha raccontato la cronista - per avvicinarli mi sono offerta di andar loro a comprare le sigarette”. Dopo due mesi di attività i centri sono ancora vuoti, per via delle sentenze dei giudici italiani ispirate alle norme europee.
di Alessandro Fioroni
Il Dubbio, 13 dicembre 2024
Il presidente concede la grazia a 39 detenuti nel provvedimento anche 1.500 sconti di pena. Uno degli ultimi atti della presidenza di Joe Biden sembra avere un significativo riflesso sul capitolo giustizia negli Stati Uniti, soprattutto per quanto riguarda il mondo carcerario da sempre al centro di enormi contraddizioni. Il presidente Usa infatti ha lasciato una eredità al suo successore Donald Trump in netta controtendenza rispetto alle invettive legge e ordine del tycoon, prossimo a sedersi nello studio ovale della Casa Bianca. Biden ieri ha concesso la grazia presidenziale a 39 americani condannati per reati non violenti e ha commutato le condanne di quasi 1500 altre persone.
di Andrea Valdambrini
Il Manifesto, 13 dicembre 2024
La Ue non ha preso una posizione comune, ma la direzione dell’Alto Rappresentante sembra quella di favorire i rimpatri. All’inizio del mandato di Kaja Kallas, Alto rappresentante Ue per la politica estera che ha preso servizio questo dicembre, è piombata la caduta di Assad con la nuova fase politica in Siria, ancora tutta da decifrare. Un problema tra gli altri sembra preoccupare l’Europa: quello dei profughi siriani. Se la “ministra degli Esteri” di Bruxelles si mostra sicura verso il fronte ucraino, rispetto al quale ha maturato esperienza già come premier estone, molto meno risolute sembrano le sue mosse sul versante mediorientale. Ma le prime dichiarazioni di Kallas indicano l’auspicio di un governo stabile a Damasco, in modo da liberarsi il prima possibile dei profughi dalla Siria.
di Enrica Muraglie
Il Manifesto, 13 dicembre 2024
Quella in corso a Gaza “è la più grave emergenza del XXI secolo”. Così Paolo Pezzati, portavoce di Oxfam Italia, alla conferenza stampa convocata ieri alla Camera per chiedere al governo italiano di mettere in campo gli strumenti diplomatici che gli competono e contribuire a un immediato cessate il fuoco nella Striscia. “In prossimità del corridoio Filadelfia l’Idf ha attaccato 100 camion d’aiuti umanitari, provocando almeno 20 morti. 70 convogli sono stati portati via da bande armate”, prosegue Pezzati, ricordando la recente sospensione degli aiuti da parte dell’Unrwa attraverso il corridoio di Kerem Shalom. Per Rossella Miccio, presidente di Emergency, il bilancio totale di quasi 45mila morti è sottostimato: “Sono morti dirette, ma quelle per mancato accesso alle cure e per mancanza di cibo li conteremo, forse, alla fine del conflitto”. Nella nuova clinica che Emergency sta costruendo con fatica nel sud di Gaza, operativa dalla prima metà del prossimo mese, non è possibile montare neanche un desalinizzatore a causa dei continui blocchi imposti dalle autorità israeliane.










