di Francesca Novelli
Il Gazzettino, 1 aprile 2026
“Note di libertà e speranza. 1986 2026: Buon Compleanno Giotto!”: è questo il titolo del concerto che si terrà l’8 aprile alle 21 nella Sala Giotto della Fiera. L’evento, interamente gratuito, celebra i quarant’anni di attività della cooperativa sociale Giotto, realtà padovana impegnata nel reinserimento lavorativo dei detenuti e oggi modello di riferimento nazionale ed internazionale. Non a caso, il concerto sarà trasmesso in diretta in numerose città italiane tra cui il comune siciliano di Alcamo, con cui la Cooperativa collabora attivamente da anni e anche all’estero, in Paesi come il Brasile, il Venezuela e gli Stati Uniti.
di Caterina Soffici
La Stampa, 1 aprile 2026
I governi di cinque Stati membri dell’Ue stanno minando “in modo sistematico e intenzionale” lo Stato di diritto. C’è anche l’Italia nella lista della vergogna indicata di Liberties, la principale organizzazione europea per la difesa delle libertà civili. Siamo in buona compagnia: insieme a Bulgaria, Croazia, alla Slovacchia autoritaria e filorussa e ovviamente all’Ungheria di Viktor Orbàn, capofila di tutte le nefandezze e da 16 anni campo di sperimentazione politica del concetto di “democrazia illiberale”. Il rapporto 2026 è stato pubblicato lunedì 30 marzo, ottocento pagine di fatti e dati forniti da oltre 40 Ong in 22 Paesi. Liberties (Unione per le libertà civili in Europa) descrive i governi di Bulgaria, Croazia, Ungheria, Italia e Slovacchia come “demolitori” che stanno attivamente indebolendo lo Stato di diritto.
di Pietro Pellegrini
Il Manifesto, 1 aprile 2026
Nell’arco di poco tempo, per la seconda volta la Corte costituzionale viene interessata rispetto alla legge 180 poi inserita nella riforma sanitaria, la 833 del 1978. Infatti, con l’ordinanza del Tribunale di Firenze del 29 dicembre 2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale - Corte costituzionale n. 9 del 4 marzo 2026 - è stata sollevata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 35 della legge n. 833/1978 in materia di trattamento sanitario obbligatorio (Tso) in quanto non prevede esplicitamente la presenza di un difensore di fiducia nel ricorso che l’interessato ha facoltà di presentare al Giudice tutelare.
di Niccolò Nisivoccia
Corriere della Sera, 1 aprile 2026
La Corte costituzionale ha esplicitamente invitato il Parlamento, già più di una volta, ad adottarne una. È necessaria, una legge sul fine vita? Si può dire di sì almeno per tre ragioni.
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 1 aprile 2026
Il Governo non ha ancora comunicato (come invece prescrive la legge) i dati ufficiali su quanto gli italiani hanno “buttato” nel 2025 nel gioco d’azzardo. E niente. E niente. E niente. Non passa giorno senza che chi è preoccupato per la piaga della ludopatia, dopo aver inutilmente presentato più interrogazioni parlamentari, controlli se per caso il governo ha finalmente deciso di rispettare la legge e cioè di comunicare i dati ufficiali su quanto gli italiani hanno “buttato” nel 2025 nel gioco d’azzardo. Eppure quella legge non rispettata, ricordano i deputati democratici Virginio Merola e Stefano Vaccari, fu voluta e votata proprio dal governo Meloni: “In base all’articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, recante disposizioni in materia di riordino del settore dei giochi, il Ministro dell’economia e delle finanze trasmette, entro il 31 dicembre di ogni anno, ai Presidenti delle Camere una relazione sul settore dei giochi pubblici, contenente, tra l’altro, dati sui progressi in materia di tutela dei giocatori e di legalità, sullo stato di sviluppo delle concessioni e delle relative reti di raccolta, sui volumi della raccolta e sui risultati economici della gestione del settore”. Macché: zero carbonella. Tutti muti.
di Elisa Forte
La Stampa, 1 aprile 2026
La psicologa Chiara Volpato: “I giovani si ispirano a questi modelli sperando d’essere visti, ma noi continuiamo a non guardarli”. “Questi ragazzi vogliono essere visti. E noi continuiamo a non guardarli”. Lo dice Chiara Volpato, professoressa senior di Psicologia sociale all’Università Milano-Bicocca, mentre analizza il caso del 17enne di Pescara che pianificava una strage scolastica. Deumanizzazione, mascolinità tossica, Covid, guerra, solitudine, videogiochi violenti. Ecco l’anatomia dell’odio.
di Fiorenza Sarzanini
Corriere della Sera, 1 aprile 2026
Il segnale che arriva da Sigonella. Il governo Meloni frena gli Usa: tra difficoltà interne e nuova linea estera. La nota di Palazzo Chigi e le dichiarazioni pubbliche del ministro della Difesa Guido Crosetto, che sottolineano il “rispetto dei trattati con gli Stati Uniti” nella scelta di negare l’atterraggio agli aerei da guerra nella base di Sigonella, rappresentano una svolta importante. Perché è vero che il governo tiene a ribadire come i rapporti con l’alleato americano siano “solidi e improntati a una piena e leale collaborazione”. Ma è pur vero che dopo la decisione analoga adottata dalla Spagna e la posizione della Francia che ha negato agli aerei diretti in Israele il sorvolo del proprio territorio, l’Italia ha mostrato una presa di distanza importante e necessaria in un momento di gravissima crisi internazionale. E soprattutto di incertezza causata dalle mosse azzardate e imprevedibili di Donald Trump.
di Marcello Sorgi
La Stampa, 1 aprile 2026
Stavolta gli americani non potevano immaginare che favore hanno fatto a Meloni, uscita assai ammaccata dal referendum anche per colpa delle sue posizioni sulla guerra in Iran: quel “non condivido né condanno” percepito da tutti come segno di difficoltà nel prendere le distanze dall’amico Trump. Ma siccome la vittoria del No (e la corrispondente prima vera sconfitta di Meloni nelle urne) è stata determinata in buona parte dal voto dei ragazzi Propal che tutto quest’inverno avevano marciato contro la guerra, la premier non poteva trovare occasione migliore per far ripercorrere al ministro della Difesa Crosetto le orme del Craxi di quarantuno anni fa. Quando il leader socialista e capo del governo, proprio a Sigonella, nella notte tra il 10 e l’11 ottobre 1985, fece schierare i carabinieri contro i marines di stanza nella base, per impedire l’arresto di Abu Abbas, il mediatore indicato da Arafat per risolvere il sequestro terroristico della nave da crociera “Achille Lauro”, ad opera del Fronte per la liberazione della Palestina, che era costato la vita a un turista americano ebreo paralitico, Leon Klinghoffer. Una brusca riaffermazione della sovranità nazionale, sulla linea craxiana, “alleati ma non sudditi”, nei rapporti con gli Usa, che richiese un approfondito lavoro diplomatico per organizzare al più presto un incontro e una stretta di mano alla Casa Bianca tra lo stesso Craxi e il presidente americano Reagan. E una pagina politica che è entrata nella Storia.
di Domenico Quirico
La Stampa, 1 aprile 2026
Le missioni di pace sono fastidi nel mondo dove la violenza è legge. L’Onu: lo si sfoglia come un carciofo, e lo si lascia vivo, ma innocuo e quasi nudo come si è fatto con altre istituzioni riverite, che esistono, ma non possono nulla. L’Onu è una Dulcinea del Toboso orfana perfino di don Chisciotte. Nell’epoca di Trump, di Netanyahu, di Putin, nel tempo in cui l’odio è diventato l’insegnamento ufficiale, a cosa servono i caschi blu, i soldatini della pace con i loro blindati immacolati che mostrano le insegne qua e là ma con il divieto di intervenire a fucilate, di immischiarsi? A nulla. Forse c’è stata una epoca in cui vederli sfilare era un gesto protettivo che ispirava speranza ai derelitti della geopolitica.
di Lucia Capuzzi
Avvenire, 1 aprile 2026
La nuova legge israeliana reintroduce la pena capitale per terrorismo. Nel mirino però ci sono gli estremisti palestinesi. Le critiche dell’Onu e dei giuristi. “La morte va contrastata, non inflitta. Ho visto troppa morte nella mia vita. Ho incontrato troppe persone che, nella mia vita, hanno inflitto la morte. (…) Con ogni cellula del mio essere e con ogni fibra della mia memoria, mi oppongo alla pena di morte in tutte le sue forme”, scrisse Elie Wiesel nel 1989. Erano trascorsi quarantaquattro anni da quando l’autore e Nobel per la Pace era stato liberato da Auschwitz. Da quell’11 aprile 1945 e fino alla sua morte, nel 2016, aveva scelto di custodire e diffondere la memoria del “male assoluto” della Shoah. Affinché “mai più” potesse ripetersi.
- Anna Foa: “Con la pena di morte Israele introduce l’apartheid”
- In Afghanistan la resistenza la fanno le donne. Andando a scuola
- Cala il sipario sugli spettacoli dei detenuti. Ed è tutta colpa di una circolare del Dap
- Quell’odissea di Domenico: “bomba a orologeria” in cella a Rebibbia
- Più minori in carcere nonostante il tasso di criminalità in discesa: non si parli di “baby gang”










