di Ornella Favero
Il Riformista, 29 giugno 2024
“Tra gli strumenti che ci ha dato la Giustizia riparativa c’è la capacità di ascoltare la sofferenza che abbiamo inflitto”, racconti di un detenuto e di una vittima. “Omicidio di Carol Maltesi, i giudici dicono sì al reinserimento del killer con la giustizia riparativa”: è, questo, un titolo “esemplare” di quello che fa tanta informazione, prende un reato grave commesso di recente, una ragazza fatta a pezzi, e fa credere al lettore che, grazie alla Giustizia riparativa, l’assassino se la caverà con una pena da niente. Non è così, questa “strana” giustizia può però dare gli strumenti per lavorare sul tema dell’assunzione di responsabilità.
di Angela Stella
L’Unità, 29 giugno 2024
Sì in commissione all’articolo del Ddl sicurezza, respinti gli emendamenti delle opposizioni che denunciano: “A rischio anche gli studenti in sit-in”. Dopo una serie di sedute sconvocate nei giorni scorsi le commissioni Affari costituzionali e Giustizia alla Camera hanno ripreso ieri l’esame del ddl Sicurezza che dovrebbe arrivare in Aula il 25 luglio. In particolare i deputati hanno votato diversi emendamenti riferiti all’articolo 10 sul “daspo urbano” e all’articolo 11 sui blocchi stradali. Quest’ultimo prevede fino a un mese di carcere per chi, da solo, impedisce la circolazione su strade o binari delle ferrovie. Pena che aumenta fino a due anni se a bloccare la circolazione di veicoli o treni sono più persone insieme. Le opposizioni, con diversi emendamenti, hanno tentato di non modificare la normativa esistente, accusando la maggioranza di voler “impedire il diritto di manifestare, anche a quelli che vogliono fare un sit-in”, ad esempio agli studenti. Secondo il capogruppo di Avs in commissione Giustizia Devis Dori “il testo di questo provvedimento è stato scritto da qualcuno che aveva un manganello in mano, non una penna”.
di Francesca Galici
Il Giornale, 29 giugno 2024
Reclusione fino a 2 anni per chi, in gruppo, blocca strade e ferrovie: è il contenuto nel ddl Sicurezza con il quale si inaspriscono le pene per le manifestazioni pericolose non autorizzate. Stop ai blocchi stradali e ferroviari con il ddl Sicurezza all’esame delle commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera. Nonostante le proteste delle opposizioni, secondo le quali si tratta di un dispositivo realizzato allo scopo di “impedire il diritto di manifestare, anche agli studenti che vogliono fare un sit-in”, l’articolo 11 del ddl Sicurezza va a modificare il reato di blocco stradale e ferroviario da amministrativo a penale. Gli studenti, per fare i sit-in, hanno le piazze o possono chiedere le autorizzazioni alla questura, quindi la rimostranza delle opposizioni non coglie il punto, perché ignora completamente lo scopo, che è quello di evitare i blocchi di tangenziali e strade primarie nelle ore di punta da parte degli attivisti, causando enormi problemi alla circolazione.
di Francesco Paravati
rainews.it, 29 giugno 2024
Dopo il caso del 21enne che si è tolto la vita in cella a Frosinone riemerge il problema del sovraffollamento nei penitenziari. L’assessore Regimenti prepara un piano anti suicidi. Era in custodia cautelare per stalking il 21enne che si è tolto la vita in carcere a Frosinone respirando il gas della bomboletta da campeggio che i detenuti usano per cucinare. Pochi giorni prima era stato ricoverato per le sue condizioni psichiatriche, poi tornato in cella si è tolto a vita. È il terzo suicidio dell’anno nelle carceri del Lazio sovraccariche di quasi 1500 detenuti in più rispetto alla capienza ufficiale. Nei 14 istituti penitenziari della regione c’è posto solo per 5281 persone, invece sono rinchiusi in 6779. Regina Coeli è il carcere più sovraffollato: ospita 500 detenuti in più di quanto potrebbe e vanta il triste primato nazionale di 5 suicidi in un anno.
sicilia-fse.it, 29 giugno 2024
Sostenere l’inclusione sociale delle persone svantaggiate rafforzandone l’occupabilità attraverso iniziative di formazione e inclusione professionale. Con questo obiettivo, l’assessorato regionale della Famiglia e delle politiche sociali ha pubblicato un avviso pubblico per la presentazione di progetti per l’inserimento socio-lavorativo dei soggetti che stanno scontando una pena. Le risorse finanziarie ammontano a 9.166.293 euro a valere sul programma FSE+ Sicilia 2021-2027.
di Giovanni Del Giaccio
Il Messaggero, 29 giugno 2024
Era in attesa del processo, aperta un’inchiesta. È morto in cella, dopo avere inalato il gas della bombola del fornello da campeggio. È il terzo caso in Italia in poco più di 24 ore. È accaduto al carcere di via Cerreto, a Frosinone. La vittima è un ragazzo italiano di 21 anni. L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di giovedì, poco prima delle 15. La Procura ha aperto un fascicolo e sono in corso gli accertamenti da parte degli investigatori, ma sembrano esserci pochi dubbi sulle modalità del suicidio. La salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria e non è escluso che sia disposta l’autopsia. Sono stati anche acquisiti i documenti relativi alla detenzione e la cartella clinica della giovane vittima.
di Elisa Sola
La Stampa, 29 giugno 2024
Al centro clinico del carcere Lorusso e Cutugno un detenuto obeso non può muoversi dalla stanza al terzo piano. Manca anche l’ascensore. Costretto “all’ozio totale” perché pesa 160 chili. Intrappolato da un anno e mezzo in una cella. Prigioniero per la condanna che deve espiare. Prigioniero del suo stesso peso. Dal febbraio del 2023 Antonio Epicoco, 50 anni e 15 ancora da scontare per un omicidio commesso nel Montenegro nel 1998, vive bloccato. Non può alzarsi dalla sedia a rotelle. Non può fare due passi durante l’ora d’aria. Non può vedere nessuno. Vive al terzo piano del centro clinico del Lorusso e Cutugno, insieme ai carcerati come lui che hanno problemi di salute. Un luogo dove non c’è l’ascensore, nemmeno un montacarichi.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 29 giugno 2024
Nell’istituto penitenziario milanese inaugurato il laboratorio della scuola edile. Regina De Albertis, Assimpredil-Ance: “Cerchiamo di unire due esigenze: la mancanza di manodopera nel nostro settore e il bisogno di dare una seconda possibilità a persone che, dopo un periodo in carcere, vogliono cercare di ricostruirsi una vita ed essere reintrodotti nella società”.
di Sarah Martinenghi
La Repubblica, 29 giugno 2024
È uno dei nove detenuti hanno scelto l’indirizzo socio-sanitario con gli insegnanti dell’istituto Giulio. C’è tanto riscatto, una grande emozione e soprattutto molta soddisfazione. Ognuno di loro si è impegnato per superare le difficoltà incontrate in carcere, per qualcuno, detenuto nella sezione dell’alta sicurezza, lo studio sui libri e le lezioni con gli insegnanti hanno rappresentato un’ancora di salvezza, un appiglio di sopravvivenza psicologico e anche un importante spiraglio sul futuro. Se affrontare l’esame di maturità non è mai semplice per nessuno, farlo da detenuto è ancora più complesso e coinvolgente. Tanto per chi si è messo in gioco, quanto per gli insegnanti che li hanno preparati, spronati e osservati crescere e cambiare.
di Antonella Barone
gnewsonline.it, 29 giugno 2024
Ha cantato insieme ai detenuti, agli operatori penitenziari e a tutti gli ospiti i suoi brani più famosi, accompagnato al pianoforte dal maestro Gioni Barbera. Giulio Rapetti Mogol ha regalato ieri emozioni nella casa circondariale di Civitavecchia ma, soprattutto, ha offerto alle persone che stanno scontando una pena, un percorso importante di formazione e di crescita culturale. Un progetto che inizia con un concorso di poesia. “Anima Forte”, voluto dal maestro e realizzato, come lui stesso ha tenuto a specificare, insieme all’Università Cà Foscari di Venezia e alla società Dante Alighieri. “Abbiamo deciso di proporre ai detenuti di cimentarsi nella scrittura di poesie brevi che, in prospettiva, raccoglieremo in un libro” ha detto Mogol, che ha ringraziato i presenti “perché mi hanno fatto il regalo di esprimere con tanti applausi la loro gratitudine”.










