di Claudio Cerasa
Il Foglio, 22 aprile 2024
Segnali positivi in giro per l’Italia: da magistrati condannati per violazione del segreto istruttorio a maggioranze trasversali per riequilibrare i rapporti tra potere legislativo e giudiziario, fino ai moniti della Consulta. C’è speranza per il garantismo. Tu chiamale se vuoi emozioni garantiste. Come spesso capita quando il presidente della Repubblica sceglie di non lisciare il pelo della bestia mainstream, le parole utilizzate martedì scorso a Roma, durante una celebrazione in memoria di Vittorio Bachelet, sono state poco valorizzate dai giornali così detti antipopulisti, che scelgono con sapienza di azzannare il populismo solo quando è un bersaglio semplice, banale, scontato. Sergio Mattarella, a differenza di chi cerca ogni giorno di tirargli la giacchetta per trasformarlo in un argine contro il populismo meloniano, martedì ha usato parole interessanti, e sagge, per mostrare al pubblico una forma di populismo non meno pericolosa rispetto a quelle denunciate solitamente dai professionisti dell’antipopulismo e con un’espressione secca, parlando al Csm, ha detto quanto segue: “I componenti del Csm si distinguono soltanto per la loro ‘provenienza’. Hanno le medesime responsabilità nella gestione della complessa attività consiliare e sono chiamati a svolgere il loro mandato senza doversi preoccupare di ricercare consenso per sé o per altri soggetti”.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 22 aprile 2024
La riforma epocale della separazione delle carriere in magistratura, obiettivo politico solennemente dichiarato sin dalla campagna elettorale da questa maggioranza di Governo, e regolarmente annunciata come imminente un giorno sì e l’altro pure, ci rimanda inesorabilmente al poeta settecentesco Pietro Metastasio. Il quale, riferendosi al mito classico dell’Araba Fenice, scriveva con malinconico disincanto, “che vi sia ciascun lo dice/ dove sia nessun lo sa. Se tu sai dov’ha ricetto/ dove muore e torna in vita/ me l’addita e ti prometto/ di serbar la fedeltà”.
di Daniele Negri
Il Riformista, 22 aprile 2024
Quell’intesa che giudici e pm dovrebbero raggiungere. L’udienza preliminare è un punto d’osservazione privilegiato a questo riguardo. Durante il percorso processuale si tratta della prima occasione di confronto dialettico ad armi pari tra accusa e difesa, quest’ultima finalmente a piena conoscenza dei risultati investigativi. Luogo ideale per decisioni ponderate, prese a ragion veduta, senza più l’alibi dell’asimmetria che connota la precedente fase delle indagini, dominata dall’urgenza di provvedere sulla base degli atti presentati dal pubblico ministero a sostegno delle proprie richieste.
di Liana Milella
La Repubblica, 22 aprile 2024
Da 150 giorni manca il 15cesimo giudice della Corte, ma anche la terza votazione andrà a vuoto. Se ne riparla a dicembre quando scadranno altri tre giudici. Era il 18 marzo. E il presidente della Consulta Augusto Barbera, accompagnando la battuta con un sorrisetto ironico, ricordò al parterre di autorità presenti (e c’erano tutte…) che se il collegio è composto da 14 giudici, “e può capitare che la votazione finisca in parità, tocca al presidente decidere, e non è proprio la cosa migliore del mondo…”. E già, è proprio così, anche alla Corte, come al Csm, il voto del primo inquilino vale doppio se finisce pari. A palazzo Bachelet già ne abusa Fabio Pinelli, il vice di Mattarella. Dal segreto della camera di consiglio della Consulta invece non sono trapelati finora casi del genere. A meno che non facciano scuola le rivelazioni a carica ormai scaduta, come quelle teorizzate dall’ex giudice Nicolò Zanon nel suo libretto sulle “opinioni dissenzienti”, che rivendica di poter raccontare, senza incorrere nella violazione del segreto, quello che accadeva in quelle riunioni. Nonostante la fermezza di Barbera che l’ha definita “certamente una grave scorrettezza” aggiungendo però che sotto la sua presidenza “non partiranno denunce sotto il profilo penale”. Una considerazione molto forte che per nessuna ragione si dovrebbe dimenticare. Il segreto della camera di consiglio esiste; rivelare, a mandato scaduto, l’assoluta riservatezza di quelle discussioni viola le regole. E chi le conosce è libero, a sua volta, di criticarlo.
Il Centro, 22 aprile 2024
Un detenuto del carcere di Sulmona, Silvio Chiodo di 65 anni, è morto in cella, per un malore improvviso nel sonno. L’uomo, che pare non avesse accusato problemi di salute, è stato trovato senza vita dagli agenti penitenziari. Sulle circostanze della morte la Procura ha disposto accertamenti eseguiti nell’obitorio dell’ospedale di Sulmona, dove la salma è stata
di Pierpaolo Lio
Corriere della Sera, 22 aprile 2024
Gli episodi dal 2022, contestata anche una tentata violenza sessuale. L’indagine condotta con intercettazioni e telecamere interne all’istituto. Tentata violenza sessuale, tortura, lesioni e maltrattamenti. Sono i reati contestati ad alcuni agenti della polizia penitenziaria, alcuni dei quali ancora in servizio all’interno del carcere minorile Beccaria di Milano. La polizia e il nucleo investigativo regionale della Lombardia della Penitenziaria, coordinati dalla procura, hanno eseguito lunedì mattina un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tredici agenti della polizia penitenziaria, nonché la misura della sospensione dall’esercizio di pubblici uffici nei confronti di ulteriori otto dipendenti del Corpo.
La Repubblica, 22 aprile 2024
Reazioni nel mondo politico e carcerario all’inchiesta di Milano. L’Osapp e Scalfarotto chiedono l’intervento del ministro Nordio. “Su quello che è successo al Beccaria non posso ancora esprimere giudizi precisi. Però un giudizio più generico lo esprimo, cioè che il Beccaria è stato abbandonato per anni e anni, senza una direzione”. A poche ore dalla notizia degli arresti degli agenti di polizia penitenziaria del carcere minorile Beccaria di Milano, il sindaco Beppe Sala commenta le prime informazioni sulle presunte violenze sui detenuti che hanno portato all’arresto e alla sospensione di 21 agenti in totale. “Certe cose possono succedere. Possono, ma non dovrebbero. Vedremo cosa uscirà da questa indagine”, dice Sala.
di Stefano Brogioni
La Nazione, 22 aprile 2024
Sollicciano, un carcere “disumano” anche al Femminile. Per questo, il tribunale di sorveglianza, seguendo un orientamento ormai noto, ha concesso a una detenuta di 38 anni uno sconto di 42 giorni sulla pena da espiare, riconoscendole anche un indennizzo. Per il giudice Maria Elisabetta Pioli, che ha accolto il ricorso dell’avvocato Elisa Baldocci (il legale che aveva ottenuto un riconoscimento analogo, a dicembre, per un altro detenuto), per 469 giorni della sua reclusione, la detenuta ha subito un trattamento che viola l’articolo 3 della Cedu.
di Claudia Milani Vicenzi
Giornale di Vicenza, 22 aprile 2024
Al “Del Papa” il tasso di sovraffollamento è del 120%. Mancano anche psicologi e nell’ultima ala costruita ci sono problemi di riscaldamento e all’impianto elettrico. In tutta Italia allarme suicidi. I detenuti sono attualmente 365, quindi il tasso di sovraffollamento è del 120%. Mancano molte figure, dagli educatori agli agenti di polizia penitenziaria. “Quando sono entrato in carcere la mia prima sensazione è stata quella di essere fuori dal mondo, come non esistessi più. La vita all’esterno continuava ma senza di me. Ero stato “cancellato”. Quando, poi, sono uscito niente è stato più come prima”. Queste le parole di un ex detenuto. Parole che fanno riflettere sulla situazione carceraria oggi in Italia.
di Errico Novi
Il Dubbio, 22 aprile 2024
“Tutto sta nelle parole. Persino in quelle degli avvocati nei processi”. Padre Francesco Occhetta è una figura importante, in Vaticano, per l’incontro culturale fra teologia e società. Insegna alla Pontificia Università Gregoriana, facoltà di Scienze sociali, ed è impegnato nella “sovrintendenza” della basilica di San Pietro al fianco del cardinale Mauro Gambetti. Ma padre Occhetta, gesuita, è anche uno studioso di diritto, oltre che un teologo morale. E conosce perciò il peso che i concetti di vendetta, o di pena esemplare, assumono nel discorso pubblico.
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