di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 18 maggio 2026
Il presidente della Cei: “Pochi politici capaci di visione grande, il vero coraggio è sfuggire alla logica diabolica del riarmo”. “E chi l’ha detto che il dialogo è facile? Il dialogo richiede coraggio. Disarmarsi richiede coraggio. E richiede soldi. Non è gratis. Bisogna investirci, sul dialogo. Ma una cosa è certa: se si investisse sul dialogo la stessa mole di denaro che si spende per le armi i risultati sarebbero molto, molto, molto superiori in qualità e quantità. Nessuna guerra ha mai risolto il problema per cui era stata fatta. Al contrario il ragionare in una logica di insieme, di fraternità tra viventi, il fermarsi per aspettare chi è indietro, è l’unica via che porta alla salvezza di tutti. L’unica via per costruire speranza e fiducia nel futuro”.
di Luca Ricci
La Stampa, 18 maggio 2026
Come nel romanzo di Camus, anche il ritratto di Salim ci parla di solitudine. Siamo un popolo diviso e impoverito: così ogni luogo può diventare polveriera. Sembrerebbe la follia l’unico movente di Salim El Koudri. Non ci sarebbe altra ragione per spiegare ciò che ha fatto, il motivo per cui è piombato con una Citroën in una via dello shopping modenese e adesso deve rispondere dell’accusa di strage e lesioni aggravate. Sebbene la dinamica ricordi un attentato jihadista, Salim El Koudri non risulta radicalizzato ed è a tutti gli effetti un cittadino incensurato (di origine marocchina, è nato e cresciuto in Italia).
di Estefano Tamburrini
Avvenire, 18 maggio 2026
A migliaia dopo l’auto lanciata sui passanti in via Emilia: gli applausi ai cittadini che hanno fermato l’aggressore e l’appello all’unità del sindaco. Sulla vetrina frantumata è stato poggiato un ramo di rose bianche, con anche altri fiori. Lì, al civico 71 di via Emilia Centro, la Citroen C3 guidata da Salim El Koudri, ha schiacciato una persona, ricoverata insieme agli altri sette feriti. Per chi gira in centro sono i cinque passi più lenti e meditati del giorno. Qualcuno si ferma, abbassa gli occhi, sosta in silenzio. “Io ero lì, da sola, davanti a una persona ferita. Non sarei qui, se fossi passata dieci secondi prima. Non ho dormito” confessa Maria Rosaria Abruscia.
di Flavia Perina
La Stampa, 18 maggio 2026
La destra populista cavalca il caso per amplificare l’odio contro gli stranieri. Ma nel governo si apre una crepa: quell’approccio non ha più ritorni elettorali. La visita alquanto silenziosa di Sergio Mattarella e Giorgia Meloni a Modena - poche, pochissime parole oltre quelle dette in privato ai feriti - mostra come dovrebbe comportarsi ogni istituzione davanti ai fatti di cronaca che fanno rumore e sconcertano l’opinione pubblica. Ma rivela anche una nuova e significativa divergenza nella maggioranza, perché sul fronte del sovranismo duro e puro (Matteo Salvini e Roberto Vannacci in testa) la musica è tutt’altra.
di Elvira Serra
Corriere della Sera, 18 maggio 2026
A Singapore i bulli responsabili degli episodi più gravi saranno fustigati con una canna di bambù. Fino a tre colpi di bastone, eseguiti da personale qualificato, saranno autorizzati dal preside in assenza di alternative risolutive possibili. Lo studente redarguito deve avere almeno 9 anni e comunque, dopo, l’istituto monitorerà il suo benessere e i suoi progressi, offrendogli anche un supporto psicologico. Le ragazzine sono esonerate, come del resto prevede il codice di procedura penale di Singapore, che vieta la fustigazione sulle donne, ma la contempla per gli autori non ancora cinquantenni di reati come la rapina o la truffa. L’Organizzazione mondiale della sanità e l’Unicef hanno già bocciato l’iniziativa della città-stato, nonostante il ministro dell’Istruzione di Singapore, Desmond Lee, abbia assicurato che la fustigazione a scuola sarà applicata soltanto ai casi estremi e con protocolli rigorosi.
di Diana Ligorio
Il Domani, 18 maggio 2026
“La domanda non è soltanto “come dobbiamo punire il colpevole?” ma diventa “cosa si può fare per riparare la relazione che si è rotta con l’altro e con la comunità?”“, il concetto che spiega Federica Brunelli della Cooperativa Dike di Milano. “Così come accade nella giustizia penale, l’idea è quella di affiancare al sistema delle sanzioni disciplinari in ambito scolastico il modello della mediazione e della riparazione in una prospettiva di complementarietà”, spiega Federica Brunelli della Cooperativa Dike di Milano, capofila del progetto scuole riparative, promosso fin dal 2016 dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.
di Emma Bonino e Riccardo Magi
La Repubblica, 17 maggio 2026
A dieci anni dalla morte del leader radicale il ricordo non è sufficiente: bisogna prendere sul serio le sue battaglie. A dieci anni dalla morte di Marco Pannella, sono in tanti a ricordarne il ruolo nella storia italiana. Si propongono molte iniziative di commemorazione, se ne riconoscono le battaglie per i diritti civili, lo Stato di diritto, il garantismo, la dignità delle persone detenute. È giusto. Ma con Marco c’è sempre stato un rischio: trasformarlo in un’icona rassicurante, dimenticando quanto le sue battaglie continuino ancora oggi a disturbare le coscienze e a mettere la politica davanti alle proprie responsabilità.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 17 maggio 2026
L’analisi degli uffici del massimario. Il punto più “controverso”, per stesse parole dei giudici, è il fermo preventivo di dodici ore introdotto all’articolo 7. L’ufficio del Massimario della corte di Cassazione ha pubblicato la propria analisi dell’ultimo decreto sicurezza del governo, convertito in legge lo scorso 24 aprile. In 129 pagine pubblicate il 13 maggio gli ermellini hanno sottolineato tutte le criticità del quarto provvedimento securitario dell’esecutivo, a partire dai rischi di costituzionalità. Lo fanno appoggiandosi ai tanti pareri di costituzionalisti e penalisti che negli ultimi mesi hanno commentato e criticato il decreto. Solo un anno fa, per analisi simili che il Massimario pubblicò sul precedente dl Sicurezza e sul protocollo con l’Albania, i giudici finirono sotto il fuoco della maggioranza: Maurizio Gasparri di Forza Italia disse che quegli uffici erano stati “occupati dai centri sociali”.
di Irene Famà
La Stampa, 17 maggio 2026
Il presidente Tango: “Ora lavoriamo per i problemi reali della giustizia”. Il segretario: “Da Nordio rassicurazioni parziali”. È il giorno dell’orgoglio della magistratura. Dopo la vittoria del No al referendum costituzionale sulla Giustizia, l’Associazione nazionale magistrati si ritrova in Cassazione per l’assemblea di tutti gli iscritti. La soddisfazione per il successo del voto del 22 e 23 marzo è condivisa: “Abbiamo scelto la speranza e non ha deluso”. Ma è anche momento di bilanci: quale, ora, il ruolo della magistratura e dell’Anm? Ci sono le questioni interne e quelle della giustizia in senso più generale e i rapporti con il governo, da ricucire e rinsaldare dopo gli scontri dei mesi scorsi. Anche se il confronto di fine aprile con il Guardasigilli sembra aver segnato una sorta di equilibrio precario. “Da Carlo Nordio - spiegano i magistrati - abbiamo ricevuto rassicurazioni parziali sul tema della giustizia”.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 17 maggio 2026
Il Consiglio superiore peggio del Governo: nuovi divieti alle toghe Niente interviste o “canali informativi riservati”, ma solo comunicati o tutt’al più, “in via eccezionale”, conferenze stampa. Vietate “aggettivazioni enfatiche, dettagli superflui, denominazioni suggestive delle operazioni” e “ogni espressione che presenti l’indaga - to o l’imputato come colpevole”. Proibito citare tra virgolette le ordinanze di arresto, mentre sono raccomandate “rettifiche, precisazioni e aggiornamenti” se uno sviluppo successivo contraddice l’ipotesi d’accusa.
- Padova. Parte l’anno accademico in carcere. “Qui il sapere diventa libertà”
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- Treviso. Sicurezza e reinserimento sociale, l’Ordine degli ingegneri torna a Santa Bona
- Parma. “Medici in carcere, criticità gravissime, 12 mesi per ottenere il nullaosta”
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