di Davide Mattiello*
Il Fatto Quotidiano, 15 aprile 2023
Trent’anni fa veniva approvata la relazione “mafia-politica” dalla Commissione parlamentare antimafia presieduta dall’on. Luciano Violante: una relazione tanto lucida nel fotografare il presente quanto profetica. Forse persino al di là delle intenzioni dei suoi stessi redattori.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 15 aprile 2023
Il conduttore di Report, per rispondere ai penalisti, ricorda il papello in cui si chiede l’abolizione del 41 bis. Ma la tesi non torna. Ranucci, il conduttore di Report, per rispondere agli avvocati delle camere penali, tra le varie argomentazioni ricorda il papello in cui si chiede l’abolizione del 41 bis. Che Totò Riina non abbia sopportato questo istituto carcerario è scontato.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 15 aprile 2023
Giovedì 27 aprile la Corte di Cassazione emetterà la sua decisione sulla lunga e travagliata odissea giudiziaria che vede coinvolti in primis gli ex Ros Mario Mori e Giuseppe De Donno per la vicenda della cosiddetta Trattativa Stato-mafia.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 15 aprile 2023
Lo ha ribadito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 15625 depositata oggi, accogliendo, con rinvio, il ricorso dell’imputato. Nel caso di più reati commessi da un minore, ai fini della valutazione della “continuazione”, devono essere valutate anche le particolari condizioni di vita in cui egli si è venuto a trovare, considerata la condizione di particolare vulnerabilità connaturata alla minore età. Lo ha ribadito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 15625 depositata oggi, accogliendo, con rinvio, il ricorso dell’imputato.
di Francesca Zoncheddu
La Repubblica, 15 aprile 2023
La denuncia della Garante regionale dei detenuti Irene Testa: “Una tortura”. L’uomo è ricoverato nella struttura Aias di Cortoghiana, nel Sulcis-Iglesiente, affetto da picacismo, terribile patologia che lo porta a ingerire qualsiasi cosa gli capiti davanti.
di Massimiliano Nerozzi
Corriere di Torino, 15 aprile 2023
Avvocati e giudici discutono sulla “Detenzione amministrativa”. E c’è chi ha passato 180 giorni di isolamento dentro l’ospedaletto. Per ricordare come andava, dentro al Cpr di corso Brunelleschi: un immigrato si presentò all’udienza di convalida con una gamba gonfia il doppio dell’altra e undici (visibilissimi) punti di sutura sul collo, senza che il personale sanitario battesse ciglio; un altro, dichiaratosi omosessuale, fu spostato nell’allora “ospedaletto”, in una cella due metri per due, con unico contatto, le visite dei medici.
Corriere del Veneto, 15 aprile 2023
“A causa di ritardi nei lavori, non attribuibili all’attività del ministero della Giustizia, per l’inaugurazione del carcere minorile di Rovigo dovremo aspettare il 2024”. A parlare è Andrea Ostellari, sottosegretario leghista alla Giustizia con delega al trattamento dei detenuti, che ieri ha visitato il carcere di Rovigo accompagnato dal consigliere comunale del Carroccio Valentina Noce, attuale segretaria particolare del guardasigilli Carlo Nordio.
di Francesco Campi
Il Gazzettino, 15 aprile 2023
“Questo è un carcere modello per struttura e spazi, adeguati sia a chi lavora all’interno, sia a chi è detenuto, ma per un buon trattamento rieducativo serve anche il personale, che qui manca: fondamentale e importantissimo accendere un faro che deve illuminare il ministero e fare in modo che qui arrivi più polizia”.
di Giulia Poggiali
Il Tirreno, 15 aprile 2023
Inaugurato l’anno accademico alla Dogaia: le matricole sono 18. Studiare, laurearsi e riprogettare la propria vita mentre si sta scontando una pena, è una scelta sempre più diffusa tra i detenuti delle carceri italiane. Ieri, alla Casa circondariale La Dogaia di Prato, si è tenuta l’inaugurazione dell’anno accademico penitenziario, un’occasione che ha fornito importanti spunti di riflessione, a partire dall’importanza che riveste l’educazione nella vita di un detenuto.
di Serena Arbizzi
Gazzetta di Reggio, 15 aprile 2023
“Mi ritengo uno sconfitto, sul piano personale, perché mentre pensavo di perseguire un ideale di giustizia, mi sono accorto che negavo gli ideali di pace e fratellanza: creando i nemici in una logica di guerra, disumanizzi te stesso. Il 41 bis oggi è quello che era per noi l’articolo 90. Sono finito nelle carceri di massima sicurezza e nonostante ciò non è che il mio livello di belligeranza si fosse abbassato. Più il carcere era duro, più mi faceva indurire. La violenza crea solo violenza: non esiste quella giusta e quella sbagliata”.









