di Paolo Borgna
Avvenire, 30 luglio 2026
Il saggio di Chiara Tripodina, molto attuale, rilancia il messaggio dei Costituenti: i diritti non esistono senza responsabilità e senza solidarietà verso gli altri. Se dovessi parlare della Costituzione a ragazzi della scuola media, partirei da questo libro che la professoressa Chiara Tripodina pubblica in concomitanza degli 80 anni della Assemblea costituente: “L’età dei doveri - Costituzione e solidarietà” (Luiss Editore, pagine 304, euro 22,00). Perché la parola “solidarietà”, che accompagna ogni pagina del volume, è la chiave di lettura più persuasiva della nostra Carta. È la solidarietà che lega i “diritti inviolabili dell’uomo” e i “doveri inderogabili”: ricordati nell’articolo 2 “senza punti, né virgole, né punti e virgola” che li separino.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 30 luglio 2026
Si dovrebbe tracciare una linea di demarcazione profonda e invalicabile tra chi manifesta pacificamente e chi esercita la violenza. In via preliminare va detto che, in ogni diversa fase storica, un evento particolarmente significativo - in genere per la quantità di violenza espressa - finisce con il costituire una frattura profonda per tanta parte della gioventù cresciuta in quegli anni. Una frattura dolorosa e, per certi versi, irreparabile. Ovvero la scoperta, spesso traumatica, che a una domanda di diritti e libertà possa opporsi non solo una società adulta e variamente autoritaria, ma anche un nemico pericoloso: lo Stato, i suoi apparati, i suoi uomini. E che questi potrebbero operare fuori dalla legge e contro la legge.
di Gian Vittorio Caprara*
Il Domani, 30 luglio 2026
Gli ideali della democrazia, oggi in crisi, sono il risultato della comprensione della condizione umana. Gli psicologi possono avere un ruolo proattivo nel cogliere il senso delle trasformazioni odierne. Risulta sempre più evidente che l’attuazione della democrazia è ben più dell’enunciazione di un insieme di principi e del rispetto di un insieme di norme e procedure per la gestione della convivenza e la regolazione del potere; essa è infatti e prima di tutto una questione di visioni del mondo, di aspirazioni, convinzioni e abitudini condivise.
di Francesco Zaccaria*
Il Dubbio, 29 luglio 2026
Il modo in cui uno Stato tratta chi ha violato la legge dice molto della qualità della sua democrazia. È nelle carceri, più che altrove, che si misura la capacità delle istituzioni di coniugare sicurezza, legalità e rispetto della dignità umana. Quanto accaduto nelle scorse settimane nel carcere di Sollicciano, dove l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro di alcune sezioni per le gravi condizioni igienico-sanitarie, non rappresenta un episodio isolato, ma è il simbolo di una crisi strutturale che da troppo tempo attraversa il sistema penitenziario italiano.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 29 luglio 2026
Troppi detenuti al 41 bis, mafiosi di peso messi in cella accanto a detenuti fragili che ne subiscono la supremazia, smartphone che entrano in carcere con troppa facilità e servono a comandare da dentro. L’audizione del procuratore di Palermo Maurizio de Lucia davanti alla commissione Antimafia, presieduta da Chiara Colosimo, è stata questo: un elenco di fatti, senza una riga di dietrologia sul fenomeno mafioso. E su un punto ha messo un paletto che vale più di molte polemiche: il problema delle carceri di oggi non è quello degli anni Ottanta. “Il tema del controllo delle carceri non è quello degli anni 80 di Raffaele Cutolo che gestiva il carcere dove si trovava da padrone”, ha detto
di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 29 luglio 2026
Davanti alla Commissione Antimafia, il procuratore di Palermo ribadisce il suo allarme sugli istituti di pena in mano ai clan. E replica alle accuse di Nordio: “Il mio rispetto per la Polizia penitenziaria non può essere messo in discussione”. “Poche ore dopo essere entrati in carcere i mafiosi vengono muniti di apparecchi telefonici. Questa è una situazione che riguarda tutti gli istituti di pena”. In audizione di fronte alla Commissione parlamentare Antimafia, il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia torna a denunciare la situazione “fuori controllo” dei penitenziari italiani, nonostante la reazione rabbiosa avuta nei giorni scorsi dal ministro della Giustizia Carlo Nordio.
di Simona Musco
Il Dubbio, 29 luglio 2026
Mario Serio, componente dell’Ufficio del Garante nazionale dei detenuti, cosa ne pensa dell’allarme lanciato dal procuratore De Lucia sul controllo delle carceri da parte della criminalità? “Non è nuovo né privo di fondamento. Il procuratore parla di indagini in corso che hanno verificato l’esistenza di questi contatti tra detenuti, probabilmente in regime di alta sicurezza, ma forse anche di media sicurezza, e l’esterno. Non mi pare affatto che si sia sbilanciato in analisi di carattere generale come gli ha rimproverato il ministro. Parlava della propria esperienza giudiziaria, in primo luogo. In secondo luogo - e questo è non meno importante - non ha minimamente lasciato intendere che possano esserci delle collusioni con la polizia penitenziaria, nel modo più assoluto”.
di Catia Paluzzi
gnewsonline.it, 29 luglio 2026
Un protocollo di collaborazione che trasforma il principio del reinserimento sociale in un percorso concreto di formazione e lavoro. È da questa visione condivisa che prende vita G.I.O. - Generare Insieme Opportunità, il progetto sperimentale nato dalla collaborazione tra il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità e l’associazione Seconda Chance, con l’obiettivo di offrire ai giovani seguiti dai servizi della giustizia minorile nuove prospettive di crescita personale e professionale. L’iniziativa che ha preso avvio ufficialmente il 20 luglio 2026 in Veneto, rappresenta una delle prime esperienze strutturate finalizzate a coniugare formazione professionale, inserimento lavorativo e accompagnamento educativo in favore di giovani detenuti negli Istituti penali per i minorenni e di ragazzi e ragazze seguiti dagli Uffici di servizio sociale per i minorenni (USSM).
di Mario Ajello
Il Messaggero, 29 luglio 2026
Il ministro: “Nelle carceri mancano iniziative per il lavoro”. Alemanno aveva chiesto l’incontro appena aveva varcato la soglia di uscita da Rebibbia. Un incontro cordiale, e anche costruttivo. Quello a via Arenula, nella sede del ministero della Giustizia, tra Carlo Nordio e Gianni Alemanno. Era previsto che si vedessero, e Alemanno ha ringraziato il Guardasigilli per averlo accolto ed essere stato disponibile a una conversazione informale sul tema delle carceri. Che è gravissimo come sa bene Alemanno, il quale è uscito pochi giorni fa dalla sua detenzione a Rebibbia e come sanno tutti i detenuti e chiunque si occupi dell’universo penitenziario o abbia una sensibilità civile che impedisce di non vedere l’emergenza carceri.
di Simona Musco
Il Dubbio, 29 luglio 2026
“Siamo di fronte ad una vera e propria guerra ai ragazzini”. È definitiva e senza appello la sentenza di Stefano Anastasia, Garante dei detenuti del Lazio, che analizza così l’ultimo disegno di legge del governo relativo ai minori. Ovvero la norma sull’imputabilità tra i 14 e i 18 anni che consegna alla difesa l’onere di dimostrare la mancanza della capacità di intendere e di volere, un passo indietro persino rispetto al Codice Rocco. Un codice di matrice fascista che però riconosceva la necessità di valutare caso per caso la maturità del minore. Anastasia è intervenuto alla conferenza stampa promossa da Riccardo Magi, segretario di +Europa, insieme a Francesco Petrelli, presidente dell’Unione Camere penali Italiane, Rachele Stroppa, ricercatrice di Antigone, e Liviana Marelli, coordinatrice dell’Area Nuove generazioni e famiglie del Cnca.
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