di Mariateresa Mastromarino
Il Resto del Carlino, 27 luglio 2026
Colletta della famiglia per il processo: superati già gli 8mila euro. I legali dei poliziotti sulla ferita alla testa di Fakir: dimostra che il sangue alla nuca c’era da prima. In ginocchio di fronte al luogo in cui Abderrahim Fakir è morto. Con il pugno alzato e gli occhi chiusi. In un minuto di silenzio per rendere omaggio alla vita spezzata del 42enne marocchino, deceduto durante un fermo di polizia a Bologna. A una settimana dalla scomparsa, al Pilastro una “marcia popolare” invade le vie del rione. Questa volta, come era successo la sera stessa della morte, senza violenza. Senza scontri, disordini o guerriglie.
di Francesco Nania
La Sicilia, 27 luglio 2026
“Rispetto l’opinione del procuratore, ma è una valutazione personale”. Dal primo settembre dello scorso anno, l’avvocato Anthony De Lisi è il Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Ha assunto questo incarico con la consapevolezza delle profonde criticità che interessano il sistema penitenziario e con l’intento di mettere la propria esperienza al servizio della tutela dei diritti fondamentali, favorendo soluzioni concrete e un dialogo costante con le istituzioni.
Il Capoluogo, 27 luglio 2026
Nasce in Abruzzo il Protocollo di gemellaggio istituzionale tra i Garanti regionali delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. Il documento è stato siglato all’Aquila nel corso del “Festival del Sociale”, organizzato dall’assessorato alle politiche sociali della Regione Abruzzo. A firmare il patto di collaborazione, l’assessore regionale, Roberto Santangelo, la garante dei detenuti dell’Abruzzo, Monia Scalera e la coordinatrice nazionale del Forum dei Garanti regionali, Giovanna Francesca Russo, presente anche in vesti di garante della Regione Calabria.
tusciaweb.eu, 27 luglio 2026
Il ventinovenne era tra i dieci detenuti sotto inchiesta per la morte di Mohamed Chaanoun. Abdelkabir Talha, il detenuto di 29 anni che si è tolto la vita intorno alle 2 di domenica 26 luglio nel carcere di Mammagialla, era tra i dieci indagati nell’inchiesta sulla morte di Mohamed Chaanoun. Nei suoi confronti erano contestati i reati di rissa aggravata dalla morte di una persona e concorso in omicidio volontario. L’inchiesta riguarda la rissa scoppiata il 16 luglio nell’area passeggio della casa circondariale, al termine della quale Mohamed Chaanoun era morto dopo essere stato ferito.
di Luca Monaco
La Repubblica, 27 luglio 2026
Deyab Elnemr Ehab, egiziano, faceva la guida turistica al Colosseo: era stato arrestato l’11 febbraio. Il 10 luglio doveva andare a casa, l’11 è stato trovato morto in cella. “Era in salute”. Il 10 luglio scorso avrebbe dovuto lasciare il carcere di Rebibbia, dove era detenuto dall’11 febbraio scorso, per passare agli arresti domiciliari. E invece il giorno successivo, sabato 11 luglio, Deyab Elnemr Ehab, un uomo egiziano di 37 anni, è stato trovato morto in cella. L’ex moglie ha ricevuto la comunicazione dal carcere intorno alle 22. Poche parole, per informare la famiglia che Deyab non c’era più. Eppure la sua morte al momento resta un giallo sul quale indaga la procura. Il sostituto procuratore Andrea D’Angeli ha disposto l’autopsia, che è stata eseguita nei giorni scorsi all’istituto di medicina legale del Policlinico di Tor Vergata.
di Francesca Ciavarella
cronacaqui.it, 27 luglio 2026
L’Associazione radicale Adelaide Aglietta promuove una veglia di due ore davanti ai cancelli dell’istituto di pena. Appello della cittadinanza e delle istituzioni su sovraffollamento, fragilità e tutela della dignità umana. Il picco delle temperature estive riaccende i riflettori sulle criticità del sistema penitenziario italiano. Per puntare l’attenzione sull’emergenza negli istituti di pena, l’Associazione radicale Adelaide Aglietta ha promosso una maratona oratoria notturna in programma per domani, lunedì 27 luglio, dalle 22:30 alle 00:30, proprio davanti agli ingressi della Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” in via Adelaide Aglietta 35.
di Mariagiovanna Capone
Il Mattino, 27 luglio 2026
“Sconto una pena per amicizie sbagliate voglio guardare al futuro con speranza”. Per anni la sua vita è rimasta dentro un perimetro stretto e angusto. Oggi J.M., 41 anni tra pochi giorni, misura il futuro con strumenti diversi: una laurea in Scienze Gastronomiche mediterranee conseguita con 109/110, un lavoro in regime di semilibertà da pasticciere e il sogno di aprire un’attività propria dopo aver finito di scontare la pena, tra due anni. Il cambiamento è stato costruito lentamente, attraverso lo studio e la conoscenza.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 27 luglio 2026
In questi giorni il Teatro del Venti, realtà attiva negli istituti di pena della provincia di Modena, sta portando in tournée estiva lo spettacolo “L’aviatore errante e il Piccolo principe”, personale rivisitazione del capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry. L’autore di costumi e bozzetti, ancora una volta, è Hipnos, ospite della casa di reclusione di Castelfranco Emilia: “Nel mio futuro non vedo altro che teatro e arte”. Ogni giovedì Francesco si alza, beneficia del suo permesso di lavoro - articolo 21 - esce dall’istituto di pena, prende il treno e arriva a Modena, nella sede del Teatro dei Venti, realtà artistica e sociale attiva in carcere non solo con laboratori teatrali, ma anche con corsi di formazione sui mestieri del teatro.
ilpescara.it, 27 luglio 2026
I detenuti della casa circondariale San Donato di Pescara hanno coltivato un orto all’interno della struttura e donato il raccolto alla Caritas locale. L’iniziativa, che ha visto la collaborazione del personale penitenziario e la mediazione di suor Livia, è stata segnalata dall’Unione sindacati polizia penitenziaria (Uspp) tramite il segretario regionale Sabino Petrongolo. Il progetto ha preso forma nell’area verde situata a ridosso delle mura del carcere pescarese. I detenuti hanno lavorato con continuità alla coltivazione dell’orto, producendo alimenti freschi che sono stati poi consegnati alla Caritas di Pescara. Il raccordo tra l’istituto e la comunità esterna è stato reso possibile grazie a Suor Livia, descritta come una figura di riferimento da lungo tempo impegnata a supporto delle persone detenute all’interno della struttura.
rainews.it, 27 luglio 2026
L’iniziativa, raccontata dalla rivista dei detenuti Ponti, punta a trasformare la passione sportiva in uno strumento di inclusione, responsabilità e reinserimento sociale. Un club simbolico di tifosi del Venezia Calcio nasce all’interno della casa circondariale lagunare con l’obiettivo di fare dello sport uno strumento di rieducazione, socialità e partecipazione alla vita della comunità. L’iniziativa è stata presentata sulle pagine della rivista dei detenuti “Ponti”, che spiega come il progetto vada ben oltre la semplice passione calcistica.









