di Lorenzo Panzeri
giornalepopolare.it, 2 marzo 2026
Una domenica sera di alta tensione all’istituto penitenziario minorile Cesare Beccaria. Il 1° marzo, il carcere milanese è stato teatro di una nuova protesta scaturita da una lite tra detenuti, che ha richiesto il dispiegamento delle forze di sicurezza e dei vigili del fuoco. La rivolta, scoppiata nelle ore serali, ha seguito un copione ormai tristemente noto per la struttura di via Calchi Taeggi. Tutto sarebbe partito da un acceso diverbio tra giovani detenuti situati in celle diverse. Dalle parole si è passati rapidamente ai fatti, con il lancio di oggetti e aggressioni verbali incrociate. Come spesso accade durante questi momenti di tensione, sono stati appiccati dei piccoli fuochi all’interno delle celle. L’intervento preventivo dei vigili del fuoco ha permesso di domare le fiamme sul nascere, evitando che il fumo invadesse i reparti.
di Davide Imeneo
avveniredicalabria.it, 2 marzo 2026
Il prossimo 21 marzo, la Sala Monteleone del Consiglio Regionale della Calabria aprirà le porte a un confronto tecnico e istituzionale dedicato alla complessa realtà del sistema penitenziario e alle prospettive di reinserimento. L’iniziativa, strutturata come un dialogo a più voci, mira a esplorare il ruolo fondamentale delle diverse figure professionali che operano all’interno e all’esterno degli istituti di pena. Attraverso il contributo di accademici, psicologi, direttori penitenziari e magistrati, l’incontro analizzerà le pratiche educative, la gestione della salute mentale e l’applicazione delle misure alternative, offrendo una panoramica dettagliata sulle metodologie di lavoro d’équipe necessarie per trasformare il periodo di detenzione in un concreto percorso di recupero sociale.
calabriamagnifica.it, 2 marzo 2026
Il Rotary Club Catanzaro, insieme ad Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, CGM - Centro di Giustizia Minorile e Uiepe, avvia un laboratorio educativo per giovani detenuti tra lettura, scrittura e arti visive, con l’obiettivo di promuovere crescita personale e reinserimento sociale. Un laboratorio educativo per trasformare il tempo della detenzione in occasione di crescita. È questa la direzione scelta dal Rotary Club Catanzaro, che ha avviato un progetto dedicato ai giovani detenuti, costruito attorno a lettura, narrazione e arti visive come strumenti di consapevolezza e cambiamento.
di Andrea Loddo
monzatoday.it, 2 marzo 2026
La casa circondariale di via Sanquirico diventa un palcoscenico speciale e aperto a tutti. Lo spazio deputato alla visione degli spettacoli sarà la casa circondariale di via Sanquirico. Dove per i detenuti-attori avranno il loro riscatto in scena e dove ad aprile prenderà il via il progetto “Secondo atto - Festival di teatro e comunità di Monza, l’iniziativa ideata e organizzata dalla cooperativa Le Crisalidi e dall’associazione Geniattori, con il sostegno della Fondazione della Comunità Monza Brianza e del Comune di Monza, per valorizzare e dare spazio a esperienze teatrali nate all’interno degli istituti penitenziari. Utilizzando il linguaggio scenico come ponte tra la cittadinanza e la realtà carceraria e promuovendo il teatro quale strumento privilegiato di inclusione sociale e rieducazione.
di Battista Bruno
lacnews24.it, 2 marzo 2026
L’autore Francesco Garofalo: “Questo luogo misura la civiltà di una comunità”. Nel libro l’autore calabrese dà voce a detenuti e agenti: “La pena deve rieducare, nessuno è solo il suo errore. La giustizia autentica sa umanizzare”. “Anime sospese nell’ombra” è un viaggio umano e sociale dentro il mondo del carcere, raccontato attraverso testimonianze reali, esperienze vissute e riflessioni profonde sulle fragilità, le colpe e le possibilità di riscatto delle persone detenute. Il libro unisce l’analisi sociologica alla forza del racconto diretto, dando voce a storie spesso invisibili, sospese tra errore e speranza. Ne emerge uno spaccato intenso della realtà penitenziaria italiana, osservata non solo come luogo di pena, ma come spazio complesso in cui convivono sofferenza, umanità e desiderio di cambiamento. Ne abbiamo parlato con l’autore, il calabrese Francesco Garofalo.
di Giulio Sensi
Corriere della Sera, 2 marzo 2026
Ragazze e ragazzi attivi nella vita sociale e non si ritrovano nei canali istituzionali. Meno in parrocchia, più nei circoli sportivi. Si coinvolgono per l’ecologia e i diritti. Sempre più distanti dalla politica, sempre più vicini alla vita sociale. I giovani in Italia partecipano a loro modo, ma partecipano. Il ritratto da questa prospettiva dei giovanissimi in Italia ricavato dai dati raccolti da Istat è chiaro: il 44,7% delle persone fra i 14 e i 19 anni svolge attività di partecipazione sociale. Che poi diminuisce al crescere dell’età. Al contrario la gran parte dei ragazzi e delle ragazze fra i 14 e i 17 anni - il 63,5% - e quasi la metà di quelli fra 18 e 19 anni (45,8%) non parla mai di politica. Pochi sono quelli che si informano: lo fa almeno una volta a settimana il 16,3% dei ragazzi di 14-17 anni e poco più di un terzo (34,6%) dei 18-24enni.
di Sara Volandri
Il Dubbio, 2 marzo 2026
Il 10 dicembre 2025 l’Australia è diventata il primo Paese al mondo a vietare per legge l’uso dei social network ai minori di 16 anni. Si tratta di un divieto vero e proprio e non un rafforzamento dei parametri di controllo parentale. La norma obbliga piattaforme come Instagram, X, Threads, TikTok, YouTube e Reddit a eliminare gli account dei minori, pena sanzioni economiche rilevanti. La responsabilità è interamente in capo alle aziende tecnologiche, chiamate a implementare sistemi di verifica dell’età considerati efficaci dalle autorità. La mossa australiana ha avuto un immediato effetto domino. L’assemblea nazionale francese ha approvato lo scorso gennaio una legge simile, che proibisce l’accesso ai social per i minori di 15 anni e punta a rafforzare la protezione digitale attraverso obblighi stringenti di verifica dell’età. La Spagna da parte sua varerà nei prossimi mesi lo stesso provvedimento australiano con il limite dei 16 ann: “Le reti sociali sono diventate uno Stato fallito, dove si ignorano le leggi e si tollerano i reati” ha tuonato il premier iberico Pedro Sanchez annunciando la legge.
di Adele Borghese
Il Dubbio, 2 marzo 2026
Nel 2024 il Parlamento francese ha costituito una commissione d’inchiesta su adolescenti e social che ha prodotto un rapporto molto interessante: “Rapport de la Commission d’enquête sur l’impact de l’exposition des jeunes aux écrans et aux réseaux sociaux”. Il rapporto parte da una premessa: “L’esposizione precoce e massiva dei minori alle piattaforme sociali costituisce un rischio per la loro salute fisica, psichica e per il loro sviluppo cognitivo”. Il documento precisa subito che non si tratta semplicemente di cattive abitudini educative o di mancanza di vigilanza dei genitori: “I sistemi di raccomandazione automatica mirano a massimizzare il tempo di utilizzo e conducono i minori verso contenuti sempre più coinvolgenti, anche quando risultano dannosi”. La commissione, dopo le audizioni di medici e psicologi dello sviluppo, arriva a una conclusione netta: il problema non è soltanto l’uso, ma la struttura delle piattaforme.
di Antonio Polito
Corriere della Sera, 2 marzo 2026
Quando il Vecchio Continente si scopre debole. Il mondo della forza: la guerra diventa chirurgica e L’Europa non sa che fare. Assistiamo attoniti e impotenti a un’altra guerra, un’altra volta. Il grado di estraneità dell’Europa dal Grande Gioco che sta cambiando gli equilibri mondiali è testimoniato dalla sorpresa che ha colto il nostro ministro della Difesa (e il questore di Roma) in viaggio a Dubai proprio mentre il conflitto scoppiava. I nostri sentimenti sono divisi. Da un lato c’è l’amara e allarmata constatazione che il mondo è sempre più regolato dalla forza. La guerra come “mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”: praticamente ciò che, nella nostra Costituzione, ripudiamo.
di Barbara Cottavoz
La Stampa, 2 marzo 2026
“Non ho nessuna notizia da Ahmad” dice Vida Mehrannia, stremata dall’ennesima assenza di informazioni sulle condizioni del marito Ahmadreza Djalali, rinchiuso in una cella di Evin, il famigerato carcere di Teheran, e condannato a morte. Quando Israele aveva attaccato a giugno, il medico e ricercatore del centro Crimedim dell’Università del Piemonte Orientale, era stato prelevato e portato in una località sconosciuta da cui non aveva potuto dare notizie di sé per tre mesi. La moglie ora teme che accada di nuovo. Il ricercatore specializzato nella Medicina dei disastri è stato arrestato il 25 aprile del 2016, pochi mesi dopo il suo trasferimento a Stoccolma da Novara, dove aveva abitato e lavorato tre anni. È stato accusato di essere una spia al soldo di Israele e condannato all’impiccagione. Fino ad ora la sentenza non è ancora stata eseguita, nonostante alcune messinscene macabre e crudeli, perché Djalali poteva tornare utile al regime come moneta di scambio, grazie alla cittadinanza svedese, che gli era stata concessa nel frattempo, e ai rapporti di lavoro con Belgio e Italia.
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