di Costantino Pistilli
linkiesta.it, 2 marzo 2026
Dopo il ritiro delle forze curde e il taglio dei fondi internazionali, migliaia di persone sono fuggite dal campo siriano che ospita famiglie legate allo Stato Islamico. Tra minori non censiti e radicalizzazione diffusa, l’Europa rischia di pagare il prezzo di anni di rinvii. Un anno fa l’amministrazione Trump sospendeva i finanziamenti a Usaid, l’agenzia indipendente creata da John F. Kennedy e operativa per sessantaquattro anni in più di cento Paesi, mettendo in difficoltà numerose aree vulnerabili e ad alto rischio. Come nel nord della Siria, dove sopravvivono i campi di al-Hol e Roj. Tra i più grandi insediamenti al mondo per famiglie legate allo Stato Islamico.
di Valerio Calzolaio
ilbolive.unipd.it, 2 marzo 2026
Il 24 novembre 2025, una delegazione di parlamentari turchi ha visitato il detenuto Abdullah Öcalan, nel carcere dell’ormai disabitata isola di Imrali. Mandela rimase imprigionato per circa lo stesso (incredibile) tempo, per qualche mese in meno proprio sull’isola carcere di Robben Island e, comunque, con centinaia di altri reclusi, quasi tutti “politici” e colleghi di partito. Mentre la geopolitica mondiale è travolta da guerre e dazi oltre che da sconvolgimenti in secolari alleanze verso incerte prospettive, mentre la Turchia svolge spesso una funzione di primo piano per contatti e trattative su più scenari oltre che da blocco per migranti euroasiatici (spesso forzati), mentre i diritti fondamentali degli individui umani restano formalmente sanciti e sempre meno rispettati nei singoli paesi (ricordate l’arresto proprio in Turchia del sindaco di Istanbul, potenziale candidato unitario dell’opposizione?) e nelle sfere d’influenza anche europee (come nel cimitero Mediterraneo), c’è da decenni un uomo solo nell’istituto penitenziario di sicurezza di un’isoletta vicina. I fatti.
di Coordinamento Carcere Due Palazzi
Ristretti Orizzonti, 1 marzo 2026
Da alcuni giorni abbiamo deciso di pubblicare le schede che riguardano le persone detenute di Alta Sicurezza improvvisamente trasferite da Padova dopo anni di attività rieducative. Abbiamo notizie di numerosi trasferimenti di persone detenute AS3 da Parma e ci interroghiamo su questo ‘piano di riorganizzazione’ delle sezioni di Alta Sicurezza, su motivazioni e finalità. E sulle conseguenze per la vita delle persone.
di Francesco Esposito*
instagram.com, 1 marzo 2026
Se sei ristretto e hai problemi di salute oltre alla condanna da espiare avrai la tortura di soffrire mentre sei malato e, spesso, morire d’incuria. Ma si può fare qualcosa? Secondo me sì e vediamolo in qualche punto: partire dal concetto che anche la salute del detenuto degrada e che non sono tutti malati immaginari, questa è la base; più libertà e autonomia al medico penitenziario che dovrebbe avere anche più potere per invii a strutture ospedaliere per esami primari di routine; i farmaci devono essere prescritti con visita e dialogo confidenziale medico-paziente proprio come si fa fuori; ci vuole un’assistenza di notte per le emergenze e un’apertura celere dei blindati in caso di malessere.
Sicurezza, il 60% degli italiani boccia il Governo. Ma uno su 2 vuole lo scudo penale per gli agenti
di Alessandra Ghisleri
La Stampa, 1 marzo 2026
Il tema della sicurezza resta uno dei cardini del dibattito pubblico e politico italiano. I numeri lo dimostrano con chiarezza: il 46,4% dei cittadini intervistati da Only Numbers per la trasmissione Realpolitik si dice favorevole allo scudo penale per le forze dell’ordine. Un dato significativo, che racconta di un Paese che, pur tra paure e tensioni, riconosce la delicatezza e la complessità del lavoro svolto quotidianamente da donne e uomini in divisa. Emerge una condivisione quasi totale tra gli elettori dei partiti di governo (84,5%), mentre tra le opposizioni solo uno su tre sostiene questa posizione (28,5%). Eppure, i numeri raccontano anche altro.
di Giovanni Maria Flick
Avvenire, 1 marzo 2026
Le modifiche proposte dalla riforma affrontano criticità note dell’ordinamento giudiziario e richiamano precedenti della giurisprudenza di legittimità, ma lasciano aperti interrogativi sul metodo seguito e sulla qualità del confronto istituzionale. La revisione costituzionale può condurre legittimamente a sostenere dal punto di vista tecnico sia argomentazioni a sostegno del Sì quanto del No. Sembrerebbe più di buon senso una posizione “impossibile” a sostegno del “Ni”; occorre comunque intendersi sulla effettiva portata delle modifiche costituzionali proposte e sul loro contesto istituzionale. Il principio della separazione delle carriere non sconcerta e la sua compatibilità con i princìpi costituzionali attuali, anche solo con legge ordinaria, è stata riconosciuta esplicitamente anche dalla Corte costituzionale (con sent. n. 37/2000). Dopo la recente riforma “Cartabia” dell’ordinamento giudiziario il sistema è peraltro già improntato a una separazione delle funzioni, che rende più difficile il passaggio da quella requirente a quella giudicante.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 1 marzo 2026
Secondo Tatiana Montella, è un’operazione specifica che rientra nelle più ampie politiche repressive di questo governo, espressione di una certa ideologia. I concetti di consenso e dissenso hanno alla base un diverso tipo di relazione: nel primo caso c’è un rapporto di parità; il secondo presuppone uno sbilanciamento di potere: “Deresponsabilizza completamente l’abusante rispetto all’atto sessuale”. Il disegno di legge Bongiorno che vuole introdurre il concetto di dissenso nel reato di violenza sessuale non è un intervento isolato.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 1 marzo 2026
La manifestazione nella Capitale aperta dai centri antiviolenza: “Senza consenso è stupro, la destra deve ritirare la norma”. “Senza consenso è stupro”. I tempi in cui si deve scendere in piazza per ribadire l’ovvio sono quelli più insidiosi. Eppure, ancora una volta, le donne ieri hanno manifestato per bloccare la deriva retriva del paese. La destra al governo ha ideato una legge che peggiora la tutela legale delle vittime in caso di stupro e violenza. La premier Giorgia Meloni e la senatrice leghista Giulia Bongiorno hanno trasformato la proposta di legge bipartisan sul consenso, che doveva accogliere la Convenzione di Istanbul, nel suo esatto contrario: una norma il cui perno è la volontà contraria della vittima all’atto sessuale.
di Frank Cimini
L’Unità, 1 marzo 2026
Si indaga per quattro anni su una persona, alla spasmodica ricerca di un reato che non c’è “e forse ci sarà mai” (avvertimento del gip al pm alquanto inconsueto). Siamo nell’ambito della caccia ai misteri inesistenti del caso Moro. A partire dalla perquisizione dell’8 giugno 2021, con sequestro di un ponderoso archivio strumento indispensabile di lavoro, hanno rovinato la vita di Paolo Persichetti, ricercatore storico, un passato lontano in un gruppo della lotta armata che secondo chi indaga dovrebbe impedirgli studio e approfondimento della storia.
di Costantino Cossu
Il Manifesto, 1 marzo 2026
In base al piano del governo, la regione dovrebbe ospitare 240 detenuti al 41bis su 749. Sono quasi 10mila in Italia, su una popolazione di circa 54mila detenuti, i reclusi appartenenti al circuito dell’alta sicurezza. Di questi, 749 sono sottoposti al regime speciale previsto dall’articolo 41 bis e sono ospitati attualmente in 12 penitenziari. Il governo ha predisposto un piano, elaborato dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, che prevede la loro concentrazione in soli sette istituti penitenziari: Alessandria, L’Aquila, Parma, Vigevano, Nuoro, Sassari e Cagliari.
- Sardegna. In piazza per dire “no” al trasferimento nell’isola dei detenuti in 41 bis
- Biella. “Il Garante dei detenuti? Dovrebbe essere esperto, competente, autonomo e indipendente”
- Taranto. “Detenuto con problemi psichici in cella con solo un materasso per terra”
- Terni. Emergenza sicurezza al carcere, Verini e Spinelli: “Non c’è tempo da perdere”
- Rovigo. Una “squadra” di volontari per il carcere minorile











