di Eleonora Martini
Il Manifesto, 24 luglio 2026
La retroattività della norma, in particolare, violerebbe il diritto comunitario. Bollino rosso sul cosiddetto decreto Tajani (dl n. 36 del 28 marzo 2025, convertito poi in legge a maggio dello stesso anno), quello che il governo Meloni ha ritenuto assolutamente “necessario e urgente” perché bisognava, a dire degli esponenti delle destre, porre un freno alla cosiddetta “cittadinanza facile” o “industria della cittadinanza” italiana all’estero. Ieri la Corte costituzionale ha rinviato la legge 74 dell’agosto 2025 alla Corte di giustizia europea (Cgue) affinché chiarisca se le restrizioni imposte alla trasmissione della cittadinanza italiana per discendenza (iure sanguinis) siano compatibili con il diritto dell’Unione europea.
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 24 luglio 2026
“La situazione è fuori controllo”. La raccolta del settore è aumentata del 17% nel primo trimestre rispetto al 2025. Con questo trend si salirebbe a 190 miliardi a fine anno. Il boom dell’online e “il dramma di una società che non sa più sperare”. Non si ferma l’affare dell’azzardo ed è nuovo record. Nel primo trimestre del 2026 la raccolta ha raggiunto l’incredibile cifra di 45 miliardi e 440 milioni, con un aumento di più del 17% rispetto allo stesso periodo del 2025 quando con 38 miliardi e 755 milioni era già stato record. I dati, infatti, sono in continua crescita e ogni anno è un nuovo record: nel 2022 erano 30 miliardi e 607 milioni, nel 2023 sono saliti a 35 miliardi e 26 milioni, nel 2024 altro incremento a 37 miliardi e 719 milioni.
di Alberto Negri
Il Manifesto, 24 luglio 2026
La guerra di Usa e Israele contro l’Iran, che si estende dal Libano al Mar Rosso. Ma come abbiamo visto è sempre la stessa guerra. L’Ucraina, intanto, è in corso dal 2014, quella del Sudan dura da non si sa quanto. Fine guerra mai? Il terribile sospetto, corroborato da diversi indizi, coglie in questo periodo più di qualche esperto. Lawrence Freedman, professore emerito in studi sulla guerra al King’s College di Londra, nel 2025 ha scritto un articolo significativo su Foreign Affairs. Intitolato “The age of forever wars” (“L’epoca delle guerre infinite”). Un saggio di incombente attualità. Nessuna guerra del Medio Oriente è mai finita negli ultimi 45 anni.
di Luca Miele
Avvenire, 24 luglio 2026
La distruzione di ogni vestigia del diritto internazionale non è un evento improvviso. Viene da lontano. Ma alla fine di questo tragitto c’è l’equiparazione tra civili e combattenti. Il ritorno alle armi nello scacchiere mediorientale, con i raid statunitensi sull’Iran da una parte e lo stillicidio di attacchi a Gaza dall’altra - oltre alla guerra “infinita” in Ucraina - certifica la profondità di un movimento in atto ormai da tempo: siamo entrati in un’era di indistinguibilità tra guerra e pace, guerra e terrorismo, guerra e politica. La porosità e la reversibilità dei termini - si può chiamare pace un tempo segnato da una corsa ossessiva al riarmo?
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 24 luglio 2026
L’omicidio di Mattia Ahmet Minguzzi, un quattordicenne ucciso a coltellate il 24 gennaio 2025 in un mercato di Istanbul da due coetanei che non conosceva, ha profondamente scosso l’opinione pubblica turca e ha riacceso il dibattito sulla disciplina della giustizia penale minorile, in particolare sull’adeguatezza delle pene previste per i minori responsabili di omicidio. Il processo si è concluso con la condanna dei due principali responsabili a ventiquattro anni di reclusione, la pena massima prevista dall’ordinamento turco per gli imputati minorenni.
di Simona Carnino
La Repubblica, 24 luglio 2026
Quello che contiene gli abiti (rigorosamente bianchi) e il cibo inviati dalle famiglie ai 92 mila arrestati nella guerra ai narcos del presidente Bukele. All’interno, nascosti, i messaggi per i detenuti. Spesso innocenti. Una volta al mese, Isamar Granados e Reina Hernandéz si svegliano alle 4 del mattino e ci mettono cinque ore per arrivare a San Salvador dalla piccola isola El Espiritu Santo. Poi salgono su un microbus che scende in una conca della capitale che sa di non ritorno. Capiscono di essere vicino al carcere La Esperanza, detto La Mariona, quando il telefono smette di prendere. Mentre dalle torrette del penitenziario, le guardie riprendono ogni movimento, loro si avvicinano all’ingresso e da quattro anni fanno sempre la stessa domanda: “Sono ancora qui?”.
di Raffaella Calandra
Il Sole 24 Ore, 23 luglio 2026
Al via le gare d’appalto per nuovi moduli e padiglioni Solo 7 milioni per le Case di comunità: 55 le domande presentate. Il momento peggiore è il pomeriggio. Quando alle alte temperature si aggiunge il caldo di muri di cemento e grate di ferro. Allora un minifrigo diventa un’oasi di refrigerio, ma più spesso è un miraggio in settimane da bollino rosso, 40 gradi e sovraffollamento record. Così da Torino a Bologna, da Cagliari a Genova, da Poggioreale a Rebibbia a Bellizzi (Av), dove a mancare non di rado è proprio l’acqua con tutto quel che comporta, quasi 65mila detenuti vivono una nuova torrida estate. Tra allarmi, sigilli e l’ultima condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo per la morte nel 2019 di un uomo in cella.
di Raffaella Calandra
Il Sole 24 Ore, 23 luglio 2026
Il commissario straordinario all’edilizia penitenziaria: “9.696 posti in tre anni; opere per 758 mln, in parte già finanziate”. Lo paragona ad una “matrioska”, un incastro di interventi vecchi e nuovi, “in collaborazione con Dap, Giustizia Minorile e Mit, sotto la regia di Palazzo Chigi”. Per “una risposta strutturale al sovraffollamento”. Atteso da mesi, preceduto e seguito da critiche, il piano per l’edilizia penitenziaria approda in Consiglio dei Ministri con l’ambizione di “non costruire solo celle, ma recuperare dignità, sicurezza e funzionalità”, assicura il commissario straordinario all’edilizia penitenziaria, Marco Doglio. Anche “attraverso una valorizzazione immobiliare su vasta scala”, scandisce il manager chiamato da Cassa Depositi e Prestiti per accelerare le procedure.
wesud.it, 23 luglio 2026
L’ondata di caldo eccezionale di queste settimane sta semplicemente mettendo a nudo una paralisi strutturale che dura da anni. Negli istituti di pena italiani il sovraffollamento, la fatiscenza delle strutture e la perenne carenza di organici hanno raggiunto livelli non più sostenibili. A lanciare l’allarme è il Coordinamento Nazionale Dirigenti Penitenziari (CNDP) della FSI-USAE, che punta il dito contro un approccio politico ritenuto del tutto disconnesso dalla realtà quotidiana degli istituti. Secondo la sigla sindacale, le criticità del sistema non dipendono da improvvise fatalità, ma da carenze stratificate nel tempo. A pagare il prezzo più alto sul campo sono i Direttori e gli agenti di Polizia Penitenziaria, costretti a coprire turni scoperti e persino mansioni burocratiche e amministrative per evitare il blocco totale delle attività interne.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 luglio 2026
Dal 2022 la tensione all’interno del Governo in materia di giustizia non era stata mai così alta come adesso. A creare la frattura è sempre il tema delle intercettazioni e gli “emendamenti Melillo” rispetto ai quali Fratelli d’Italia e Forza Italia restano distanti. Il tema, come raccontato ieri da Repubblica, è stato al centro di un vertice a Palazzo Chigi convocato per parlare di energia ma allargatosi anche alla questione degli ascolti. La presidente del consiglio Meloni avrebbe mantenuto il punto garantendo che “non si tratta di intercettazioni a strascico, ma solo per reati gravissimi”.
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