di Angela Stella
L’Unità, 27 febbraio 2026
“La Diaz e Bolzaneto, i casi Uva, Bianzino, Aldrovandi, Cucchi. E poi Ramy e i fatti di S. Maria Capua Vetere. La lista sarebbe troppo lunga. Il problema è culturale. Alle forze dell’ordine non serve solo l’attrezzatura, ma formazione: tecnica e psicologica”.
Il Dubbio, 27 febbraio 2026
Sentenza Corte costituzionale n. 21-2026: esclusa o ridotta imputabilità solo se la dipendenza ha prodotto una vera malattia psichica stabile anche dopo astinenza. Non basta essere tossicodipendenti per ottenere uno “sconto” automatico sulla responsabilità penale. Con la sentenza n. 21 depositata oggi, la Corte costituzionale ha chiarito che il sistema penale italiano può considerare il tossicodipendente imputabile, salvo che si sia in presenza di una intossicazione “cronica” intesa come vera e propria malattia psichica stabile e non legata alla singola assunzione di sostanze.
di Anna Marino
Il Sole 24 Ore, 27 febbraio 2026
Durante questa fase filtro, introdotta dalla Riforma Cartabia, la Corte chiarisce che il giudice valuta la fondatezza degli elementi acquisiti e può emettere una sentenza di non luogo a procedere se non sussistono sufficienti prove per una condanna. Nei procedimenti a citazione diretta, l’udienza predibattimentale, introdotta come strumento di filtro per garantire il principio di efficienza processuale, può concludersi con una sentenza di non luogo a procedere. Questo avviene quando, sulla base degli atti di indagine trasmessi al giudice, emergono elementi che non consentono una ragionevole previsione di condanna, come previsto dall’art. 554-ter, comma 1, del codice di procedura penale, senza configurare abnormità, regressione indebita o stasi del procedimento.
di Anna Marchetti
Il Resto del Carlino, 27 febbraio 2026
Report di Nobili (Avs): faro su Villa Fastiggi, Montacuto e Marino (Ascoli) “In un anno 104 episodi di autolesionismo”. Interrogazione al ministro. “Sovraffollamento, salute mentale, dipendenze e assistenza sanitaria”. Sono le criticità strutturali degli istituti penitenziari delle Marche individuate dal consigliere regionale Andrea Nobili (Avs) al termine del monitoraggio nelle strutture di Montacuto e Barcaglione ad Ancona, Pesaro, Fossombrone, Fermo e Marino del Tronto (Ascoli), oltre alla Rems di Macerata Feltria. Il primo elemento messo in evidenza dall’indagine è la condizione di sovraffollamento. A fronte di una capienza di 831 posti, sono presenti 931 detenuti, con un tasso di affollamento del 112%.
Ristretti Orizzonti, 27 febbraio 2026
“58 anni, egiziano, avrebbe finito di pagare il suo debito con la giustizia italiana ad agosto prossimo, ma è arrivata prima la pena di morte di fatto che nelle prigioni italiane colpisce random, indipendentemente dal reato di cui si è accusati. Si è impiccato infatti lunedì sera nella sua cella della sezione per detenuti problematici della Casa Circondariale di Vibo Valentia, ma la notizia si è appresa solo ora complice la cortina fumogena che quasi sempre avvolge le disfunzioni penitenziarie e lo sconcertante silenzio delle istituzioni. Si tratta del nono ristretto che si toglie la vita in questo scorcio del 2026”. Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria.
di Giuseppe Ercoli
Il Resto del Carlino, 27 febbraio 2026
L’avvocato Silvio Tolesino: “Stiamo attendendo che venga fissata l’autopsia e che sia dato il conferimento dell’incarico. Io non sono un medico e non posso esprimere valutazioni”. “Diteci come è morto e se quei segni sul corpo hanno a che fare con la sua morte”. L’avvocato Silvio Tolesino assiste i familiari Joshua Di Carlo, il 23enne di Campobasso trovato morto nel carcere di Ascoli martedì mattina. I familiari chiedono chiarezza. “Stiamo attendendo che venga fissata l’autopsia e che sia dato il conferimento dell’incarico”, spiega il legale, precisando che sono state depositate denunce sia in Procura, tramite il suo ufficio, sia nei confronti della stazione dei carabinieri, con l’obiettivo di consentire tutti gli accertamenti necessari.
di Marta Randon
Il Mattino di Padova, 27 febbraio 2026
Il modello Giotto in 40 anni ha varcato i confini europei, raggiungendo il Brasile e gli Usa. Dal 1986 la “multinazionale della valorizzazione ed economia umana” ha dato un lavoro, ma anche conforto, amicizia, accettazione, a più di 2000 persone, soprattutto detenuti, ex detenuti e persone con disabilità. Oggi la cooperativa ha circa 650 collaboratori da Padova alla Sicilia. “Provo un’infantile meraviglia a guardarmi indietro” racconta Nicola Boscoletto, originario di Chioggia, uno dei nove fondatori, tutti amici laureati in agraria a Padova, accomunati da una fede concreta. I festeggiamenti per i 40 anni sono cominciati ieri, nell’Aula Magna del Bo dove un magistrato brasiliano, lo sceriffo di Chicago, un imprenditore italo-americano, l’ex ministro Annamaria Cancellieri e due economisti, Stefano Zamagni e Vera Negri Zamagni, racconteranno una storia “di straordinaria normalità del bene”.
di Marta Randon
Il Mattino di Padova, 27 febbraio 2026
La rinascita grazie al lavoro dentro e fuori dal Due Palazzi, dove ha trascorso alcuni anni: “Adesso sono un altro uomo”. “Il prezzo che sto pagando è altissimo. Ho perso mia moglie e soprattutto l’amore delle mie figlie”. Antonio, lo chiameremo così per tutelare la sua privacy, è uscito dal Due Palazzi il 2 febbraio del 2017. Quando è entrato era il 2011, aveva 42 anni, una famiglia, una laurea in Economia e commercio e un’azienda ereditata dal padre in grosse difficoltà che aveva cercato “di salvare”. “Ma le scorciatoie portano in carcere”, racconta. Oggi lavora per la cooperativa Giotto, è team leader. “Gestisco una quarantina di persone e restituisco quello che ho ricevuto. Ho varie commesse: parchi pubblici, Veneto lavoro, Centri per l’impiego, Acli, Infocamere”.
Il Dubbio, 27 febbraio 2026
Anastasia e Calderone: sanità interna “di tutto rispetto”, ma mancano traduzioni per esami fuori. Affollamento: 764 detenuti su 628 posti regolamentari. Non è la sanità interna il punto più critico, dicono i Garanti: è tutto ciò che sta fuori dal carcere e che, troppo spesso, resta fuori anche per chi avrebbe diritto a cure e controlli. È uno dei passaggi centrali della nota diffusa da Stefano Anastasia, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, e da Valentina Calderone, Garante dei diritti delle persone private della libertà di Roma Capitale, dopo la visita di monitoraggio svolta martedì 24 febbraio alla Casa circondariale di Roma Regina Coeli.
di Anna Paola Merone
Corriere del Mezzogiorno, 27 febbraio 2026
“Qui 78 detenuti, vi racconto la nostra sfida quotidiana. Mare fuori? Non sono critico, ma è tv”. “Per salvare i baby-criminali serve una strategia di 20 anni”. Di ciascun ragazzo conosce il nome, la storia, le debolezze, le potenzialità. Dosa sorrisi e incoraggiamenti dietro i quali c’è un rigore che non arretra. Gianluca Guida è direttore del carcere di Nisida da 30 anni. Ne aveva 29 quando per la prima volta ha varcato la soglia del penitenziario minorile circondato dal mare. E da allora porta avanti una sfida “che non sarebbe stata possibile senza il sostegno di una squadra compatta, ma anche di mia moglie. Sono fortunatissimo: ho avuto tanto e ho dato tanto”.
- Santa Maria Capua Vetere. Dal carcere militare al lavoro, 20 detenuti diventano manutentori del verde
- Pescara. “Manthonews”, il magazine inclusivo del Manthonè presentato ai detenuti
- Verona. “Non solo carcere”: un incontro sul futuro del sistema penitenziario
- Gela. Studenti in visita al carcere. “I detenuti si sono aperti raccontando le loro esperienze di vita”
- Bologna. Detenuti che ricominciano a correre. In parallelo alla maratona ufficiale, una staffetta alla Dozza











