di Luca Rondi
altreconomia.it, 8 marzo 2025
Nel carcere di Vigevano (Pavia) si è tenuto un laboratorio teatrale che ha coinvolto gli agenti ed è stato curato dal regista e drammaturgo Mimmo Sorrentino. Un’esperienza originale per scuotere un ambiente in guerra. Mimmo Sorrentino, drammaturgo e docente di teatro partecipato presso la scuola Paolo Grassi di Milano, non nasconde l’indignazione per le violenze all’Istituto penale minorile “Beccaria” di Milano che definisce come il “simbolo del fallimento del carcere” ricordando però che “i luoghi ai margini raccontano anche gli angoli bui della nostra società”. “Ci indigniamo giustamente per quelle torture, ma siamo sicuri che non ci riguardino? - spiega - Quanti ‘Beccaria’ ci sono, fuori dalle mura? Non è sovrapponibile alle fosse comuni a Gaza?”.
Il Sole 24 Ore, 8 marzo 2025
La Consulta, con la sentenza n. 25, afferma che l’obbligo deve escludere chi sia in condizioni di oggettiva e documentata impossibilità di imparare la lingua in ragione di una disabilità. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 25, depositata oggi, ha affermato che vìola il principio di uguaglianza la norma che subordina l’acquisto della cittadinanza - per matrimonio o naturalizzazione - alla conoscenza dell’italiano a livello intermedio per qualunque straniero, senza eccettuare chi versi in condizioni di oggettiva e documentata impossibilità di acquisirla in ragione di una disabilità.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 8 marzo 2025
Lo hanno stabilito le Sezioni unite della Cassazione, sentenza n. 5992/2025, accogliendo con rinvio, il ricorso di un cittadino eritreo, che, unitamente ad altri connazionali, aveva chiesto il risarcimento. La Presidenza del Consiglio e il Ministero dell’Interno dovranno risarcire i migranti per i danni non patrimoniali patiti per essere stati trattenuti a bordo della nave della Guardia Costiera italiana “U. Diciotti”, dal 16 al 25 agosto 2018, a causa del mancato consenso all’attracco nei porti italiani e poi del mancato consenso allo sbarco e il forzato ed arbitrario trattenimento sulla nave nel porto di Catania. Lo hanno stabilito le Sezioni unite della Cassazione, sentenza n. 5992/2025, accogliendo con rinvio, il ricorso di un cittadino eritreo, che, unitamente ad altri connazionali, si era rivolto al Tribunale capitolino chiedendo la condanna del Governo. La quantificazione del risarcimento spetta alla Corte di Appello di Roma.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 8 marzo 2025
Il Governo attacca i giudici dopo la decisione sui migranti trattenuti sulla nave. Csm e Anm con le toghe. La presidente Cassano: “Insulti inaccettabili”. Una decisione delle Sezioni Unite Civili di Cassazione sul tema immigrazione riaccende un fortissimo scontro tra magistratura e politica. Nell’incontro del 5 marzo, seppur rimanendo ognuno sulle proprie rigide posizioni rispetto alla riforma della separazione delle carriere, governo e Anm avevano comunque messo in campo un certo fair play.
di Stefano Greco
Il Manifesto, 8 marzo 2025
Sul manifesto si è aperto un interessante dibattito su quale autorità giudiziaria possa meglio garantire la tutela del diritto fondamentale all’asilo, che rischia di essere svuotato dalle procedure accelerate di frontiera. Per ora sono riservate ai richiedenti originari dai paesi sicuri, sulle cui modalità di designazione si esprimerà presto la Corte di giustizia Ue (sono uno degli avvocati difensori dei cittadini stranieri). Da giugno 2026 il nuovo Patto Ue estenderà comunque la possibilità di classificare come “sicuri” anche paesi con eccezioni per territorio/categorie di persone e l’iter speciale sarà applicato anche in altri casi. Giustamente Matteo Losana, nell’edizione dell’1 marzo, auspica che a quel punto la Corte costituzionale ponga un “controlimite”, volto a “impedire che il diritto dell’Unione leda i principi supremi e i diritti inviolabili sanciti dalle Costituzioni nazionali”. Questa vicenda non tocca solo i diritti stabiliti dall’articolo 10, sull’asilo, ma anche quelli del 24, sulla difesa.
di Paola D’Amico
Corriere della Sera, 8 marzo 2025
A livello globale, in 30 anni, si è dimezzato il numero delle adolescenti che partoriscono, è in calo la pratica delle mutilazioni genitali e in calo le spose bambine. Ma il nuovo rapporto di Unicef con UN Woman/Plan International, dice che per 122 milioni di adolescenti la scuola è ancora un miraggio. Ombre ma anche luci sul pianeta donne. Se il nuovo rapporto di Unicef con UN Woman/Plan International, divulgato in occasione della Giornata Internazionale della Donna - Girl Goals: Cosa è cambiato per le ragazze? I diritti delle adolescenti in 30 anni - dice che per 122 milioni di ragazze la scuola è ancora un miraggio, che devono far fronte a carenze nei servizi sanitari salvavita, e ancora che sono a rischio di pratiche dannose come il matrimonio infantile (1 su 5 si sposa durante l’infanzia), è vero che ci sono buone notizie, a cominciare dalla pratica delle mutilazioni genitali femminili che è finalmente in calo. Negli ultimi 30 anni, Paesi come il Burkina Faso e la Liberia hanno dimezzato la percentuale di ragazze sottoposte a questa pratica. Certo occorre fare di più, il tasso di declino, spiegano gli esperti, deve essere 27 volte più veloce per raggiungere l’obiettivo di eradicazione fissato nei Goals delle Nazioni Unite 2030.
di Raffaella Calandra
Il Sole 24 Ore, 7 marzo 2025
Settemila nuovi posti nel piano del commissario all’edilizia; sul lavoro, fermo il ddl del Cnel come la cabina di regia per la salute penitenziaria. C’è un pezzo di Repubblica dietro quelle alte mura. Ed è lì che siamo andati. Al di là di cancelli, pregiudizi e slogan. Tra vecchi edifici e improvvise eccellenze; tra brucianti bisogni, nuove emergenze e princìpi inattuati; ma anche tra “generosi operatori” e preziosi volontari, che si adoperano per bilanciare la sicurezza con la funzione costituzionale della pena. Consapevoli che “tutte le istituzioni e tutti i corpi sociali - secondo il richiamo del Presidente della Repubblica - sono chiamati a fornire collaborazione per quanto avviene dentro gli istituti penitenziari”. Lì dove Papa Francesco ha aperto la seconda Porta Santa del Giubileo con un appello a “non perdere la speranza”. Ma già 12 persone si sono tolte la vita in quest’inizio 2025.
di Filippo Biafora
Il Tempo, 7 marzo 2025
La popolazione penitenziaria conta 62.132 persone contro una disponibilità di 46.910 posti. Una strage silenziosa è quella che si consuma da anni nelle carceri italiane. Dal 2020 a oggi sono 1.118 í detenuti morti in carcere e di questi sono stati 361 i detenuti suicidi. Il carcere romano di Regina Coeli detiene il triste primato per numero di suicidi nello stesso arco di tempo: 15. A riportare i dati è il report del Garante dei detenuti del Lazio “Un silenzio assordante sul carcere”. Il 2024 è stato l’anno nero, partendo dal 2020, con 248 morti fra i carcerati ma nel primo bimestre del 2025 si è già a 54. Numeri in linea con quelli del 2022 in cui nei primi due mesi i morti toccarono quota 85. I suicidi in carcere sono strettamente legati alle condizioni di vita nei penitenziari, rese difficilissime soprattutto dal sovraffollamento.
di Eugenio Losco*
umanitanova.org, 7 marzo 2025
Gennaio 2023. Con uno sciopero della fame a oltranza, l’anarchico Cospito sta costringendo tutto il paese a interrogarsi sulla legittimità del 41 bis, il regime di carcere durissimo cui è sottoposto. La determinazione dell’anarchico sta facendo emergere il tema del rispetto dei diritti umani dei detenuti in genere, e di quelli sottoposti a regimi detentivi differenziati, uno dei grandi rimossi del dibattito pubblico italiano. Il governo più a destra della storia della repubblica, insediato solo pochi mesi prima, è in difficoltà. Ma il deputato meloniano Donzelli crede di avere in mano la carta vincente per cambiare la narrazione: ha la prova che Cospito ha parlato con un condannato per mafia, ricevendone solidarietà. Coincidenza, succedeva nello stesso giorno in cui alcuni parlamentari della sinistra (non invitati) si recavano in visita all’anarchico. Risulta da un rapporto della Polizia Penitenziaria, che ha registrato la conversazione. Apriti cielo. Il 31 gennaio, il deputato Donzelli, con ostentato sdegno, svela il contenuto del rapporto alla Camera: “Questa sinistra sta dalla parte dello Stato o dei terroristi con la mafia?”.
di Franco Corleone e Katia Poneti
L’Espresso, 7 marzo 2025
Pubblichiamo qui un estratto della prefazione al libro “Un ossimoro da cancellare”, frutto di un lavoro di ricerca de “La società della ragione”, condotto tra il 2022 e il 2023 grazie al contributo della Chiesa Evangelica Valdese e alla collaborazione dell’Ufficio del Garante dei detenuti della Toscana. Da 250 a 300 persone subiscono una pena aggiuntiva dopo aver scontato la condanna. Sono i destinatari delle misure di sicurezza, un meccanismo perverso di epoca fascista. Da abolire. Un fenomeno, quello delle case lavoro e delle colonie agricole - nove strutture in tutto - che sta al margine perché riguarda un numero esiguo di persone, ma anche perché ne intercetta la marginalità, non per supportarla ma per punirla.









