di Simona Musco
Il Dubbio, 8 marzo 2025
L’eurodeputato in visita al carcere di Arghillà di Reggio Calabria ha chiesto chiarimenti sulla situazione di Habashy Rashed Hassan Arafa, da tutti conosciuto come Ahmed, ora a Riace per la terapia del dolore. “Come è possibile che un uomo arrivi al quarto stadio di un tumore e venga scarcerato solo a dieci giorni dalla fine della sua pena?”. È con questa domanda che Mimmo Lucano, europarlamentare di Avs, ha sollevato il caso di Habashy Rashed Hassan Arafa - per tutti Ahmed - un detenuto egiziano accusato di essere uno scafista, affetto da un tumore al pancreas al quarto stadio.
di Natascia Grbic
fanpage.it, 8 marzo 2025
Il responsabile dell’Ufficio Giubileo delle Persone e Partecipazione di Roma Capitale Andrea Catarci ha tenuto oggi una conferenza stampa davanti il carcere minorile di Casal del Marmo: “La detenzione deve essere l’estrema ratio, vanno incentivati i percorsi di inserimento sociale e lavorativo”. Settanta ragazzi in un posto che può racchiuderne massimo cinquantasette. La maggior parte sono minori, il resto giovani adulti, il 60% stranieri. Una decina sono ragazze. Nell’Istituto penale minorile di Casal del Marmo i detenuti aumentano di anno un anno: adesso sono settanta, a ottobre erano sessantadue. Il trend in crescita non è chiaramente un dato positivo: non solo perché il sovraffollamento è un problema reale, che condiziona in negativo la vita delle persone recluse, in questo caso giovanissime. Ma perché vuol dire che si ricorre in modo più frequente alla carcerazione invece di prediligere misure alternative. E, nel caso di minori, non si tratta di una misura che impatta positivamente sulla loro vita.
Il Resto del Carlino, 8 marzo 2025
L’assessora Madrid: “Tra i cinquanta e i settanta, però sono di altri istituti. Servono più risorse”. “C’è un colpo di scena: nessun giovane detenuto del Pratello verrà trasferito alla Dozza. Saranno tutti provenienti da altri minorili d’Italia”. L’ha annunciato ieri al question time l’assessora al Welfare Matilde Madrid, tornando sul discusso trasferimento di una cinquantina (ma potrebbero, altra novità, essere di più, pare fino a 70) di ragazzi provenienti da istituti minorili. Il Pratello, dunque, a sua volta pesantemente sovraffollato, anche nei prossimi mesi “vedrà le attuali dimensioni di capienza che noi conosciamo. E all’incontro della prossima settimana avremo l’arduo compito di capire come potremo mantenere intatta la qualità educativa al Pratello e allo stesso tempo attuare un progetto educativo per un numero di almeno cinquanta ragazzi nella sezione della Dozza”, dice Madrid.
di Robertino Giardina
La Sesia, 8 marzo 2025
La visita dell’associazione “Nessuno tocchi Caino” al carcere cittadino. “Il legame tra il direttore della Casa circondariale e il sindaco è la visione di un luogo che deve essere intimamente connesso con la città. Il carcere vive una felice contraddizione perché, ha una struttura che ha più di quarant’anni, intaccata dallo scorrere del tempo, quindi obsoleta. Ma nello stesso tempo ha un governo diretto dal direttore Rempiccia che ha voluto ridurre il danno insito nella struttura. Un direttore che, ha saputo fare il suo lavoro interpretandolo come missione e non come impiego, e che cerca di rendere quel luogo abitabile e vivibile.
di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 8 marzo 2025
I due anni del laboratorio di Montorio dove si producono conserve e marmellate. Un 8 marzo che non è “festa”, ma consapevolezza. È quello che ricorda anche i due anni - che scadono giusto oggi - di “Imbandita - La tavola del riscatto”, il progetto della cooperativa sociale Panta Rei che dà lavoro ad alcune detenute della casa circondariale di Montorio in un laboratorio interno dove vengono prodotte marmellate, conserve e confetture con eccedenze alimentari. E la creazione per la giornata della donna è la marmellata pompelmo e basilico. I frutti. Quelli, “eccedenti”, della terra. E i frutti di un progetto. Declinati a un 8 marzo che non è “festa”, ma consapevolezza. “Essere donna significa custodire la fragilità con carattere, preservare il proprio orgoglio con determinazione”, scelta come “intenzione” in un percorso partito al maschile e coniugato, due anni fa, al femminile in quel luogo che è la casa circondariale di Montorio. È la propaggine di “Alfresco - Il fuori dentro”, quel ramo di progetto dedicato alle donne detenute e chiamato “Imbandita - La tavola del riscatto”. Programma della cooperativa sociale Panta Rei in collaborazione con la direzione del carcere, Fondazione San Zeno e Fondazione Esodo. Un laboratorio di trasformazione alimentare, interno al carcere, che produce confetture, conserve e marmellate.
aicstorino.it, 8 marzo 2025
Nella sola provincia di Torino alla fine del 2024 c’erano quasi tremila persone che scontavano una pena all’esterno del carcere con le cosiddette misure alternative (perlopiù, in questo novero, detenzioni domiciliari e affidamenti in prova al servizio sociale). Un numero veramente elevato di individui, uomini e donne, che stanno per reinserirsi nella società e tornare liberi. La domanda d’obbligo è: se non hanno un lavoro per mantenere sé stessi e, magari, le proprie famiglie, come possono reinserirsi in modo dignitoso e onesto nella società?
di Raffaele Sardo
La Repubblica, 8 marzo 2025
È stata intitolata a due donne la biblioteca del carcere di Santa Maria Capua Vetere, Rita Atria e Imma Cavagnuolo. La prima, una ragazza siciliana che a 17 anni, contro la volontà della madre, si ribellò alla mafia e decise di collaborare con lo Stato, ma che poi si suicidò. La seconda, assistente capo di polizia penitenziaria, deceduta improvvisamente a 45 anni, il 1 giugno 2023, mentre era a Roma per preparare la cerimonia del 2 giugno per la festa della Repubblica.
di Cristina Lacava
iodonna.it, 8 marzo 2025
Al Teatro PuntozeroBeccaria, la prima sala teatrale in Europa all’interno di un carcere minorile, è in scena Alice Augmented, una versione vorticosa, sorprendente e innovativa di Alice nel Paese delle Meraviglie, che utilizza realtà virtuale e aumentata, restando però fedele al testo. Una nuova scommessa vinta dalla compagnia che da 30 anni si impegna per i giovani detenuti Ci sono il Cappellaio Matto, il Bianconiglio, la Lepre Marzolina, la Regina di cuori. E c’è Alice, la bambina che precipita in un pozzo, atterra in una stanza con una porta troppo piccola per poterci passare e quando ci riesce si trova in un mondo incantato, fiabesco. C’è la storia, ci sono i personaggi ma c’è anche molto di più in Alice Augmented, in scena fino al 25 marzo al Teatro PuntozeroBeccaria, il primo teatro in Europa all’interno di un carcere minorile. Lo spettacolo è divertente (si ride molto), veloce, con tanti colpi di scena, musica, balletti. Utilizza una tecnologia assolutamente all’avanguardia, con effetti speciali di grande impatto, grazie al prezioso aiuto di Fondazione Tim.
di Mario Leone
Il Foglio, 8 marzo 2025
“Rigoletto” alle Vallette di Torino con le scene allestite dai detenuti (attesi in futuro al Regio): la bellezza della musica e del melodramma lega insieme teatro e riabilitazione. Che cosa significa pagare per degli errori commessi? Il carcere può essere luogo di vera riabilitazione umana? Sono tante le domande che si susseguono quando si parla di reato, pena, colpa, ma anche di libertà. Argomento delicatissimo, perché ci sono delle vittime, ci sono dei colpevoli, ma soprattutto ci sono uomini: persone a cui la vita, a un certo punto, si è drammaticamente complicata. Nella casa circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino - più nota come “Vallette” - sta per inaugurarsi un progetto in cui la bellezza incontra il dolore e l’abbandono. È la bellezza della musica e del melodramma a unire teatro e carcere della stessa città. Per la prima volta, il Teatro Regio porta l’opera all’interno della casa circondariale: il Rigoletto di Giuseppe Verdi, in una versione curata da Vittorio Sabadin. Negli stessi giorni, il capolavoro verdiano è in scena al Regio, con la direzione di Nicola Luisotti e la regia di Leo Muscato. Quello proposto alle Vallette vede protagonisti il Regio Ensemble: Janusz Nosek (Rigoletto), Albina Tonkikh (Gilda), Daniel Umbelino (il duca di Mantova), Siphokazi Molteno (Maddalena), Tyler Zimmerman (Sparafucile e il Conte di Monterone). Nel cast, c’è anche l’attrice Chiara Buratti.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 8 marzo 2025
In occasione del Giubileo del mondo del volontariato, la religiosa, volontaria da anni nell’istituto romano di Rebibbia, torna a far parlare i ristretti con il libro “Noi fuori - la voce dei detenuti di Rebibbia”, edito da Il Levante, in cui affrontano la paura che accompagna spesso il momento del fine pena. “Noi fuori siamo considerati scarto. Noi fuori siamo e saremo sempre nessuno”. È un doloroso grido d’aiuto quello che emerge dalle pagine della nuova fatica di suor Emma Zordan, religiosa delle Adoratrici del Sangue di Cristo, da anni tra i detenuti del carcere romano di Rebibbia dove organizza anche laboratori di scrittura. Un grido sottolineato dalla voce sottile e pacata di questo fiore d’acciaio che è suor Emma, che in occasione del Giubileo del mondo del volontariato torna a far parlare i ristretti con il libro “Noi fuori - la voce dei detenuti di Rebibbia” in cui affrontano la paura che accompagna spesso il momento del fine pena. Il volume ha la prefazione del vescovo di Latina, monsignor Mariano Crociata, ed è stato pubblicato dalle edizioni Il Levante.
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