Quanto sono ancora attuali le parole pronunciate da Turati nel 1904 sulle carceri-cimiteri dei vivi!
di Andrea Bitetto
L’Unità, 9 novembre 2024
Seguendo la tripartizione di Locke dei diritti fondamentali - vita, libertà e proprietà - l’Illuminismo aveva riformato le sanzioni penali in modo da stabilire un sistema incentrato sulla correlativa privazione della vita (la pena di morte), della libertà (carcerazione), della proprietà (sanzioni pecuniarie). Il superamento della pena di morte ha richiesto un lungo processo per poter esser condotto fruttuosamente a termine, nonostante le eccezioni di paesi che ancora la prevedono. Dove l’abbandono della pena di morte è stato realizzato il merito deve esser riconosciuto alle istanze umanitarie, anziché alla Dea Ragione che invece, tramite il principio del bene comune, l’aveva legittimata.
adnkronos.com, 9 novembre 2024
Ad avanzarla le Camere Penali Internazionali. Tirelli: “Non servirà per andare su TikTok ma per ricostruire il proprio futuro”. Capece (Sappe): “Pericoloso”. Scandurra (Antigone): “Strada verso sistema più inclusivo”. Tablet con accesso a Internet come strumento educativo e riabilitativo per i detenuti: è la proposta di riforma avanzata dalle Camere Penali Internazionali che verrà presentata giovedì 14 novembre alla Camera dei Deputati in occasione dell’incontro ‘Verso gli Stati Generali della Sicurezza 2025’ (in cui saranno presenti, tra gli altri, Ettore Rosato, segretario del Copasir e rappresentanti di Governo della Difesa e dell’Interno). “La riforma si basa sulla convinzione che l’accesso alla rete sia un diritto umano fondamentale, necessario per lo sviluppo culturale e professionale, e ne promuove l’estensione anche ai detenuti, nel rispetto della dignità e della riabilitazione”, spiegano i proponenti assicurando che la connessione alla rete dei device concessi ai detenuti sarà ovviamente “sotto stretto controllo”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 novembre 2024
Un detenuto al 41 bis ha il diritto di ascoltare musica tramite un lettore CD, anche durante le ore notturne, e la restrizione imposta dall’amministrazione penitenziaria è contraria alla costituzione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla Casa Circondariale di Sassari, dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e dal Ministero della Giustizia contro una decisione del Tribunale di Sorveglianza di Sassari riguardante l’applicazione del regime 41- bis. La sentenza numero 39742 sottolinea ancora una volta un principio fondamentale, già più volte ribadito dalla Corte costituzionale: le restrizioni imposte ai detenuti sottoposti al regime speciale devono sempre essere giustificate da reali esigenze di sicurezza e ordine pubblico, evitando qualsiasi “surplus di afflittività” non giustificato.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 9 novembre 2024
Per la Cassazione, sentenza n. 41191 depositata oggi, che ha accolto il ricorso di un boss, lo strumento ordinario è il “visto di censura”. Nel caso di detenuto sottoposto al regime del 41 bis, le “limitazioni” nella corrispondenza non possono essere la norma ma vanno adottate solo in presenza di precise esigenze di sicurezza; lo strumento ordinario previsto è infatti quello del “visto censura” che per essere superato da una misura più afflittiva, va motivato in modo “stringente”. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, sentenza n. 41191 depositata oggi, accogliendo il ricorso di un boss di camorra. Il Tribunale di Napoli, invece, aveva ritenuto del tutto legittime sia le limitazioni alla ricezione di quotidiani dell’area geografica di provenienza del detenuto, sia il limite alla possibilità di inoltrare o ricevere (in via generale) missive da qualsiasi altro soggetto sottoposto al regime del 41 bis ord.pen., considerate le “finalità perseguite dal regime differenziato”.
consregsardegna.it, 9 novembre 2024
“Le Colonie penali sono da sostenere e valorizzare, sono un modello positivo per la riabilitazione e il reinserimento delle persone recluse nella società una volta finita la detenzione”. Così il Presidente del Consiglio regionale Piero Comandini ha aperto i lavori del convegno “Le colonie penali sarde. Un modello vincente da potenziare e diffondere” organizzato dalla Garante regionale per le persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Irene Testa. Il Presidente ha sottolineato la grande collaborazione che esiste tra l’Assemblea e la Garante per i detenuti con cui dall’inizio della legislatura il dialogo è costante: “Sono molto orgoglioso - ha detto il Presidente - che il convegno di oggi, ospitato nel Palazzo, sia stato dedicato alla memoria di Patrizia Incollu, direttrice della Casa circondariale Badu e Carros di Nuoro, e di Peppino Fois, assistente capo di Polizia Penitenziaria, scomparsi in un incidente stradale il 19 ottobre del 2023.
di Luca Cereda
Famiglia Cristiana, 9 novembre 2024
Alla Cineteca MIC di Milano il 7 novembre si è tenuta una giornata di incontro, dibattito e ragionamento intorno al tema della devianza giovanile e dell’offrire un’alternativa al carcere per adolescenti che hanno commesso reati. “Il carcere minorile va abolito così com’è”. A dirlo alla sua maniera, franca, schietta e incisiva è don Antonio Mazzi, il 94enne fondatore e presidente di Fondazione Exodus. Che aggiunge: “Il sistema della giustizia minorile deve invece essere pensato come un “pronto soccorso” per i ragazzi che devono starci, al massimo, qualche ora e poi devono essere indirizzati in strutture rieducative organizzate in piccoli gruppi. E sia chiaro”, tuona il presidente di Fondazione Exodus “i ragazzi non devono scontare nessuna punizione o pena, ma confrontarsi con i loro errori per cercare di capirli e ripartire da quella consapevolezza”.
di Laura Valdesi
La Nazione, 9 novembre 2024
Tocca i temi ‘caldi’ a margine del convegno organizzato dall’Ordine degli avvocati di Siena con Ateneo e Comune “Politica e magistratura? Stiamo cercando di conciliare al massimo le tensioni degli ultimi tempi”. “Il ministro Carlo Nordio non se l’è fatto dire due volte e ha accettato”, svela Antonio Ciacci, presidente dell’Ordine degli avvocati di Siena. Il ‘gancio’ per portare in città il titolare del dicastero è stato l’ex procuratore Salvatore Vitello, per sette anni nella nostra città, che ieri ha moderato l’evento alla cripta di San Francesco dell’Università sulla ‘Funzione della pena e i percorsi di risocializzazione’. “Un tema che interessa tutta la società civile e nel corso dell’evento verrà raccontata dal professor Gianluca Navone anche la bella storia di un detenuto di Ranza che si è laureato, conseguendo la triennale, nonostante l’ergastolo ostativo. Ha trovato uno scopo per vivere in quella che è considerata la morte civile. Una bella testimonianza, al di là degli slogan, che si può operare a favore del recupero dei detenuti”, premette Ciacci prima che l’arrivo del ministro monopolizzi la scena.
di Fabio Lugarini
cittadellaspezia.com, 9 novembre 2024
In mattinata la visita alla Casa circondariale Villa Andreino, seconda tappa in Liguria dopo quella di ieri al carcere genovese di Marassi. Poi il convegno organizzato in occasione della presentazione del libro La fine della pena - dedicato a Mariateresa Di Lascia, fondatrice dell’associazione “Nessuno tocchi Caino”. La storica Ong italiana, attiva internazionalmente, il cui principale obiettivo è l’attuazione della moratoria universale della pena di morte e più in generale la lotta contro la tortura insieme alla Camera penale della Spezia, porta anche nel levante della Liguria un’iniziativa che ha toccato tutta Italia e che ha visto l’organizzazione di circa duecento visite effettuate nelle carceri italiane tra il 2023 e i primi dieci mesi del 2024 nell’ambito della campagna denominata “Grande Satyagraha 2024: forza della verità sulle condizioni delle carceri”.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 9 novembre 2024
“Sono giovani che non hanno figure di riferimento sia in famiglia che nei luoghi educativi: nella scuola, nelle parrocchie e in tutti gli ambiti che i ragazzi frequentano all’esterno”. L’intervista al prete dell’istituto romano. “Sono 13 anni che sono presente nel carcere penale minorile Casal del Marmo di Roma. Dal 2017 sono cappellano, gli anni precedenti lo frequentavo da seminarista. C’è stato un lento inevitabile declino”. A parlare è don Nicolò Ceccolini, classe 1987.
Corriere di Bologna, 9 novembre 2024
Si terrà il 15: “Roma agisca”. “Sensibilizzare la cittadinanza e chiedere al governo di adottare misure urgenti e di ritirare provvedimenti che stanno aggravando la condizione delle carceri in Italia”. È l’obiettivo, decisamente ambizioso, di una manifestazione pubblica in cantiere a Bologna per il 30 novembre: a promuovere l’iniziativa è il Comune, raccogliendo una sollecitazione partita dall’Ordine degli avvocati. Dell’evento si discuterà in un incontro convocato per il 15 novembre al Katia Bertasi: l’occasione “per conoscere, condividere e aderire a una manifestazione cittadina sulle carceri che come Comune intendiamo promuovere il 30 novembre alle 10.30 in piazza Lucio Dalla”, si legge nell’invito che sta circolando in questi giorni tra le associazioni e le realtà che in città si interessano dei temi legati al carcere.
- Catania. Prison of Peace, il corso per migliorare la convivenza nelle carceri
- Palermo. “Dal penale al sociale”: dibattito all’Epyc a partire dal Libro bianco sulle droghe
- Roma. Dap-Fondazione Lazio, accordo per promuovere sport nelle carceri
- La logica del nemico divora anche il giornalismo
- Quel bombardamento mediatico che colpisce chi per mestiere si occupa degli ultimi











