uisp.it, 9 marzo 2025
Il progetto proporrà attività sportive nella casa circondariale di Ferrara. Eleonora Banzi: “Sport ponte tra il dentro e il fuori”. Al via il progetto socioeducativo ‘sportivi dentro’ promosso da Uisp Ferrara, grazie a cui verranno promosse attività sportive all’interno della casa circondariale della città emiliana. I dettagli sono stati illustrati nella conferenza stampa che si è tenuta martedì 4 marzo alla presenza dell’assessore allo sport, Francesco Carità, della presidente Uisp Ferrara, Eleonora Banzi, della direttrice della casa circondariale ‘Costantino Satta’ Maria Martone, la docente del liceo ‘Roiti’ di Ferrara, Serena Parma, il vicepresidente Arci Ferrara, Mattia Antico e il coordinatore per Uisp Ferrara del progetto ‘sportivi dentro’, Andrea De Vivo.
di Giorgia Cozzolino
L’Arena di Verona, 9 marzo 2025
Il progetto portato avanti da a otto anni da Roberto Cagliero, attualmente insieme a Nicoletta Ortu e Francesco Previti all’interno del programma curato dall’associazione Horse Valley di Corte Molon fa il “tour” delle case circondariali del Belpaese. “Liberi” seppur dietro le sbarre. E se non proprio liberi, almeno alla ricerca di uno stato di quiete interiore nel mezzo di una situazione di privazioni. È quanto cercano di ottenere le persone che si trovano al carcere di Montorio frequentando il corso di Kundalini Yoga portato avanti da a otto anni da Roberto Cagliero, attualmente insieme a Nicoletta Ortu e Francesco Previti.
valmisa.com, 9 marzo 2025
Giulia Torbidoni, presidente di Antigone Marche, sarà ospite dell’incontro in programma giovedì 13 marzo. Il ciclo di incontri “Fulminanti” prende il via con una serata dedicata al tema della giustizia e del sistema carcerario. Il primo appuntamento, dal titolo “Chi sbaglia, paga?”, si terrà giovedì 13 marzo alle ore 21.00 presso il Circolo Arci “Pablo Neruda” di Corinaldo. Ospite della serata sarà Giulia Torbidoni, presidente di Antigone Marche, che guiderà il confronto su questioni cruciali: repressione o educazione? Punizione o reintegrazione? Quale modello di giustizia vogliamo?
grossetonotizie.com, 9 marzo 2025
Il progetto è ideato e promosso dall’associazione Operazione Cuore Ets. Dal 7 al 10 aprile il cortile della casa circondariale di Massa Marittima si trasformerà in un laboratorio creativo grazie al progetto “Arte senza confini tra rinascita e speranza”, ideato e promosso dall’associazione Operazione Cuore E.t.s. L’iniziativa, giunta alla sua quinta edizione nelle strutture detentive, coinvolgerà detenuti e un gruppo di studenti dell’Isis “Carducci-Volta-Pacinotti” di Piombino nella realizzazione di un murale collettivo, simbolo di inclusione, rinascita e speranza. Con il pieno supporto del preside, dottor Cristiano Lena, gli studenti saranno seguiti dalle professoresse Lorella Niccolini e Odetta Barani.
di Roberta Barbi
L’Osservatore Romano, 9 marzo 2025
Speranze e timori dei detenuti in un libro curato da suor Emma Zordan. “Noi fuori siamo considerati scarto. Noi fuori siamo e saremo sempre nessuno”. È un doloroso grido d’aiuto quello che emerge dalle pagine della nuova fatica di suor Emma Zordan, religiosa delle Adoratrici del Sangue di Cristo, da anni tra i detenuti del carcere romano di Rebibbia dove organizza anche laboratori di scrittura. Un grido sottolineato dalla voce sottile e pacata di questo fiore d’acciaio che è suor Emma, che in occasione del Giubileo del mondo del volontariato torna a far parlare i ristretti con il libro Noi fuori - la voce dei detenuti di Rebibbia (Il Levante, 2024, 104 pagine, 13 euro). Nel volume - con la prefazione del vescovo di Latina, monsignor Mariano Crociata - affrontano la paura che accompagna spesso il momento del fine pena.
di Claudio Menafra
Il Domani, 9 marzo 2025
La storia dei governi in Italia è intrecciata con quella delle forze di polizia, spesso considerate dalla politica strumenti di gestione del potere. Ancora oggi questo legame rimane ambiguo, mentre a livello interno i corpi non hanno ancora del tutto cancellato residui antidemocratici. Sono dinamiche indagate in “Il braccio armato del potere. Storia e idee per conoscere la polizia italiana” (Nottetempo, 276 pagine) di Michele Di Giorgio, che analizza dal punto di vista sociologico il rapporto tra forze di polizia e governi.
di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 9 marzo 2025
Contestando il risarcimento dei migranti della Diciotti, il Governo mette i giudici contro la sovranità popolare. Accompagnata dalle solite parole violente ed insultanti di Salvini e dall’adesione di Tajani, la dichiarazione della presidente del Consiglio Meloni è grave perché rifiuta le basi stesse dello Stato di diritto. La presidente ha detto che decisioni come quella delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione non avvicinano i cittadini alle istituzioni ed è frustrante dover spendere soldi per questo, quando non abbiamo abbastanza risorse per fare tutto quello che sarebbe giusto fare. Cioè i giudici dovrebbero cercare l’approvazione dell’opinione pubblica e non far spendere malamente, per migranti illegali, “i soldi dei cittadini che pagano le tasse”. Con poche parole il governo ha respinto ciò che da secoli in Europa è proprio dello Stato di diritto e della democrazia. È negata la legittimazione dei giudici quando decidono in contrasto con le attese dell’opinione pubblica (nella ricostruzione che ne fanno il governo e i partiti che lo sorreggono) e impediscono al governo di governare. Così, si fa intendere che il diritto e i giudici sono contro la sovranità popolare e contro l’opinione pubblica; le convenzioni internazionali, i trattati e il diritto europei sono contro la libertà di ogni Stato di legiferare. Ma i vincoli costituzionali e internazionali non li hanno creati i giudici. Rifiutarli mette lo Stato di diritto, in cui l’essere eletti dal popolo non è sufficiente, in opposizione allo Stato brutale in cui chi governa pretende che l’elezione gli dia tutti i diritti, senza limiti. Una concezione inammissibile in democrazia fin da quando, nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789 si è affermato che “ogni società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri stabilita, non ha una costituzione”. È per questo che la nostra Costituzione, nel suo primo articolo dichiara che la sovranità appartiene al popolo, aggiungendo che il popolo la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. La quale Costituzione stabilisce il principio fondamentale della autonomia della magistratura e la dipendenza dei giudici soltanto dalla legge. Solo così possono essere garantiti i diritti fondamentali di tutti, anche delle minoranze e degli stranieri. Nell’Europa di cui l’Italia fa parte, giudici garanti dei diritti, come la Corte europea dei diritti umani, negano che quella garanzia possa venire meno per compiacere la contrarietà dell’opinione pubblica, foss’anche in ipotesi maggioritaria e sostenuta dal governo.
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 9 marzo 2025
Gli immigrati sbarcati dalla Nave Diciotti bollati come “clandestini” erano quasi tutti eritrei. Ed erano in fuga, dopo viaggi interminabili e spaventosi, da un regime che per le repressioni e le torture è da almeno due decenni tra i più terribili del mondo. “Se scappano davvero dalla guerra van trattati coi guanti bianchi”. Così disse Matteo Salvini parlando degli immigrati alla deriva nel Mediterraneo (Ansa 21 giugno 2018) poche settimane prima di impedire lo sbarco a quelli soccorsi dalla Nave Diciotti. Ed è lì la contraddizione col suo sfogo contro l’ultima sentenza della Cassazione. Perché quegli uomini bollati come “clandestini” erano quasi tutti eritrei.
di Tommaso Di Francesco
Il Manifesto, 9 marzo 2025
Guerre 800 miliardi per il riarmo da spendere da Trump. E chi invia armi a Kiev, non può come “coalizione dei volenterosi” essere “garante” di una pace assai incerta. Torni il ruolo dell’Onu. La scelta di pace per l’Europa: recuperare lo spirito di Helsinki ‘75 e, dopo l’89, l’idea di “Casa comune”. La conclusione Consiglio europeo dei 27 governi Ue, sarebbe comica se non fosse tragica, da svolta epocale - con il vincolo del patto di stabilità sciolto e i fondi di coesione a disposizione, non per le spese sociali ma in funzione di un mega-programma di riarmo di 800 miliardi di euro degli Stati membri, in primis della Germania “riunificata”, più a destra e più pericolosa, e l’avallo della “battagliera” Meloni.
di Vito Mancuso
La Stampa, 9 marzo 2025
Ci sono momenti nella storia in cui sembra proprio che si avverino le antiche parole del salmo: “Emergono i peggiori tra gli uomini”. I giorni che stiamo vivendo sono esattamente così: fanno emergere i peggiori tra gli uomini. Qual è allora il compito della coscienza? È triplice: individuazione, difesa esterna, difesa interna. Quanto al primo punto, è significativo che di recente sia stato riesumato un termine così desueto da apparire un neologismo: “cachistocrazia”, alla lettera “il governo dei peggiori”, l’esatto contrario di aristocrazia, il governo dei più competenti. Il paradosso è che tali peggiori non sono tiranni giunti al potere con la forza, ma politici eletti dal popolo: è cioè la demo-crazia a produrre la cachisto-crazia.
- Il carcere che non vuole riconoscere la rivoluzione gentile del femminismo
- Anche le donne detenute sono vittime di stereotipi e spesso vengono abbandonate
- Il carcere delle donne come modello di un carcere possibile
- Donne detenute e affettività. C’è un 8 marzo anche per loro
- Il carcere che funziona davvero deve produrre la libertà: è questa la sfida









