di Eleonora Bufoli
La Stampa, 10 marzo 2025
“A questi ragazzi bisogna dare strumenti perché imparino ad andare avanti” afferma don Gino Rigoldi “Sono le uniche occasioni per crescere che gli restano”. “Ne vale la pena, i ragazzi sono capaci di cambiare”. Don Gino Rigoldi, storico educatore e cappellano del carcere minorile Beccaria, da 50 anni mette in pratica questa convinzione. Conosce i ragazzi detenuti nell’istituto e sa che occorre dare loro delle occasioni per ripartire. Una di queste è Puntozero, il primo teatro dentro il carcere con due ingressi, uno verso il microcosmo del Beccaria, l’altro aperto a tutti. Il palcoscenico diventa il punto di incontro tra queste due realtà, un’occasione per scoprire sé stessi e gli altri. Sono trent’anni che l’associazione fa teatro con i ragazzi dell’istituto penitenziario milanese, emblema del malfunzionamento delle carceri italiane, con un sovraffollamento di 69 detenuti - 60 per cento stranieri - per 48 posti disponibili e carenza di personale.
veronasera.it, 10 marzo 2025
Iniziativa promossa da Axians, brand di Vinci Energies Italia, realizzata in collaborazione con la cooperativa sociale Universo Onlus. Iniziativa di solidarietà a favore del carcere di Verona da parte dell’azienda Vinci Energies Italia. Grazie alla collaborazione con la cooperativa sociale Universo Onlus, il mobilio dismesso dagli uffici di Vinci Energies Italia, ancora in ottime condizioni, è stato donato all’istituto penitenziario per allestire nuovi spazi a supporto delle attività interne. L’operazione si inserisce nel più ampio progetto “Noc in carcere” promosso da Axians, brand di Vinci Energies specializzato in soluzioni Ict. L’iniziativa mira a creare nuovi spazi dedicati alle attività professionali dei detenuti, offrendo loro opportunità di formazione e reinserimento sociale.
Il Mattino, 10 marzo 2025
La classe del Liceo Flacco di Portici ha vissuto un’esperienza davvero speciale a Scampia. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’istituzione scolastica e l’amministrazione del carcere minorile di Nisida, con l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale e stimolare riflessioni sui temi della responsabilità e della crescita personale, molto rilevanti per noi studenti delle scienze umane. Come è avvenuta l’esperienza? “Siamo partiti con l’autobus, carichi di entusiasmo, diretti al campo dell’Arci Scampia. Questo luogo è molto più di un semplice campo da calcio; è un punto di incontro per i giovani del quartiere, un posto dove si respira energia e voglia di fare. Una volta arrivati, ci siamo sistemati insieme alle altre classi, pronti a tifare per i ragazzi che avrebbero giocato.
globalist.it, 10 marzo 2025
A Rebibbia il primo appuntamento con Edoardo Albinati e Stefano Fresi. Il 6 marzo lo scrittore Edoardo Albinati e l’attore Stefano Fresi hanno preso parte al primo appuntamento dell’iniziativa Libri Liberi, una rassegna che ha lo scopo di portare all’interno dei penitenziari - in questo caso quello di Rebibbia - i grandi classici della letteratura. Il progetto è promosso dalla Fondazione De Sanctis con il patrocinio del ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità - e in collaborazione con il Centro per il libro e la lettura del ministero della Cultura.
ansa.it, 10 marzo 2025
Cappellano del Beccaria in tv con storie di minori in cella. “Entreremo nel mondo delle carceri, capiremo davvero perché i giovani detenuti scrivono e cantano le loro canzoni e cosa desiderano esprimere. Per molti sarà difficile ma è fondamentale”. Così don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Cesare Beccaria di Milano e fondatore della comunità Kayros, annuncia il ritorno del suo programma KeStorie rap, a 11 anni dal debutto, che andrà in onda da domani su Telenova. Ad accompagnarlo in studio ci sarà Daniel Zaccaro, ex bullo e rapinatore di banche più volte in carcere e oggi laureato ed educatore di Kayros.
di Gaia Scacciavillani
Il Fatto Quotidiano, 10 marzo 2025
Una serie di affreschi dove le parole dell’autrice dialogano con le illustrazioni di Gabriella Giandelli, in un quadro della vita in galera. Giovanna Canzi, umanista, giornalista, ma soprattutto persona curiosa e aperta, si è spinta un giorno a indossare i panni dell’insegnante e a entrare in un mondo a parte, “lontano dalla vita degli altri”: la Casa Circondariale della sua città, Monza. Invece di scappare, come l’istinto le suggeriva, è rimasta. E per quattro anni ha insegnato con passione a degli alunni fuori dall’ordinario che si trovavano dietro le sbarre a condividere i loro pesanti vissuti. Quando l’esperienza si è suo malgrado conclusa, Giovanna ha deciso di travasarne l’essenza in un libro. Fresco di pubblicazione, “Lontano dalla vita degli altri” (Marinoni Books) è una serie di racconti a due voci dove le parole dell’autrice dialogano con le illustrazioni di Gabriella Giandelli, per restituire al lettore un affresco sincero e autentico di cosa sia la vita in galera. Eccone un estratto.
di Claudio Gavioli
Il Resto del carlino, 10 marzo 2025
A Pasquale e Nora è successa la cosa peggiore che possa capitare a un essere umano: sopravvivere a un figlio. Nel loro caso a Corrado, ventitreenne ucciso da un balordo durante una rapina. Rinchiusi dentro a un dolore sordo, da quel giorno la loro esistenza si è trasformata in anni grigi e uguali, poche parole a cena, azioni inerti e senza vita, con “il tempo che scorre senza scalfire il dolore, inutile come acqua su una cerata”. E senza che nessuno dei due abbia il coraggio di vomitare tutta la disperazione che li attanaglia. Fino al giorno in cui Nora, in treno, riconosce l’assassino di suo figlio già in libertà dopo sei anni e il castello di carte dentro a cui lei e Pasquale si sono rifugiati, crolla miseramente. Da quel momento l’unico pensiero ossessivo che oscura i loro cuori e le loro menti sarà la vendetta. La storia raccontata da Antonio Manzini nel bellissimo romanzo “Gli ultimi giorni di quiete” (Sellerio, pagine 230) tratta da un fatto vero, è innanzitutto una solida prova di ottima letteratura. Al di fuori della saga di Rocco Schiavone, Manzini conferma di essere uno scrittore affidabile.
di Nicolas Lozito
La Stampa, 10 marzo 2025
Chi ha il coraggio, oggi, di pubblicare un libro sull’ambiente? Trump ha fatto sua la bandiera del negazionismo climatico, in Europa la transizione ecologica è stata messa in dubbio dal nuovo Parlamento europeo e in Italia si litiga sugli attivisti che bloccano le strade e si torna a parlare di energia nucleare. Di fronte a questi scenari servono autori e autrici davvero impavidi per affrontare l’argomento. L’audace Stefania Divertito torna in libreria con “Uccidere la natura” (Il Saggiatore). Un libro che, come si può intuire dal titolo, non parla di sostenibilità spicciola, edulcorata e alla moda, ma si prende la responsabilità di affrontare un tema che molte aziende e molti governi vorrebbero che nessuno nominasse: l’ecocidio. Divertito è giornalista ambientale d’inchiesta, ha seguito per anni i temi dell’inquinamento.
di Laura Zanfrini
Avvenire, 10 marzo 2025
In Italia il tasso di inattività è tra i più alti d’Europa, ma se dei “Neet” o delle donne si parla molto, il caso dei maschi adulti è meno indagato. Una ricerca colma questa lacuna. La bassa partecipazione alle forze di lavoro è uno dei principali problemi che affliggono il mercato del lavoro italiano. Il tasso di attività - pari nel 2023 al 66,7%- è infatti il più basso tra i Paesi europei, inferiore alla media dell’Unione di oltre 7 punti percentuali. A differenza della disoccupazione, l’inattività - ossia la condizione di chi non lavora e non cerca un lavoro - è però un fenomeno tradizionalmente trascurato tanto dai media quanto dalla politica: eppure, le difficoltà a reclutare nuovo personale in un Paese che invecchia dovrebbero incoraggiare gli sforzi per (ri)attivare un esercito di 25-64enni inattivi che conta più di 8 milioni di persone, di cui quasi 2 milioni e mezzo maschi. Ma c’è di più. Del problema dei “Neet”, giovani che non studiano né lavorano, si sente spesso parlare. Così come delle donne che rinunciano al lavoro per via delle lacune nei sistemi della conciliazione. Al contrario, il gruppo dei maschi adulti, da sempre considerato “centrale” e avvantaggiato, resta fuori dai riflettori. Sebbene l’Italia registri uno tra i più bassi tassi di attività maschile, oltre 4 punti sotto la media Ue, e sia tra i Paesi maggiormente coinvolti nella “fuga dal lavoro” da parte degli uomini adulti.
di Gianni Armand-Pilon
La Stampa, 10 marzo 2025
Dalla logistica alla grande distribuzione, fino alla moda di lusso migliaia di cooperative forniscono lavoro a basso costo. Stipendi da fame e zero diritti, ora nel mirino dei pm di Milano. Chi accetterebbe di consegnare pacchi con la propria auto per 12 ore al giorno in cambio di 700 euro al mese? Chi andrebbe a confezionare borse per l’industria del lusso lavorando in nero, di notte, all’interno di un capannone con i pit bull tenuti alla catena? Nessuno. E invece, succede. E non a Rosarno o a Castel Volturno, e neanche in quei campi dove un esercito di disperati raccoglie sotto un sole assassino i pomodori che troviamo al mercato a 0,99 al chilo. No, succede nelle principali città italiane, Milano, Roma, Firenze, Torino, Padova. Il fenomeno è alimentato da migliaia di piccole cooperative che forniscono la forza lavoro che muove l’economia, i cosiddetti “serbatoi di manodopera”. E ha finito per travolgere chi se ne serve, ovvero le più grandi aziende della logistica, della grande distribuzione, della sicurezza, della moda.
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