torinoggi.it, 12 novembre 2024
Sul palco del teatro del “Lorusso e Cutugno” i cantanti Gionathan e BlackRockStar, insieme a una band di 4 elementi. “Non ci lasciavano più venire via, tanto era l’entusiasmo. Le donne ci hanno chiesto svariati “bis”, mentre con gli uomini abbiamo avuto un simpatico fuori programma: un paio di detenuti sono saliti sul palco per fare un po’ di freestyle”: sSono le prime parole a caldo del cantante Gionathan e di Salvatore Barone, fondatore e presidente di Brothers Keeper Ministry, all’uscita dal carcere torinese delle Vallette.
di Federica Pennelli
Il Domani, 12 novembre 2024
Approvata una legge che porta una buona notizia, frutto di un compromesso con la maggioranza di governo, che però lascia indietro altre persone vulnerabili senza dimora. Le associazioni che lavorano con i migranti: “Siamo felici del riuscito passaggio del Ddl, ma non possiamo non constatare che la normativa non include i cittadini stranieri senza permesso di soggiorno”. La garanzia del diritto alla salute per le persone più fragili finora era stato assolta dalle associazioni del terzo settore impegnate nell’assistenza sanitaria, con l’ausilio della medicina di strada per chi non aveva una casa.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 12 novembre 2024
Il tribunale di Roma sospende il trattenimento per 7 i migranti di origini egiziana e bangalese portati in Albania. Salvini: “Altra sentenza politica”. Di nuovo il “modello Albania”, così come pensato da Giorgia Meloni ed Edi Rama, e il recente decreto Paesi sicuri vengono smontati dai giudici. Ieri la sezione Immigrazione del Tribunale di Roma ha rimesso il caso dei migranti trattenuti nel centro italiano di permanenza per il rimpatrio di Gjader alla Corte di Giustizia dell’Ue, sospendendo il provvedimento di convalida del trattenimento. La decisione riguarda sette migranti, provenienti dall’Egitto e dal Bangladesh, che sono stati portati venerdì dalla nave Libra al di là dell’Adriatico. Il giudizio sulla convalida viene ora sospeso e ne consegue la liberazione e quindi il ritorno nel nostro Paese, nel primo “Cara” disponibile.
di Ilario Lombardo
La Stampa, 12 novembre 2024
I tempi lunghi complicano i piani. La premier: attendere le sentenze europee sui Paesi sicuri. L’incognita del Quirinale: senza un chiarimento in Ue Mattarella potrebbe opporsi. Quando il ministero dell’Interno aveva annunciato il ricorso in Cassazione, il 22 ottobre scorso, Matteo Piantedosi, come tutti gli altri colleghi del governo, si era detto fiducioso che i giudici del Palazzo di Piazza Cavour avrebbero dato presto un responso. E che sarebbe stato favorevole al modello Albania.
di Errico Novi
Il Dubbio, 12 novembre 2024
Toghe e politica, scontro senza fine. La premier teme di arrivare al referendum sulla separazione delle carriere umiliata dalle pronunce. Passa un’ora, scarsa. Un’ora dalla notizia dell’ennesima decisione sui migranti contraria al governo, dall’ennesima batosta che incenerisce il decreto Paesi sicuri e la politica dell’Esecutivo Meloni sui trattenimenti. Basta, a Matteo Salvini, per sfornare a propria volta l’ennesima dichiarazione anti-giudici. “Se uno di questi sette clandestini che per colpa di questa sentenza torneranno in Italia commetteranno un reato, chi paga? È arrivato il momento di approvare la separazione delle carriere e la responsabilità civile dei magistrati”. Rischia di andare avanti così all’infinito. Perché il vulnus normativo è chiarissimo, ormai: le misure fin qui adottate per legittimare la “deportazione” dei migranti sull’altra sponda dell’Adriatico non reggono. E che non avrebbero retto, era in fondo chiaro, alla presidente del Consiglio, prima ancora che il Dl Paesi sicuri fosse varato.
di Francesco Malfetano
Il Messaggero, 12 novembre 2024
L’esecutivo pronto a rispondere al tribunale: “L’avevamo messo in conto”. E spera in un assist a sorpresa dai magistrati europei. Intanto i richiedenti asilo andranno in Puglia. Si riparte dal via. Nel gioco dell’oca in cui si sta trasformando lo scontro tra governo e giudici sull’Albania, Giorgia Meloni ha tutta l’intenzione di rilanciare i dadi e insistere. Anche dopo l’impugnazione davanti alla Corte di giustizia europea infatti, da palazzo Chigi trapela netta la stessa indicazione: “Per noi non cambia niente, andiamo avanti”.
di Monica Ricci Sargentini
Corriere della Sera, 12 novembre 2024
Si è tenuto a Roma, presso l’Auditorium dell’Università UniCamillus, il convegno dal titolo “Medicina Umanitaria: Una Risposta Italiana per il Futuro”. L’evento ha visto la partecipazione di esponenti istituzionali, esperti e volontari umanitari di rilievo internazionale, e ha rappresentato un’occasione cruciale per esplorare il ruolo della medicina umanitaria nella gestione delle emergenze globali e nella costruzione di una resilienza sanitaria sostenibile. Le crisi sanitarie globali sono molteplici e interconnesse. Tra le più gravi vi è la crisi dei rifugiati: milioni di persone in fuga da conflitti vivono senza assistenza sanitaria adeguata. Anche il cambiamento climatico peggiora la situazione, intensificando eventi estremi come inondazioni e ondate di calore, che causano migrazioni forzate e aumentano le malattie infettive.
di Simona Musco
Il Dubbio, 11 novembre 2024
I giovani reclusi tra disillusione e sovraffollamento. Il sistema carcerario minorile al collasso: cresce il numero dei ragazzi in cella, ma i percorsi di recupero sono spariti. le proteste si moltiplicano, ma invece delle risposte educative arrivano punizioni sempre più dure. “Non avevamo mai visto nulla di simile”. L’associazione Antigone sceglie questa frase per iniziare il report che racconta un anno di Decreto Caivano. Un anno in cui i minori in carcere sono aumentati, senza dissolvere problemi e nubi che si addensano sopra il sistema carcerario minorile. Anzi, i problemi, scrivono i membri dell’associazione, sono pure aumentati. Senza che nulla sia stato pensato in termini di progetti educativi, piani di accoglienza, reintegrazione sociale. Una discarica sociale che ha un solo effetto: produrre nuova criminalità minorile, esacerbare i problemi.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 11 novembre 2024
Ormai 10 mesi fa, e 12 anni dopo già una sollecitazione della Corte inevasa dal Parlamento, la Consulta con una sentenza ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma che nega ai detenuti il diritto all’affettività. Ma nulla è stato fatto. Ma le sentenze della Corte Costituzionale valgono ancora, oppure ormai sono state tacitamente derubricate a meri consigli, accantonabili se ci sono difficoltà pratiche ad attuarle? Ormai 10 mesi fa, e 12 anni dopo già una sollecitazione della Corte inevasa dal Parlamento, la Consulta con una sentenza additiva di principio ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma che nega ai detenuti il diritto all’affettività, cioè a colloqui intimi (in spazi simili ad ambienti domestici) senza il controllo a vista degli agenti qualora non ostino esigenze di sicurezza, iniziando “dove le condizioni materiali della singola struttura lo consentano e con la gradualità eventualmente necessaria”, in un’”azione combinata di legislatore, magistratura di Sorveglianza e amministrazione penitenziaria”.
di Federica Pozzi
Il Messaggero, 11 novembre 2024
Detenuti al passo con i cambiamenti sociali e una giustizia rieducativa e riabilitativa. Sono i due punti su cui si basa la proposta di riforma legislativa avanzata dalle Camere penali internazionali che prevede l’utilizzo dei tablet con accesso a internet nelle carceri italiane. Una proposta che verrà presentata il prossimo giovedì alla Camera dei deputati in occasione dell’incontro “Verso gli Stati Generali della Sicurezza 2025”, in cui saranno presenti, tra gli altri, Ettore Rosato, segretario del Copasir e rappresentanti di Governo della Difesa e dell’Interno. “L’idea è che nel momento in cui si varca la soglia del carcere venga concesso al detenuto, al pari di altri oggetti di uso comune, un mezzo di comunicazione per mantenere un residuo collegamento con la società, che gli permetta di riabilitarsi e ricostruire un nuovo futuro”, ha spiegato l’avvocato Alexandro Maria Tirelli, presidente delle Camere penali del diritto europeo e internazionale.
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