di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 13 novembre 2024
Non c’è nulla di politicamente pretestuoso nei quesiti posti alla Corte Ue dal tribunale di Roma sul trattenimento dei sette richiedenti asilo in Albania. Ciò che colpisce in questa storia -che molti, sbagliando, vedono come una battaglia tra poteri dello Stato a colpi di cavilli legali su temi astrusi - è l’atteggiamento arrogante dell’esecutivo, che pretende di imporre la sua volontà come se quelle regole che caratterizzano un ordinamento democratico, e che dunque limitano il potere di qualunque Esecutivo, non esistessero e tutto fosse “a libera disposizione” di coloro che detengono temporaneamente il consenso. I quesiti posti alla Corte di Giustizia europea dal Tribunale di Roma sul trattenimento in Albania di sette richiedenti asilo provenienti da Egitto e Bangladesh sono chiari e precisi.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 13 novembre 2024
“Più di 30mila ricorsi l’anno, a rischio i target Pnrr”. Per contrastare le decisioni sgradite, l’esecutivo ha reintrodotto il reclamo in materia di asilo abolito nel 2017. Una scelta che rischia di avere effetti indesiderati: secondo il Csm, la nuova competenza aggraverà i carichi di lavoro delle Corti d’Appello fino al 37%, compromettendo il raggiungimento degli obiettivi del Piano. Una valanga di oltre trentamila ricorsi l’anno destinati a piombare in pochi mesi sulle Corti d’Appello, aggravando i carichi di lavoro di quasi il 40% e mettendo a rischio i target Pnrr.
di Vitalba Azzolini*
Il Domani, 13 novembre 2024
Nelle prossime settimane, la Corte di Giustizia Ue valuterà se la normativa europea e quella italiana in tema di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare rispettano la Carta dei diritti fondamentali dell’Ue. Se la Corte riscontrasse violazioni, sia il legislatore Ue che quello nazionale dovrebbero intervenire sulle relative discipline. Se i giudici si ostinano a verificare la conformità delle norme rispetto al diritto dell’Unione europea, ciò non significa che abbiano preso di mira le politiche del governo Meloni in tema di immigrazione. Basti pensare alla questione pregiudiziale circa il reato di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, sollevata dal tribunale di Bologna dinanzi alla Corte di Giustizia dell’Ue. I dubbi del tribunale riguardano in primis la normativa europea, e solo di conseguenza anche la legge nazionale che la attua.
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 13 novembre 2024
Con Trusk (Trump più Musk) si apre una nuova epoca. E ci saranno ricadute anche sulle democrazie e sull’Europa. Come sarà il mondo nell’epoca Trusk? Temo che sbagli chi pensi, anche tra i sostenitori europei, che gli impegni di radicale trasformazione dell’assetto dello Stato e delle relazioni internazionali dell’America, promossi da Trump con il sostegno di Musk, siano solo boutade furbacchione di campagna elettorale, buone per accalappiare i voti popolari e buone per essere messe nel cestino stracolmo delle promesse tradite dai candidati alla presidenza degli Usa. In fondo, ho ascoltato dire da molti, nel primo quadriennio, un’era fa nel frenetico tempo digitale, cosa è cambiato? Sì, cose come la revoca degli accordi sul clima e il sabotaggio del Medicare di Obama con manovre che produssero più di due milioni di persone senza assicurazione sanitaria. Ma in altri campi, di politica finanziaria o di relazioni internazionali, non si sono visti allora significativi e radicali cambiamenti tra le diverse amministrazioni.
di Massimo Ambrosini
Avvenire, 13 novembre 2024
Donald Trump, a quanto trapela, non perde tempo nel concretizzare le sue promesse elettorali. Tra queste, si profila l’impiego di risorse del Pentagono, dunque in teoria destinate alla difesa, per realizzare il progetto di deportare tutti gli immigrati che vivono e lavorano degli Stati Uniti senza autorizzazione. Il neoeletto presidente ha alzato la posta: non ha soltanto rilanciato l’idea di completare il lungo muro con il Messico, ma intende anche sradicare ed espellere persone che si sono insediate negli Stati Uniti da molti anni, hanno trovato occupazione, pagato le tasse, costituito delle famiglie, a volte avviato delle imprese o intrapreso studi universitari. Anche negli Usa per tutti i reati ci sono norme di prescrizione, ma non per l’immigrazione irregolare: è una colpa incancellabile.
di Bernardo Parrella
Il Manifesto, 13 novembre 2024
La recente tornata elettorale nel Stati Uniti prevedeva, oltre all’elezione del Presidente e al parziale rinnovo del Congresso e del Senato, una serie di “ballot” locali sul fronte droga. Pur se di segno alterno, i risultati confermano il taglio antiproibizionista, riguardo soprattutto alla cannabis. A cominciare dal successo pieno in Kentucky, con l’OK a tutte le 106 ordinanze atte a consentire l’apertura di dispensari in altrettante contee e città: passo necessario onde superare i divieti locali scattati dopo l’approvazione statale, lo scorso anno, della marijuana terapeutica.
africarivista.it, 13 novembre 2024
Dawit Isaak, giornalista eritreo e svedese detenuto senza processo in Eritrea da 23 anni, ha ricevuto il prestigioso premio svedese Edelstam per i diritti umani, in riconoscimento del suo impegno per la libertà di espressione. Il premio, assegnato dalla Fondazione Edelstam, è stato conferito per “il suo eccezionale coraggio” nella difesa dei diritti umani. Il premio Edelstam, che celebra l’impegno in difesa dei diritti umani, verrà ufficialmente consegnato il 19 novembre a Stoccolma. Poiché Isaak è ancora detenuto in Eritrea, la figlia Betlehem Isaak ritirerà il premio in sua vece.
di Ilaria Beretta
Avvenire, 12 novembre 2024
Strutture sovraffollate con sporcizia per terra e materassi dove si annida pure la scabbia. Cosi gli Ipm, a lungo fiore all’occhiello del sistema penitenziario italiano, si sono trasformati in una bomba ad orologeria. “Una delle comunità più abbandonate del nostro Paese”. È così che don Domenico Cambareri definisce gli istituti penali per minorenni (Ipm), a lungo considerati fiore all’occhiello del sistema italiano e un esempio a livello globale. Don Domenico non parla per sentito dire ma per quello che vede: dal 2020 è cappellano di uno dei 17 Ipm italiani, il Pietro Siciliani di Bologna, che recentemente ha raccontato anche in un libro per San Paolo dal titolo “Ti sogno fuori. Lettere da un prete di galera”.
di Ilaria Beretta
Avvenire, 12 novembre 2024
Era in isolamento perché aveva preso la scabbia e lì, in quella cella separata dalle altre, ha tentato di togliersi la vita stingendosi attorno al collo un laccio ricavato dai pantaloni. È successo nel Cpa, il Centro di prima accoglienza, di Genova e il protagonista di questa brutta storia è un ragazzo di origine egiziana di appena 17 anni che da circa una settimana era stato arrestato per furto. Per fortuna il minore è stato fermato in tempo e salvato da un agente della polizia penitenziaria, l’unico in servizio, che si accorto di quello che stava succedendo.
di Luca Bonzanni
Avvenire, 12 novembre 2024
In una bozza di decreto ministeriale spunta l’ipotesi di figure che avranno il compito di mediare durante le sommosse. A essere coinvolti saranno ispettori e sovrintendenti della Polizia penitenziaria. L’obiettivo è favorire la “de-escalation” dei soggetti coinvolti in risse. Previsti corsi formativi con esame. Alla base c’è la “necessità di adottare una gestione efficace degli eventi critici di natura particolarmente complessa che turbano gravemente l’ordine e la sicurezza degli istituti penitenziari”. Per farlo, anche nella polizia penitenziaria entreranno in servizio i “negoziatori”: figure nuove per il corpo (ma già presenti nella Polizia di Stato e nei Carabinieri), che avranno il compito di mediare durante rivolte, sommosse, proteste collettive o azioni di un singolo recluso che possano mettere a rischio l’incolumità di agenti, operatori, strutture, provando a scongiurare l’uso della forza.
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