garantedetenutilazio.it, 12 novembre 2024
Incremento del 54% in cinque anni per coloro che si trovano in condizione di limitazione extramuraria della libertà. Secondo gli i dati più recenti (riferiti al 31 ottobre di quest’anno) le persone complessivamente in carico agli uffici dell’esecuzione penale esterna del nostro Paese sono 140.744 di cui 93.028 sottoposte a misure di esecuzione penale esterna o di comunità. Poco meno di cinque anni fa -il 15 dicembre 2019- erano rispettivamente 102.119 e 60.360. In questi cinque anni si è quindi verificato un incremento del 38% per il numero complessivo di persone in carico agli uffici e del 54% per coloro che si trovano in condizione di limitazione extramuraria della libertà.
di Barbara Rosina
huffingtonpost.it, 12 novembre 2024
Mi piacerebbe che dovunque ci fossero luoghi e competenze di aggregazione e di ascolto. Assistenti sociali, psicologi, psichiatri, infermieri, educatori, volontari, medici, persone che semplicemente abitano nel quartiere. Luoghi e competenze gratuiti, senza etichette religiose o d’altro tipo. Useremo vecchi e nuovi media per dire che li abbiamo lasciati soli, che non li abbiamo educati bene, che non ci siamo accorti che erano disperati o violenti, che piangevano o che avevano una pistola, che non abbiamo saputo nulla dagli amici o dalla scuola, che i servizi non ci hanno aiutato. Ma intanto ragazze e ragazzi muoiono o uccidono, intanto ragazze e ragazzi colpiscono o vengono colpite e colpiti con parole o con pugni, intanto giovani donne subiscono violenza da giovani uomini. Napoli, Piacenza, Foligno.
di Lodovica Bulian
Il Giornale, 12 novembre 2024
Il 26 il testo in aula, oltre al centrodestra l’appoggio di Iv, Azione e Più Europa. Le toghe contro le carriere separate. Dopo settimane di scontro, il ministro della Giustizia Carlo Nordio (foto) chiede “un abbassamento dei toni da parte della politica nel criticare le sentenze”, ma anche che “ci sia sempre meno una critica della magistratura al merito politico delle leggi”, dice dal convegno per i 60 anni di Md. L’auspicio è che si apra un “dialogo” costruttivo, anche perché sulla giustizia il governo ha messo in cantiere una riforma cardine, fortemente voluta dal Guardasigilli e da tutto governo, dopo quella con cui è stato abolito il reato di abuso d’ufficio che già ha fatto infuriare i magistrati. La separazione delle carriere è il capitolo più delicato e ambizioso delle linee programmatiche di Nordio che vuole rivoluzionare nel profondo l’ordine giudiziario.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 12 novembre 2024
Per il Consiglio superiore della magistratura il fatto che un pm fallisca due inchieste su tre, per esempio avviando indagini che si rivelano infondate o ottenendo l’arresto di persone che poi si rivelano innocenti, non è sufficiente per valutare negativamente il suo operato. Vi fareste operare da un medico che ha una statistica di un morto ogni tre pazienti? Con molta probabilità no. E se la media fosse di un morto ogni due pazienti? Probabilmente scegliereste in maniera ancora più convinta un altro medico. Se la media fosse addirittura di due morti ogni tre pazienti, sicuramente mandereste quel medico al diavolo e avvisereste tutti i vostri famigliari di stargli lontano. Per il Consiglio superiore della magistratura, invece, il fatto che un pubblico ministero fallisca due inchieste su tre, per esempio avviando indagini che si rivelano infondate o ottenendo l’arresto di persone che poi si rivelano innocenti, non è sufficiente per valutare negativamente il suo operato. Secondo la nuova circolare sulla valutazione di professionalità che il Csm si appresta ad approvare (il testo ha già ricevuto il via libera unanime della Quarta commissione del Consiglio), un magistrato potrà subire effetti negativi sulla valutazione della propria professionalità soltanto quando “oltre due terzi dei provvedimenti o delle richieste risultano annullate, riformate o rigettate” nelle fasi o nei gradi successivi di giudizio.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 12 novembre 2024
Per la prima volta, grazie all’impegno di L’Altro Diritto - Società della Ragione Onlus e Fondazione Franco Basaglia, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha stabilito che l’Italia ha violato i diritti umani di un paziente psichiatrico, immobilizzato con forza e trattato con farmaci pesanti in un ospedale. Questa pratica è stata condannata come inumana e degradante. La recente sentenza della CEDU nel caso Lavorgna c. Italia rappresenta un precedente di grande rilievo per il sistema giudiziario italiano, poiché è la prima volta che la Corte condanna l’Italia per violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo in un caso di contenzione meccanica e farmacologica all’interno di un reparto psichiatrico. La sentenza riconosce che il trattamento riservato al paziente durante la sua degenza presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) dell’Ospedale di Melzo è stato inumano e degradante, in violazione del divieto assoluto di trattamenti inumani e degradanti stabilito dall’articolo 3 della Convenzione.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 12 novembre 2024
La Corte Suprema di Cassazione ha emesso una significativa sentenza, la numero 41191, che ridefinisce i limiti della corrispondenza per i detenuti sottoposti al regime del 41 bis. La Prima Sezione Penale, presieduta da Giuseppe De Marzo, ha stabilito che non possono essere imposti divieti generalizzati alla corrispondenza tra detenuti sottoposti al regime speciale, ribadendo che lo strumento ordinario deve essere il “visto di censura”. La decisione nasce dal ricorso presentato da un detenuto, recluso perché boss camorrista, contro un’ordinanza del Tribunale di Napoli del 17 giugno 2024, che aveva confermato le limitazioni alla sua corrispondenza.
melandronews.it, 12 novembre 2024
Con delibera di Giunta (n. 665 del 4 novembre scorso) è stato approvato un progetto denominato “Formazione e Inclusione: Servizi e misure di inclusione area giudiziaria Vale la Pena lavorare” la cui gestione è affidata all’Agenzia Regionale per il Lavoro e l’Apprendimento Basilicata (A.R.L.A.B). Le azioni del progetto “Vale la pena lavorare” sono finanziate, per una spesa di circa 1,4 milioni di euro, attraverso la programmazione del Pr FESR FSE 2014-2020, con l’obiettivo di potenziare l’inclusione sociale delle persone ospitate nelle Case circondariali lucane e quelle in carico al sistema dei servizi territoriali UEPE (Uffici di Esecuzione Penale Esterna) e USSM (Uffici Servizi Sociali Minorenni) secondo un percorso complesso diretto a dare una risposta alle difficoltà di inserimento lavorativo delle persone maggiormente fragili e a rischio di discriminazione. Ne dà notizia l’Assessore allo Sviluppo Economico e Lavoro Francesco Cupparo.
di Mauro Bonciani
Corriere Fiorentino, 12 novembre 2024
Cigl e “Altro Diritto”: solo in 8 hanno un’occupazione. Il Garante: “Serve un ufficio pubblico apposito”. Sono solo otto i detenuti di Sollicciano che hanno un lavoro all’esterno del carcere, in cui rientrano ogni sera. Un numero che meglio di tante parole fotografa la difficoltà di creare opportunità lavorative e di reinserimento nel più grande penitenziario toscano, dove i detenuti sono oltre 500. E proprio “Carcere, diritti e lavoro” a Sollicciano e in più in generale nelle carceri toscane sono stati al centro dell’iniziativa organizzata da Cgil Firenze e “L’Altro Diritto” che si è svolta ieri a Firenze presso la Camera del lavoro in Borgo Greci, presente anche Gloria Manzelli, provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria per Toscana e Umbria.
di Aurora Bottino
primocanale.it, 12 novembre 2024
Il problema dei detenuti psichiatrici non è una novità nella struttura penitenziaria genovese, dove la consistente presenza di detenuti di questo tipo è causa da tempo di criticità. Le carceri italiane sono da tempo al centro di quelle che sono denunce da parte di sindacati e associazioni per problemi ormai cronici come il sovraffollamento, la sicurezza, la carenza di personale e tagli ai fondi che pesano su situazioni spesso definite critiche. I sei istituti penitenziari della Liguria non sono esenti dalle problematiche e anzi, in alcuni casi i dati fotografano situazioni ancora più gravi che nel resto di Italia. L’inchiesta di Primocanale andrà a ricostruire quelli che sono i problemi delle carceri liguri attraverso testimonianze, documenti e numeri.
di Maria Ducoli
La Nuova Venezia, 12 novembre 2024
Bando aperto fino a dicembre per reclutare psicologi, psichiatri, assistenti sociali, pedagogisti ed esperti in criminologia clinica che si occupano della valutazione del rischio suicidario all’ingresso. Psicologi, ma anche psichiatri, assistenti sociali, pedagogisti o esperti in criminologia clinica. La chiamata alla partecipazione al bando del tribunale di sorveglianza di Venezia che si chiuderà il prossimo 12 dicembre è collettiva, e l’obiettivo è quello di reclutare dai 24 ai 26 professionisti da inserire all’interno del proprio organigramma.
- Santa Maria Capua Vetere (Ce). Detenuto morto dopo la mattanza, il giallo si infittisce
- Cuneo. Gli agenti del carcere indagati per tortura: “Li scassiamo, vanno addomesticati”
- Torino. Riapre il Cpr di via Brunelleschi, ma la città non vuole
- Milano. Il cappellano dell’Ipm Beccaria affiancato da un imam per la cura dei ragazzi
- Napoli. Alla marcia per la strage di Ponticelli critiche al “modello Caivano”











