casertanews.it, 12 novembre 2024
“Il colloquio col magistrato non è stato registrato”. Il caso sollevato dalle difese per il buco di otto minuti durante i quali il magistrato di sorveglianza Marco Puglia ha parlato con Hakimi Lamine. Il colloquio con Hakimi Lamine, il detenuto morto un mese dopo il pestaggio al carcere di Santa Maria Capua Vetere del 6 aprile 2020, non sarebbe stato registrato e per questo manca agli atti del fascicolo della Procura. È quanto emerso nel corso dell’udienza, celebrata all’aula bunker, del processo a carico di 105 persone tra agenti, funzionari del Dap e due medici.
di Elisa Sola
La Stampa, 12 novembre 2024
Il tribunale del Riesame sugli abusi in carcere: nessuna sospensione, uno di loro è stato promosso. Qualcuno titubava: “Va bene pestare, non subito. “Ma noi li pestiamo, compare, tanto all’isolamento sono”. Sei agosto 2023. L’assistente capo Rosario Rossi non sa di essere intercettato con 32 colleghi della polizia penitenziaria. C’è un problema da gestire nel carcere di Cuneo. Aria di rivolta. E Rossi rassicura così l’interlocutore. In quelle celle fredde e spoglie del settore isolamento, poche settimane prima, nella notte tra il 20 e il 21 giugno, almeno cinque detenuti pachistani erano stati denudati. E lasciati, secondo la procura di Cuneo che coordina le indagini del Nucleo investigativo regionale della penitenziaria, a piangere per ore “senza acqua, cibo e coperte”. Con ferite e lividi. I segni del pestaggio avvenuto all’inizio della serata nella cella 417. Diventata nota, negli ambienti carcerari, come “la cella della mattanza”. O “la cella degli indiani”.
di Toni Castellano
lavialibera.it, 12 novembre 2024
Dopo la chiusura di marzo 2023, riapre a Torino la struttura che era stata ritenuta disumana. Dopo alcune proteste, nelle quali i migranti ospitati avevano danneggiato i locali in cui erano reclusi, il centro non è più agibile. In attesa che lo Stato decida a chi affidare la gestione, a Torino associazioni e forze politiche si mobilitano. Non esiste ancora una data ma, in attesa che la gestione venga affidata, sembra essere prossimo alla riapertura il Centro di permanenza per il rimpatrio degli immigrati con provvedimento di espulsione (Cpr) di via Santa Maria Mazzarello, a Torino, soprannominato il “Brunelleschi”, dal nome del corso su cui si affaccia. La struttura era stata chiusa a marzo 2023 perché la vita all’interno era diventata impossibile dopo le proteste di febbraio durante le quali i migranti avevano danneggiato i locali in cui erano reclusi.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 12 novembre 2024
Don Claudio Burgio, cappellano dell’istituto di pena minorile di Milano, ha chiesto di avere un imam accanto nella sua opera pastorale così da assistere i tanti giovani musulmani detenuti nella struttura. L’appello è stato raccolto dall’Arcidiocesi e dal Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale. La domanda di fede nella Generazione Z non è cessata, anzi, è “un fuoco che brucia sotto la cenere”: parola di don Claudio Burgio, un sacerdote che di ragazzi se ne intende, da anni accanto a quelli più difficili o forse solo più bisognosi di cure, come lo sono i reclusi nell’istituto di pena minorile Beccaria di Milano di cui è cappellano. “Il rapporto con Dio per i giovani d’oggi è diverso da quello delle generazioni precedenti - racconta ai media vaticani - è molto meno formale e convenzionale e più personale, spesso critico verso le istituzioni e la tradizione, ma comunque c’è ed è per questo che abbiamo bisogno di un approccio diverso con questi ragazzi”.
La Presse, 12 novembre 2024
Ampie critiche al modello e al Ddl Caivano si levano dalla commemorazione in occasione dei 35 anni della strage di Ponticelli, a Napoli, dove 4 innocenti persero la vita. La manifestazione, organizzata da Libera, ha visto la partecipazione di circa tremila persone, coinvolgendo 11 scuole di tutta la Municipalità VI. “In tante e tanti per ricordare Gaetano De Cicco, Salvatore Benaglia, Domenico Guarracino e Gaetano Di Nocera, quattro vittime innocenti di camorra in un quartiere che ha già pagato un tributo di sangue altissimo. In questi ultimi giorni ci sono stati gli omicidi di Santo, Emanuele, Arcangelo. Sono tante le vittime di questo territorio e i ragazzi hanno deciso di scendere in piazza. Quello che è successo ha portato a un decreto che è servito solo a riempire gli IPM senza dare risposte a questi ragazzi, parlo del decreto Caivano.
comune.modena.it, 12 novembre 2024
In Consiglio comunale la seduta dedicata al Sant’Anna con la testimonianza di un detenuto e gli interventi del direttore Sorrentini, di padre Stenico e della garante De Fazio. Said è un semilibero, esce al mattino e torna nel primo pomeriggio. È detenuto nel carcere di Sant’Anna da cinque anni e denuncia il sovraffollamento che c’è. Ma Said è uno dei “fortunati”, perché è uno dei pochi (una trentina in tutto) che ha la possibilità di lavorare fuori, in una cooperativa: “un’esperienza che - afferma - mi ha cambiato la vita”. Con un permesso speciale ha potuto prolungare il suo tempo fuori dal carcere e ha portato la propria testimonianza in occasione della seduta del Consiglio comunale di lunedì 11 novembre, dedicata alla Casa Circondariale di Modena Sant’Anna.
di Dario Nuzzo
Confidenze, 12 novembre 2024
Mi sono sempre battuto per il benessere degli animali e delle persone private della libertà. Così ho accettato di seguire il progetto al penitenziario di Gorgona dove i detenuti si prendono cura di mucche e cavalli creando un rapporto speciale con loro. Ero un bambino particolare, e per particolare intendo che mi sentivo quasi mancare quando passavo di fronte alle macellerie di Trieste, la città dove ho trascorso la mia infanzia, e vedevo gli animali appesi, perché all’epoca non c’era la discrezione di oggi e non si nascondeva nulla ai bambini. Solo guardandoli riuscivo a percepire quanta sofferenza e devastazione potesse esserci dietro quello che arriva in tavola, ed è stato proprio allora che ho iniziato a rifiutarmi di mangiare carne, con buona pace dei miei genitori, per poi diventare vegano con il trascorrere del tempo.
di Nicola Petricca
Il Resto del Carlino, 12 novembre 2024
Presentati i risultati di 22 anni di ricerca sul campo. Il prof Ario Federici: “Il lavoro fatto da nostri ragazzi. È stato un cammino lunghissimo”. Quando, nel 2002, un gruppo di docenti della neonata Scienze motorie dell’Università di Urbino lanciò un progetto per inserire l’esercizio fisico per i detenuti nel carcere di Fossombrone, le certezze di riuscita erano poche e le notti insonni tante. A giudicare da quanto fosse gremita l’aula 1 del Petriccio che ieri ha accolto la presentazione dei risultati di 22 anni di ricerca, i suoi frutti sono tangibili e concreti.
brundisium.net, 12 novembre 2024
Il Brindisi Performing Arts Festival si avvia alla conclusione, ma il gran finale è ancora tutto da vivere! Gli ultimi giorni del festival saranno dedicati al debutto di Orme, la nuova AlphaZTL Compagnia d’Arte Dinamica (Premio della Critica 2023), diretta del coreografo Vito Alfarano. Uno spettacolo che si preannuncia memorabile, portando sul palcoscenico gli eventi della storia contemporanea che hanno lasciato il segno nella vita di tutti noi. I danzatori professionisti della AlphaZTL saranno affiancati dai detenuti della Casa Circondariale di Brindisi, che vedranno coronato il lungo percorso di lavoro svolto durante il laboratorio di danza contemporanea tenuto in carcere dalla compagnia nell’ultimo anno.
di Elettra Gullè
La Nazione, 12 novembre 2024
Una vita dedicata all’insegnamento e al riscatto dei detenuti. Domani su Rai3, il programma Nuovi Eroi racconterà la straordinaria storia di Licia Baldi, insegnante livornese insignita dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Sergio Mattarella. Nata nel 1935 a Livorno, Licia ha trascorso la sua vita tra l’insegnamento e il volontariato, offrendo istruzione e speranza ai detenuti del carcere di Porto Azzurro sull’Isola d’Elba. “Ho dedicato la mia vita all’insegnamento. E rifarei tutto, potessi rinascere”: ecco le parole che usa la docente, che racconta con grande orgoglio le sue radici livornesi e la sua carriera. Laureata in lettere classiche, ottenne il primo incarico di supplenza all’Isola d’Elba. “Pensavo di starci poco tempo, e invece mi sono sposata, ho avuto due figli e quattro nipoti. Ho insegnato per 42 anni, prevalentemente lettere classiche, al liceo classico Foresi di Portoferraio”, sorride. Ma il destino l’ha portata anche su un altro cammino, quello dell’insegnamento ai detenuti.
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