di Valentina Stella
Il Dubbio, 14 novembre 2024
Fratelli d’Italia presenta modifiche al decreto Flussi per sottrarre la competenza ai giudici che hanno bocciato le norme del governo e assegnarla alle Corti d’appello. “Per i procedimenti aventi ad oggetto la convalida del provvedimento con il quale il questore dispone il trattenimento o la proroga del trattenimento del richiedente protezione internazionale” è “competente la Corte d’appello” nel cui “distretto ha sede il questore che ha adottato il provvedimento oggetto di convalida”. La Corte d’appello civile “giudica in composizione monocratica”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 14 novembre 2024
Alla Camera Il blitz in un emendamento al decreto flussi. Gli appalti per i controlli saranno secretati. Mannaia sui tempi per fare ricorso. È nella batteria di emendamenti al decreto flussi presentati in commissione affari costituzionali a Montecitorio che si nasconde l’ultimo assalto della destra alla magistratura. L’idea, in verità già ventilata nelle settimane passate, è di sottrarre alle sezioni specializzate in immigrazione dei tribunali civili le convalide dei trattenimenti dei richiedenti asilo decisi dalle questure, sia per i centri di Gjader, Porto Empedocle o Modica, sia per i Cpr (dove però sugli “irregolari” restano competenti i giudici di pace). Si andrà direttamente in Corte d’appello, con possibilità di impugnare poi in Cassazione (con mannaia sulle tempistiche: 5 giorni, senza sospensione del provvedimento).
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 14 novembre 2024
Come nascono e come funzionano. E perché escluderle dalle convalide dei trattenimenti dei richiedenti asilo non ha alcuna razionalità giuridica. Le sezioni specializzate in immigrazione, diventate improvvisamente il primo nemico del governo Meloni, nascono nel 2017 dal decreto Minniti-Orlando. Una norma che non aveva certo l’obiettivo di aumentare le tutele dei cittadini stranieri: al contrario si proponeva di estendere la rete dei centri di detenzione amministrativa, aumentare le espulsioni e accelerare i tempi delle procedure d’asilo. L’impennata di sbarchi nei due anni precedenti aveva intasato i tribunali con le domande di protezione internazionale. Per questo la legge ha cancellato le impugnazioni davanti alle Corti d’appello e istituito i giudici specializzati, idonei a garantire maggiore celerità nelle decisioni. Le sezioni sono presenti in tutti i tribunali in cui ha sede l’organo giudiziario di secondo grado. La loro caratteristica principale, però, non è la velocità ma la specializzazione.
di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Corriere della Sera, 14 novembre 2024
A Roma, Coldiretti e Filiera Italia espongono i prodotti a rischio di scomparire con il Ddl sicurezza. Il pregiudizio su questa pianta, iniziato negli Usa degli anni Trenta, ha cancellato una tradizione agricola in cui l’Italia primeggiava. I produttori italiani di canapa non si arrendono. Schiacciati da pregiudizi e da una politica a loro ideologicamente ostile, si sono dati appuntamento a Roma questa mattina, 14 novembre, per fare sfilare i prodotti “made in Italy” a rischio scomparsa a causa di alcune norme contenute nel Ddl sicurezza, norme che di fatto azzereranno completamente una filiera con le sue ricadute economiche ed occupazionali (30 mila posti di lavoro tra stabili e stagionali). L’iniziativa è di Coldiretti e Filiera Italia e l’esposizione si tiene a Palazzo Rospigliosi: l’obiettivo è ottenere un confronto urgente con le istituzioni, prima che per i canapicoltori sia troppo tardi e si dia il colpo di grazia a un settore che ha anche benefici ambientali come pochi altri.
di Sara Del Dot
Il Domani, 14 novembre 2024
Women Wage Peace, fondata in Israele nel 2014, e di Women of The Sun, nata nel 2021 in Palestina, sono due realtà che lavorano insieme per non cedere all’odio. E per aprire alle donne una strada nell’arena politica e nei negoziati. Nel frastuono assordante della guerra si muove il fruscio di chi lavora per la pace. Un processo attivo da tempo, nell’ultimo anno molto più intenso e complicato, di cui le donne si fanno portatrici affrontandone tutte le complicate sfaccettature. Sono le donne di Women Wage Peace, fondata in Israele nel 2014, e di Women of The Sun, nata nel 2021 in Palestina. Due realtà che lavorano insieme per non cedere all’odio e creare consapevolezza, cercando di aprire alle donne una strada nell’arena politica e nei negoziati. Donne che raccolgono i pezzi di ciò che rimane dalla distruzione che travolge ogni cosa attorno a loro. Creano legami, dentro e fuori dalle loro comunità, cercano di ricomporre, ricucire, ricostruire.
di Greta Privitera
Corriere della Sera, 14 novembre 2024
“Liberate i prigionieri politici o mi suicido”. Il gesto estremo del giornalista 42enne, dubbi sulla sua morte: “Aveva appena acquistato un biglietto per gli Usa. Potrebbe essere una messinscena del regime”. Wikipedia è appena stato aggiornato. Kianush Sanjari 11 settembre 1982 - 13 November 2024. Il giornalista dissidente lo aveva scritto, promesso, su X: “Se Fateme Sepehari, Nasreen Shakrami, Tomaj Salehi e Arsham Rezaei non verranno rilasciati dal carcere entro le 19:00 di mercoledì 13 novembre, e la notizia del loro rilascio non sarà pubblicata sul sito della magistratura, metterò fine alla mia vita in segno di protesta contro la dittatura di Khamenei e dei suoi soci”.
di Luca Geronico
Avvenire, 14 novembre 2024
Gli operatori sanitari costretti a scendere. Quindi la brutale esecuzione. L’organizzazione umanitaria: “Violenza scioccante”. Assalto all’ambulanza di Medici senza frontiere, ed esecuzione a sangue freddo di due pazienti da parte della polizia. Un nuovo salto in là nell’orrore ad Haiti, in quello che è l’ultimo atto della guerra per bande in corso da mesi ad Haiti con la polizia al soldo dei signori della guerra. Un conflitto endemico, ma inaspritosi dopo la nomina del nuovo primo ministro Alix Didier Fils-Aimè.
di Salvatore Curreri
L’Unità, 13 novembre 2024
Le condizioni di vita dei detenuti non stanno nell’agenda della politica: né in quella del Governo, né in quella del “campo largo”. Nel gennaio di quest’anno, la Consulta ha chiarito che i prigionieri possono avere incontri intimi con i partner, ma per alcuni giudici di sorveglianza è un optional, come la doccia. Devo ringraziare pubblicamente il giudice di sorveglianza di Torino per aver offerto ai miei studenti un ottimo esempio di cosa sia un diritto fondamentale; di come esso si differenzi da una mera aspettativa; infine di quale sia - meglio: dovrebbe essere - il ruolo di garanzia della nostra Corte costituzionale. La questione riguarda la condizione dei detenuti. Com’è arcinoto, oggi le nostre carceri, anche a causa del loro strutturale sovraffollamento, sono fatiscenti, insalubri e insufficienti. Per questo sono quasi sempre luoghi di sofferenza, alienazione e tempo perso; tutto il contrario rispetto a quella finalità rieducativa cui secondo l’art. 27.3 della Costituzione il trattamento penitenziario deve tendere. È come se il detenuto scontasse una “doppia pena”: l’una per la condanna inflitta, l’altra per le modalità con cui viene eseguita.
di Rosaria Amato
La Repubblica, 13 novembre 2024
Le esperienze di Confcooperative Federsolidarietà in un convegno al Cnel. A breve via libera a un nuovo protocollo d’intesa tra l’organizzazione imprenditoriale e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Sessantuno mila detenuti, un tasso di sovraffollamento del 119%, una percentuale di recidiva intorno al 60%. I dati sulle carceri italiane sono sconfortanti, ma i percorsi di studio e di lavoro possono contribuire non solo a migliorare le condizioni di vita dei detenuti, anche ad aprire opportunità importanti per il futuro, abbattendo in modo consistente le possibilità di tornare a delinquere. “Su 100 detenuti che seguono percorsi di formazione e di inserimento lavorativo in carcere nelle cooperative sociali torna a delinquere meno del 10%, - spiega Stefano Granata, presidente di Confcooperative Federsolidarietà, nel corso del convegno “Cooperazione sociale e giustizia: un ponte tra carcere e società. Esperienze di innovazione ed impatto sociale”, che si tiene stamane al Cnel - un abbattimento della recidiva importante rispetto a chi è sottoposto a trattamenti standard. E di margine per far crescere l’impegno della cooperazione sociale in quest’ambito, ce n’è”.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 13 novembre 2024
“Il carcere e tutte le misure che sono solo contenitive non funzionano, men che meno con i ragazzi”, dice Franco Taverna, responsabile area adolescenza della Fondazione Exodus di don Mazzi. “Per evitare che i ragazzi compiano nuovamente reati sono inefficaci tanto le punizioni quanto i premi, serve un solido approccio educativo che possa far sperimentare un’altra strada, un’altra vita”. Si è concluso il Convegno “Tessere trame complesse” organizzato dalla Fondazione Exodus di don Mazzi che è coinciso con fine della prima edizione del Progetto “Pronti Via!” selezionato dall’Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Un intervento quadriennale per dare una risposta psico-socio-educativa ai minorenni sottoposti a misure restrittive da parte della Autorità giudiziaria, attraverso il modello “Carovana”, una intensa esperienza educativa itinerante che fa parte del Dna di Exodus e che mira a diventare proposta strutturata integrata dei servizi giustizia minori.
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