di Riccardo Saporiti
wired.it, 15 novembre 2024
Wired ha estratto i dati del ministero della Giustizia: sono più di 2.800 le celle definite “non disponibili”. Circa il doppio di quelle che lo stesso dicastero considera “fisiologiche”. Anche al netto delle 29 celle del carcere femminile di Pozzuoli, rimaste vuote dacché la struttura è stata chiusa a fine maggio a causa dei danni provocati dallo sciame sismico dei Campi Flegrei, nelle carceri italiane ci sono 2.837 stanze di detenzione non disponibili. Esatto, celle vuote in un sistema che soffre per il sovraffollamento, causa di suicidi e atti di autolesionismo da parte dei detenuti.
di Paolo Luca*
Corriere dell’Alto Adige, 15 novembre 2024
Continuano gli attacchi rabbiosi del fronte governativo contro la magistratura per le decisioni sgradite in materia di immigrazione. La colpa, sostiene tra gli altri il ministro e vice presidente del consiglio Salvini, è dei giudici comunisti, che fanno politica senza averne titolo, in quanto non legittimati dal voto popolare. Gli fa eco addirittura Elon Musk, affermando che “questi giudici se ne devono andare”. Nella visione di chi attualmente guida il Paese, e non solo, la magistratura dovrebbe assecondare l’azione di governo, allineandosi al potere esecutivo in posizione collaterale e servente, divenendone, si potrebbe dire, il cane da guardia. Silvia Albano, una dei giudici nel mirino, è stata costretta a sottolineare che “In tasca non abbiamo il libretto di Mao né il Capitale di Marx, ma la Costituzione”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 15 novembre 2024
Il viceministro Sisto ribadisce: “L’ultima parola ai cittadini col referendum”. Avs propone le quote di genere nei due futuri Csm, la maggioranza ci pensa. Probabilmente slitterà a gennaio il primo sì alla riforma costituzionale relativa alla separazione delle carriere, al doppio Csm e all’Alta Corte disciplinare. Lo ha preannunciato il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto nel congedarsi ieri dalla commissione Affari costituzionali della Camera, dov’è proseguito il voto sugli emendamenti. “Saremo in aula il 29 novembre”, ha detto il numero due di via Arenula, che segue il dossier per conto dell’Esecutivo. Poi ci sarà un’altra seduta “a dicembre, probabilmente”, ha aggiunto, “non so se riusciremo a chiuderlo a dicembre, se no si chiuderà a gennaio, il primo passaggio. Dopo i quattro passaggi”, ha rassicurato, “tutti tranquilli perché c’è il referendum. È una scelta che spetta non solo al Parlamento ma soprattutto al popolo: se le norme saranno degne di entrare in Costituzione lo deciderà la gente”.
di Luciano Violante
Corriere della Sera, 15 novembre 2024
Il caso dei dossieraggi. La corruzione non fa rumore; la reazione dei cittadini è perciò più difficile. Anche questa difficoltà rende il Terzo Stato un pericolo grave per la nostra democrazia. Più del 63% degli italiani ritiene, secondo una indagine di Alessandra Ghisleri, che il dossieraggio mette a rischio la nostra democrazia. La stessa valutazione hanno esposto i magistrati che si occupano dei casi di Roma e di Milano. Come si è configurato questo rischio per la democrazia? A Roma un ufficiale di polizia giudiziaria, Pasquale Striano, tutt’ora a piede libero, ha raccolto illegalmente 224 mila atti. Non risultano fini di lucro; per quali interessi Striano ha raccolto e consegnato quegli oltre 200 mila atti? È difficile che li abbia richiesti una sola persona: evidentemente pervenivano a Striano richieste da parti diverse. Se si rivolgevano tutte alla stessa persona non erano parti indipendenti l’una dall’altra; erano integrate in qualche circuito di potere che li acquisiva per condizionare decisioni relative alla vita del Paese.
di Raffaella Calandra
Il Sole 24 Ore, 15 novembre 2024
Al Venice Justice Group G7 di Roma: cogliere le opportunità della tecnologia ma solo ai giudici le decisioni. E se si arrivasse al punto che la giustizia degli algoritmi fosse più richiesta di quella umana? E se si facesse in modo che le sentenze seriali diventassero per alcuni preferibili a quelle nate dall’interpretazione dei giudici? Provocazioni e interrogativi che possono apparire da letteratura distopica, ma siamo in un mondo nuovissimo - volendo parafrasare il libro di Aldous Huxley - e occorre prendere le misure. Con una regolamentazione flessibile, in continuo aggiornamento e sviluppata sull’esperienza. Soprattutto se si deve trovare un equilibrio tra opportunità e rischi dell’Intelligenza artificiale. Soprattutto quando l’uomo più ricco al mondo, proprietario di piattaforme social, principale finanziatore del futuro presidente Usa e vicino anche alla premier, si scaglia contro i giudici autori di pronunce non gradite. Scenari sullo sfondo della prima riunione ieri alla Farnesina del Venice Justice Group, nato durante il G7 giustizia con l’obiettivo di un confronto tecnico tra le principali potenze su un tema cruciale come l’Ia. E le parole più ricorrenti sono opacità e controlli.
di Elisabetta Cesqui*
questionegiustizia.it, 15 novembre 2024
Sono stata in magistratura per 43 anni, in Md anche di più. Conoscevo Md dall’università e incontravo i magistrati che ne facevano parte. Così inconsapevolmente sono incappata da subito nella la straordinaria specificità di Md che è quella dell’apertura all’esterno. Il segno distintivo ed il fascino di Md mi sembrava stesse nell’impegno di quei magistrati per passare dai diritti scritti sulla carta, per quanto una carta preziosa come quella fondamentale della Repubblica, alla realizzazione in concreto della promessa in essa contenuta, quello che per Lelio Basso era l’affermazione dei diritti non solo in favore dei soggetti più deboli ma attraverso la spinta che questi imprimevano alla società.
di Ludovica Lopetti
La Stampa, 15 novembre 2024
Plauso di Salvini: “Ora il taser nelle carceri”. “Il fatto non sussiste”. Con questa formula la Corte d’Appello di Torino ha fatto calare il sipario sul filone con rito abbreviato del processo sui pestaggi nel carcere di Torino. Sono stati assolti l’ex direttore dell’istituto Domenico Minervini, l’ex comandante di reparto di Polizia penitenziaria Giovanni Battista Alberotanza e l’agente Alessandro Apostolico: il primo doveva rispondere di omessa denuncia e favoreggiamento, l’ex capo delle divise del solo favoreggiamento, mentre il giovane agente era accusato di tortura per aver usato “crudeltà” verso un detenuto e avergli inflitto “violenze gravi” che produssero “acute sofferenze fisiche”.
di Valeria Terranova
Corriere di Viterbo, 15 novembre 2024
Al via ieri al cospetto del giudice Daniela Rispoli il processo al medico del reparto di medicina protetta di Belcolle e all’assistente capo coordinatore della Polizia penitenziaria del carcere di Mammagialla, rinviati a giudizio a marzo scorso dal gup Savina Poli con l’accusa di omicidio colposo per la morte del detenuto egiziano Hassan Sharaf, su istanza del procuratore generale Tonino Di Bona. Gli imputati, difesi dagli avvocati Giuliano Migliorati e Fausto Barili, in prima battuta, nella fase di udienza preliminare, scelsero di procedere con rito ordinario. Il dibattimento a loro carico si è aperto con la seduta dedicata all’ammissione delle prove. Anche in questo procedimento faranno parte in qualità di responsabili civili il ministero dell’Interno e l’Asl. Parti civili con gli avvocati Giacomo Barelli e Michele Andreano i familiari del detenuto egiziano di 21 anni, il quale morì nel nosocomio del capoluogo il 30 luglio 2018, una settimana dopo aver tentato il suicidio, il 23 luglio, mentre era rinchiuso nella cella di isolamento della casa circondariale sulla Teverina. A loro si aggiunge l’associazione Antigone, assistita dall’avvocato Simona Filippi.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 15 novembre 2024
Da circa una settimana sono fuori uso i telefoni del carcere di Sollicciano. Un corto circuito che ancora non è stato possibile risolvere e che sta mettendo a dura prova non soltanto i detenuti, che hanno grandi difficoltà a telefonare ai propri familiari, ma anche il personale interno del penitenziario, che non può chiamare all’esterno (né ricevere telefonate). E non è nemmeno possibile far dialogare internamente le varie sezioni della struttura. Certo, in casi estremi, si possono utilizzare i telefoni cellulari dei vari operatori, ma resta comunque un disagio non da poco. Detto questo, non sempre i cellulari possono essere utilizzati, perché teoricamente si tratta di dispositivi che dovrebbero essere lasciati negli armadietti di sicurezza posti subito all’ingresso dell’istituto penitenziario, per evitare proprio che qualche detenuto possa utilizzarlo. Un problema che dovrebbe comunque essere in via di risoluzione, date le situazioni critiche, ormai risapute, in cui versa il penitenziario fiorentino.
di Diana Cariani
primamonza.it, 15 novembre 2024
Il ristorante guidato da Antonio Scanferlato ha aderito a “Seconda chance”. Quattro ragazzi giovani, tre nordafricani dai 25 ai 35 anni e uno italiano di appena 22, che hanno avuto guai con la giustizia e stanno finendo di scontare la loro pena al carcere monzese ora potranno iniziare un percorso di riscatto preparando panini. Un’opportunità che non era scontato che qualcuno gli offrisse e che invece l’imprenditore monzese Antonio Scanferlato ha voluto dare loro, aderendo al progetto dell’associazione Seconda Chance per offrire opportunità di lavoro ai detenuti a fine pena.
- Catania. Una “Seconda chance” è possibile
- Perugia. “Ri-costruire il futuro”, progetto per il reinserimento lavorativo dei detenuti
- Bolzano. Torna la colletta alimentare, partecipano anche i detenuti
- Bolzano. Piantedosi: Cpr, nel 2025 si parte
- Oristano. In carcere lo spettacolo dedicato a Gramsci: attori protagonisti i detenuti











