di Stefano Guarnieri*
Corriere Fiorentino, 14 novembre 2024
Il caso accaduto recentemente ad un’udienza di un processo per stupro dove l’avvocata difensore dell’imputato è stata insultata veementemente da amici della vittima presenti, ha posto giustamente all’attenzione la questione su come far sì che questo non accada più. Vorrei provare in questo contesto a dare un piccolo contributo indicando una possibile spiegazione del perché questo accade, dato che attraverso le possibili cause, si possano identificare delle possibili soluzioni. A causa della mia passata esperienza personale di vittima di reato, dei tanti racconti di vittime di reati stradali che ho ascoltato, dello studio e della scrittura sul tema della vittimologia, sono facilmente portato a pensare con i piedi nelle scarpe della vittima provando ad immaginare come si senta lei all’interno del processo. La legislazione europea ha da tempo ormai normato i diritti minimi delle vittime di reato e la nostra legislazione li ha in parte recepiti.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 14 novembre 2024
Via libera alla conversione, con modificazioni, del decreto 1° ottobre 2024, n. 137. Si prevede l’arresto obbligatorio in flagranza e, a determinate condizioni, l’arresto in flagranza differita. Via libera definitivo della Camera, con 144 voti a favore e 92 astenuti, dopo l’approvazione da parte del Senato, al Ddl di conversione, con modificazioni, del decreto 1° ottobre 2024, n. 137, che contiene misure urgenti per contrastare i fenomeni di violenza nei confronti dei professionisti sanitari, socio-sanitari, ausiliari e di assistenza e cura nell’esercizio delle loro funzioni nonché di danneggiamento dei beni destinati all’assistenza sanitaria.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 14 novembre 2024
Il giovane era stato messo in cella da solo e non aveva trovato all’arrivo nè lo psicologo nè l’educatore per valutare la sua capacità di affrontare la detenzione. Il ministero della Giustizia deve risarcire la famiglia del detenuto che si suicida la mattina dopo il suo ingresso in carcere, avvenuto senza incontrare lo psicologo o l’educatore. In più il ragazzo, sottoposto alla custodia cautelare, era stato messo in una cella da solo, benché sorvegliato, e non, come ordinato dal Pm, con altri detenuti. Omissioni che, secondo i giudici, hanno il valore di “nesso causale” con la tragica fine dell’indagato. La Corte di cassazione, con la sentenza 29319, respinge il ricorso di via Arenula, contro la decisione della Corte d’Appello di riconoscere, dopo un procedimento durato 15 anni, un risarcimento alla madre e ai fratelli dell’uomo. Inutile la richiesta del ministero di dare un peso alle testimonianze del personale del carcere.
di Roberto Russo
Corriere del Mezzogiorno, 14 novembre 2024
Risarcito per sovraffollamento. Il garante Ciambriello: la giustizia non deve essere tortura. È stato scarcerato un detenuto di 92 anni dal carcere di Poggioreale, quasi certamente si trattava del recluso più vecchio d’Italia. Il Corriere del Mezzogiorno denunciò la vicenda della sua permanenza in cella, nonostante l’età avanzata, il 10 dicembre 2023. Di recente l’anziano aveva potuto lasciare la cella per andare a scontare la pena alternativa in detenzione speciale nella comunità. Alla fine di ottobre, ha ricevuto dall’Ufficio di sorveglianza di Napoli il riconoscimento di 193 giorni di liberazione anticipata concessa a titolo di risarcimento del danno, (come previsto dall’articolo 35 ter dell’Ordinamento Penitenziario - che riconosce l’abbuono di un giorno di pena per ogni dieci giorni di detenzione se vissuta in condizioni disumane - in riferimento al periodo valutato dal 18 settembre 2018 al 10 ottobre 2024, trascorso nel carcere di Poggioreale).
ideawebtv.it, 14 novembre 2024
Alessandro Romano, amministratore delegato di Euro1 ha presentato a Fossano il progetto solidale di McDonald’s: “Anche per fare del bene ci vuole coraggio, superando i pregiudizi”. “È stata una serata ricca di pathos ma anche molto costruttiva. Sono certo che da questa esperienza nasceranno altre iniziative positive e solidali”. Con queste parole Alessandro Romano, amministratore delegato di Euro1, la società licenziataria dei ristoranti McDonald’s in provincia di Cuneo ha commentato la serata organizzata a Fossano, dal significativo titolo: “Lavoro: genesi di un riscatto”.
Corriere del Veneto, 14 novembre 2024
Il direttore dell’attuale istituto penitenziario per il Triveneto con sede a Treviso: “La ristrutturazione pronta a fine anno”. Manca solo il decreto attuativo del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Ma è tutto pronto per l’entrata in funzione, a primavera, del carcere minorile nell’ex Casa circondariale in via Verdi, aperta nel 1933 e dismessa nel 2016. Lo spiega il direttore del carcere minorile di Treviso, Girolamo Monaco, che segue da vicino l’evoluzione del trasferimento graduale della sede. “I principali lavori di riqualificazione dell’ex Casa circondariale di Rovigo - spiega Monaco - saranno terminati e consegnati al ministero della Giustizia l’1 gennaio 2025. L’entrata in funzione della struttura è attesa per aprile del prossimo anno. Trenta i detenuti minorenni ospitati a Rovigo, con circa 40 agenti penitenziari”.
corrieredellacalabria.it, 14 novembre 2024
Il laboratorio ha coinvolto dieci persone. Nei prossimi giorni gli incontri con gli autori Assunta Morrone, Attilio Sabato e Francesco Veltri. È giunto alla sua seconda edizione il concorso “I luoghi dell’anima”, un’iniziativa promossa dall’associazione LiberaMente, che si rivolge ai detenuti della casa circondariale di Cosenza. Questo progetto, che unisce cultura e rieducazione, ha trovato nel laboratorio di scrittura creativa e autobiografica un’opportunità unica per i partecipanti di esplorare il proprio mondo interiore, attraverso le parole. I laboratori, che fanno parte dell’iniziativa più ampia “Libri che camminano”, sono stati realizzati grazie alla collaborazione tra il Comune di Cosenza e il Centro per il Libro e la Lettura del Ministero della Cultura, nell’ambito del riconoscimento della città come “Città che legge 2022”. L’obiettivo del progetto è di offrire ai detenuti l’opportunità di avvicinarsi alla lettura e alla scrittura.
Gazzetta di Salerno, 14 novembre 2024
Tutelare i diritti ed i legami affetti dei minori con genitori detenuti. È questo il primo punto nell’agenda delle priorità che il progetto “S.Av.E.L.ove CuriAmo la relazione” della Fondazione Comunità Salerno, selezionato dall’Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, ha redatto con l’Arcidiocesi di Salerno Campagna Acerno, e una rete di altri 19 partner, per intervenire in quello spazio di doppia privazione definito “genitorialità in pausa”. Da questa osservazione è sorta la necessità di un partenariato caratterizzato da una forte esperienza in ambito sociale, educativo e detentivo, in sinergia con gli istituti penitenziari di Salerno (Casa Circondariale “A. Caputo” di Fuorni), Avellino (Casa Circondariale “A. Graziano” di Bellizzi), Eboli (Istituto a Custodia Attenuata per il Trattamento delle Tossicodipendenze e/o Alcol dipendenze) e Lauro (Istituto a Custodia Attenuata per detenute Madri). Sono circa 500 i minori presi in carico attraverso il personale dell’area educativa interna e grazie ai partner presenti nei territori delle due province coinvolte.
di Luca Liverani
Avvenire, 14 novembre 2024
Un Paese fragile, con profonde disuguaglianze sociali e territoriali. In cui i nuovi nati sono sempre meno e le opportunità, fin dai primi mille giorni di vita, non sono uguali per tutti. Dalla salute all’ambiente, ai servizi educativi. Lo dicono i numeri. Nel 2023 in 340 comuni italiani non è nato nemmeno un bambino. Il 13,4% delle bambine e dei bambini tra 0 e 3 anni è in povertà assoluta. La povertà nella fascia tra 0 e 5 anni è passata in due anni dal 7,7% del 2021 all’8,5%. L’8,5% tra 0 e 5 anni (200 mila bimbi) non ha almeno un pasto proteico ogni due giorni. Uno su 10 (il 9,7%) vive in case non sufficientemente riscaldate. E le spese per latte e pappe in 4 anni è aumentata quasi del 20%. È una fotografia preoccupante quella scattata da Save the Children “Un due tre…stella. I primi anni di vita” che oggi pubblica la XV edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio in Italia. L’unico dato positivo è quello sugli asili nido. Ma con alcune eccezioni nel Meridione.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 14 novembre 2024
L’idea di attendere il pronunciamento della Corte Ue per evitare danni erariali. Egiziani e bengalesi, al centro delle bocciature dei giudici romani dei trattenimenti nelle strutture d’accoglienza, sono in cima alle classifiche dei migranti approdati in Italia. Prima sedici, poi otto. E adesso c’è il rischio che nell’immediato futuro nessun altro migrante venga accompagnato nei centri d’accoglienza italiani in Albania, in attesa della pronuncia della Corte di giustizia europea sulla designazione di “paese di origine sicura”, come richiesto nei giorni scorsi dai giudici di Bologna e Firenze. A circa un mese dall’inizio dell’operazione legata al protocollo Roma-Tirana, con il salvataggio in mare e il trasferimento a Shengjin e Gjader di profughi maschi, maggiorenni e soli - l’unica categoria che può essere trasferita secondo l’accordo siglato dai due governi - i numeri sono ancora bassi.
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