di Carlo Canepa
pagellapolitica.it, 11 marzo 2025
Prima di diventare ministro della Giustizia, era contrario a “leggine ad hoc” che allungassero il codice penale. Ora sembra aver cambiato idea. “Un risultato epocale, una grande svolta”. Così il 7 marzo, durante una conferenza stampa, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha definito il disegno di legge approvato dal governo che vuole introdurre il reato di “femminicidio” nel codice penale. Secondo Nordio, questa proposta “costituisce una manifestazione potente di un’attenzione a questa problematica, che è emersa in questi ultimi anni in maniera così dolorosa, e che deve, doveva, avrebbe dovuto e ha avuto una sanzione, un riconoscimento penale di prima levatura”. Il ministro ha aggiunto che il disegno di legge approvato dal governo “inasprisce le pene, che peraltro erano già molto elevate,” sulla violenza contro le donne, e manda “un segnale di attenzione particolare da parte dello Stato a questo fenomeno pernicioso e odioso del femminicidio”. Le parole pronunciate da Nordio in conferenza stampa contraddicono quanto scritto e dichiarato in passato da lui stesso, sia sul femminicidio sia più in generale sull’allungamento del codice penale con l’introduzione di nuovi reati.
d Paolo Comi
L’Unità, 11 marzo 2025
Le pratiche a “tutela” si aprono solo contro i giornalisti che scrivono articoli non graditi e non invece se un magistrato viene minacciato di morte dai mafiosi o dagli ‘ndranghetisti. Pare essere questa la linea di condotta del Consiglio superiore della magistratura che ha deciso di archiviare la richiesta di aprire una pratica a tutela nei confronti di Marcello Viola, procuratore di Milano, e Alessandra Cerretti, pm della locale Direzione distrettuale antimafia. I due magistrati nelle scorse settimane sono stati minacciati da esponenti dei clan coinvolti nella maxi inchiesta “Hydra” sull’alleanza delle tre mafie. I carabinieri hanno anche rinvenuto un arsenale che, secondo i primi accertamenti, doveva essere utilizzato proprio per far saltare in aria Viola e Cerretti.
ansa.it, 11 marzo 2025
Lucchini e Tironi: percorsi professionalizzanti e competenze per ritorno a legalità. Promuovere l’inclusione socio lavorativa dei detenuti e delle persone sottoposte a misure di esecuzione penale esterna investendo su progetti professionalizzanti che consentano loro, una volta scontata la pena, di inserirsi nel mondo del lavoro e di prevenire la recidiva. Questo l’intento delle proposte progettuali approvate dalla Giunta regionale lombarda su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, di concerto con l’assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro, Simona Tironi. Le risorse messe a disposizione saranno pari a 10,8 milioni di euro e si riferiscono all’Avviso del ministero della Giustizia “Una Giustizia più Inclusiva” del PN Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027. I percorsi saranno condivisi con il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria di Milano (PRAP) e gli Istituti penitenziari della Lombardia.
di Maria Francesca Rivano
La Stampa, 11 marzo 2025
Nella sezione femminile solo pochi corsi, sono il mondo del volontariato e il Soroptimist i sostenitori più attivi. Sono una realtà per molti versi invisibile. Scontano la pena per i reati commessi, cercando di ricostruirsi una vita. E sebbene tra il carcere e la città di Vercelli si stiano costruendo spazi di incontro sempre più significativi, il mondo femminile è quello che arranca maggiormente. Minoranza nella minoranza, le donne detenute in città sono un piccolo gruppo eterogeneo per provenienza, età e retroterra culturale. Anche per questo, risulta più complesso offrire loro opportunità di formazione e recupero.
di Nicoletta Tempera
Il Resto del Carlino, 11 marzo 2025
Sono stati trasferiti i detenuti dell’Alta sicurezza, ma non i definitivi. E resta l’incertezza sui tempi. Dal Pratello resta aperta l’ipotesi di spostare una quindicina di ragazzi, “senza contatti col territorio”. Passano i giorni. Ma alla Dozza i passaggi necessari all’approdo di una cinquantina di giovani adulti, provenienti dai minorili, in una sezione dedicata - sulla carta solo temporaneamente - a ospitarli sono in alto mare. Tra le date ipotetiche per il trasferimento dei ragazzini, è infatti trapelata la possibilità del 17 marzo. Ossia, lunedì prossimo.
di Niccolò Gramigni
La Nazione, 11 marzo 2025
Garante fiorentino dei detenuti, forse siamo alla svolta. Nella riunione flash dei capigruppo di ieri, convocata con urgenza dal presidente del Consiglio comunale Cosimo Guccione, è stato deciso che la modifica del regolamento dell’assemblea cittadina, propedeutica alla riapertura del bando per l’individuazione del garante, sarà discussa giovedì prossimo nella commissione Affari istituzionali. Poi andrà rapidamente al voto in Consiglio, già il lunedì 17. Una volta che il regolamento sarà approvato potrà riaprire il bando e la lacuna del garante sarà colmata.
garantedetenutilazio.it, 11 marzo 2025
La presidente della Corte d’Appello di Roma, Roberta Palmisano, ha illustrato il programma. Ieri, lunedì 10 marzo 2025, ha preso avvio un ciclo di incontri organizzati dall’Osservatorio per la Giustizia di Comunità della Corte d’Appello di Roma, focalizzato sull’esecuzione della pena e la tutela dei diritti. Nel corso della presentazione del programma, la presidente della Corte d’Appello di Roma, Roberta Palmisano, ha messo in luce la grave situazione del sovraffollamento carcerario in Italia, con 62.165 detenuti a fronte di soli 51.323 posti disponibili. Nel Lazio, il tasso di sovraffollamento raggiunge un preoccupante 146,7%, con un impatto diretto sulle condizioni di vita all’interno delle carceri, sulla dignità dei detenuti e sulla loro possibilità di reintegrazione sociale.
di Francesco Iori
Il Mattino di Padova, 11 marzo 2025
Il libro di Vera Zamagni fa un focus su una realtà quarantennale che dà lavoro a quasi 600 persone con 12 milioni fatturato guidata da Boscoletto. All’inizio, una quarantina di anni fa, erano i classici quattro amici al bar. Oggi, la loro è diventata una realtà di punta nel campo della cooperazione sociale, che dà lavoro a poco meno di 600 persone, con un fatturato di oltre 12 milioni di euro, che opera in quattro macro-settori: parchi e giardini, ambiente, contact center, servizi vari a partire dalla gestione museale; e rappresenta una realtà di riferimento a livello nazionale per il supporto lavorativo ai carcerati. Si chiama Giotto, e ad essa ha dedicato un ampio saggio Vera Zamagni, docente all’università di Bologna, una delle maggiori studiose del terzo settore (“La cooperativa sociale Giotto, una normalità eccezionale”, edizioni Il Mulino).
di Adele Oriana Orlando
iltquotidiano.it, 11 marzo 2025
Atotus, Tabita e l’Ortazzo hanno lanciato “Cuciamo nuove opportunità”. I corsi, della durata di 50 ore, insegnano tecniche utili per le riparazioni degli indumenti, ma anche di come dare vita a un nuovo abito partendo da qualcosa che già posseggono. Stoffe, fili e nuovi progetti sono entrati nella casa circondariale di Trento a inizio mese, nella giornata di lunedì 3 marzo e ci rimarranno per un paio d’anni, il tempo che è stato dato al progetto “Cuciamo nuove opportunità” organizzato da Atotus, Tabita e L’Ortazzo, con la partecipazione della fondazione Cassa Rurale di Trento che ha finanziato questa nuova opportunità a favore di alcune delle persone detenute.
di Roberta Barbi
vaticannews.va.it, 11 marzo 2025
Il 26 febbraio scorso al Quirinale si è svolta la cerimonia di premiazione per 28 cittadini che si sono distinti per meriti, tanto da ricevere le onorificenze dell’Ordine al merito della Repubblica. Tra loro uno storico esponente dell’economia carceraria italiana: Carmine Falanga, fondatore e presidente della cooperativa che lavora con gli istituti di pena di Alessandria. È tutt’altro che un cervello in fuga - anche se nel nome della cooperativa, Idee in fuga, il sostantivo associato al carcere richiama un altro gioco di parole - Carmine Falanga, da pochi giorni insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, che ha ricevuto dal presidente Sergio Mattarella grazie al suo lavoro con i detenuti degli istituti di pena di Alessandria: “Per la sua attività volta a creare una sinergia tra le mura del carcere e le imprese”, si legge nella motivazione. “È stata la giornata della consapevolezza che facciamo qualcosa di buono e significativo per la collettività - commenta con i media vaticani - voglio condividere questo premio soprattutto con i miei ragazzi che ogni giorno s’impegnano fino in fondo per cambiare la propria vita”.
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