di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 marzo 2025
Una notte che avrebbe dovuto concludersi con un intervento di soccorso si è trasformata in una tragedia irrisolta. Igor Squeo, 33 anni, milanese, è morto dopo essere stato immobilizzato dalla polizia in circostanze ancora avvolte nel mistero. La sua vicenda, oggi al centro di un’interrogazione parlamentare del deputato Marco Grimaldi (Avs), riaccende i riflettori su pratiche di fermo che ricordano da vicino la morte di George Floyd a Minneapolis nel 2020. Un parallelo agghiacciante, tra compressioni toraciche, omissioni istituzionali e una madre in cerca di giustizia. Tutto inizia alle ore 1: 00 del 12 giugno 2022, a Milano, quando il coinquilino di Squeo, allarmato dal suo stato di agitazione, chiama la polizia.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 7 marzo 2025
L’ampia forbice entro cui si può fissare l’entità della pena pecuniaria impone la valutazione delle condizioni economiche e patrimoniali del condannato e del nucleo familiare al fine di rapportarla al suo reddito giornaliero. Il giudice che, anche in assenza di richiesta dell’imputato, decida per l’applicazione della pena pecuniaria in sostituzione di quella detentiva breve deve tener conto delle condizioni reddituali e patrimoniali della persona condannata e del suo nucleo familiare. Non può quindi decidere sull’entità della pena pecuniaria senza acquisire gli elementi che definiscono la condizione economica della persona condannata, ossia il suo reddito giornaliero. Inoltre, nel regime transitorio non poteva il giudice di appello stabilire la sostituzione in assenza di richiesta avanzata dall’imputato.
modenatoday.it, 7 marzo 2025
Si punta sul recupero dei tossicodipendenti. Lo ha annunciato l’assessora regionale al Welfare intervenendo ieri in Commissione assembleare. Un Osservatorio regionale sulle carceri che coinvolga le Camere penali, l’Ordine degli Avvocati, gli enti del Terzo settore per fare in modo che ci sia un monitoraggio continuo degli esiti delle politiche che la Regione Emilia-Romagna intende mettere in campo e delle condizioni di detenuti e operatori di polizia. Lo ha annunciato oggi l’assessora regionale al Welfare, Isabella Conti, intervenendo in Commissione per la parità e per i diritti delle persone e Cultura dell’Assemblea legislativa. Tra le misure annunciate, l’avvio di un’interlocuzione con il ministero della Giustizia per avviare un percorso con le comunità di recupero in modo che i detenuti tossicodipendenti possano essere trasferiti e curati, il potenziamento dell’assistenza sanitaria attivando un percorso di dentisti volontari all’interno del carcere, nuovi corsi di formazione, teatro, educazione. E ancora, la possibilità di individuare istituti che possano essere tutti dedicati a formazione e lavoro.
di Barbara Morra
La Stampa, 7 marzo 2025
L’associazione “Nessuno tocchi Caino”, i Garanti territoriali dei detenuti e Unione Camere penali hanno visitato le Case di reclusione in provincia. “Dopo la visita a quello di Cuneo al carcere di Fossano ci siamo rifatti gli occhi e l’anima”. Così Rita Bernardini, presidente dell’associazione “Nessuno tocchi Caino” che, nei giorni scorsi, insieme ai garanti territoriali per i detenuti e l’Unione delle Camere penali, ha visitato le case di reclusione della Granda nell’ambito di un giro più vasto in tutto l’universo carcerario del Piemonte.
di Selma Chiosso
La Stampa, 7 marzo 2025
I dirigenti dell’associazione “Nessuno tocchi Caino” hanno visitato la Casa di Reclusione ad Alta sicurezza. Gli avvocati Gatti e Capra della Camera penale: “I magistrati di sorveglianza incontrino i detenuti in istituto”. “La prima impressione è stata quella di un sommergibile”. “A me è sembrata una cattedrale nel deserto”. Così è sembrata la Casa di Reclusione ad Alta sicurezza di Asti visitata dai dirigenti dell’associazione Nessuno tocchi Caino. Nel loro viaggio sono stati accompagnati dagli avvocati Davide Gatti e Roberto Capra presidenti delle Camere penali di Asti e Torino e Bruno Mellano garante regionale dei detenuti. Diverse le problematiche emerse, alcune croniche come gli organici ridotti, altre nuove come il diritto all’affettività.
cremonaoggi.it, 7 marzo 2025
Cresce la preoccupazione per il carcere di Cremona, sempre più al centro di episodi di violenza. A intervenire è l’associazione Radicale Fabiano Antoniani, che fa il punto della situazione: “Di settimana in settimana la situazione in Casa Circondariale Ca’ del Ferro diventa sempre più complessa: al suicidio di un detenuto settimana scorsa (il tredicesimo da inizio anno cui si è aggiunta, a pochi giorni di distanza, una donna detenuta uccisasi nel carcere di Mantova) e alle condizioni critiche di sovraffollamento spesse volte denunciate, si è aggiunta l’aggressione a un agente di polizia penitenziaria nel pieno del servizio” commentano Nancy Pederzani, Vittoria Loffi e Vittorio Mascarini, rispettivamente presidente, segretario e tesoriere dell’associazione. “Episodi ravvicinati che vanno a segnalare il raggiungimento di un vero e proprio limite che sta mettendo a dura prova la salute psicofisica di chiunque viva la struttura detentiva quotidianamente, dal personale ai detenuti.
ansa.it, 7 marzo 2025
L’Assessora Conti: “Andrò a conoscerli, non sono numeri”. “Il 17 marzo arriveranno alla Dozza di Bologna i primi giovani detenuti dalle carceri minorili, andrò a conoscerli e raccontare le loro storie alla città perché ci si ricordi che sono poco più che bambini con storie dolorose, non numeri senza volto. Vogliamo dare risposte perché ormai il sovraffollamento nelle carceri emiliano-romagnole non è più tollerabile. Sono strutture vecchie e inidonee per spazi e servizi in grado di garantire dignità ai detenuti”. Lo ha detto l’assessora regionale al Welfare, Isabella Conti, intervenendo in commissione per la Parità e per i diritti delle persone e Cultura dell’Assemblea legislativa.
di Niccolò Gramigni
La Nazione, 7 marzo 2025
“Fare presto”. L’ultima riunione dei capigruppo in consiglio comunale, a proposito del carcere di Sollicciano e dell’individuazione tramite bando del garante fiorentino dei detenuti, ha dato come input quello di procedere con la massima velocità possibile. Il ruolo è vacante. Sul bando pubblicato (e su cui erano arrivate candidature) è emersa la posizione dell’associazione ‘Altro diritto’ secondo cui si deve accedere alla selezione anche se non in possesso di cittadinanza italiana (come era contenuto nell’avviso).
Il Sole 24 Ore, 7 marzo 2025
Unindustria Lazio collabora con l’Agenzia per il Lavoro Orienta per formare detenuti di Rebibbia e favorire la loro reintegrazione nella società. Dal 2019 ad oggi, grazie a Unindustria Lazio, con la collaborazione scientifica dell’Agenzia per il Lavoro Orienta a valere sui Fondi Forma.temp, sono stati formati un totale di 73 detenuti di Rebibbia. Una iniziativa che nasce dalla convinzione che la sostenibilità sociale sia diventata un elemento sempre più rilevante nella strategia aziendale, poiché le imprese riconoscono l’importanza di contribuire in modo positivo alla società e alla comunità in cui operano, oltre a perseguire il proprio sviluppo competitivo. L’adozione di pratiche socialmente responsabili - spiega Unindustria - può avere un impatto positivo sulla reputazione e la relazione con clienti e stakeholder contribuendo a creare un ambiente più sostenibile a lungo termine per le imprese stesse.
di Carla Reschia
linkiesta.it, 7 marzo 2025
Una cooperativa milanese nata nel 2004 per offrire servizi di catering e al tempo stesso favorire il reinserimento lavorativo dei detenuti gestisce anche un’attività ristorativa, interna al carcere e aperta a tutti, dove i lavoratori possono ottenere il diploma di istituto alberghiero
- Trieste. Nella Casa circondariale partito il progetto sportivo “Mai soli”
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