L’Unità, 6 marzo 2025
Interrogazione dei deputati dem in commissione giustizia sull’ipotesi del ricorso ai moduli prefabbricati contro il sovraffollamento. Serracchiani: “Il ministro spieghi”. “Chiediamo al ministro Nordio se non ritenga urgente e necessario rendere conto al Parlamento dei programmi di costruzione di nuove carceri per fronteggiare l’emergenza del sovraffollamento e se le notizie in merito all’acquisto da parte del governo di moduli prefabbricati siano fondate, nonché quali siano stati i criteri individuati e i costi di questa operazione”. Così Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito democratico e tutti i componenti Pd della commissione Giustizia della Camera in un’interrogazione al ministro della Giustizia.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 6 marzo 2025
Due ore di confronto a Palazzo Chigi, senza avvicinamenti. La premier ripete: sulla riforma che separa le carriere andremo avanti. Le toghe deluse restano in mobilitazione: almeno c’è stata chiarezza. Alla fine, l’atteso incontro a Palazzo Chigi fra il Governo e l’Associazione nazionale magistrati si è concluso con un sostanziale nulla di fatto. Dopo due ore di confronto pomeridiano - al netto di convenevoli, schermaglie e chiarimenti - sulla dibattuta riforma costituzionale dell’ordinamento giudiziario (che separa in modo ferreo le carriere di pm e giudice, crea due diversi Csm e istituisce un’Alta corte disciplinare), ciascuna parte è rimasta con le proprie convinzioni. Le voci su alcune aperture governative, circolate nei giorni scorsi, non hanno trovato conferma.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 6 marzo 2025
L’incontro a Palazzo Chigi con la magistratura va come previsto: nessuno passo indietro sulla riforma. Muro contro muro, ci rivediamo al referendum: questa la sintesi dell’incontro tra il Governo e l’Anm in merito al ddl costituzionale sulla separazione delle carriere. Al vertice di palazzo Chigi a cui hanno partecipato la premier Meloni insieme ai Vicepresidenti Tajani e Salvini, al Ministro della Giustizia Nordio e al Sottosegretario Mantovano, l’Esecutivo ha detto chiaramente al ‘sindacato’ delle toghe che non c’è possibilità di nessun minimo passo indietro.
di Giulia Merlo
Il Domani, 6 marzo 2025
Le toghe hanno incontrato Meloni sulla separazione delle carriere, presentando una proposta opposta e altre sette riforme per far ripartire la giustizia. Ma lo spazio di dialogo è poco. Le distanze rimangono più ampie che mai. Come da pronostico, il vertice tra il governo e l’Associazione nazionale magistrati ha certificato l’impossibilità di una qualsiasi mediazione sulla riforma costituzionale della giustizia. “È stato un incontro non breve in cui c’è stato un lungo scambio di opinioni che, devo dire, non ha portato a sostanziali modifiche delle nostre posizioni né di quelle del governo”, ha dichiarato il presidente dell’Anm, Cesare Parodi, uscendo dall’incontro con la premier Giorgia Meloni e i vertici di governo a Palazzo Chigi. Parodi ha anche aggiunto: “Credo non sia stato inutile perché abbiamo avuto modo di spiegare nel dettaglio le ragioni specifiche, tecnico giuridiche, che ci portano assolutamente a non condividere questa riforma. Lo abbiamo fatto. E abbiamo preso atto con molta chiarezza di una volontà del governo di andare avanti senza alcun tentennamento, e alcuna modifica sul punto”.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 6 marzo 2025
l presidente del sindacato delle toghe Cesare Parodi non considera l’incontro di ieri con il governo un fallimento, ma un momento di chiarezza. Ma lo strappo sulla riforma ormai c’è e non si può rattoppare. Forse è giusto così, che ciascun soggetto rientri nei propri ranghi. Il parlamento a fare le leggi, i magistrati ad applicarle. Non in silenzio però, questo non accadrà, anche si ieri l’incontro di due misere orette tra la giunta dell’Anm guidata dal presidente Cesare Parodi e il segretario Rocco Maruotti da una parte e la premier Giorgia Meloni con i ministri Antonio Tajani, Carlo Nordio e il sottosegretario Alfredo Mantovano è stato civile. Cortese, ma niente di più.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 6 marzo 2025
Il segretario dell’Anm cita il no di Borsellino alla separazione delle carriere. Dietro il rispetto reciproco, e dunque dietro il bon ton che si addice a un appuntamento istituzionale, resta la realtà di un dialogo tra sordi. Per via della determinazione della premier Giorgia Meloni - spalleggiata dai due magistrati transitati nel governo come il ministro Nordio e il sottosegretario Mantovano, ma anche dai vicepresidenti del Consiglio Salvini e Tajani - a portare avanti la riforma della magistratura, quella con più possibilità di vedere la luce tra le modifiche costituzionali in cantiere; ma anche per via della determinazione con cui il “sindacato delle toghe”, forte di uno sciopero più che riuscito, è deciso a sostenere la contrarietà alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, allo sdoppiamento del Csm, a un tribunale disciplinare fuori dall’autogoverno.
di Antonio D’Andrea
Il Fatto Quotidiano, 6 marzo 2025
Si potrebbe davvero suggerire, da parte dei giuristi ispirati da buon senso e nulla di più, una piccola formale precisazione da apportare alla nota e spesso impropriamente richiamata disposizione costituzionale secondo la quale “i giudici sono soggetti soltanto alla legge” (art. 101, c. 2, Cost.). Contestualmente alla cosiddetta riforma sulla giustizia avanzata dal governo Meloni, che ha sollevato inevitabilmente polemiche e prese di posizione oppositive da parte di quasi tutta la magistratura ordinaria in attività del Paese (di sicuro non solo “toghe rosse”, ammesso che esistano oltre il porpora che segnala alcuni magistrati chiamati a ricoprire funzioni superiori), si potrebbe tentare di trovare un pacifico accordo con il potere politico precisando che la indiscutibile soggezione alla legge riguarda quella “alla cui applicazione essi siano tenuti nell’esercizio delle loro funzioni”.
di Riccardo Radi e Errico Novi
Il Dubbio, 6 marzo 2025
Della riforma Nordio, l’Anm contesta tutto, anche l’istituzione di un’Alta corte disciplinare. Forse perché la “giustizia domestica” delle toghe già funziona benissimo? Non esattamente, a leggere solo alcune massime recenti. La scorsa settimana il Corriere della Sera ha ospitato un intervento di Edmondo Bruti Liberati in cui la gestione disciplinare del Csm era descritta come “rigorosa”. La questione ha particolare valenza, a poche ore dall’incontro fra governo e Anm, considerato come nel ddl sulla separazione delle carriere sia prevista anche l’istituzione di un’Alta Corte che diverrebbe competente per i procedimenti disciplinari a carico di tutti i magistrati ordinari. Una soluzione criticata, come il resto della riforma, dall’associazionismo giudiziario.
di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 6 marzo 2025
Esclusa la bomba, resta la pista della battaglia aerea. Le 63 rogatorie a vuoto. La verità sulla strage di Ustica potrebbe rimanere sepolta per sempre e l’abbattimento del DC-9 Itavia, inabissatosi la sera del 27 giugno 1980 con 81 vittime innocenti a bordo, restare senza colpevoli. La Procura di Roma, dopo anni di indagini, ha chiesto l’archiviazione dei due procedimenti ancora aperti per la strage di Ustica. Quello avviato nel 2008 dopo alcune dichiarazioni dell’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che affermò di sapere che quella notte un aereo militare francese si mise sotto il Dc9 e lanciò un missile per sbaglio. La rabbia dei famigliari delle vittime.
agensir.it, 6 marzo 2025
L’8 e il 15 marzo, presso la Casa circondariale “Lorusso e Cotugno” di Torino, Walter Fontanini, docente di Psicologia criminale presso il Dipartimento di Diritto penale e Diritto penitenziario, terrà due incontri formativi. Il primo incontro, rivolto a un gruppo pilota di detenuti, ha l’obiettivo di illustrare tecniche psicologiche per la gestione dell’ansia e della depressione senza ricorso a farmaci, promuovendo una cultura della prevenzione e dell’auto-cura e contribuendo così alla dignità e al benessere mentale dei partecipanti in un percorso di riabilitazione della Persona. In caso di esito positivo, si valuterà l’estensione dell’iniziativa a un campione più ampio di detenuti.
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