di Mariastella Gelmini
Il Dubbio, 18 ottobre 2024
Maternità surrogata, gestazione per altri, gravidanza “solidale”: comunque la si voglia chiamare, la Gpa è una pratica degradante che offende la dignità delle donne, i diritti dei bambini e mercifica la vita. Da cattolica, non ho mai nascosto la mia contrarietà alla Gpa e ho avuto sempre una posizione molto chiara. Quando in Senato - a poco più di un anno dal voto della Camera - siamo stati chiamati ad esprimerci sul disegno di legge che rende perseguibile il reato di surrogazione di maternità commesso all’estero da cittadini italiani, non potevo che votare a favore del provvedimento.
di Luigi Ferrajoli
Il Manifesto, 18 ottobre 2024
Ha fatto la sua ricomparsa la figura della persona illegale, per colpa soltanto della sua identità ed esistenza. In Europa si assiste a una gara penosa nelle politiche di esclusione. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che “saremo in grado di trarre lezioni da questa esperienza nella pratica”. Il presidente di turno dell’Unione Victor Orbán ha di recente parlato di rimpatri fuori dei confini europei. Il premier inglese Keir Starmer si è detto interessato all’esperimento albanese. E il presidente polacco Donald Tusk, per battere la concorrenza della destra nella campagna elettorale contro i migrati, ha annunciato un piano che prevede la possibilità di sospendere il diritto d’asilo, in aperta violazione dell’articolo 18 della Carta fondamentale dei diritti dell’Unione europea.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 18 ottobre 2024
Il tribunale di Roma da remoto dovrà deliberare sul trattenimento dei migranti. Ispezione dei parlamentari: “Verificare il protocollo”. “Se avessi saputo che mi portavano in Albania mi sarei tuffato e avrei raggiunto Lampedusa a nuoto. Ero molto vicino”: ha detto così uno dei 12 richiedenti asilo, otto cittadini del Bangladesh e quattro dell’Egitto, alla delegazione di parlamentari italiani organizzata dal Tavolo asilo e immigrazione (Tai) che ieri ha visitato la struttura detentiva di Gjader incontrando quattro dei trattenuti. Sono entrati prima Riccardo Magi di +Europa insieme ai dem Paolo Ciani e Rachele Scarpa, più tardi la deputata di Avs Francesca Ghirra.
di Silvio Messinetti
Il Manifesto, 18 ottobre 2024
Aggiornata l’udienza per l’uscita dal carcere. Il fratello dell’attivista espulso dalla Germania: dubbi per l’interrogatorio. Il calvario continua. Maysoon Majidi deve ancora aspettare l’agognata libertà dalle carceri italiche. Non sono bastate tre ore di serrata discussione nell’aula del tribunale della Libertà di Catanzaro per ottenere il sospirato provvedimento. I giudici si sono riservati all’esito dell’udienza. Se ne parla oggi o, più probabilmente, la settimana prossima. Se così fosse si determinerebbe un irrituale ingolfamento con il giudizio di merito. Infatti proprio la settimana prossima, il 22 ottobre, a Crotone è prevista l’ultima udienza istruttoria. Maysoon si presenterà in quell’occasione da cittadina libera o in manette? Stramberie di un processo davvero grottesco, in cui da 10 mesi si tiene in carcere una militante politica, sulla base di indizi che sono caduti come birilli uno dopo l’altro durante il dibattimento.
di Francesca Basso
Corriere della Sera, 18 ottobre 2024
Consiglio europeo, Meloni illustra l’intesa con l’Albania. Il pre vertice con altri dieci Paesi. Ucraina, Medio Oriente e lotta alla migrazione irregolare. I leader Ue riuniti a Bruxelles per il Consiglio europeo hanno cercato e trovato nelle conclusioni la sintesi su questi tre temi che continuano a dividere gli Stati membri. È stata però la discussione sulla migrazione, definita dal presidente del Consiglio europeo Michel “estremamente approfondita”, a rappresentare la maggiore novità perché rispetto al passato più recente c’è stato un cambiamento di atteggiamento, certificato dai contenuti della lettera sulla migrazione inviata dalla presidente von der Leyen ai leader Ue e anche dalla dichiarazione dei capi di Stato e di governo del Ppe (sono quattordici) che si sono riuniti prima dell’inizio del summit. Michel ha ammesso che sulla migrazione ci sono “posizioni sempre più convergenti”. E il cancelliere tedesco Scholz ha definito la discussione “molto costruttiva, un’atmosfera molto differente” ricordando che “la migrazione irregolare deve essere ridotta, non tutti possono arrivare”.
di Donata Marrazzo
Il Sole 24 Ore, 18 ottobre 2024
L’ideatore dello Sprar Schiavone fa una ricognizione dell’accoglienza in Italia, tra strette di governo, acronimi, numeri e decreti. E Mimmo Lucano, europarlamentare, tornato sindaco a Riace, con lo stipendio di Bruxelles tiene aperto l’asilo e la mensa scolastica. Mentre i sedici migranti partiti da Lampedusa e attesi in Albania arrivavano nell’hotspot di Schengjin dopo quasi tre giorni di navigazione sulla nave Libra della Marina Militare, a Riace giungeva da Padova, in bus, Stella, una giovane donna di origini nigeriane con i suoi tre bambini. Tre buste e uno zainetto come bagaglio e un pupazzo fra le braccia di Treasure, la figlia più grande, 7 anni.
di Redazione Voci di Dentro
vocididentro.it, 17 ottobre 2024
Anche “Voci di dentro” ha partecipato al Terzo Festival della comunicazione sul carcere e sulle pene organizzato dalla Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia. Nel carcere di Opera alla periferia di Milano venerdì scorso un centinaio di persone (giornalisti, volontari, pedagogisti, e altri) ha riempito la sala del teatro per discutere di informazione, deontologia, giustizia riparativa. Giornata intensa e ricca di spunti durante la quale da più parti e da più relatori sono state evidenziate le violazioni dei diritti da parte dei media e da parte dell’istituzione carcere a danno dell’opinione pubblica e delle persone detenute.
di Francesco Lo Piccolo
9colonne.it, 17 ottobre 2024
Due anni fa, nel settembre del 2022, quando il numero delle persone morte in carcere era arrivato a 59, in copertina della nostra rivista “Voci di dentro” titolammo “Non chiamateli suicidi” ed era un atto di accusa a uno Stato bugiardo e indifferente alla sofferenza di migliaia di persone. Oggi, con i morti che sono arrivati a 75, apriamo la rivista con l’immagine di una cella scattata nel 2015 da Francesca Fascione al Don Bosco di Pisa e con il titolo “La scena del crimine”. Perché questo è, perché davvero oggi quella cella del carcere, quelle 75 celle sono la scena del crimine, cioè il luogo nel quale si compie un altro crimine: la morte di persone per le quali - pur colpevoli di reati - il nostro Paese non prevede in alcun modo la pena capitale.
di Gaetano De Monte
Il Domani, 17 ottobre 2024
Fabrizio Pomes ha finito di scontare una condanna per concorso esterno alla mafia. Nel carcere di Bologna ha studiato, si è laureato. Ora è di nuovo con la famiglia. Ai detenuti dice: “Si può fare”. All’alba del 7 ottobre del 2014, esattamente dieci anni fa, un’operazione antimafia portò in carcere 53 persone, la maggior parte delle quali esponenti apicali dei clan De Vitis-D’Oronzo di Taranto, protagonisti della guerra di malavita che nei due decenni precedenti, tra il 1989 e il 1991, aveva lasciato sulle strade della città. Un cartello criminale che aveva messo le mani sugli appalti più importanti del territorio e sulla politica.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 17 ottobre 2024
Cara “legge Costa”. A un mese di distanza dal semaforo verde “preliminare” del governo al decreto modificativo dell’articolo 114 del codice di procedura penale, l’emendamento del collega avvocato Enrico Costa torna a far discutere, in virtù del parere favorevole espresso martedì, sul testo, dalle commissioni Giustizia di Camera e Senato. La maggioranza sostiene che siano necessarie ulteriori strette: le sanzioni attualmente previste sarebbero troppo blande. Sarebbe infatti necessario che il bilanciamento tra informazione e presunzione d’innocenza sia rispettato e, dunque, sia conseguentemente prevista una proporzionale sanzione, adeguata, proprio ai diritti in gioco. Ecco che, nel parere che le commissioni parlamentari hanno approvato sul presunto “bavaglio” - la norma vieta la pubblicazione testuale dell’ordinanza di custodia cautelare, ammesso solo il “riassunto” - è stato inserito anche l’esplicito invito a prevedere sanzioni per chi deciderà di pubblicare ugualmente anche solo stralci degli atti dei gip. Le pene “invocate” sono di due tipi: un’ammenda molto più salata di quella attuale, che oscilla tra i 51 e i 258 euro; e una sanzione che graverebbe sulle aziende editoriali, utilizzando il meccanismo degli assetti di cui al D. Lgs. 231/2001.
- Così si inasprisce la “legge bavaglio”: aumentano gli atti non pubblicabili. Sanzioni per gli editori
- Resa dei conti in Antimafia: addio alla dittatura dei pm
- Il concorso nei reati dello stesso disegno criminoso è attribuibile anche per indizi
- Mantova. Il carcere è sovraffollato: in media 150 detenuti su una capienza di 106
- Torino. Una casa e un lavoro: Salim e gli altri sono rinati in Piazza dei Mestieri











