ansa.it, 16 ottobre 2024
Adottata la raccomandazione. Invito a un utilizzo “legittimo e proporzionato”. Garantire che l’uso dell’intelligenza artificiale da parte dei servizi penitenziari e di libertà vigilata rispetti i diritti umani e la dignità dei detenuti, dei soggetti in libertà vigilata e del personale. Questo l’obiettivo della raccomandazione ai suoi 46 Stati membri adottata dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa. In particolare, i governi sono invitati a garantire che i servizi carcerari e di libertà vigilata usino le tecnologie in modo legittimo e proporzionato e solo se contribuiscono alla riabilitazione degli autori di reato. Le tecnologie non devono sostituire il personale penitenziario e di sorveglianza nel lavoro quotidiano e nell’interazione con gli autori di reato, ma piuttosto assisterlo in tale lavoro e aiutare il sistema penale, in particolare nell’esecuzione delle sanzioni e delle misure penali, migliorando la riabilitazione e riducendo la recidiva.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 16 ottobre 2024
Audizione informale ieri in commissione Giustizia della Camera di Riccardo Turrini Vita, nell’ambito dell’esame della proposta di nomina a presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, in particolare sull’accertamento dei requisiti posseduti. Il problema sollevato dalle opposizioni nei giorni scorsi era che ci fosse una “palese incompatibilità che rende fuorilegge” la nomina. Aveva scritto il Partito democratico in un comunicato: “La legge che istituisce la figura del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale è molto chiara. Essa prevede che i membri siano scelti tra persone che non sono dipendenti delle pubbliche amministrazioni e che garantiscano indipendenza e competenza nelle discipline relative ai diritti umani”. Su questo Turrini, sollecitato dalle domande dei commissari, ha replicato: “Io mi sono dimesso il 3 ottobre” dalle funzioni di vicecapo del Dipartimento di Giustizia minorile e di comunità del ministero della Giustizia, “ovviamente non esercito funzioni di vicecapo” al momento e “non rientrerò in servizio perché quando sarà terminato il mandato non avrò più l’età per essere impiegato”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 16 ottobre 2024
Presentate il 3 ottobre ma mai accettate, l’ex toga è ancora vicecapo della giustizia minorile. I deputati del Pd: “Incompatibile nella forma, perché quando è stato scelto era ancora dipendente del ministero di Giustizia, e nella sostanza per l’ambiguità dei ruoli”. “Incompatibile nella forma e nel merito”, la nomina a Garante nazionale dei diritti dei detenuti dell’ex magistrato Riccardo Turrini Vita, ancora di fatto alle dipendenze del ministero della Giustizia. Ne sono convinti i partiti di opposizione, a partire dal Pd, malgrado abbiano appreso dal diretto interessato, audito ieri in commissione Giustizia della Camera nell’ambito dell’iter di approvazione della nomina, che Turrini Vita ha rassegnato le proprie dimissioni da vice capo del Dipartimento di giustizia minorile e di comunità il 3 ottobre scorso.
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 16 ottobre 2024
L’attuale ministro della Giustizia, Carlo Nordio, quando era pubblico ministero era assai più aperto di oggi, tanto più sulle intercettazioni da secretare e “riassumere”. “Tutto sommato i cittadini hanno il diritto di essere informati”. Lo scriveva nel 1977 l’attuale ministro della giustizia Carlo Nordio. E la citazione è finita nel libro Informazione e giustizia, edito dall’Ordine dei giornalisti, preoccupato dalla piega che stanno via via prendendo gli interventi legislativi (non solo col governo Meloni che ha dato solo un’accelerazione) nei confronti del diritto-dovere di giornali e mass media di dare le notizie. Rifiutando un’idea che piacerebbe forse a tutti i governi ma che fu espressa con brutale chiarezza da Gaetano Polverelli, il “portavoce” del Duce, autore di una famosa direttiva alla stampa del ‘31: “Improntare il giornale a ottimismo, fiducia e sicurezza nell’avvenire. Eliminare le notizie allarmistiche, pessimistiche, catastrofiche e deprimenti”. Traduzione della “smobilitazione della cronaca nera” invocata in una circolare del 1928. E realizzata poi in una direttiva del 1933: “Lo spazio di 30 righe è quello che appare sufficiente perché i giornali possano dare sommaria notizia di un avvenimento del genere...”. Perché “annoiare” i lettori coi resoconti dettagliati di certe malefatte soprattutto se tirano in ballo quelli che Luigi Einaudi aveva bollato nel 1919 come “padreterni”? Poche righe e via. Tutto va bene, madama la marchesa.
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 16 ottobre 2024
L’ottava fumata nera è stato un brutto spettacolo d’arte varia. Ma in gioco c’è la salute della nostra democrazia. Tocca ai gruppi parlamentari, anche d’opposizione, ritrovare autonomia e prendere iniziativa. 1. Lo spettacolo d’arte varia andato in scena a Montecitorio, con l’ottava fumata nera per l’elezione del quindicesimo giudice costituzionale, è stato deludente. Una recita a soggetto in cui tutti gli attori si sono mostrati inadeguati ai ruoli chiamati a interpretare. Ne è uscito un melodramma parlamentare, utile soltanto a muovere il segnapunti a favore delle opposizioni e contro la maggioranza. Come se, in gioco, ci fosse esclusivamente la tigna della Presidente del Consiglio, impegnata in prove tecniche di premierato. Ma non era certo per mettere in scacco il governo di turno che Marco Pannella spingeva i suoi digiuni al limite estremo dello sciopero della sete, pur di ottenere la ricostituzione del plenum della Consulta. Qual è, allora, la reale posta in palio?
di Errico Novi
Il Dubbio, 16 ottobre 2024
C’è un’espressione chiave: “Effettività del divieto”. Compare nel parere sulla “legge Costa” approvato ieri, in forma identica, dalle due commissioni Giustizia, alla Camera e al Senato. L’espressione, per intenderci, è riferita alla “pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale”, reato “fantasma” attualmente previsto all’articolo 684 del codice e che punisce (o dovrebbe punire) chi infrange, tra l’altro, il precetto reintrodotto (esisteva già, fino al 2017) su iniziativa del deputato Enrico Costa. La norma, secondo il documento votato ieri da centrodestra e Italia viva, dovrebbe essere ampliata, andrebbe cioè “ripensato” il “sistema sanzionatorio” in modo da costituire “un ragionevole argine alla sistematica violazione” del divieto.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 16 ottobre 2024
Santalucia scrive a Nordio per denunciare le fragilità della rete giustizia: “Lavorare per una soluzione”. Profonda preoccupazione per la sicurezza dei sistemi informatici della rete giustizia: è questo il tema centrale della lettera inviata due giorni fa dal presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Giuseppe Santalucia, al Guardasigilli Carlo Nordio. Nella missiva si chiede al ministro della Giustizia anche un incontro, a cui potrebbe prendere parte il capo del Dipartimento dell’Innovazione tecnologica di Via Arenula, per conoscere quanto previsto a tutela dei sistemi giudiziari e del lavoro dei magistrati. “Le recenti notizie di cronaca su indagini penali per plurimi accessi abusivi ai sistemi informatici della rete giustizia hanno creato allarme tra i magistrati per gli scarsi livelli di sicurezza dei dispositivi e delle piattaforme utilizzate nel quotidiano esercizio delle delicate funzioni”, si legge nella lettera.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 16 ottobre 2024
Di fronte al caso Scarpinato i grillini criticano la pubblicazione sui giornali di intercettazioni coperte da segreto, che però è sempre stata cavalcata per fini politici dal Movimento. Intervista surreale alla senatrice pentastellata Lopreiato. “Senza conoscere vergogna e con grande ipocrisia, i partiti della maggioranza cavalcano intercettazioni, riferite con svariate falsità da un quotidiano, che riguardano un parlamentare e che sono ancora coperte da segreto e come tali non rivelabili e non conosciute nemmeno dagli indagati”. Il Movimento 5 stelle, quello nato sul “vaffanculo” e sulla gogna nei confronti dei politici indagati (o soltanto intercettati), ha scoperto improvvisamente i danni causati dalla pubblicazione sui giornali di intercettazioni coperte da segreto e dal contenuto penalmente irrilevante. E’ stato necessario che a essere vittima del meccanismo dello sputtanamento mediatico-giudiziario fosse un esponente grillino, il senatore Roberto Scarpinato, intercettato trenta volte (casualmente, a detta della procura di Caltanissetta) con l’ex pm Gioacchino Natoli, indagato per il presunto insabbiamento dell’indagine su mafia e appalti del 1992.
reggiotoday.it, 16 ottobre 2024
La seduta, tenuta presso l’aula commissioni del Consiglio regionale della Calabria, si è incentrata sulla tutela dei diritti delle persone detenute, riguardo alla genitorialità e alla condizione delle donne in carcere. La Commissione regionale per l’uguaglianza dei diritti e delle pari opportunità fra uomo e donna, presieduta dalla prof.ssa Anna De Gaio, ha tenuto, venerdì 11 ottobre, una significativa seduta presso l’aula commissioni A. Acri del Consiglio regionale della Calabria, incentrata sulla tutela dei diritti delle persone detenute, con particolare riguardo alla genitorialità e alla condizione delle donne in carcere. Al centro dell’incontro, l’audizione dell’avv. Luca Muglia, garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, che ha rappresentato un momento di svolta, portando alla luce una realtà penitenziaria che richiede interventi urgenti e mirati.
di Giovanni Seu
mitomorrow.it, 16 ottobre 2024
Pochi giorni fa si è suicidato il 75° detenuto dall’inizio dell’anno. È avvenuto proprio a San Vittore, il carcere più sovraffollato d’Italia, ma c’è chi non demorde e prova a dare un po’ di sollievo. Bisogna partire dai numeri che rivelano bene tutta la drammaticità della situazione nelle carceri in Italia. Venerdì scorso un detenuto di 44 anni di origini pugliesi in carcere per reati correlati agli stupefacenti, con fine pena provvisorio fissato al 2027 si è suicidato in una cella di San Vittore. “Si tratta del 75° recluso che si toglie la vita dall’inizio dell’anno in Italia, in una strage continua”, ha affermato Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa, il sindacato della Polizia Penitenziaria.
- Rieti. Nelle carceri ho visto cose che nulla hanno a che fare con la giustizia
- Torino. Recluso nella cella senza doccia. Il giudice: “Può usare un secchio”
- Torino. “Dietro le sbarre per trent’anni ho visto l’inferno. All’uscita ho trovato il vuoto”
- Torino. Processo sulle torture in carcere, un detenuto: “Me ne hanno fatte di tutti i colori”
- Civitavecchia (Rm). Medici precari nelle carceri, si risolva problema della stabilizzazione











