di Marina Castellaneta
Il Sole 24 Ore, 18 ottobre 2024
Cedu. Il giornalista ha il diritto a non svelare la fonte che gli ha passato le trascrizioni I personaggi pubblici hanno una minore protezione del diritto alla vita privata. La pubblicazione di notizie di interesse pubblico prevale sul diritto alla reputazione e il giornalista ha diritto a non svelare la fonte che gli ha trasmesso il contenuto delle trascrizioni di alcune intercettazioni su un procedimento penale di interesse generale. Lo ha stabilito la Corte di Strasburgo con la sentenza Kajganic contro Serbia depositata 1’8 ottobre (n. 27958/16) con la quale è stato respinto il ricorso di un’avvocata secondo cui i giudici nazionali non avevano tutelato il suo diritto alla reputazione facendo prevalere, invece, il diritto del giornalista a informare.
veneziatoday.it, 18 ottobre 2024
Sovraffollamento e carenze organiche e strutturali le maggiori criticità. Il viceministro Sisto: “Per ridurre le presenze ci sono procedure di riequilibrio”. “Dopo il suicidio di un detenuto al Santa Maria maggiore di Venezia a luglio, a inizio ottobre c’è stato l’ennesimo suicidio, questa volta a Vicenza. Secondo l’ultimo report del garante dei detenuti, i detenuti suicidi sono già 72 dall’inizio dell’anno, un dato in crescita rispetto al 2023. Il sovraffollamento delle carceri in Veneto è del 160%. La casa circondariale di Venezia versa in condizioni drammatiche, nonostante gli sforzi e l’iniziativa encomiabili della direzione, degli agenti e degli operatori. Sul Santa Maria Maggiore chiediamo interventi immediati”. Lo ha detto nell’aula del Senato Andrea Martella, segretario regionale del Pd illustrando l’interrogazione Dem sulle carceri.
Lecce. Ilaria Cucchi visita il carcere: “Per mille e 400 detenuti, solo 600 agenti e due psichiatri”
di Valentina Murieri
lecceprima.it, 18 ottobre 2024
La senatrice di Sinistra Italiana, nel pomeriggio, è entrata a Borgo San Nicola assieme ai garanti regionale e comunale dei diritti della popolazione carceraria. “Abbiamo raccolto anche i disagi, la sofferenza della polizia penitenziaria e degli altri lavoratori che operano nell’istituto, preoccupa il numero di patologie psichiatriche tra i detenuti”. Cambiano le città, cambiano le latitudini, ma i problemi degli istituti penitenziari restano sempre gli stessi. Questo il sintetico bilancio della senatrice Ilaria Cucchi, nel primo pomeriggio di oggi in visita nel carcere di Lecce, assieme ai garanti regionale e comunale dei diritti dei detenuti Piero Rossi e Maria Mancarella. La parlamentare di Sinistra Italiana, sorella di Stefano Cucchi, ha riscontrato l’annoso fenomeno del sovraffollamento nelle celle che nell’intero Paese, a suo dire, avrebbe raggiunto cifre da record. Un incremento della popolazione carceraria che fa il paio con un’altra criticità: quella del sottodimensionamento del personale della penitenziaria. Trend che coinvolge anche Borgo San Nicola, con il doppio delle persone rispetto agli agenti: mille e 400 gli e le ospiti, a fonte di 600 poliziotti.
di Filippo Tomei
diariofvg.it, 18 ottobre 2024
Un’iniziativa del Ministero della Giustizia per garantire maggiore sicurezza nella struttura carceraria triestina. Dopo anni di attesa e a seguito di una crescente necessità di migliorare le condizioni di sicurezza all’interno del carcere, partono finalmente i lavori per la nuova infermeria della casa circondariale di Trieste. L’intervento, pianificato dal Ministero della Giustizia già dal 2022, prevede lo spostamento dell’infermeria lontano dall’area detentiva, un’azione volta a prevenire episodi di saccheggio e furto di farmaci, come avvenuto nel luglio scorso.
Il Giorno, 18 ottobre 2024
Il progetto “Porte aperte” ha permesso loro di uscire dal carcere e darsi da fare. L’assessore ai Servizi sociali: “Un’esperienza che contiamo di replicare con l’aiuto delle aziende”. Detenuti del carcere di Sondrio al lavoro per il recupero del lavatoio di Pradella. In continuità con le attività svolte nei tre anni precedenti, in questo 2024, il progetto Porte aperte, promosso nei territori di Sondrio e di Lecco, con il finanziamento della Regione Lombardia, e coordinato dalla Cooperativa Forme, ha attivato un laboratorio sperimentale di giustizia di comunità. Un modo per rendere concreto il reinserimento in società di chi ha sbagliato e sta pagando. Un gruppo di detenuti presso la Casa Circondariale di Sondrio è stato infatti coinvolto in un’attività di pubblica utilità individuata dall’Ufficio tecnico comunale nella riqualificazione del lavatoio nella frazione Pradella inferiore.
di Filippo Merli
Il Domani, 18 ottobre 2024
Quanto vale una laurea conseguita in carcere? Per i docenti universitari 110 e lode, ma per chi l’ha ottenuta, un giovane ingegnere in attesa di giudizio detenuto nel penitenziario palermitano Pagliarelli, probabilmente avrà un significato ancora maggiore. “Alla casa circondariale Antonio Lorusso Pagliarelli si è laureato in architettura con la tesi sulla greentrification (il rinnovamento urbano) un giovane ingegnere detenuto in attesa di essere giudicato”, si legge in una nota. “È la prima laurea al Pagliarelli dopo l’accordo quadro firmato il 25 febbraio 2021 per l’istituzione del polo universitario penitenziario dal rettore di Palermo, Massimo Midiri, e dall’emerito professore Giovanni Fiandaca, allora garante regionale per i diritti dei detenuti della Sicilia”.
La Repubblica, 18 ottobre 2024
L’incontro-spettacolo delle ex detenute “Donne del Muro Alto” alla Festa del Cinema di Roma. Le “Donne del Muro Alto” tornano al MAXXI per la Festa del Cinema di Roma. Domenica 20 ottobre, alle 16, la compagnia di attrici ex detenute guidata dalla regista Francesca Tricarico animerà un incontro spettacolo dedicato al cinema e al teatro in carcere. Come l’arte cinematografica e teatrale viene contaminata nel linguaggio e nella rappresentazione da questi luoghi ristretti? E come le carceri sono contaminate, a loro volta, da queste arti?
di Antonio Tarallo
acistampa.com, 18 ottobre 2024
La religiosa Clarissa, da tempo, ha instaurato un rapporto epistolare con molti detenuti d’Italia. “Carissima Suor Cristiana, mi commuove la tua profonda fiducia nei confronti dell’umanità. La tua è una vocazione colma di affetto e vicinanza, tanto da donare all’altro, come nel mio caso, una pace ineffabile”. Con queste parole inizia la prefazione al volume “Un raggio di luce oltre le grate” (Editrice Velar, 2023) di suor Cristiana Scandura. Sono parole di un detenuto condannato all’ergastolo, di un uomo che vive oltre le sbarre e che grazie alla missione di suor Cristiana ha ricominciato a sperare e ad avere fiducia non solo in Dio ma nella vita. Dopo questo volume è nato un altro libro, “Dalle tenebre alla luce” (Editrice Velar, 2024), una raccolta delle riflessioni che l’autrice invia bimestralmente a tutte le carceri d’Italia, alternate alle lettere che quotidianamente riceve da parte di numerosi detenuti. AciStampa ha intervistato suor Cristiana, Clarissa del Monastero Santa Chiara di Biancavilla (in provincia di Catania), per poter comprendere meglio il suo servizio “a distanza” nelle carceri.
di Lara Loreti
La Repubblica, 18 ottobre 2024
Al cuoco siciliano il prestigioso riconoscimento: “Ho iniziato a organizzare i pranzi di Natale per i detenuti dopo che io stesso a 25 anni sono stato scarcerato. Con loro c’è un bellissimo scambio, un’esperienza che riempie il cuore”. “Passare il Natale in carcere con i detenuti ti dà una ricchezza immensa. Ognuno cucina ciò che vuole, ciò che lo fa sentire a casa, io do indicazioni e coordino. E così, per un giorno, i detenuti lavorano come in un vero ristorante. È un’esperienza che non ha prezzo”. Lo chef Filippo La Mantia è una di quelle persone che pensano col cuore, che prima di parlare agiscono, e che le cose belle le portano avanti per tutta una vita. Non è un tipo da mode del momento.
di Chiara Lalli
Il Dubbio, 18 ottobre 2024
Ogni volta che mi chiedono perché sono a favore dell’aborto o dell’eutanasia mi innervosisco. Ogni volta che mi chiedono perché sono a favore della gravidanza per altri (o maternità surrogata o utero in affitto) mi innervosisco. Insomma, mi innervosisco spesso ma ho delle buone ragioni. Perché la questione non è essere a favore dell’oggetto specifico (aborto, eutanasia, gravidanza per altri o come volete chiamarla) ma della possibilità di scegliere. E quella possibilità di scegliere dovrebbe essere garantita a meno che non riusciamo a dimostrare che causerebbe un danno per qualcun altro. Ma poi che cosa significa essere a favore dell’aborto?
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