di Lucia Capuzzi
Avvenire, 15 febbraio 2026
Il presidente dell’Argentina, Javier Milei, è deciso a mantenere una delle promesse principali della sua campagna elettorale: abbassare a 13 anni l’età in cui un minore può essere processato e condannato come un adulto con pene fino a 15 anni. Secondo il governo di ultradestra, gli adolescenti sono impiegati sistematicamente da bande e mafie come manovalanza criminale proprio perché non possono essere perseguiti dalla giustizia fino al compimento dei 16 anni, l’attuale limite. Solo con la maggiore età, poi, sono rinchiusi in carcere: prima sono tenuti in istituti specializzati.
di Renato Brunetta
Avvenire, 14 febbraio 2026
“L’articolo 27 della nostra Costituzione indica una rotta chiara: la pena deve tendere alla rieducazione del condannato, non limitarsi alla sola custodia. Eppure, questa bussola sembra spesso smarrire il nord. Lo squilibrio tra sicurezza e rieducazione nelle carceri italiane, unito allo stigma sociale, rappresenta oggi il principale freno al reinserimento delle persone con trascorsi penali. È in questa tensione irrisolta che si annidano gli ostacoli più profondi alla piena attuazione del dettato costituzionale. Il primo nodo da sciogliere riguarda la necessità di superare la contrapposizione ideologica tra sicurezza e rieducazione. Nel dibattito pubblico su carcere e sicurezza, infatti, tutela dell’ordine pubblico e reinserimento sociale sono spesso presentati come obiettivi opposti, antitetici.
di Sergio D’Elia
L’Unità, 14 febbraio 2026
Nel 2019, nel teatro del carcere di Rebibbia, un uomo di 62 anni discuteva una tesi di laurea e completava la metamorfosi di se stesso. Era entrato in prigione nel 1993 con la licenza di seconda elementare. Oggi Filippo di anni ne ha 69. Mai un permesso premio in 33 anni di detenzione. Resta ancora prigioniero in una cella di Alta Sicurezza. E del suo passato. Ci sono due detenuti a Rebibbia, uno si chiama Filippo Rigano, l’altro Fabio Falbo. Lo Stato tiene chiuso Filippo in una cella da 32 anni e sembra abbia davvero buttato via la chiave. La cella di Fabio invece è quasi sempre aperta anche perché fa lo scrivano e dalla mattina alla sera riceve, ascolta, consiglia e, spesso, risolve casi disperati. Nello scrivere la storia di Filippo ho preso a man bassa dal canestro di parole e di ricordi di Fabio.
di Nando Pagnoncelli
Corriere della Sera, 14 febbraio 2026
Con la partecipazione al 46% favorito il Sì. Il sondaggio politico dell’Ipsos sul voto del 22 e 23 marzo: per ora prevale il No (50,6%). Tra chi vota Pd il 10% per la riforma, nel M5S il 24%. Tra poco più di un mese saremo chiamati a votare per il referendum sulla Giustizia. Essendo un referendum costituzionale, il risultato sarà comunque valido, indipendentemente dal raggiungimento del quorum del 50%+1 degli aventi diritto. La campagna sta entrando nel vivo, ma appare sempre più dominata dal conflitto politico anziché dalla discussione sul merito.
di Flavia Perina
La Stampa, 14 febbraio 2026
La destra (e anche la sinistra) ha, hanno, avrebbero un formidabile strumento per sottrarre il dibattito referendario alla guerra dei meme scemi o delle provocazioni esorbitanti e fare nella pratica ciò che a parole tutti dicono di volere: una discussione politica sul merito, tra adulti, che parta dalle ragioni del Sì e del No e le metta a confronto oltre gli slogan su chi (gli anarchici, CasaPound, le brave persone, i mafiosi) vota cosa (Sì, No, boh). Lo strumento è la Rai, si chiama servizio pubblico per questo, e gli paghiamo il canone non solo per vedere il curling o Pupo in diretta da Sanremo ma anche per capire in un civile contraddittorio qual è la posta in gioco di una modifica costituzionale che cambierà per sempre l’organizzazione della giustizia.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 14 febbraio 2026
Non è necessario acquisire e analizzare il supporto tecnico in cui è contenuta la chat se la parte offesa è attendibile e perché si tratta di corrispondenza non coperta da segreto perché la vittima era parte della stessa conversazione. Lo screenshot dei messaggi Whatsapp scambiati in una conversazione tra parte offesa e imputato di atti persecutori è prova legittimamente acquisita quando non emergano dubbi sull’attendibilità della vittima. Così la Corte di cassazione penale - con la sentenza n. 6024/2026 - ha rigettato il ricorso dell’uomo che era stato condannato per stalking pur con l’attenuante del parziale vizio di mente dovuto a un’accertata forma di bipolarismo.
di Claudia Assanti
castedduonline.it, 14 febbraio 2026
La manifestazione si terrà sabato 28 febbraio dalle ore 11 in piazza Palazzo a Cagliari, promossa dalla Presidente della Regione Alessandra Todde, dai sindaci dei territori interessati e da cittadini e associazioni sarde, uniti in una mobilitazione ampia e trasversale che supera ogni appartenenza politica. La Sardegna alza la voce e si prepara a una grande mobilitazione popolare contro la decisione del Governo di concentrare nell’Isola tre dei sette istituti penitenziari italiani destinati esclusivamente al regime di 41-bis: Uta (Cagliari), Bancali (Sassari) e Badu e Carros (Nuoro). La manifestazione si terrà sabato 28 febbraio dalle ore 11 in piazza Palazzo a Cagliari, promossa dalla Presidente della Regione Alessandra Todde, dai sindaci dei territori interessati e da cittadini e associazioni sarde, uniti in una mobilitazione ampia e trasversale che supera ogni appartenenza politica.
La Sicilia, 14 febbraio 2026
Ad Augusta tornano al centro dell’attenzione le condizioni della casa di reclusione, dove - secondo quanto emerso - nell’arco di quindici giorni si sarebbero verificati due decessi presumibilmente legati a overdose. Per la morte di un detenuto originario di Mazara del Vallo, la Procura ha aperto un’inchiesta. Pur senza voler attribuire responsabilità dirette a singoli, i due decessi impongono una riflessione più ampia sul funzionamento del sistema penitenziario. La situazione descritta è quella di un comparto in evidente difficoltà. La Polizia penitenziaria, come riferisce Sebastiano Bongiovanni, già in servizio nel carcere di contrada Piano Ippolito opera spesso con organici ridotti, tra turni gravosi e posti di servizio non sempre coperti. Una carenza strutturale che finisce inevitabilmente per incidere sui livelli di controllo e sulla sicurezza degli istituti.
ecodelsannio.it, 14 febbraio 2026
Il 25 dicembre 2025 giunge al Carcere di Lauro per detenute madri una ventitreenne della Guinea, insieme a suo figlio di quasi 2 anni. Già nei giorni successivi si riscontrano forme di autolesionismo e tentativi di suicidio, pertanto viene ricoverata all’ospedale di Avellino. Mentre è ancora detenuta al carcere di Lauro suo figlio viene affidato ad una comunità e lei viene trasferita nella sezione femminile del Carcere di Bellizzi Irpino (Av). Qui tenta di nuovo il suicidio e viene ricoverata all’ospedale di Avellino dove si trova ancora.
di Giuseppe Fin
Il Dolomiti, 14 febbraio 2026
“Problemi portati avanti da diversi anni, situazione grave”. “Il Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria del Triveneto continua a spostare detenuti dalle altre carceri congestionate di Veneto e Friuli verso quello di Trento, inviando chi tendenzialmente presenta problematiche comportamentali, psichiatriche o di dipendenza” spiegano Paolo Zanella e Francesca Parolari. Fra le richieste anche quella dell’istituzione di un Provveditorato regionale che governi anche il fenomeno dei trasferimenti. Continuo sovraffollamento, carenza cronica di personale della polizia penitenziaria e l’assoluta scarsità di opportunità rieducative e di reinserimento sociale.
- Firenze. Sollicciano, la direttrice Vitrani: “Il Governo ha stanziato i fondi per la ristrutturazione”
- Varese. Diritti dei detenuti, Cgil: “Servono percorsi per il reinserimento personale e sociale”
- Milano. Housing per detenuti, una proposta per umanizzare la pena
- Roma. Chiuso da 30 mesi lo Sportello del Garante al Cpr di Ponte Galeria: “Migranti senza tutele”
- Firenze. Lo sport entra in carcere, con la polisportiva “Solliccianese”











