di Angela Stella
L’Unità, 2 luglio 2024
La questione carceraria è diventata come Giano bifronte: da un lato la faccia della realtà, dall’altro quello della fantascienza. La prima ci consegna quasi l’impossibilità ormai di tenere il conto dei suicidi in carcere. Il 30 giugno un giovane di Salerno si è impiccato nella doccia della sua cella nel carcere di Paola, in provincia di Cosenza. Avrebbe finito di scontare la sua pena a maggio 2027. Secondo il Dap sono ufficialmente 47 i reclusi che dall’inizio dell’anno si sono tolti la vita. Ma in verità sarebbero 49: due, seppur morti in ospedale, sarebbero deceduti comunque a seguito di atti di autolesionismo. Ieri Aldo di Giacomo, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria, ha annunciato il suicidio di due giorni fa di un poliziotto penitenziario a Favigliana.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 luglio 2024
L’associazione Antigone lancia un nuovo allarme sulla drammatica situazione dei 49 suicidi nelle carceri italiane, definendola una vera e propria emergenza nazionale. Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione, sottolinea come il periodo estivo sia particolarmente critico per i detenuti, a causa della chiusura delle attività scolastiche e della riduzione delle iniziative di volontariato.
di Paola D’Amico
Corriere della Sera, 2 luglio 2024
Cresce il ruolo delle associazioni. L’intesa, sottoscritta dal ministro della Giustizia Carlo Nordio con la presidente dei Centri di servizio per il volontariato, Chiara Tommasini, favorisce protocolli locali per la messa alla prova. Promuovere la sottoscrizione di convenzioni locali tra Centri di servizio per il volontariato (Csv), enti del terzo settore e tribunali, per ampliare e diversificare ulteriormente le opportunità di svolgimento del lavoro di pubblica utilità ai fini della messa alla prova per adulti. È l’obiettivo del Protocollo nazionale firmato lo scorso 12 giugno dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e dalla presidente di CSVnet, l’associazione nazionale dei 49 Centri di servizio per il volontariato, Chiara Tommasini.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 2 luglio 2024
Si riunirà oggi o domani pomeriggio l’Ufficio di presidenza delle commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia della Camera. Si riunirà oggi o domani pomeriggio l’Ufficio di presidenza delle commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia della Camera, integrato dai rappresentati dei gruppi, che deciderà anche il calendario di discussione delle due grandi riforme costituzionali. La prima è sul premierato, la seconda prevede separazione carriere, sorteggio dei componenti dei due futuri Csm e Alta Corte. Come anticipato nei giorni precedenti su questo giornale, l’intenzione del presidente della prima commissione, l’azzurro Nazario Pagano, sarebbe quella di istituire una “staffetta”: due settimane al mese dedicate a entrambi i ddl.
di Luca Sommi
Il Fatto Quotidiano, 2 luglio 2024
Dalle intercettazioni alla credibilità della magistratura, dalla legalizzazione delle droghe alla separazione delle carriere, passando per lo stato di salute delle nostre forze dell’ordine, alle riforme della Giustizia e al rapporto con la politica, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri ha risposto per oltre un’ora alle domande di Luca Sommi, che l’ha intervistato il 28 giugno a Parma nella rassegna “Dedalo”. La riassumiamo per argomenti.
di Luca Rampazzo
genteeterritorio.it, 2 luglio 2024
Uno dei pilastri del sistema carcerario è il reinserimento del detenuto. Questo passa, anche, da attività lavorative svolte in carcere. Il lavoro consente di attenuare una vita già molto difficile e dà anche la possibilità di guadagnare qualcosa. O almeno dovrebbe. Già, perché lo Stato non perde le proprie “buone” abitudini e ogni tanto non paga. Vuoi per la mancanza di organizzazione, di fondi o per qualsiasi altro motivo. Al detenuto viene detto di attendere pazientemente. Il problema è che, fino alla scorsa settimana, se il detenuto pazientava troppo, lo Stato si rifiutava proprio di pagarlo. La prescrizione dei soldi dovuti per lavoro durante il carcere, sosteneva il Ministero della Giustizia, si iniziava a calcolare dalla fine del periodo (suddivisione del tempo carcerario) di riferimento. Questo perché, sosteneva lo Stato, ogni lavoro era un contratto separato.
di Pasquale Sorrentino
Il Mattino, 2 luglio 2024
Si chiamava Giuseppe Spolzino ed era originario di Sala Consilina: nella notte tra sabato e ieri ha deciso di togliersi la vita nel carcere di Paola, in Calabria, dove era rinchiuso. Secondo quanto emerso si è impiccato nella doccia della sua cella: sarebbe uscito nel 2027. “È il 49esimo detenuto che si toglie la vita dall’inizio dell’anno, cui vanno aggiunti 5 agenti che si sono altresì suicidati, l’ultimo domenica 30 giugno a Favignana. A nulla sono valsi gli immediati soccorsi della Polizia penitenziaria e dei sanitari”, ha detto Gennarino De Fazio.
di Donatella Negri
rainews.it, 2 luglio 2024
Il Ministro della Giustizia chiede di ripensare pene e strutture. Il governatore Fontana: “Serve un nuovo modello per reinserire i giovani”. “Noi ci definiamo garantisti, nel senso che da un lato siamo attenti al principio di presunzione di innocenza e a limitare il più possibile la carcerazione preventiva e nello stesso tempo garantire la certezza della pena. La funzione del diritto è non lasciare impunito il reato e non condannare gli innocenti. La pena non significa affatto sempre e soltanto carcerazione, sbarre, catenacci e galera, va rimodulata secondo vari criteri e le persone che le devono subire”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio durante l’evento ‘Oltre le sbarre, la vera libertà’ al Palazzo Lombardia di Milano.
di Lucandrea Massaro
romasette.it, 2 luglio 2024
A Regina Coeli 1.133 detenuti sui 628 previsti. Carenza di personale e spazi fatiscenti. Padre Boldrin: situazione molto pericolosa. La Garante Calderone: manca l’acqua in stanza, letti stipati. Con l’ultimo in ordine di tempo, a Caltanissetta, è salito a 45 il numero di detenuti che si è tolto la vita dall’inizio dell’anno. In tutto il 2023 erano stati 70, dopo il tragico 2022 dove il numero era stato di 85 suicidi dietro le sbarre. Quello che fa più impressione è che gli ultimi cinque si siano susseguiti in meno di una settimana e torna alla mente il XX Rapporto di Antigone presentato nelle scorse settimane, che denunciava una situazione sempre più insostenibile, dalle cause molteplici, a cominciare dal problema ormai strutturale del sovraffollamento.
riminitoday.it, 2 luglio 2024
“Il Garante Regionale si unisce nella necessità di coinvolgere i Parlamentari del territorio e invita ad una mozione che solleciti il superamento della condizione di trattamenti inumani e degradanti della prima sezione”. A lanciare l’allarme su quelli che vengono definiti “trattamenti inumani e degradanti” è Ivan Innocenti, del Consiglio Generale Partito Radicale, che punta il dito sul carcere riminese dei “Casetti” dove i detenuti “vivono una situazione intollerabile”.
- Como. Reinserirsi attraverso il lavoro: quadri elettrici prodotti dai detenuti
- Roma. Una nuova speranza per i detenuti di Rebibbia: impareranno un lavoro grazie ad Ama
- Firenze. Il carcere di Sollicciano ha il suo nuovo cappellano, ma la burocrazia lo blocca
- Reggio Calabria. “Libro sospeso”, un progetto che arricchisce la biblioteca del carcere
- Volontariato in carcere. Chi ce lo fa fare?









