di Valentina Furlanetto
Il Sole 24 Ore, 3 marzo 2024
Ousmane Sylla, 22 anni, si è suicidato un mese fa nel Cpr di Roma. La tragedia ha riportato l’attenzione per qualche ora sulle condizioni di chi è trattenuto nei Centri di permanenza per i rimpatri. “Li dentro - dice Louis, da 10 anni in Italia, appena uscito dal Cpr di Via Corelli a Milano - la situazione è fuori controllo, non pensavo ci fossero italiani così cattivi, i diritti della persona valgono più in carcere. Se uno sta male deve urlare e sbattere le porte sennò non ti ascoltano. Ci sono persone che pur di uscire si spaccano le braccia. Poi ti danno gli psicofarmaci per tenerti tranquillo. A me hanno dato Clorazepan”.
di Andrea Capocci
Il Manifesto, 3 marzo 2024
L’appello. La Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (Simm), l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione e la rete “Mai più lager - mai più CPR” si rivolgono ai sanitari che firmano l’idoneità alla detenzione. Arriva sulle pagine del prestigioso British Medical Journal la campagna che invita i sanitari italiani a non dichiarare i migranti “idonei” alla detenzione nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr). L’appello è lanciato dalla Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (Simm), dall’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione e dalla rete “Mai più lager - mai più Cpr”. La pubblicazione su una rivista scientifica di grande importanza certifica che la campagna tocca aspetti fondamentali della bioetica medica. E che la detenzione dei migranti rappresenta un’emergenza sanitaria riconosciuta a livello internazionale.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 3 marzo 2024
La procura ha chiesto il non luogo a procedere eppure è stato tenuto in piedi per anni un’accusa che ha alimentato la narrazione degli attivisti collusi con gli scafisti. La sentenza prevista per il 19 aprile. Una mozione congiunta degli avvocati difensori di Iuventa, Medici senza frontiere e Save the children presentata nelle battute finali della lunghissima udienza preliminare del maxi-processo alle Ong chiede di aprire un’inchiesta per fare chiarezza sulle tante ombre che hanno caratterizzato la fase delle indagini.
ansa.it, 3 marzo 2024
Non solo Ilaria Salis o Filippo Mosca. Gli italiani detenuti all’estero sono 2.663, secondo gli ultimi dati forniti dall’Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria (Osap) risalenti ad inizio febbraio. Il 35% circa è in attesa di giudizio, con sentenze non definitive o in attesa di estradizione in Stati dove le organizzazioni umanitarie denunciano da anni le pessime condizioni di vita carcerarie. In Italia, su una popolazione carceraria di 56.127 detenuti ci sono i 17.687 stranieri, un numero di quasi sette volte superiore dei nostri detenuti all’estero.
di Mario Ricciardi
Il Manifesto, 3 marzo 2024
Mentre alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia si discute di un’accusa di genocidio a danno dei palestinesi, ci sarebbe un gran bisogno di persone che abbiano “un poco di senno”. Invece, quello che leggiamo e ascoltiamo è, in molti casi, il tentativo di giustificare l’ingiustificabile. “L’ospite, il supplice, è come un fratello per l’uomo che abbia anche un poco di senno”. Agli albori della cultura europea, le parole di Omero ci ricordano che la protezione dello straniero, e di colui che invoca aiuto, erano manifestazioni della giustizia divina. Chi ha fame andrebbe sfamato, non ucciso, e il fatto che tanti cerchino capziosamente di eludere la doppia ingiustizia che si è consumata a danno di centinaia di supplici a Gaza è un sintomo dell’abisso morale in cui stiamo precipitando. Che ci siano tanti intellettuali impegnati in prima fila per offuscare distinzioni - come quella tra giustizia e vendetta - che dovrebbero essere chiare a chiunque abbia “anche un poco di senno”, è una cosa che forse non stupisce, ma certo riempie di amarezza.
di Matteo Muzio
Il Domani, 3 marzo 2024
Sono passati oltre dieci anni dal doppio referendum di Colorado e Washington che nel 2012 legalizzò la cannabis ad uso ricreativo nei due stati. Da allora anche stati come California e New York si sono uniti a questo trend. Non mancano però problemi di overdose anche dove la depenalizzazione ha incluso tutte le droghe. Lo stesso giorno delle elezioni presidenziali del 2012, che hanno visto la riconferma di Barack Obama contro lo sfidante repubblicano Mitt Romney, in due stati americani veniva rotto un tabù di vecchia data: quello relativo all’uso ricreativo della marijuana.
di DOMENICO AGASSO
La Stampa, 3 marzo 2024
Il teologo e sottosegretario in Vaticano: “Papa Francesco è stato chiaro: i conflitti sono ingiustificabili. Anche evocare l’uso del nucleare è criminale. I 30 mila morti a Gaza sono oltre qualsiasi proporzionalità”. A colpi di bombe e missili “il puzzle del mondo si va scomponendo. Evocare un conflitto nucleare o agire in modo che questa diventi un’opzione è follia”. Parola di padre Antonio Spadaro, sottosegretario del Dicastero vaticano per la Cultura e l’Educazione. L’Alto Prelato gesuita definisce “urgente la riforma del Consiglio di sicurezza dell’Onu per riprendere in mano la “governance” della pace”.
di Paola Balducci
La Discussione, 2 marzo 2024
Il fenomeno del sovraffollamento carcerario rimane una delle sfide più urgenti e complesse che il sistema penitenziario italiano è costretto ad affrontare quotidianamente. Con una popolazione detenuta che continua a crescere - siamo quasi a quota 60.000 persone private della libertà personale - e limitate risorse a disposizione, risulta fondamentale esplorare soluzioni efficaci e anche poco popolari per ridurre la pressione sulle carceri e garantire condizioni di detenzione umane e dignitose.
di Davide Madeddu
Il Sole 24 Ore, 2 marzo 2024
Due dati ci dicono chiaramente quale sia l’approccio del nostro governo alla criminalità giovanile: da quando è entrato in vigore il decreto Caivano a settembre 2023 ci sono più minori nelle carceri, anche se il numero di reati è il medesimo dell’anno precedente, e più ragazzi appena maggiorenni stanno “scontando” la misura cautelare nelle carceri per adulti. La crescita delle presenze negli ultimi 12 mesi è fatta quasi interamente di ragazze e ragazzi in misura cautelare. Le misure cautelari personali consistono in limitazioni della libertà personale; sono disposte da un giudice nella fase delle indagini preliminari o nella fase processuale.
di Carla Forcolin*
Ristretti Orizzonti, 2 marzo 2024
Ieri, primo marzo, c’è stato un evento presso il Tribunale per i Minorenni di Venezia, di cui vale la pena parlare: è stata inaugurata la mostra fotografica “Sguardi verso l’alto. Dalla cella alla vetta”, che illustra, attraverso le belle foto di Federico Sutera, un progetto dell’APS “La gabbianella”, a favore dei giovani affidati all’Ufficio del Servizio Sociale per i Minorenni (USSM). Non è stato possibile invitare la stampa e far arrivare troppe persone oltre agli operatori del settore, su precisa e motivata volontà della Procura della Repubblica, e per questo è opportuno parlarne almeno dopo.
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