di Federica Rossi
Il Manifesto, 2 marzo 2024
Alaji Diouf vuole la revisione del processo. Ha chiesto la lista delle persone sbarcate con lui ma la prefettura ha comunicato: “Non sono stati rinvenuti gli atti”. Il Tribunale di Trapani dice di aver perso i documenti che avrebbero aiutato Alaji Diouf a smontare l’accusa di essere uno scafista, accusa che lo ha costretto in carcere per 7 anni. Il giovane senegalese è arrivato in Italia nel 2015 con un barcone con oltre 100 persone a bordo. Una volta approdati, un uomo, che non aveva viaggiato nello stesso gommone di Alaji né lo conosceva, gli punta il dito su richiesta delle forze dell’ordine. Un gesto che basta alla magistratura per riconoscerlo come la persona che ha guidato l’imbarcazione, lo scafista. E questo equivale all’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (art. 12 del Testo Unico sull’Immigrazione), aggravata nel suo caso per la morte a bordo di 8 persone e per aver agito “per profitto”.
di Alberto Simoni
La Stampa, 2 marzo 2024
Sconterà qui la pena dell’ergastolo. Chico Forti, il 65enne ex velista e produttore televisivo, condannato per omicidio in Florida sarà trasferito in Italia. Lo ha annunciato la premier italiana Giorgia Meloni con un video diffuso poco prima di arrivare alla Casa Bianca dove ha avuto un bilaterale con Joe Biden. “Sono felice di annunciare che dopo 24 anni di detenzione negli stati uniti è stata firmata l’autorizzazione al trasferimento in Italia di Chico Forti, un risultato frutto dell’impegno diplomatico di questo governo della collaborazione con lo Stato della Florida e con il governo degli Stati uniti che ringrazio. È un giorno di gioia per Chico per la sua famiglia per tutti noi lo avevamo promesso lo abbiamo fatto e ora lo aspettiamo in Italia”, ha detto Meloni. I dettagli tecnici dell’intesa non sono ancora noti.
di Marco Imarisio
Corriere della Sera, 2 marzo 2024
Alle esequie in migliaia, di generazioni diverse. Il messaggio della moglie Yulia: grazie per l’amore assoluto. All’inizio è un brusio quasi impercettibile. Il feretro viene portato fuori dalla chiesa in fretta, forse proprio per non concedere alcun tempo all’emotività, a quei gesti collettivi che rimangono nella memoria. Le voci diventano invece sempre più forti, salgono di tono, fino a formare un coro, diventano un canto collettivo. Navalny, Navalny. Nient’altro. Ma è già molto.
di Giovanni Legorano
Il Domani, 2 marzo 2024
Cresce la pressione su Israele per fare luce sull’accaduto e arrivare a una tregua. Anche gli alleati più stretti chiedono un cambiamento. Secondo le brigate al Qassam, sette ostaggi israeliani sono rimasti uccisi in un raid dell’Idf. “Tregua necessaria”, dice Guterres. Lo sdegno della comunità internazionale per quella che da molti viene definita “la strage di Gaza” è stato pressoché unanime. “Sono profondamente turbata dalle immagini di Gaza. Occorre fare ogni sforzo per indagare sull’accaduto e garantire la trasparenza”, ha scritto ieri su X, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. E ancora: “Gli aiuti umanitari sono un’ancora di salvezza per chi ne ha bisogno e l’accesso a essi deve essere garantito. Siamo al fianco dei civili, sollecitiamo la loro protezione in linea con il diritto internazionale”. Secondo le autorità sanitarie palestinesi, almeno 112 persone sarebbero rimaste uccise e più di 280 ferite nella tragedia vicino a Gaza City di giovedì, dove si è registrato il numero più alto di vittime civili da settimane.
di Angelo Picariello
Avvenire, 1 marzo 2024
“Un nuovo patto tra Stato e detenuti”. Spiega così Andrea Ostellari la sua proposta di riforma del meccanismo degli sconti di pena, che - a differenza di altre - non punta sull'aumento dei giorni previsti, ma sulla facilitazione delle procedure di accesso, con risultati attesi sia in termini di sbrurocratizzazione, sia in termini di lotta al sovraffollamento carcerario. Che potrebbe avere un forte impulso, negli auspici del sottosegretario leghista, attraverso un ricorso più massiccio e strutturato alle comunità educanti, “in grado di far uscire 20mila detenuti”.
di Daniele Mont D'Arpizio
unipd.it, 1 marzo 2024
È sempre più pesante la situazione nelle carceri italiane, mentre tra affollamento in crescita e continua a il dramma senza fine dei suicidi: 69 lo scorso anno, con un trend addirittura in aumento per il 2024. Una situazione difficile dalla quale ogni tanto sembrano emergere piccole oasi; da 20 anni ad esempio è attivo presso la casa di reclusione di Padova, nota anche come Due Palazzi, il polo universitario dell’ateneo padovano: a coordinarlo dal 2011 c’è Francesca Vianello, docente di sociologia del diritto, della devianza e del mutamento sociale oltre che direttrice del master in criminologia critica e sicurezza sociale.
di Filippo Facci
Il Giornale, 1 marzo 2024
Alla detenuta Ilaria Salis stiamo augurando di poter scontare la pena in Italia, con topi e scarafaggi e cimici in cella, uno spazio vitale inferiore agli standard comunitari, un sovraffollamento del 119 per cento rispetto alla capienza prevista (con un aumento del 3,8 per cento rispetto all'anno prima) e uno status da carcerata in attesa di giudizio condiviso col 26,6 per cento dei detenuti, in un ambiente con 85 suicidi in cella nel 2022 (ultimo dato disponibile) e il 40 per cento dei penitenziari costruito prima del 1900 o al massimo prima del 1950, senza acqua calda nel 45,4 per cento dei casi e senza doccia nel 56,7 per cento, nessuna dieta personalizzata (ad esempio in caso di intolleranza alimentare) e nessuna cura per le dermatiti: oltre alle solite, eterne e disgraziate prepotenze della Polizia penitenziaria.
di Vera Cuzzocrea*
Il Fatto Quotidiano, 1 marzo 2024
Guardiamo con preoccupazione all’aumentato ricorso alla detenzione per i minorenni che delinquono e, in generale, al cambiamento in un’ottica punitiva espresso dal cosiddetto “Decreto Caivano”. Gli stessi principi ispiratori della giustizia minorile sono per lo più traditi dal recente intervento normativo. Il processo penale minorile, introdotto alla fine degli anni Ottanta, era l’esito di raccomandazioni internazionali e di una riflessione attenta sulla devianza e sull’età evolutiva, sulla vulnerabilità e sulle risorse da potenziare, con una centralità data alla persona e al cambiamento possibile. Un processo orientato in senso educativo sui principi di minima offensività, de-istituzionalizzazione, de-stigmatizzazione e responsabilizzazione. Pensato in coerenza non con astratte ideologie, ma con evidenze scientifiche che dimostrano l’efficacia, in termini preventivi e di riduzione dei tassi di recidiva, di strategie capaci di promuovere risorse, potenzialità, competenze e occasioni di benessere.
di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 1 marzo 2024
“A fronte di una società dove esplode il disagio il carcere non è la soluzione”, dice Maria Carla Gatto, presidente del tribunale per i minori di Milano. Serve una rete tra le comunità, che devono accogliere più educatori “esperti” e mediatori, il territorio e i “tutori volontari”, persone che si prendano cura e “accompagnino” i minori stranieri non accompagnati. Non solo: servono più magistrati e personale amministrativo, “perché siamo in grande affanno”.
di Federica Petrucci*
quifinanza.it, 1 marzo 2024
Torna sul tavolo del governo il provvedimento svuota carceri, un decreto che cambierebbe le condizioni di “premialità” e gli sconti di pena per i detenuti per risolvere il problema delle celle affollate. Il dibattito sulla sicurezza pubblica è tornato al centro dell’agenda politica e potrebbe portare all’introduzione di un nuovo disegno di legge che, di fatto, propone modifiche significative al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di sicurezza pubblica e di tutela delle vittime di reati.
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