cronacadiverona.com, 2 marzo 2024
Funzionano due laboratori di Quid, una falegnameria, il forno e la produzione di marmellate. Aumento della popolazione carceraria, aumento del numero dei suicidi e anche del disagio psichico. Una progressione preoccupante che non riguarda solo Verona ma che si registra a livello nazionale. È quanto emerso dalla relazione annuale del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale Don Carlo Vinco, nel corso dell’illustrazione in aula della sua relazione annuale in merito alla situazione carceraria alla Casa Circondariale di Montorio.
di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 2 marzo 2024
Il Comune torna a lanciare un allarme sulle condizioni dei detenuti della Dozza. “Da mesi le presenze sono superiori a 800, a fronte di una capienza di 498”, segnala l’assessore al Welfare Luca Rizzo Nervo in question time che prefigura anche uno scenario con tre detenuti per cella. “Risulta evidente - sono le parole di Rizzo Nervo lette in aula dal collega di giunta Massimo Bugani - che il problema del sovraffollamento stia tornando a presentarsi in maniera assai severa. Se il trend in crescita dovesse confermarsi non possono escludersi in prospettiva anche estreme conseguenze, nel senso dell’allocazione per singola cella di tre persone, condizione che sarebbe ancora più pregiudizievole dei diritti delle persone detenute”.
di Giorgia Venturini
fanpage.it, 2 marzo 2024
“C’è una rete criminale”. Le due psicologhe e l’avvocata di Alessia Pifferi, Alessia Pontenani, sono indagate per falso ideologico e le due dottoresse anche per favoreggiamento. Il pubblico ministero chiede ora il prolungamento di altri sei mesi nelle indagini nei loro confronti per “delineare la rete criminale nel cui ambito si collocano i fatti”. Il pubblico ministero Francesco De Tommasi ha chiesto un rinvio delle indagini sulle due psicologhe che hanno seguito in carcere Alessia Pifferi, accusata di aver abbandonato la sua bambina di 18 mesi morta poi di stenti in casa. E per questo rinvio il magistrato parla di “rete criminale”: il sostituto procuratore infatti sostiene che durante il corso delle indagini su Alessia Pifferi ci sia stato un accordo per spingere il procedimento penale verso l’incapacità mentale dell’imputata.
di Domenico Agasso
La Stampa, 2 marzo 2024
Lo ha accompagnato don Francesco Pirrera, cappellano di due carceri siciliane. Il giovane recluso: “Un’esperienza da brivido. Dio c’è, nella vita si può cambiare”. È in prigione da un decennio. Deve scontare altri quattro anni di reclusione. Ma oggi Mirko vive una giornata di gioia. Ed emozioni positive forti. Detenuto nel carcere siciliano a Favignana, incontra il Papa in Vaticano grazie a un permesso premio. Lo accompagna don Francesco Pirrera, cappellano di due istituti di pena siciliani: in Vaticano sono con i partecipanti alla seconda edizione della “Cattedra dell’accoglienza”. Il giovane recluso può così abbracciare il Pontefice, a cui chiede l’assoluzione dai peccati: “Un’esperienza da brivido, proprio pazzesca - racconterà ai Media vaticani - Posso dire che Dio c’è e che nella vita si può cambiare”.
di Emiliano Fittipaldi*
Il Domani, 2 marzo 2024
Il pool dei giornalisti investigativi di Domani è finito, quasi al gran completo, sotto inchiesta. Giovanni Tizian, Nello Trocchia e Stefano Vergine sono tutti indagati dai magistrati della procura di Perugia, che di fatto imputa loro - a leggere le carte dell’accusa - una sola cosa: aver fatto bene il proprio lavoro. Che è quello di trovare buone fonti, ottenere notizie segrete sui potenti di pubblico interesse, verificarle e infine pubblicarle. A beneficio unico dei lettori e della pubblica opinione. Senza mai tenere informazioni rilevanti nel cassetto, come troppe volte capita nella nostra professione. A Domani non accade mai: la regola aurea in redazione è pubblicare sempre, e pubblicare tutto. Secondo i pm guidati da Raffaele Cantone, però, realizzare inchieste giornalistiche con l’ausilio di carte vere ottenute da fonti giudiziarie è un reato, da condannare severamente: per le fughe di notizie i giornalisti di Domani rischiano ora fino a cinque anni di carcere.
di Fabrizio Caccia
Corriere della Sera, 2 marzo 2024
Attesi nuovi cortei pro Gaza a Firenze, Torino e Roma: si temono tensioni. Ieri a Bologna vernice sulla prefettura, bruciate le foto dei politici. Bullizzati i figli di una dozzina di agenti in Toscana. Intanto proseguono le indagini sulle cariche dei poliziotti a Pisa il 23 febbraio: le autoidentificazioni per favorire l’accertamento della verità.
di Sarah Martinenghi
La Repubblica, 2 marzo 2024
Gian Carlo Caselli, ex magistrato antiterrorismo e antimafia, come valuta quello che è successo a Torino? Ad aggredire la volante della polizia è stato un gruppo di esponenti dell’area anarchica, mentre il corteo e la protesta hanno visto la partecipazione di autonomi di Askatasuna. Che lettura si può dare: c’è stata compartecipazione o una divisione dei ruoli?
di Chiara Saraceno
La Stampa, 2 marzo 2024
Il problema è reale e va affrontato: i bambini e ragazzi di origine straniera fanno in media più fatica dei nativi a scuola ed hanno tassi di abbandono più alto, soprattutto quando non sono nati in Italia, non hanno frequentato nido e scuola dell’infanzia in Italia e sono arrivati in Italia già grandicelli. C’è sicuramente un problema linguistico, ma anche più in generale di adattamento a un contesto di vita, di norme e relazioni, nuovo ed insieme di perdita di ciò che invece era noto e familiare. Il “lavoro” di questo adattamento e il bisogno di comprensione e accompagnamento sono troppo spesso sottovalutati, nella fatica mentale ed emotiva che comportano, ma anche nella loro potenzialità educativa per i bambini e ragazzi coinvolti direttamente, ma anche per i loro compagni e gli stessi insegnanti. Non va, inoltre, ignorato, che i bambini e ragazzi di origine straniera spesso condividono le condizioni di svantaggio educativo dei loro coetanei nativi più poveri.
di Graziella Balestrieri
L’Unità, 2 marzo 2024
Sono passati sette anni, sette lunghissimi anni, prima che la procura di Trapani chiedesse il “non luogo a procedere” nell’udienza preliminare contro quattro volontari dell’equipaggio della Iuventa. Imbarcazione che per sette anni, essendo sotto sequestro, non ha potuto operare in mare e salvare altre vite. Morti su morti, anni su anni, sinistra come la destra. Anni su anni, come il primo anno già trascorso dalla tragedia immane di Cutro. I deboli spinti verso il fondo, respinti, picchiati anche, e per altre strade, per altri versi cercando la pace dove pace non c’è. Ogni diritto, da quello a vivere fino a quello a manifestare, scompaiono tra le mani dei potenti, dei forti e dei manganelli. “Vigliaccherie di forti contro i deboli”, così Erri De Luca, scrittore, poeta e mente illuminata del nostro paese e non solo, si rivolge ai fatti di Pisa, ergo ai manganelli strumenti di violenza da parte della polizia contro giovani minorenni, che a volto scoperto e senza armi andavano nella direzione giusta, quella della pace e non come tv e robe varie vogliono far credere.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 2 marzo 2024
Il legale ha tenuto ieri la sua arringa conclusiva: “Accuse senza fondamento che hanno fatto il gioco delle destre. Ragazzi che si sono esposti in prima persona sono stati trattati come criminali”. L’avvocato Alessandro Gamberini di processi che hanno segnato la storia italiana ne ha seguiti tanti, da quelli per le stragi di Ustica e di Bologna fino alle vicende della Uno Bianca. Ieri ha tenuto la sua arringa conclusiva a difesa di Iuventa, dopo quelle dei colleghi Francesca Cancellaro e Nicola Canestrini. “Sin dall’inizio l’inchiesta contro le Ong era basata su manipolazioni. Avrebbero dovuto archiviarla quattro anni fa. C’è da chiedersi perché non sia avvenuto”, dice.
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