di Tiziano Grottolo
Corriere della Sera, 4 marzo 2024
Il trasferimento di Chico Forti è atteso nel giro di alcune settimane. Potrebbe scontare la pena in Trentino a Spini di Gardolo e accedere alla semilibertà. È stata nientemeno che la presiedente del consiglio, Giorgia Meloni, ad annunciare l’arrivo della firma per l’autorizzazione al trasferimento in Italia di Chico Forti. Il 65enne trentino dal 2000 sta scontando l’ergastolo negli Stati Uniti per l’omicidio di Dale Pike, un delitto per il quale si è sempre dichiarato innocente. L’iter per il trasferimento di Forti in Italia era stato avviato nel 2020 dopo che il governatore della Florida, il Repubblicano Ron DeSantis, aveva accolto un’istanza basata sulla Convenzione di Strasburgo che era stata presentata dagli avvocati del detenuto trentino. Tuttavia dopo l’annuncio dell’allora ministro degli Esteri Luigi Di Maio il procedimento sembrava essersi arenato.
di Padre Enzo Fortunato
La Stampa, 4 marzo 2024
Porto quotidianamente nel cuore, con dolore, la sofferenza delle popolazioni in Palestina e in Israele, dovuta alle ostilità in corso. Le migliaia di morti, di feriti, di sfollati; le immani distruzioni che causano dolore, con conseguenze tremende sui piccoli e gli indifesi, che vedono compromesso il loro futuro. Mi domando: davvero si pensa di costruire un mondo migliore in questo modo, davvero si pensa di raggiungere la pace? Basta, per favore! Ancora una volta Papa Francesco ci pone dinanzi il grido della pace. E lo fa nei momenti di massimo ascolto. L’Angelus domenicale. Con questo accorato appello, che negli ultimi mesi sta segnando il suo pontificato.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 4 marzo 2024
Chi sopravvive ai raid sta morendo lentamente per la mancanza di cibo. Almeno mezzo milione di persone fa i conti con la fame, un bambino su 6 è già malnutrito. Trecento, tremila, tredicimila, trentamila morti. Cento persone affamate uccise dai colpi israeliani mentre lottavano per un sacco di farina o morte sotto la calca di chi, nella ferocia della battaglia quotidiana per sopravvivere, cammina sopra gli altri per cercare di sfamarsi, di sfamare, e resta schiacciato dai camion e dalla folla. C’è un punto, nella sensibilità di chi guarda le guerre dall’agio della lontananza, in cui i numeri diventano meri segni grafici. Nessuno di noi, chiudendo gli occhi, può figurare trecento morti. Figuriamoci trentamila. Da cinque giorni, però, abbiamo nella testa l’immagine di un drone che dal cielo mostra dei punti neri che come formiche, disperate, velocissime, si avvicinano a un mezzo da Nord, da Sud, da Est, da Ovest. Quei punti neri sono esseri umani. Quell’immagine è la fame. E quella fame è il prodotto degli uomini, non del caso.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 4 marzo 2024
Mentre scrivo questo post, non so ancora se sarà stato approvato un cessate-il-fuoco e dunque l’offensiva di terra israeliana contro Rafah sarà stata, per il momento, scongiurata. Quel che è certo che l’Egitto si stava preparando all’afflusso dei palestinesi di Gaza, ma non voleva farlo sapere. A ciò si collega la campagna minatoria e diffamatoria nei confronti della Fondazione Sinai per i diritti umani e del suo direttore Ahmed Salem, residente nel Regno Unito. Le ultime minacce nei confronti di Salem risalgono a pochi giorni fa: intermediari vicini al governo del Cairo l’hanno avvertito che “sarebbe stato riportato in Egitto” se non avesse posto fine alle sue denunce; il capo di un clan del Sinai, nominato dal governo, gli ha mandato a dire che “anche se vive all’estero, è a portata di mano”.
di Irene Soave
Corriere della Sera, 4 marzo 2024
Coprifuoco notturno e stato di emergenza di 72 ore per i disordini scoppiati nel weekend dopo le maxi fughe dai due penitenziari più grandi dello stato caraibico. La polizia sui social: “Aiuto!”. Rivolta dei detenuti, la polizia arresa: una seconda prigione è stata invasa dalle gang, dopo che sabato circa 4 mila prigionieri, cioè quasi tutti, avevano lasciato il carcere di Croix-des-Bouquets, il più grande di Haiti, nella capitale Port-au-Prince che ora è controllata per l’80% da gruppi armati che mirano a rovesciare il governo.
camerepenali.it, 3 marzo 2024
L’Unione delle Camere penali delibera l’astensione dalle udienze. Nonostante l’emergenza umanitaria in atto nelle carceri imponga un cambio di passo immediato, non si è ancora registrata una chiara e netta presa di posizione del Governo volta a rimediare all’ingravescente fenomeno del sovraffollamento. L’Unione ribadisce con forza e determinazione il proprio appello al Governo e a tutte le forze parlamentari affinché si possa realizzare, tutti insieme, l’obiettivo di arrestare con efficacia il terribile fenomeno dei suicidi in carcere, con l’assoluta convinzione che “Non c’è più tempo”.
di Claudio Bottan*
vocididentro.it, 3 marzo 2024
Chi scrive ha vissuto una lunga detenzione, esperienza devastante che consente però di affrontare il tema del carcere con cognizione di causa: il punto di vista dell’inviato al fronte che racconta ciò che vive da un “osservatorio privilegiato”, alla stregua dell’inviato di guerra. “Com’è il carcere?” mi chiedono spesso gli studenti durante gli incontri a cui partecipo da anni. Venti ore al giorno accatastati in spazi stretti e in condizioni igieniche da terzo mondo, costretti a convivenze forzate che spesso generano violenza. Soprattutto, in cella non si fa niente. Completamente niente, con un tempo che scorre inutilmente, senza significato. Come dovrebbe sentirsi un essere umano che si trova a vivere questa condizione? Basta un soggiorno di pochi mesi per abbrutirsi per sempre accumulando veleno, quello che ben descrive Beppe Battaglia nel libro Processo al carcere di Aristide Donadio. L’effetto è che, così trattato, il detenuto si sentirà vittima del sistema; la revisione critica del comportamento che ne ha causato la colpa passa in secondo piano vanificando così la funzione della pena.
di Laura San Brunone
altovicentinonline.it, 3 marzo 2024
In un momento di confusione mediatica, don Marco Pozza fa luce sulla realtà delle “stanze dell’amore” che si stanno considerando per il carcere “Due Palazzi” di Padova nel quale da oltre dieci anni il prete amico di Papa Francesco opera nella parrocchia interna, smentendo le fake news e i pettegolezzi che hanno distorto la verità dietro questa iniziativa. Con un post su Facebook, il giovane religioso autore di numerosi libri, ha messo in discussione la narrativa popolare, dimostrando come facilmente le ideologie e i preconcetti possano trasformare un’idea nobile in oggetto di scandalo.
di C.V.*
L’Unità, 3 marzo 2024
Un detenuto al 41 bis scrive al deputato di Italia Viva Roberto Giachetti lamentando il fatto che gli viene impedito di iscriversi a Nessuno tocchi Caino, vedere alcuni canali TV nazionali, ascoltare Radio Radicale. Inoltre, denuncia che durante le perquisizioni alla sua cella gli viene imposto di non essere presente. Ci chiediamo. Quali ragioni di sicurezza possono giustificare il divieto di iscriversi a un’associazione come Nessuno tocchi Caino che si batte per l’abolizione della pena di morte nel mondo, per scongiurare la pena “fino alla morte” degli ergastolani ostativi e per i diritti dei detenuti ispirandosi alla più rigorosa nonviolenza pannelliana, allo stato di diritto e ai principi democratici?
di Pietro Barabino e Giovanna Trinchella
Il Fatto Quotidiano, 3 marzo 2024
“Qui arrivano i pazienti meno gestibili”. Tra le 32 Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) distribuite sul territorio italiano, la struttura di Calice al Cornoviglio, inaugurata due anni fa tra i boschi sulle alture dell’entroterra spezzino, si contraddistingue per essere l’unica destinata a pazienti provenienti da altre regioni. Le persone ricoverate e ristrette in questa struttura hanno commesso reati anche gravi contro la persona, ma sono state giudicate non imputabili al momento del fatto a causa della loro condizione di salute mentale.
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