di Anna Oliverio Ferraris
La Stampa, 6 marzo 2024
“Non avrei mai immaginato di portare via la vita a una persona, ma preferisco portarla via a quel coglione prima che lui porti via l’unica ragione della mia vita, cioè mia madre”. “Ho paura che i miei fratelli maschi copino il comportamento di mio padre”. “Spero che tutti gli uomini brucino all’inferno”. “Io non ce la farò più e l’ammazzerò”. Sono alcune delle frasi che sono state enucleate dal diario di Makka, la ragazza di diciannove anni che a Nizza Monferrato ha ucciso a coltellate il padre di cinquant’anni, un uomo che faceva boxe e arti marziali.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 6 marzo 2024
Gli atti di nascita dei bambini con due mamme non si toccano, almeno per ora. Il maxiprocesso civile di Padova si chiude con una prima vittoria per le famiglie composte da coppie omogenitoriali: il tribunale ha dichiarato inammissibili gli oltre trenta ricorsi presentati dalla procura, che chiedeva la rettifica degli atti di nascita già registrati rimuovendo il cognome della cosiddetta madre “intenzionale”, cioè colei che non ha partorito il figlio.
di Giovanna Trinchella
Il Fatto Quotidiano, 6 marzo 2024
A Padova i certificati dei bambini con due mamme non possono essere cancellati dall’anagrafe, a Milano invece sì. È il paradosso giuridico che si è venuto a creare nel giro di un mese con due verdetti sulla medesima questione: l’impugnazione da parte delle procure dei certificati su input del ministero dell’Interno in seguito a una sentenza della Cassazione a sezioni Unite che però era intervenuta sul caso di due papà. Martedì il Tribunale veneto ha respinto al mittente il ricorso in quanto la procura “non era legittimata”, mentre solo un mese fa nel capoluogo lombardo i giudici di appello, ribaltando un verdetto del Tribunale, hanno dato il via libera alla cancellazione della madre intenzionale. Abbiamo chiesto a Marilisa D’Amico, ordinaria di Diritto costituzionale alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano e prorettrice con delega alla Legalità, Trasparenza e Parità di Diritti, come è possibile che i due provvedimenti siano così in contrasto e se c’è una lesione del diritto di uguaglianza.
di Luca Liverani
Avvenire, 6 marzo 2024
È il primo gruppo dei 1.500 migranti previsti dell’accordo tra governo, Acnur, S.Egidio, Arci, Fcei. Impagliazzo: “Nuova vita in Italia”. Miraglia: “Alla guardia costiera in Libia 71 milioni di euro”. Sono sopravvissuti alla traversata nel deserto, a privazioni, a violenze nei centri di detenzione. Un viaggio terribile per fuggire da dittature o guerre: da Eritrea, Etiopia, Repubblica Centrafricana, Somalia, Sudan e Sud Sudan, dalla Palestina e dalla Siria. Sono i 97 profughi atterrati ieri pomeriggio all’aeroporto di Fiumicino con un Airbus A320 della Buraq Air decollato da Tripoli. Tirati fuori dalle carceri libiche dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, saranno accolti in Italia da Arci, Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (Fcei) e Inmp. Sono i 97 “miracolati” - tra cui ben 55 donne e 27 bambini - del corridoio umanitario frutto del protocollo firmato a dicembre dai ministeri dell’Interno, degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e da Acnur-Unhcr. Un accordo che permetterà nell’arco di tre anni a 1500 rifugiati e persone, bisognose di protezione internazionale, di essere evacuati dalla Libia (altri corridoi umanitari sono curati dalla Cei).
di Fabiana Magrì
La Stampa, 6 marzo 2024
Gelo di Hamas sui negoziati: “Il tempo sta per scadere”. L’appello di Biden a Tel Aviv: “Fermare le armi per il Ramadan, nessuna scusa per bloccare gli aiuti”. Gantz vede Blinken e Austin. La chiave per sbloccare un accordo è nelle mani della fazione palestinese e “spetta ad Hamas” la decisione di raggiungere un cessate il fuoco. L’ha detto il presidente degli Stati Uniti Joe Biden alla stampa mentre si recava da Camp David alla Casa Bianca. L’ha affermato anche il segretario di Stato Antony Blinken al fianco del primo ministro del Qatar Muhammad Abd al-Rahman Al Thani a Washington. E Israele lo sottoscrive. Il portavoce dell’ufficio del premier Avi Hyman ha ripetuto che le richieste sono sul tavolo e che manca la risposta di Hamas.
di Fabio Carminati
Avvenire, 6 marzo 2024
Un nuovo rapporto delle Ong denuncia che nel periodo delle proteste per l’uccisione di Mahsa Amini il regime ha superato del 43% l’anno precedente: è la cifra più alta dal 2015. Il principio numero uno del regime degli ayatollah è sempre lo stesso: negare, comunque. Il secondo rispondere con il silenzio ai continui rapporti che ogni anno registrano l’aumento del ricorso alla pena di morte come principale strumento di controllo della sicurezza, come gli arresti e le delazioni. I classici sistemi dittatoriali di un regime che si perpetua fondandosi sulla paura e sul capestro delle impiccagioni.
di Roberto Saviano
Corriere della Sera, 6 marzo 2024
I genitori li hanno abbandonati o sono morti, i piccoli della capitale argentina vivono esistenze misere, il loro destino è nelle mani dei volontari che cercano di salvarli dall’ultima beffa: non avere neanche un futuro. I bambini. Dei bambini si parla troppo, dei bambini si parla spesso, dei bambini si parla solo. Ci si indigna per le condizioni in cui vivono, ci si morde il labbro dalla rabbia, si versa qualche lacrima, ma poi si passa oltre. Cosa possiamo fare, eh? Cosa? Possiamo guardare, possiamo fissare lo sguardo senza distoglierlo. Sembra una frase banale, finanche patetica, ma credetemi, non lo è. Se siete qui, se state frequentando queste mie parole, allora fermatevi a guardare queste foto, sono loro le protagoniste; le mie parole sono al loro servizio e di chi le ha scattate: Valerio Bispuri. È lui, insieme ai soggetti ritratti, il protagonista assoluto di queste pagine perché è suo lo sguardo che ha catturato e raccontato tutta la sofferenza e tutto l’amore del mondo.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 5 marzo 2024
Giovanni Fiandaca è professore emerito di diritto penale all’Università di Palermo, tra gli studiosi più attenti alla pena e alle sue conseguenze. Per un lungo periodo è stato Garante dei detenuti della Regione Sicilia. Intervista al giurista, autore del saggio “Punizione” (Il Mulino): “La demagogia punitiva è una grave deriva. In prigione più autori di reato di quanto sarebbe strettamente necessario. La nostra civiltà giuridica rischia di regredire”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 marzo 2024
E l’Aiga chiede al ministro Nordio l’istituzione di un tavolo tecnico. I penalisti italiani il prossimo 20 marzo si asterranno dalle udienze e hanno organizzato una manifestazione nazionale a Roma. L’Unione Camere penali italiane nella delibera con la quale proclama la giornata di agitazione mette in evidenza come “il fenomeno dei suicidi avvenuti in carcere nei primi 58 giorni del 2024 è in continua ascesa circa uno ogni due giorni” e “appare oramai improcrastinabile un immediato intervento del governo e della politica, tutta, al fine di arginare la strage in atto”.
di Francesco Chiamulera
Corriere del Veneto, 5 marzo 2024
L’hanno trovato la mattina del primo marzo, senza vita. Magari il giovane detenuto del Due Palazzi di Padova è morto per problemi di salute pregressi, magari no. Certo che a raccontare una storia più complessiva nelle carceri, a di là dell’evento individuale, restano i numeri. Potremmo parlare dei cinque suicidi a Montorio, in soli cinque mesi, che hanno indotto gli avvocati della camera penale a proclamare lo sciopero della fame. O dei 508 reclusi a Padova, con soli 308 poliziotti, e la corsa a rimpinguare le fila con nuove assunzioni. O soprattutto del 120%: che secondo Antigone era il tasso di affollamento delle carceri venete nel 2022 (in Friuli è 136%).
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