di Chiara Roncelli
L’Eco di Bergamo, 7 marzo 2024
Sarà realizzata dall’associazione Fiab Bergamo-Pedalopolis nella Casa Circondariale di via Gleno. Sul mercato dell’usato i mezzi riparati. Una ciclofficina dentro le mura della Casa Circondariale: è questo il nuovo progetto dell’Associazione Fiab Bergamo-Pedalopolis, che da quindici anni si impegna sul territorio bergamasco per promuovere la mobilità sostenibile e diffondere l’uso della bicicletta anche negli spazi urbani. Ora l’associazione porta la sua attività anche all’interno delle mura carcerarie perché la bicicletta possa diventare un’occasione di reinserimento sociale delle persone che sono ristrette della propria libertà. “Il progetto è ancora agli albori, ma ha a tutti gli effetti preso il via - spiega Giulia Porta, presidente di Pedalopolis -. La Casa Circondariale ci ha assegnato uno spazio all’interno delle mura per allestire una ciclofficina e abbiamo portato i primi arredi, oltre che i materiali, necessari per dare il via ai lavori”.
anteprima24.it, 7 marzo 2024
Venerdì, 8 marzo alle ore 10 presso l’Istituto di Secondigliano, il Garante campano delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, in occasione della festa della donna, ha organizzato una riflessione sulla violenza di genere. Una mattinata coinvolgente, fatta di incontri, riflessioni, spunti sul tema della violenza sulle donne. L’evento, si propone di consegnare nuove chiavi di lettura e nuove informazioni, invitando i detenuti di un reparto di Secondigliano a ragionare su effetti, conseguenze e significati.
Il Gazzettino, 7 marzo 2024
Uno spazio dedicato: il progetto del Comune. Offrire uno spazio temporaneo di gioco per accogliere le bambine ei bambini che si recano nella casa circondariale di Udine a far visita al genitore detenuto e dare loro contestualmente la possibilità di giocare in sua compagnia. È l’obiettivo del progetto realizzato dall’associazione Icaro Volontariato Giustizia in collaborazione con il Comune di Udine, nell’ambito di “Una domenica in famiglia”. Da parte sua, il Comune organizzerà 9 appuntamenti, da aprile a dicembre, fornendo i giochi e i materiali necessari per allestire questi spazi nell’area adibita all’interno dell’istituto penitenziario di via Spalato, e mettendo a disposizione un operatore della Ludoteca comunale, che affiancherà i volontari di Icaro.
di Valerio Giacoia
Il Domani, 7 marzo 2024
Una squadra ancora senza nome, allenata ogni giovedì da una donna, Domenica Mimì De Miglio. L’anno prossimo la direzione della casa circondariale tenterà l’iscrizione al campionato di Terza categoria della Lega dilettanti. Saranno tutte partite in casa, ovviamente. Come fu per il team del carcere di Opera, a Milano nel 2003. Mario ha mani grandi come Gianni Morandi. Ha giocato in porta, ma giusto una partita, qualche settimana fa. Occorre fiato, bisogna pedalare anche se hai stampato sulla schiena il numero uno. Meglio i lavoretti. Si ferma, saluta, dietro si forma un capannello festante. Siamo nel lungo corridoio che porta al campo di pallone e si affaccia, dopo la cappella e il teatro - qualcuno è al karaoke sulle note di Pino Franzese, a voce spiegata intona tu me piace, saranno l’uocchie tuoje ca nun me fanno truvà pace - sulla terza sezione a trattamento intensificato.
di Alessandro Cavalieri
teleambiente.it, 7 marzo 2024
I progetti di sport in carcere sono fondamentali per il recupero dei detenuti. “I dati statistici - ha riferito il comandante della Penitenziaria di Terni - dicono che c’è un abbassamento della percentuale di recidiva per chi partecipa ad attività ricreative, sociali e sportive”. A Terni è stato presentato il progetto Sport di tutti - Carceri, promosso dal Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi attraverso il dipartimento per lo sport in collaborazione con Sport e Salute, la società dello stato per la promozione dello sport e dei corretti stili di vita. Il progetto ha l’obiettivo di promuovere la salute ed il benessere psico-fisico, facilitando il recupero dei detenuti attraverso lo sport quale strumento educativo e di prevenzione del disagio sociale, di sviluppo e di inclusione sociale, di recupero e di socializzazione.
varesenews.it, 7 marzo 2024
In scena il 21 marzo 2024 al teatro della Casa circondariale, lo spettacolo racconta la storia di un uomo arrestato e di una donna che ne è stata spettatrice. La compagnia teatrale l’Oblò Liberi Dentro, col sostegno della direzione della casa circondariale di Busto, propone una serata di teatro aperta alla cittadinanza nella sala teatrale di via per Cassano 102. Uno spettacolo che parla di carcere e vuole far conoscere la vita di chi sta in carcere.
ilreggino.it, 7 marzo 2024
Il laboratorio teatrale di Adexo si svolge nell’ambito del progetto “Libere dentro”, promosso dall’ufficio del Garante Metropolitano e curato dalla Consigliera Pari Opportunità, Paola Carbone. “Dalle donne del Mito greco all’Otto Marzo: la forte voce femminile dell’antichità parla e fa parlare le detenute dell’Istituto Penitenziario di San Pietro. Grazie al Laboratorio di Scrittura e Teatro condotto da Katia Colica per Adexo con il supporto di Antonella Tassitano di Nudm, le donne della sezione Nausicaa hanno realizzato una riflessione sulla Giornata internazionale dei diritti delle donne dando risalto a quanto la Mitologia influenzi ancora le nostre vite a distanza di tremila anni. Cassandra e Arianna, le due figure fino adesso approfondite, sono state la molla per comprendere quanto pregiudizi e stereotipi affondino le radici nel mondo antico lasciando il loro segno nella quotidianità”. È quanto si legge nella nota relativa al progetto “Libere dentro” che coinvolge le detenute del carcere di Reggio Calabria, promosso dall’ufficio del Garante Metropolitano e curato dalla Consigliera Pari Opportunità, Paola Carbone.
di Alessandra Pellegrini De Luca
ilpost.it, 7 marzo 2024
Nel cortile del carcere Marassi di Genova c’è il Teatro dell’Arca, un posto eccezionale secondo i detenuti e secondo chi lo gestisce. Sul palco di un teatro genovese un attore interpreta un operaio. Ha i capelli rasati, una tuta grigia e si muove con decisione puntando il dito contro i suoi colleghi. La fabbrica dove lavorano è stata appena venduta a una multinazionale, la cui dirigenza vuole ridurre la pausa di sette minuti in cambio del rinnovo del contratto: gli altri vogliono accettare, lui deve convincerli a lottare per avere sia il rinnovo che la pausa intera. Lo spettacolo consiste in un acceso dibattito di gruppo, in cui alla fine l’operaio riuscirà a convincere i colleghi.
di Daniela De Vita*
La Notizia, 7 marzo 2024
Odile, illustratrice salernitana, ha sempre con sé una matita e disegna da quando ne ha memoria. Il suo è un racconto al femminile: i luoghi, le sensazioni, prendono sembianze di donne. Sono personaggi sognanti, dai volti delicati che ci fanno, però, percorrere strade e storie intense e profonde con occhi leggeri. Le donne di Odile sono tutte noi, fragili, affascinanti, selvatiche, dalle cui ferite nascono e rifioriscono più forti e determinate. Proprio uno degli ultimi lavori, l’albo illustrato “Vera e la galera”, racchiude una tematica tutta al femminile che ci fa affrontare un serio problema: quello della maternità e della reclusione.
di Franco Rotelli*
Il Manifesto, 7 marzo 2024
Ho molte titubanze a pensare cosa dirvi. Perplessità che derivano dalla posizione sostanzialmente e probabilmente molto elementaristica che ho - che abbiamo - a Trieste su questa questione del “doppio binario” di giustizia, dell’imputabilità e del trattamento delle persone con problemi di salute mentale. Da molti anni, noi sosteniamo che il tema dell’incapacità totale di intendere e di volere della persona al momento di commettere il reato non esiste. Le persone non arrivano mai a questo stato di incomprensione del fatto che stanno commettendo.
- Migranti. Nel 2023 mai così tanti morti. Ultimo, un 17enne a bordo di nave ong
- Dopo Chico, occupiamoci anche degli altri 2.057 cittadini italiani detenuti all’estero
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