di Maurizio Caprara
Corriere della Sera, 8 marzo 2024
Il valore del documento: invita a riflettere sulla necessità di irrobustire i legami con l’insieme di Israele, non solo con il governante preferito. L’appello per un “accordo di cessate il fuoco” diffuso in questi giorni da personalità progressiste su Gaza va in direzione opposta a pacifismi dagli occhi bendati, indifferenti alla natura teocratica di Hamas, alla sua crudeltà, alla sua funzionalità attuale per l’espansione dell’influenza dell’Iran. Sarebbe utile che a destra e a sinistra il documento firmato tra gli altri da Giuliano Amato, Piero Fassino, Pina Picierno, Luciano Violante inducesse a riflettere sulla necessità di irrobustire i legami con l’insieme di Israele, non solo con il governante preferito di un determinato momento. “Il più drastico giudizio sulle politiche di Netanyahu non può in alcun modo tradursi nella negazione del diritto all’esistenza dello Stato di Israele”, fa presente il documento.
di Riccardo Noury*
Il Domani, 8 marzo 2024
In Messico, negli ultimi sette anni, sono stati uccisi otto giornalisti che erano registrati presso il Meccanismo per la protezione dei difensori dei diritti umani e dei giornalisti: un dato che, secondo una ricerca di Amnesty International e del Comitato per la protezione dei giornalisti, indica che quel sistema federale di protezione non funziona affatto bene. Il Meccanismo è stato creato nel 2012, dopo anni di pressioni da parte della società civile messicana, per proteggere i difensori dei diritti umani e i giornalisti sottoposti a gravi minacce e attacchi a causa del loro lavoro. Il Messico è lo stato più pericoloso dell’emisfero occidentale per i giornalisti: il Comitato per la protezione dei giornalisti lo documenta dal 1992. Dall’inizio del XXI secolo, quelli uccisi sono stati almeno 141, oltre 60 dei quali per motivi direttamente legati al loro lavoro.
di Errico Novi
Il Dubbio, 7 marzo 2024
Se c’è un luogo carico di contraddizioni, nel panorama giudiziario italiano, è la Procura nazionale Antimafia. È un ufficio molto gerarchizzato. Ha una sede importante e ben presidiata, ma ha funzioni atipiche. Di coordinamento ma non propriamente inquirenti. Eppure è un punto d’arrivo per la carriera dei grandi pm. Non solo. È un trampolino di lancio non per ulteriori approdi magistratuali, ma verso le alte sfere della politica.
di Simona Musco
Il Dubbio, 7 marzo 2024
“Non saranno 40 magistrati fuori ruolo in più a incidere sulla lunghezza dei processi”, diceva l’altro ieri il ministro della Giustizia Carlo Nordio in un’intervista al Foglio. Un concetto che due togati indipendenti del Csm, Andrea Mirenda e Roberto Fontana, sembrano non condividere, stando alla richiesta, inviata alla Terza Commissione, di “riscrivere” la circolare numero 13778 del 24 luglio 2014, in tema di trasferimenti dei magistrati, conferimento di funzioni e destinazione a funzioni diverse da quelle giudiziarie, tenendo conto dell’impatto delle toghe distaccate sul sistema giustizia.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 marzo 2024
L’avvocato Danilo Iacobacci, difensore del 34enne Giosuè Ruotolo, denuncia molte incongruenze nel processo e solo fragilissimi indizi. La stessa Cassazione, nel ricorso straordinario, ammette errori di fatto. Si può essere condannati definitivamente all’ergastolo solo tramite incerti indizi, movente poco definito e con significative prove che lo avrebbero potuto scagionare? Nove anni fa, a Pordenone, si è consumato un atroce duplice delitto. Una coppia di fidanzati, Teresa Costanza di 30 anni e il suo compagno Trifone Ragone di 28 anni, sono stati uccisi con vari colpi alla nuca mentre si trovavano nella propria auto, nel parcheggio del palasport di Pordenone.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 7 marzo 2024
Lo ha chiarito la Cassazione sentenza n. 9461 depositata oggi. Arrivano le precisazioni della Cassazione in tema di reato continuato quando ci si trovi di fronte a due procedimenti diversi relativi a reati della stessa natura. Affrontando il ricorso del presidente del Cda e legale rappresentante di una società, condannato per abbandono di rifiuti, che chiedeva l’applicazione della continuazione rispetto ad un precedente reato sempre in tema di rifiuti, la Terza sezione penale, sentenza n. 9461 depositata oggi, l’ha dichiarato inammissibile affermando che tale domanda non può essere proposta per la prima volta in Cassazione potendo semmai trovare spazio in sede esecutiva.
time4child.com, 7 marzo 2024
In un sistema carcerario dominato dalle narrazioni maschili, la vita delle donne dietro le sbarre rimane spesso poco raccontata. Abbiamo avuto il privilegio di parlare con Valentina Calderone, Garante dei diritti delle persone private della libertà di Roma Capitale, per anni direttrice della Onlus “A Buon Diritto” e parte dello staff della Commissione dei diritti umani del Senato nel corso della diciassettesima legislatura. Con la sua profonda conoscenza delle dinamiche carcerarie, ci offre un insight dettagliato sulla condizione e le sfide che le detenute del nostro Paese devono affrontare ogni giorno.
di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 7 marzo 2024
Da una parte una prospettiva più rieducativa, dall’altra un approccio più “securitario”: le indagini del pm De Tommasi con la polizia penitenziaria si allargano ad altri casi a San Vittore. Una inchiesta parallela che “ha paralizzato il lavoro nelle carceri” dal punto di vista della “assistenza psicologica” ai detenuti, come ha denunciato l’avvocata Antonella Calcaterra. Un’indagine, quella a carico di Alessia Pontenani, l’avvocata di Alessia Pifferi - la donna a processo per aver lasciato morire di fame e sete la figlia Diana di 18 mesi appena - e di due psicologhe del carcere che ipotizza i reati di falso e favoreggiamento perché, secondo le accuse, le indagate avrebbero manipolato e aiutato Pifferi, fuori dalle regole, a ottenere “l’agognata perizia psichiatrica” che l’ha comunque giudicata capace di intendere e di volere.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 7 marzo 2024
Verona, alla sbarra due dei cinque poliziotti arrestati nel giugno scorso. Non si costituiscono parte civile né il ministero degli Interni né i sindacati di polizia. Il ministero dell’Interno non si è costituito parte civile nel processo iniziato a Verona, con rito immediato, contro due dei cinque agenti di polizia del Nucleo Volanti (tra cui un ispettore) arrestati nel giugno dell’anno scorso con l’accusa di aver partecipato a vario titolo, tra il luglio 2022 e il marzo del 2023, a torture, pestaggi e umiliazioni nei confronti di persone fermate o arrestate, soprattutto immigrati, tossicodipendenti o senzatetto. Tra le accuse anche falso, omissioni di atti d’ufficio, peculato, abuso d’ufficio e l’aggravante di odio razziale.
di Ludovica Lopetti
La Stampa, 7 marzo 2024
Il ddl Nordio, pensato per tutelare i sindaci dalla “paura della firma” degli atti amministrativi sarà un colpo di spugna su tante inchieste: ecco quelle che potrebbero sparire a Torino. Dal carabiniere assenteista al funzionario pubblico che suggerisce le risposte dei quiz: sono alcuni dei soggetti che dall’abrogazione del reato di abuso d’ufficio contenuta nel ddl Nordio potrebbero tirare un sospiro di sollievo. O perché sono stati condannati in via definitiva (e allora potranno sperare di ottenere la revoca della sentenza penale di condanna, visto che le norme penali più favorevoli al reo sono retroattive) oppure perché sono imputati per lo stesso reato, destinato a scomparire dal Codice se il ddl otterrà il via libera definitivo alla Camera. Un via libera quasi scontato, visto che lo scorso 13 febbraio a Palazzo Madama il pacchetto è passato con 104 sì e 56 contrari. Un semplice tratto di penna che manderà in fumo decine di condanne e obbligherà i giudici a prosciogliere “perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato”. Ai condannati definitivi basterà inviare una semplice domanda alle Cancellerie o all’Ufficio esecuzioni penali (Uep) per ottenere la revoca della sentenza e la cancellazione dal casellario giudiziale.
- Bergamo. Una “ciclofficina” in carcere, la bici occasione di riscatto
- Napoli. Il Garante dei detenuti Ciambriello: “8 marzo, una riflessione sulla violenza di genere”
- Udine. I detenuti potranno giocare con i propri figli durante le visite
- Crotone. L’ora di calcio nel carcere. “Il pallone ci rende tutti uguali”
- Terni. Sport in carcere per recupero e reinserimento sociale dei detenuti











