di Luisa Brambilla
iodonna.it, 6 marzo 2024
Donne in carcere: la pena è più gravosa perché il sistema è pensato per gli uomini. Intervista a Micaela Tosato, di Sbarre di Zucchero. A dar vita a Sbarre di zucchero, movimento che sensibilizza su tutte le tematiche inerenti la vita carceraria, in particolare quella delle donne in carcere, è Micaela Tosato. Ha avviato l’associazione come account social nell’agosto di due anni fa e in breve tempo si è affermata come associazione che ha referenti in tutta Italia. È oggi uno dei canali che testimonia quotidianamente sulla condizione due volte penalizzante delle donne in carcere.
lospiffero.com, 6 marzo 2024
In occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, le delegazioni del Partito Radicale visiteranno diversi istituti penitenziari femminili italiani. “Quest’anno abbiamo pensato che fosse quanto mai necessario richiamare l’attenzione sulle donne detenute e sui bambini in carcere. Non è il classico modo per festeggiare la giornata delle donne ma pensiamo che sia il modo più appropriato per farlo. È un modo per cercare di porre l’attenzione sulle donne detenute, sulle loro condizioni di detenzione e per continuare a tenere aperto il capitolo della detenzione.
di Errico Novi
Il Dubbio, 6 marzo 2024
Come già avvenuto in Senato, ieri anche la commissione Giustizia di Montecitorio ha approvato un parere che suggerisce al Governo i controlli sui neo magistrati. Costa: “Ma sui fuori ruolo è un flop”. Convinto che, se già all’epoca in cui era un aspirante civilista, fossero state in vigore le verifiche sull’equilibrio delle toghe, quella scena non l’avrebbe vissuta. Magari non c’entra il fatto che anche alla Camera, come al Senato, di avvocati ce ne sono abbastanza, ma comunque ieri la commissione Giustizia di Montecitorio ha approvato analogamente a quanto era avvenuto a Palazzo Madama con il testo dell’azzurro Pierantonio Zanettin - l’invito all’Esecutivo a “valutare la possibilità” di prevedere i controlli psicologici in fase d’ingresso, cioè per i futuri concorsi, in magistratura.
di Paolo Maddalena*
Il Fatto Quotidiano, 6 marzo 2024
Mercoledì, 28 febbraio 2024, la Commissione Giustizia del Senato, nell’esprimere “parere favorevole” sul decreto attuativo della riforma Cartabia del 2022 sull’ordinamento giudiziario, licenziato a novembre dal Consiglio dei Ministri, ha inserito nel parere l’”incoraggiamento” a prevedere “test psicoattitudinali” per “aspiranti magistrati”. Questo “incoraggiamento”, che può apparire di carattere marginale, è in realtà un ennesimo provvedimento, minuto e insidioso, che inerisce a una politica perseguita da tempo dai governi degli ultimi trenta anni, ed ora, in modo davvero concludente, dall’attuale governo in carica, il cui fine ultimo è quello di concentrare i poteri in una sola persona, e dare così un colpo finale all’unità del “Popolo italiano”, e a ciò che resta del nostro “Stato comunità”.
di Giulia Merlo
Il Domani, 6 marzo 2024
“Il giornalista verifica che l’informazione sia fondata, non da dove la fonte l’ha presa”. I presunti usi illeciti di strumenti dell’Antimafia “sono stati individuati: il sistema di prevenzione funziona”. L’inchiesta di Perugia sulla presunta fuga di notizie dalla banca dati della procura nazionale antimafia vede tra gli indagati un finanziere, un magistrato e anche tre giornalisti d’inchiesta di Domani. La vicenda solleva interrogativi sul rapporto tra organi inquirenti e stampa e sulla libertà di informazione. “Un diritto che va tutelato, anche se oggetto di costante bilanciamento”, dice il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia.
di don Luigi Ciotti
Avvenire, 6 marzo 2024
Nelle ultime settimane abbiamo saputo di nuove minacce contro alcuni sacerdoti, da parte di ambienti mafiosi. E c’è chi, anche con intenti lodevoli, ha parlato di “preti antimafia”, “preti di frontiera”. Queste definizioni però non aiutano, lo dico come qualcuno che se le è viste attribuire a sua volta. Non sono d’aiuto perché fanno passare l’idea che l’opposizione al crimine organizzato sia un’opzione facoltativa, e non una necessità ovvia per chi predica il Vangelo. Noi siamo sacerdoti come gli altri, coi nostri limiti, le nostre fatiche, ma anche con la gioia di spendere la vita per dare vita. Sappiamo che testimonianza cristiana e responsabilità civile devono saldarsi, per offrire un esempio coerente di servizio alle persone. La Parola di Dio è spesso scomoda, provocante, “urticante”, come diceva don Milani, ma è parola di vita e speranza. Aveva ragione il cardinale Carlo Maria Martini nell’osservare che “missione della Chiesa è essere coscienza della società in cui vive e voce propositiva dei valori più alti e spirituali”.
di Debora Alberici
Italia Oggi, 6 marzo 2024
Neppure se ha commesso reati molto pesanti (ad esempio un omicidio), afferma la Cassazione. La patologia deve esigere un trattamento sanitario non attuabile in regime di carcerazione. Chi è affetto da una grave depressione non può scontare il carcere neppure se ha commesso reati molto pesanti, un omicidio ad esempio. La Cassazione penale, sentenza 9432 del 5/3/2024, riconosce una patologia che impedisce di vivere dignitosamente. Ad avviso della prima sezione, ai fini del differimento facoltativo della pena, ai sensi dell’art. 147, primo comma, n. 2) cod. pen., o della detenzione domiciliare ai sensi dell’art. 47-ter, comma 1-ter, Ord. pen., la malattia da cui il detenuto è affetto deve essere grave, cioè tale da porre in pericolo la vita o da provocare rilevanti conseguenze dannose, o comunque deve esigere un trattamento sanitario non attuabile in regime di carcerazione, dovendosi operare un bilanciamento tra l’interesse del condannato ad essere adeguatamente curato e le esigenze di sicurezza della collettività.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 6 marzo 2024
All’omicidio colposo stradale è pienamente applicabile l’attenuante comune dell’integrale risarcimento del danno avvenuto prima dell’avvio del processo. E, anche nel caso in cui il pagamento integrale sia effettuato dall’assicurazione, ma ne sia compiutamente dimostrata la tempestività e la riferibilità all’imputato della concreta volontà riparatoria rendendo possibile l’adempimento ante iudicium a favore delle parti offese. La Corte di cassazione con la sentenza n. 9180/2024 ha dettato un chiaro principio di diritto finalizzato a sciogliere i dubbi ancora esistenti sulla corretta interpretazione del n. 6 dell’articolo 62 del Codice penale, in particolare al fine di stabilirne l’applicabilità anche al caso in cui il reato commesso sia un omicidio.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 6 marzo 2024
Lo straniero soccorso in mare può essere legittimamente oggetto di un decreto di respingimento e di conseguenza di un decreto di trattenimento in un Centro di permanenza per i rimpatri, ma solo se viene dimostrato che le forze di Polizia che richiedono la convalida dei provvedimenti “restrittivi” abbiano compiutamente informato il migrante di tutti i diritti - quale la protezione internazionale - che egli può legittimamente azionare nell’ambito dell’ordinamento nazionale. E tale informativa va - in qualsiasi caso - compiutamente somministrata, anche quando alle prime domande degli agenti lo straniero risponda di essere “un migrante economico”. Infatti, tale dichiarazione resa a caldo dallo straniero soccorso e sorpreso a varcare illegalmente i confini nazionali non è idonea a escludere che egli in realtà sia meritevole di una forma di protezione internazionale per diversi motivi di natura umanitaria. Tale informativa quindi va comunque somministrata al momento dello sbarco in Italia ma anche nelle immediate fasi successive dell’identificazione della persona trattenuta presso un Cpr. Ciò costituisce e garantisce quel diritto - stabilito in ambito europeo - a un “effettivo ricorso” garantito allo straniero per affermare i propri diritti in base a tutti i veri dati relativi alla sua condizione.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 6 marzo 2024
Al Meucci 22 detenuti invece che 17, oltre la metà dei ragazzi ha disturbi psichici. Mai così tanti detenuti minorenni negli istituti penali a loro dedicati. È il dato del dossier Antigone dove anche il Meucci di Firenze risulta sovraffollato: 25 detenuti invece che 17 regolamentari. Secondo la ricerca sarebbe il decreto Caivano ad aver fatto alzare il numero di giovani detenuti.
- Ferrara. Mori in carcere. Il pm: “Nessun colpevole”. La famiglia: “Tentò il suicidio. Vogliamo giustizia”
- Bologna. Dall’asse fra Ima, Gd e Marchesini nuovi meccanici dal carcere
- Trani (Bat). I benefici delle api, detenuti del carcere realizzano un apiario olistico
- Modena. Il carcere di S. Anna produrrà i tortellini fatti a mano
- Milano. “Atacama 360”, a Bollate la video factory di detenuti che crea podcast e docufilm











