di Francesco Iacopino
Il Riformista, 5 marzo 2024
La vicenda giudiziaria di Beniamino Zuncheddu ha scosso la coscienza collettiva. Arrestato a 27 anni per una “strage” mai commessa, ha sopportato per 33 interminabili anni l’ingiusta privazione della sua libertà, dei suoi sogni e della sua stessa vita, consumata per metà negli angusti spazi di un istituto di pena. Un caso eclatante di mala giustizia, tutt’altro che isolato. Il caso Zuncheddu -lo sanno bene gli addetti ai lavori-rappresenta purtroppo la punta dell’iceberg del fenomeno ben più ampio e diffuso dell’errore giudiziario, nel cui genus si inquadra la inarrestabile species dell’ingiusta detenzione, costituita dal carcere preventivo, una misura cautelare somministrata ad alte dosi nei confronti di chi si trovi catapultato nel tritacarne giudiziario del nostro paese, in attesa di un giudizio.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 5 marzo 2024
Dossieraggio, intercettazioni, trojan: il filo è lo stesso: “Lo stato di diritto si protegge con nuovi equilibri tra poteri dello stato”. Una chiacchierata con il ministro della Giustizia, tra Anm, Mattarella, sfide ai magistrati e tre idee sulle carceri. Dalle parole di Mattarella alle proteste dell’Anm. Dai manganelli in eccesso alla promessa sulla separazione delle carriere.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 5 marzo 2024
Un finanziere in servizio alla Dna avrebbe passato per anni ai cronisti informazioni su ministri e altri vip contenute nei database riservati di via Giulia. Si accende lo scontro politico sull’inchiesta della Procura di Perugia su presunti accessi abusivi agli archivi informatici della Procura nazionale Antimafia, accessi “mirati” a esponenti politici e del mondo economico, dello sport e dello spettacolo. Tra i quindici indagati, il tenente della guardia di finanza Pasquale Striano, già al gruppo di lavoro della Dna preposto alle “Sos”, le segnalazioni di operazioni bancarie sospette, Antonio Laudati, sostituto procuratore Antimafia, e tre giornalisti del quotidiano Domani.
di Errico Novi
Il Dubbio, 5 marzo 2024
Nella vicenda dei presunti accessi abusivi al database della Procura Antimafia si staglia pure il paradosso dei dettagli emersi a carico di tre cronisti indagati: stavolta le vittime sono loro. Proprio al pari dei politici sputtanati da un’indagine per presunte mazzette. Va bene, siamo a uno stato delle cose talmente avanzato che non c’è bisogno del processo: ormai l’indagine sui presunti accessi abusivi nei database di via Giulia, in cui sono coinvolti, con un finanziere e un pm della Direzione Antimafia, anche tre nostri colleghi di Domani, è roba storicizzata, buona per gli archivi.
di Francesco Rigatelli
La Stampa, 5 marzo 2024
Lo scrittore ex pm: “Si può valutare l’attenuante della provocazione. Femminicidi? Il codice rosso è sufficiente, le procure lavorano bene”. Almeno due libri dello scrittore ed ex pm Gianrico Carofiglio, 62 anni, barese, ricordano il caso di Makka Sulaev, la diciottenne di Nizza Monferrato accusata di aver ucciso a coltellate il padre Akhyad Sulaev per difendere la madre Natalia. In Ad occhi chiusi del 2003, primo romanzo italiano a parlare di stalking, figura una ragazza patricida. E nell’ultimo L’orizzonte della notte è centrale il tema della legittima difesa.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 5 marzo 2024
Esisterà mai un pubblico ministero che trovi la forza per dire che non esiste giustizia a cinquant’anni dai fatti? Evidentemente non a Torino. Dove, dopo tre anni di indagini sulla preistoria del terrorismo, la procura si accinge a chiedere il rinvio a giudizio per concorso in un omicidio del 1975 un gruppetto di ottantenni delle Brigate rosse: Lauro Azzolini, Renato Curcio, Mario Moretti e Pierluigi Zuffada.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 5 marzo 2024
È durata pochi mesi la malattia che ha ucciso a 75 anni Barbara Balzerani, per anni, dopo l’arresto dell’allora suo compagno Mario Moretti, la principale dirigente delle Brigate Rosse. Inevitabilmente tutti la ricorderanno così, come un’ex terrorista, la “primula rossa” delle Br, l’unica donna presente nel commando che il 16 ottobre 1978 rapì Aldo Moro dopo aver sterminato la scorta. Oppure come l’impenitente che in occasione dei quarant’anni da quel sequestro se ne uscì con una frase che molti ritennero offensiva e inopportuna. In realtà nell’ultima e lunga parte della sua vita Barbara Balzerani è stata soprattutto una scrittrice.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 5 marzo 2024
È scomparsa ieri a 75 anni. I suoi libri utili per capire, senza giustificare, le Brigate Rosse. Nei suoi sette libri, il primo “Compagna Luna”, pubblicato nel 1998, l’ultimo, “Respiro”, l’anno scorso, Barbara Balzerani parla pochissimo dei 13 anni passati nelle Brigate rosse, dal 1975, quando scelse di arruolarsi sino all’arresto nel 1985 e poi alla dichiarazione congiunta con cui lei, Renato Curcio e Moretti, nel 1988, dichiararono conclusa l’esperienza della lotta armata in Italia chiedendo che si avviasse la ricerca di una “soluzione politica” che non è mai arrivata. Quel silenzio non vuol dire che la scrittrice scomparsa ieri a 75 anni, dopo una malattia, avesse rinnegato il suo passato o lo volesse nascondere.
lospiffero.com, 5 marzo 2024
Il Presidente del Collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale prof. Felice Maurizio D’Ettore, il 29 febbraio scorso ha incontrato a Torino il Presidente della Giunta Regionale On. Alberto Cirio e il Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte On. Stefano Allasia. Il Garante nazionale, apprezzando il lavoro svolto dalla Regione Piemonte e la sua utilità per la costruzione di reti volte al superamento delle problematiche evidenziate nell’ambito penitenziario, ha auspicato simili iniziative anche da parte di altre Regioni. “Le note criticità del sistema sanitario penitenziario si inseriscono in un contesto caratterizzato dal sovraffollamento, ma anche da altre problematiche che riguardano tutte le figure professionali coinvolte nella gestione quotidiana delle persone detenute.
reggiotoday.it, 5 marzo 2024
Luca Muglia incontra i garanti operativi sul territorio regionale e saluta con soddisfazione la nomina avvenuta a Catanzaro. Il Garante regionale dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale, Luca Muglia, ha sottolineato l’importanza e il ruolo dei garanti territoriali, evidenziando i passi in avanti compiuti negli ultimi mesi. Al garante della Città metropolitana di Reggio Calabria, Paolo Praticò, ed ai garanti comunali di Reggio Calabria e Crotone, Giovanna Russo e Federico Ferraro, si è infatti aggiunto di recente il garante comunale di Catanzaro, Luciano Giacobbe. Ma le novità non finiscono qui.
- Toscana. Piacenti spa, detenuti al lavoro nel restauro dei beni culturali
- Modena. Detenuto morto in cella, per la Procura non ci sono responsabilità
- Firenze. “A Sollicciano molti progetti per il reinserimento. Rimangono problemi nella struttura”
- Trani (Bat). Nel carcere femminile torna “Hortensia”, lo sportello antiviolenza gestito dal Cav
- Napoli. “La Giustizia adotta la Scuola”. Quarta edizione del progetto della Fondazione Occorsio











