di Claudia Cavaliere
L’Espresso, 5 luglio 2024
Nei campi lungo il confine con Israele ci sono migliaia di persone scappate dalla propria casa che arrivano soprattutto da Siria e Palestina. Vivono in condizioni precarie. Che con l’intensificarsi del conflitto a Gaza peggiorano di giorno in giorno. Quando Israele dopo nove mesi ha fatto sapere che avrebbe potuto cambiare le regole della guerra, Hezbollah aveva pubblicato un lungo video in cui si vedevano immagini aeree del porto della città di Haifa - a una trentina di chilometri dal confine con il Libano e la terza più grande del Paese - assieme alla dimostrazione della capacità di penetrare le difese aeree del vicino. L’incertezza di quello che sarà il futuro del Medio Oriente si scrive anche lungo il confine meridionale del Libano, la cui complessità è scritta in decenni di contrasti, conflitti e sopravvivenza.
di Donatella Stasio
La Stampa, 4 luglio 2024
C’è una storia paradigmatica dell’abisso in cui può precipitare il carcere al di là delle leggi, quando il clima politico volge lo sguardo a un passato mai passato del tutto, che rigurgita nonostante l’argine della Costituzione. È una storia dell’altro secolo ma di straordinaria attualità di fronte al macabro balletto del governo sull’emergenza carcere (emergenza vera, non fasulla come altre ad uso e consumo propagandistico): primo passo, moltiplicare i reati e le pene per uomini e donne, giovani e vecchi, italiani e stranieri, madri e figli, fuori e dentro il muro di cinta; secondo passo, riempire le patrie galere di poveri, malati psichiatrici e tossicodipendenti per sottrarli alla vista dei liberi e alle responsabilità di un welfare assente; terzo passo, “gonfiarsi le gote” - direbbe Filippo Turati - con parole come ordine e sicurezza per sedare proteste o dissensi, chiudendo gli occhi su pestaggi e torture; quarto passo, far “marcire in galera” chi è condannato, senza sconti, premi, nulla, altrimenti che pena è; quinto, definire “resa dello Stato” ogni misura strutturale che liberi il carcere da chi non dovrebbe starci, o poterebbe già uscirne; e per finire, la piroetta del decreto salvifico, inadeguato tanto quanto un governo incapace di capire che 49 suicidi di detenuti e 5 di poliziotti in soli sei mesi sono già una “resa dello Stato”.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 4 luglio 2024
Nessun innalzamento delle detrazioni di pena, il governo si limita ad attribuire ai pm il calcolo dei benefici. I detenuti sono 61.510 a fronte di 47.003 posti regolarmente disponibili, rispetto alla capienza regolamentare di 51.209, con 4.206 posti in meno per l’inagibilità di diverse camere di pernottamento e in alcuni casi di intere sezioni. Situazione che fa schizzare l’indice di sovraffollamento del carcere di San Vittore, per esempio, al 224,02%, con un tasso nazionale, comunque drammatico, del 130,86%. Con una situazione simile, il decreto carcere varato ieri dal governo appare come un palliativo.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 4 luglio 2024
Nessuno sconto di pena speciale e spostamento in strutture private di minori e tossicodipendenti. Il ministro illustra il testo del Cdm. “Vogliamo facilitare il trasferimento della detenzione dalla brutalità dell’istituto penitenziario alla comunità di accoglienza, fermo restando che è un regime detentivo”. Tutto come previsto: nel decreto legge fino a ieri chiamato “svuota-carceri” - per confondere i distratti - e ora ribattezzato dal governo “carcere sicuro”, approvato ieri dal Consiglio dei ministri dopo settimane di attesa e presentato dal Guardasigilli Carlo Nordio in conferenza stampa a Palazzo Chigi, non è stato aggiunto nulla di significativo ai pochi provvedimenti già noti che l’esecutivo Meloni aveva annunciato e sbandierato.
di Gabriella Cerami
La Repubblica, 4 luglio 2024
Non è lo svuota carceri, anche perché è un termine che il ministro della Giustizia Carlo Nordio non vuol sentire: “Non ho mai voluto usare né mai userò questa parola impropria e diseducativa”. E malgrado il sovraffollamento degli istituti penitenziari, nel decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri, vengono solo velocizzate le procedure per la concessione della liberazione anticipata o di misure alternative, sulla base delle leggi già in vigore.
di Patrizio Gonnella*
Il Manifesto, 4 luglio 2024
Il sovraffollamento carcerario non è una calamità naturale. È l’esito di scelte politiche repressive e illiberali. Nordio presentando il decreto legge in materia penitenziaria ha detto che non è colpa del governo se le carceri si riempiono di detenuti. Non è vero. Il sovraffollamento è il prodotto di politiche proibizioniste e repressive che vanno a colpire i più vulnerabili. Un sovraffollamento che andrà a crescere se mai dovesse essere approvato un altro provvedimento del governo che prevede in sequenza: carcere per chi protesta con il proprio corpo; carcere per chi disobbedisce alle leggi; carcere per gli occupanti di case; carcere per chi scarica materiale esplosivo dal web; carcere per le donne detenute in stato di gravidanza o con un bimbo molto piccolo; tanto carcere per chi protesta in galera con manifestazioni nonviolente di resistenza passiva. È questo, in sintesi, il contenuto del pacchetto sicurezza voluto dal governo che l’Osce ha definito un rischio per lo Stato di diritto. È in discussione alla camera dei deputati, e se dovesse essere approvato senza modifiche, ci farà tornare indietro di cento anni, ossia ai tempi di Rocco e Mussolini.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 4 luglio 2024
Il governo ha emanato un decreto che dovrebbe alleggerire le carceri che scoppiano. Ma perché le carceri scoppiano? Nel rapporto di metà anno che Antigone presenterà nei prossimi giorni abbiamo stilato un elenco dei nuovi reati e degli aumenti di pena per i vecchi introdotti dall’insediamento dell’attuale governo a oggi. Ecco perché le carceri scoppiano: l’elenco occupa pagine e pagine e copre le aree più disparate della convivenza civile.
di Simona Musco
Il Dubbio, 4 luglio 2024
Le presenze sono ormai il doppio di quelle previste: è il Dl Caivano l’origine del caos. Altro che colpa dei minori stranieri: se gli istituti penali minorili esplodono è per “merito” del decreto Caivano. Che ha reso possibile far finire negli Ipm anche ragazzini colpevoli di aver rubato una bicicletta, trasformando gli istituti in depositi di minorenni pronti a scoppiare. Ad essere convinto che il sovraffollamento sia colpa “dell’enorme aumento” di minori stranieri non accompagnati è il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Un’affermazione che si scontra contro le dichiarazioni del partito di Giorgia Meloni - recentissima quella secondo cui “grazie al governo sbarchi diminuiti del 60 per cento” - ma anche con le fotografie che arrivano dai singoli Ipm.
di Giuliano Foschini
La Repubblica, 4 luglio 2024
Giuseppe Spolzino, 21 anni. Francesco Fiandaca, 38 anni. Ali Soufiane, 19 anni. Giuseppe Santolieri, 74 anni. I nomi di questi uomini non vi diranno nulla, probabilmente. Eppure lo Stato ha contribuito a farli morire: erano sotto la custodia collettiva, in carcere, quando nei giorni scorsi sono morti. Suicidati. Giuseppe, Francesco, Ali, sono soltanto gli ultimi dei 52 suicidi che dall’inizio dell’anno si sono registrati nelle carceri del nostro Paese. Cinquantasei se si aggiungono anche i quattro agenti della Polizia penitenziaria che si sono tolti la vita, vittime anche loro delle nostre galere. Sono più di otto al mese, due ogni settimana, una strage senza precedenti: al primo luglio dello scorso anno (quando i morti suicidi in carcere furono 71), erano 33 le persone che in galera si erano tolte la vita. Stesso numero del 2022, anno nerissimo quando le persone che si ammazzarono dietro le sbarre furono addirittura 85.
di Filippo Facci
Il Giornale, 4 luglio 2024
Il caso Salis ci ha fatto indignare del sistema ungherese: noi siamo peggio. La mancanza di un decreto sulle carceri non era la causa dei suicidi, e l’approvazione di un decreto sulle carceri non ne impedirà di nuovi. Il punto è che del tema carceri importa mediamente pochissimo perché accedervi è tema da forcaioli mentre l’uscirne è tema da garantisti, e ciò che sta in mezzo (le carceri fisiche, materiali) in genere importa solo ai Radicali e ai politici che ci sono stati dentro. Poi sì, sono come i bagni per i ristoranti, danno un’idea delle cucine e del grado di civiltà di una democrazia: ma se dentro si ammazza troppa gente (rischiamo il record dal Dopoguerra) qualcosa occorre fare. Il 2022 è stato l’anno record (85 suicidi) con brutte altalene (70 del 2023, già 50 nel 2024) anche se il cinismo non ha mai fine e il vostro bisnonno potrebbe ricordarvi che solo nell’aprile 1945, in Germania, si suicidarono 3800 uomini liberi.
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