di Rete Mai Più Lager - No ai Cpr
L’Unità, 5 marzo 2024
Sul The British Medical Journal medici, psicologi, accademici sostengono la campagna lanciata da No ai Cpr, Asgi e Simm. Intanto sempre più dottori si rifiutano di certificare l’idoneità. I medici non dovrebbero dichiarare nessuno idoneo ad essere trattenuto nei CPR L’art. 3 del Regolamento Nazionale CPR del Ministero dell’Interno prevede che, per poter essere trattenuto in uno dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio italiani, chi sia trovato sprovvisto di un titolo di soggiorno valido deve prima essere certificato come idoneo alla vita in comunità ristretta sottoponendosi ad una visita.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 marzo 2024
L’Italia risulta poco incisiva nella lotta alla tratta degli esseri umani, come indicato nel rapporto del 29 febbraio scorso presentato dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani (Greta). Questo studio ha rivelato una serie di punti critici che ostacolano l’efficace applicazione della Convenzione, ratificata dall’Italia nel 2010. Nonostante alcuni miglioramenti rispetto al rapporto precedente, il quadro generale rimane preoccupante, in particolare per quanto riguarda lo sfruttamento lavorativo e sessuale delle vittime della tratta.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 5 marzo 2024
La poetessa Mahvash Sabet è stata dieci anni in carcere per avere criticato la politica dell’intolleranza, con l’accusa di avere complottato contro il Paese. Uscita dal carcere, ha potuto pubblicare le sue poesie, che sono state amate, tradotte, premiate. Mesi fa l’hanno denunciata una seconda volta. Cosa ne è delle donne iraniane di cui non si parla più? Continuano a battagliare per i tre diritti umani di cui tutti dovrebbero godere? Libertà di pensiero, di parola, di movimento? Siamo davvero condannati all’eterno presente dimenticando ogni giorno il passato più recente? Le donne in Iran continuano a protestare, a chiedere parità di diritti, e sono identificate, controllate, denunciate e spesso incarcerate nell’indifferenza generale.
di Paolo Di Stefano
Corriere della Sera, 5 marzo 2024
Pochi giorni fa Save the Children ha lanciato l’allarme: ne uccide più la mancanza di cibo che le armi. Da Gaza ci arrivano notizie sui morti per fame. Abbiamo visto tutti la corsa disperata ai soccorsi alimentari. Pochi giorni fa Save the Children ha lanciato l’allarme sulla fame diventata arma di guerra: ne uccide più la mancanza di cibo che le armi.
di Bianca Senatore
Il Domani, 5 marzo 2024
La disperazione di chi vuole fuggire dalla Striscia ha generato un business di trafficanti che promettono la fuga. Il costo è fra 5 e 7mila dollari, ma qualcuno paga anche molto di più. Molti sono truffatori che poi si volatilizzano. Il numero di telefono arriva da una chat Telegram, ma sembra un contatto sicuro. L’uomo che risponde ha l’accento egiziano e assicura che il nome in lista ci sarà. Aspetta solo l’ultimo pagamento. La comunicazione avviene tra un “agente di viaggio” e Rashid, un ragazzo palestinese che ha deciso di scappare via da Gaza. “Mi devo fidare per forza, non ho altra scelta”, confessa. “Qui tutti stanno cercando di andar via, non credo che possano rimangiarsi la parola”. Insieme alla sua famiglia, sua moglie e tre bambini, Rashid ha lasciato il nord di Gaza dopo i primi massicci bombardamenti e poi si è spostato sempre più verso sud man mano che i raid si intensificavano. Da pochi giorni ha abbandonato il campo di Al Nusairat e si è trasferito a Rafah.
di Tiziano Grottolo
Corriere del Trentino, 5 marzo 2024
Il trasferimento di Chico Forti è atteso nel giro di alcune settimane. Potrebbe scontare la pena in Trentino a Spini di Gardolo e accedere alla semilibertà. È stata nientemeno che la presiedente del consiglio, Giorgia Meloni, ad annunciare l’arrivo della firma per l’autorizzazione al trasferimento in Italia di Chico Forti. Il 65enne trentino dal 2000 sta scontando l’ergastolo negli Stati Uniti per l’omicidio di Dale Pike, un delitto per il quale si è sempre dichiarato innocente. L’iter per il trasferimento di Forti in Italia era stato avviato nel 2020 dopo che il governatore della Florida, il Repubblicano Ron DeSantis, aveva accolto un’istanza basata sulla Convenzione di Strasburgo che era stata presentata dagli avvocati del detenuto trentino. Tuttavia dopo l’annuncio dell’allora ministro degli Esteri Luigi Di Maio il procedimento sembrava essersi arenato.
di Giuseppe Spadaro*
Il Dubbio, 4 marzo 2024
Rinchiudere un minore in carcere fa crescere la sua rabbia e aumenta la nostra insicurezza. Dobbiamo sanzionare ma anche offrire opportunità di cambiamento, per consentire a chi è detenuto di capire la bellezza della legalità. Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di intervenire” per contrastare la criminalità minorile e “in considerazione della maggiore pericolosità e lesività acquisite nei tempi recenti”, così il governo ha deciso di intervenire con il decreto Caivano, andando poi ad elencare le misure applicabili dal 15 settembre in avanti. Un’emergenza nazionale, quella della delinquenza minorile, andava fronteggiata con urgenza. Il rapporto “Antigone” evidenzia, ora, a poco più di cinque mesi dalla entrata in vigore di quelle misure, una diversa ed ulteriore emergenza: la popolazione carceraria minorile è quasi raddoppiata ed in assenza di cambio immediato, condiviso e coraggioso di rotta, il rischio è che la giustizia minorile finisca col creare solo emarginazione.
di Davide Varì
Il Dubbio, 4 marzo 2024
C’è stato un tempo, un tempo non troppo lontano e magnifico, in cui l'Italia ha insegnato al mondo intero che il termine democrazia non era una parola vuota ma un impegno delle istituzioni e della comunità a non lasciare indietro nessuno. Un tempo in cui la parola “irrecuperabile” era bandita perché era ancora intatta la fiducia verso “l’uomo” e la sua capacità di cambiare. La comunità e le istituzioni erano infatti convinte che mutando le condizioni di vita sarebbe anche cambiato l'individuo.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 4 marzo 2024
“Consentire ai minori di uscire dal carcere per lavorare sarebbe un messaggio fortissimo per gli altri che sono dentro: fuori c’è il futuro”. Quando all’inizio degli anni 70 il “Beccaria” apriva i battenti don Gino Rigoldi era lì, come oggi a distanza di oltre 50 anni. “Sono ancora io il cappellano, pur avendo dato le dimissioni. Al “Beccaria” tutto è lento, don Claudio Burgio che mi sostituirà non ha fretta, perché ha tante cose da fare, la direzione è sommersa dalla burocrazia e io sono ancora vicino ai miei ragazzi”, dice don Gino con i suoi 84 anni e la voglia e l’entusiasmo di un giovanotto. In tutti questi anni ne ha visti passare tanti di ragazzi, sa bene di cosa hanno bisogno e con la sua Fondazione tra i quartieri di San Siro e Giambellino ha 15 appartamenti per chi una casa non ce l’ha.
di Luca Pianesi
Il Dolomiti, 4 marzo 2024
“Non solo un problema di droga, c'è un forte disagio esistenziale”. Per il fondatore di Exodus oggi i problemi principali riguardano la superficialità della società e il disagio nelle relazioni che continua ad aumentare. E sull'abolizione delle carceri minorili spiega: “Serve un sistema diverso per permettere ai ragazzi che hanno sbagliato di pensare alla loro colpa ma non con un atto punitivo ma bensì con un atto rieducativo”.
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