di Giuseppe Legato e Alessandro Previati
La Stampa, 19 gennaio 2024
La denuncia dei detenuti sul giornale del penitenziario. I medici non si sarebbero accorti dell’edema polmonare. La procura indaga. Stava male da giorni Andrea Pagani, il detenuto di 47 anni trovato senza vita nella propria cella del carcere di Ivrea il 7 gennaio. E adesso un’inchiesta dovrà ricostruire se e cosa potrebbe non aver funzionato perlomeno in termini di assistenza medica su un uomo che si trovava in regime di custodia dello Stato. Ciò che è certo al momento è che i detenuti del secondo piano dell’istituto di pena piemontese, hanno affidato a “La Fenice”, il giornale online del carcere, una lunga lettera per chiedere che questo episodio non passi sottotraccia. “Il caso in questione è stato preso troppo alla leggera e fatto passare per una semplice influenza - hanno scritto - ma tutti noi della sezione avevamo dubbi, perché il ragazzo faceva fatica a camminare, respirare, muoversi e negli ultimi giorni era sempre più bianco-giallastro e con le labbra viola. Fino alla settimana prima che si ammalasse, veniva regolarmente al campo sportivo e giocavamo a calcio anche per due ore senza alcun problema”.
di Carmine Perantuono
rete8.it, 19 gennaio 2024
Dal processo sulle eventuali responsabilità per il suicidio dello psichiatra Sabatino Trotta esce di scena, come richiesto anche dal PM, la direttrice del carcere di Vasto. Rinviato a giudizio l’addetto alla sorveglianza. Si è concluso con l’assoluzione perché il fatto non sussiste il processo con il rito abbreviato nei confronti del direttore del carcere di Vasto Giuseppina Ruggero, e con il rinvio a giudizio dell’assistente capo coordinatore in servizio presso la Polizia penitenziaria e addetto alla sorveglianza dei detenuti, Antonio Caiazza, l’udienza celebrata oggi dinanzi al Gup del Tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale, per il suicidio nel carcere di Vasto dello psichiatra all’epoca dirigente medico dell’Asl di Pescara, Sabatino Trotta.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 gennaio 2024
Il deputato di Italia Viva, Roberto Giachetti, ha presentato un’interrogazione parlamentare indirizzata al ministro della Giustizia in seguito all’articolo pubblicato su Il Dubbio dell’8 gennaio scorso e alla trasmissione di Radio Leopolda “Carceri, bisogna vederle” curata da Rita Bernardini, dell’11 gennaio. La vicenda, lo ricordiamo, coinvolge l’avvocato Stefano Giordano, il quale ha denunciato di essere stato aggredito da un agente penitenziario della Casa Circondariale Pagliarelli di Palermo mentre cercava chiarimenti sul mancato accredito di 450 euro su conti di tre detenuti azeri.
di Monica Cristina Gallo*
riforma.it, 19 gennaio 2024
Per parlare della situazione delle carceri in Italia vorrei partire da un esempio vicino, dalla Casa Circondariale di Torino costruita a fine anni ‘70, inizialmente denominata “Casa Circondariale Vallette” dal nome del quartiere di appartenenza e poi rinominata “Lorusso e Cutugno” in memoria di due agenti della polizia vittime del terrorismo. La struttura (costruita negli anni 70-80) negli anni 90-2000 fu ampliata con la costruzione del padiglione E (l’edificio adibito alla comunità). Le condizioni strutturali incidono sulla quotidianità degli individui che vi sono rinchiusi o che ci lavorano. Gli spazi della detenzione appaiono spesso privi di quell’attenzione progettuale atta a consentire la semplice distanza fra gli individui, una distanza affinché ognuno possa avere a disposizione lo spazio vitale necessario per il proprio benessere. Il più delle volte le camere di pernottamento sono anguste, fatiscenti e ospitano due o tre persone estranee fra loro, talvolta appartenenti a culture, tradizioni e religioni diverse.
di Valentina Rigoldi
noizona2.it, 19 gennaio 2024
In occasione di BookCity Milano 2023, nell’ambito del programma BookCity Scuole e Sociale, la Casa della Carità e il liceo scientifico “Luigi Cremona” insieme al Gruppo Carcere “Mario Cuminetti” hanno promosso l’evento pubblico “Parole di libertà”, che ha concluso un percorso formativo sulla lettura ad alta voce, che nell’anno scolastico 2022-2023 ha coinvolto studentesse e studenti del liceo Cremona. Il progetto ha avuto una durata di 6 mesi e si è articolato in una prima fase di formazione, seguita da una serie di incontri all’interno di San Vittore cui hanno partecipato studenti e insegnanti, che hanno svolto azioni di promozione della lettura nelle biblioteche dei diversi reparti della Casa Circondariale.
di Daniela Zorat
giornaledibrescia.it, 19 gennaio 2024
La parola inclusione ha oggi anche una forma tangibile. Anzi tattile. È quella di un libro scritto in braille e con disegni in rilievo creati con materiali che anche le persone non vedenti riescono a capire sfiorandoli con le dita. Non solo. A realizzare questo volume sono stati i detenuti e le detenute del carcere di Verziano che, in forma volontaria, hanno partecipato al laboratorio “Arte terapia” promosso dalle associazioni “Bambini in Braille” e “Carcere e territorio”. Un tomo che ha anche partecipato alla settima edizione del concorso nazionale “Tocca a te” e che ha ottenuto la menzione speciale “Libro del cuore”. Una copia è conservata alla biblioteca di Bologna, un’altra andrà ad arricchire la biblioteca di Sarezzo (che ne ha fatto richiesta) e altre saranno composte.
di Giulia Crivelli
Il Sole 24 Ore, 19 gennaio 2024
Del marchio di borse e piccoli accessori La Milanesa si può dire che sia nativo sostenibile, più ancora che nativo digitale, pur essendo nato a rivoluzione digitale in atto. Fin dalla sua fondazione, nel 2019, il marchio ha scelto di produrre artigianalmente - e già questa può essere considerata una caratteristica di sostenibilità sociale - e di farlo grazie all’impegno di persone, per la stragrande maggioranza donne, che vivono in Rsa o case di cura per anziani.
arezzonotizie.it, 19 gennaio 2024
“Rieduchiamo Attraverso lo Sport” è il nome che hanno dato CSI e Casa circondariale alla serie di incontri sportivi e formativi che coinvolgeranno i detenuti e il personale dipendente del carcere. Il Centro Sportivo Italiano - Comitato di Arezzo grazie al progetto di Sport e Salute presentato insieme alla Casa Circondariale “San Benedetto” di Arezzo, si è aggiudicato il progetto per effettuare le attività fisiche all’interno delle carceri italiane. Ras, ovvero Rieduchiamo Attraverso lo Sport è il nome che hanno dato Csi e casa circondariale alla serie di incontri sportivi e formativi che coinvolgeranno i detenuti e il personale dipendente del carcere.
di Francesca Di Palma
ilcittadino.ge.it, 19 gennaio 2024
I detenuti in scena a maggio con “Sette minuti” e “La parola ai giurati”. Dal 2016 nel Carcere di Marassi c’è il Teatro dell’Arca, realizzato dall’Associazione Teatro Necessario in stretta collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale; il teatro è l’unico in Europa appositamente ubicato nella cinta muraria del un carcere, al quale può accedere non solo la popolazione detenuta ma anche il pubblico dall’esterno. Per questo le regole di accesso sono molto stringenti, ma non impediscono di poter accedere per godere degli spettacoli e degli eventi che qui vengono programmati.
Il Mattino, 19 gennaio 2024
Un progetto creativo che diventa un’opportunità per parlare di sé. Il cortometraggio “Ofarja” sarà proiettato venerdì, 19 gennaio, all’interno della Casa circondariale di Secondigliano. Un pezzo di sé e del proprio vissuto, un’opportunità per ogni detenuto di trasferire la sua storia, dando libero sfogo all’estro e alla creatività, in un frammento di racconto, in un disegno in gesso su una lavagna in ardesia. Frammenti che insieme danno vita a “Ofarja”, il cortometraggio che alcuni tra i detenuti della casa circondariale “Pasquale Mandato” di Secondigliano hanno realizzato nell’ambito di un progetto in collaborazione con Art33, il Cultural Hub di Napoli Est affidatario del progetto “LievitAzione”, gestito dal Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio Civile Universale.
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