di Angela Barbieri
Il Tempo, 18 gennaio 2024
Nordio: “L’obiettivo è che almeno il 20% sconti la pena nel suo Paese. Rispetto ai posti disponibili ci sono circa 10mila unità in più”. Se teniamo conto che la maggioranza dei detenuti nelle nostre carceri è di origine straniera, se solo noi riuscissimo a far eseguire questa pena al 10 o al 20 per cento dei detenuti”, nel loro Paese, “avremmo risolto il problema del sovraffollamento carcerario, che attualmente, numericamente parlando, eccede di 10.000 unità, circa 50.000 posti disponibili e circa 60.000 detenuti”.
di Carlo Bonini
La Repubblica, 18 gennaio 2024
Con la foga dell’angelo vendicatore e una narrazione intrisa di risentimento ideologico, il ministro della Giustizia Nordio, a nome del governo e della sua maggioranza, annuncia al Parlamento il progetto di definitivo scasso di uno dei principi cardine della nostra giurisdizione (la sua unicità) e la resa del sistema penale al veleno della nostra democrazia: la corruzione e gli altri reati contro la pubblica amministrazione. Per farlo, tratteggia un quadro della nostra amministrazione della giustizia deformato da un’idea paranoide. In cui i pubblici ministeri sono monadi feroci che frugano nella vita degli individui e delle loro comunicazioni, privando presunti innocenti della loro dignità, privacy e libertà, “senza rispondere a nessuno” e in forza di “poteri incompatibili con la struttura costituzionale”.
di Giulio Baffetti
Il Riformista, 18 gennaio 2024
Il Guardasigilli lancia bordate e rivendica il ddl che cancella il reato, ma balbetta sulle condizioni dei penitenziari e sulla piaga dei suicidi. Bordate sull’abuso d’ufficio e i reati contro la pubblica amministrazione. Fin troppa timidezza sulle carceri. È un Carlo Nordio a due facce quello che illustra in Parlamento la relazione sull’amministrazione della giustizia. Si parte alla Camera. Dove il Guardasigilli comincia pacioso e paludato. Poi arrivano le stoccate, soltanto alla fine del suo intervento. Quando Nordio rivendica l’abolizione dell’abuso d’ufficio, proprio mentre il ddl che cancella il reato passa in Commissione Giustizia al Senato.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 18 gennaio 2024
Il Guardasigilli in Parlamento: “Carceri sovraffollate ma la situazione non è tragica. Oggi i poteri del pubblico ministero sono incompatibili con il dettato costituzionale”. Si dice Carlo Nordio, si intende il nuovo “toro scatenato”. In Parlamento ieri la Relazione del ministro sullo stato della giustizia è stato un continuo fuoco d’artificio. Impossibile anche solo elencare i campi dove il Guardasigilli sta operando o dove intende andare. Di sicuro non ha rinunciato alla riforma di rango costituzionale per la separazione delle carriere, anche se lui stesso ora non sa se ce la farà. “Non andremo alle calende greche, ma speriamo di avere il tempo”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 18 gennaio 2024
L’annuncio nel corso della Relazione annuale sullo stato dell’amministrazione della Giustizia in aula alla Camera. “Entro febbraio prevediamo di approvare definitivamente i decreti correttivi alla riforma penale. E a breve saranno presentati i correttivi alla riforma civile, per concludere auspicabilmente l’iter entro la primavera”. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, illustrando questa mattina la Relazione sullo stato dell’amministrazione della Giustizia in aula alla Camera.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 18 gennaio 2024
La relazione del ministro. La separazione delle carriere sarà attuata “non alle calende greche”, riflettendo su un principio: “Conferire poteri immensi al pm come capo della polizia giudiziaria mantenendo i poteri che ha, senza essere controllato, è un pericolo”. Carlo Nordio, nella relazione annuale al Parlamento, annuncia le linee di intervento che dovrebbero risolvere i problemi di una giustizia con un “buco di 1.400 magistrati” e del 40% di personale amministrativo. E si sofferma sulla riforma costituzionale chiesta con forza da FI con un’argomentazione che non piace all’Associazione nazionale magistrati: “Le parole del ministro tradiscono un’intenzione recondita: la voglia di ridimensionare i poteri del pm, che definisce “immensi” e invece sono sottoposti a continui controlli del procuratore e del giudice”, denuncia il segretario Anm, Salvatore Casciaro. E spiega: “Finora si era detto che la riforma intendeva rendere terzo il giudice. Ora invece si annuncia un controllo che, con l’introduzione della discrezionalità dell’azione penale già annunciata, non potrà che essere il controllo della politica”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 18 gennaio 2024
Alla Camera e al Senato. Il discorso sullo stato dell’amministrazione della giustizia fatto dal ministro. Uno spettacolo che si annuncia ogni volta senza repliche e che però si ripete sempre uguale. Il discorso, prima alla Camera e poi al Senato, del guardasigilli Carlo Nordio sullo “stato dell’amministrazione della giustizia” non è stato altro che il solito comizio durante il quale sono stati ribaditi i più o meno buoni propositi già noti alle cronache. Anche la rivendicazione di quanto fatto non ha impressionato, anzi. E quindi, per il loggione: Nordio considera l’abuso d’ufficio “un reato evanescente” per il quale “l’unica soluzione è abolirlo”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 18 gennaio 2024
Al nervosismo suscitato dalla notizia, il ministero guidato da Carlo Nordio ha risposto ieri con una nota, in cui si precisa che le verifiche riguardano innanzitutto gli “atti motivati dei procuratori della Repubblica circa la sussistenza dell’interesse pubblico”. Il controllo ministeriale sul rispetto della presunzione d’innocenza rientra nell’ordinaria attività di monitoraggio sugli uffici giudiziari. A precisarlo, in una nota diffusa ieri pomeriggio, è il ministero della Giustizia. Si potrebbe aggiungere: abituatevi, cari magistrati, le norme a tutela della persona accusata vanno rispettate come tutte le altre leggi dello Stato.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 18 gennaio 2024
Il Plenum approva, col solo voto contrario di Aimi, il parere sulla riforma del governo. “Si impiega più tempo a ricalcolare una prescrizione o a celebrare un processo?”. È quanto affermato ieri mattina in Plenum da Enrico Aimi, avvocato e componente laico del Consiglio superiore della magistratura in quota Forza Italia, durante il voto del parere sulla riforma della prescrizione, approvata il giorno prima dalla Camera.
di Francesca Sabella
Il Riformista, 18 gennaio 2024
Giustizia ritardata è giustizia negata, diceva Montesquieu. Potremmo apportare un piccolo cambio alla citazione del celebre filosofo e giurista francese: riforma ritardata, riforma negata. Perché della Riforma della Giustizia, nella quale liberali e garantisti, avevano finalmente intravisto uno spiraglio di speranza (quella di vivere in uno Stato di diritto e garantista!) pare essere quasi svanita nel nulla. Ogni tanto si riaffaccia, timida, dalle colonne di qualche giornale, dalle dichiarazioni del ministro Carlo Nordio.
- Marche. Allarme carceri: “Vecchie e sovraffollate”
- Napoli. Carcere di Poggioreale, inchiesta dei Pm sull’ultimo decesso
- Roma: “Seconda chance”, formazione in edilizia per 14 detenute
- Firenze. A Sollicciano scatta la “protesta del materasso”
- Cassino (Fr). Infermeria del carcere senza acqua, corrente, riscaldamento e medicinali











