di Catello Vitiello
Il Riformista, 17 gennaio 2024
All’inizio sarà positivo, ma non andrà sottovalutata la possibile dilatazione di quei reati più gravi. È vero che la scelta di abrogare radicalmente il reato di abuso d’ufficio risolve il fenomeno del cosiddetto “timore della firma”, che paralizza gli amministratori e in particolare i sindaci? In parte, sì. È certamente fondato il timore dovuto alla scarsa determinatezza della fattispecie di abuso d’ufficio descritta dal codice, in ragione del totale controllo del giudice penale sui limiti della discrezionalità amministrativa, rimessa completamente alla scelta interpretativa di chi investiga. Anche gli obblighi previsti dalla normativa sovranazionale in materia di anticorruzione non conducono a legittimare l’estrema “vaghezza” della fattispecie e, men che mai, l’arbitrio interpretativo. In realtà, la genericità della formulazione era nota al Legislatore del 1930, che scelse una formulazione indefinita che non descriveva tutti i vizi tipici degli atti amministrativi, avallata comunque dalla Consulta che preferì far prevalere il carattere abusivo della condotta sulla effettiva illegittimità dell’atto.
di Giulia Merlo
Il Domani, 17 gennaio 2024
Il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, ha fatto sapere che sono in atto monitoraggi, all’interno delle ispezioni ordinarie nelle procure di Avellino, Brescia, Cagliari, Catanzaro, Ferrara, Frosinone, Latina, Livorno, Rimini, Rovigo, Tempio Pausania, Torino e Vercelli. I monitoraggi riguardano il rispetto delle regole sul fatto che solo il procuratore capo possa parlare coi giornalisti, con conferenze o comunicati stampa, attenendosi al principio di presunzione di non colpevolezza
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 17 gennaio 2024
La creazione di Tribunali del Popolo, votati a giudicare senza contraddittorio né possibilità di difesa per l’accusato e finalizzati a erogare la pena di morte senza appello, è sempre stata una caratteristica del terrorismo. E ne sappiamo qualcosa anche noi in Italia. Questi Tribunali sono esistiti, hanno giudicato, hanno ucciso. Non c’è bisogno di ricordare Aldo Moro, la sua non è stata di certo l’unica esecuzione di quegli anni. Bisognava crederci molto, nel moto rivoluzionario contro il potere, per arrivare a uccidere. E a stabilire che la guerra è guerra, per chi ritiene di essere, appunto, in guerra. Ma il punto tragico è prima ancora del gesto di dare la morte, la pretesa di farlo, senza aver avuto investimento alcuno né da alcuno, nel nome del popolo.
di Alessandro Barbano
Il Dubbio, 17 gennaio 2024
Perché i carabinieri hanno convocato Giovanna Pedretti in caserma per interrogarla come persona informata sui fatti? È la domanda chiave, nel suicidio della ristoratrice, ancorché del tutto ignorata da media e politici, che da quarantott’ore, e da parti opposte, si rinfacciano la responsabilità della gogna, come fonte di una presunta istigazione al suicidio. Nessuno si chiede perché un cittadino debba essere convocato da un’autorità di polizia per spiegare il senso di una sua libera manifestazione di pensiero sui social, ancorché non veritiera, ancorché forse mossa dal bisogno di farsi pubblicità. In Italia la bugia è forse diventata un reato?
di Tiziano Barone*
cliclavoroveneto.it, 17 gennaio 2024
Con il “Progetto Carceri”, Regione del Veneto, Veneto Lavoro e Prap portano i Centri per l’impiego all’interno degli Istituti penitenziari della regione e promuovono percorsi di formazione e reinserimento socio-lavorativo. La Regione del Veneto, Veneto Lavoro e il Prap (Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria) del Triveneto hanno avviato una collaborazione che, nel corso del 2023, ha portato Veneto Lavoro ad entrare negli Istituti penitenziari della regione con il “Progetto Carceri”, un’iniziativa sperimentale per il reinserimento socio-lavorativo delle persone detenute. Il progetto, in particolare, mira a definire un nuovo modello veneto per il reinserimento delle persone in stato ristretto, basato su un approccio inclusivo e fondato sull’integrazione pubblico/privato, grazie all’avvio di collaborazioni tra Centri per l’impiego, Enti di Formazione che già operano negli Istituti penitenziari e Cooperative e imprese interessate ad assumere persone detenute.
Il Dubbio, 17 gennaio 2024
Il carcere di Poggioreale è stato recentemente scosso da un tragico evento: un detenuto di 40 anni ha deciso di togliersi la vita, nonostante fosse stato sotto osservazione per rischio suicidario per oltre un anno. Il Garante regionale Samuele Ciambriello ha commentato l’accaduto, evidenziando la complessità delle questioni che circondano la salute mentale di coloro che si trovano dietro le sbarre.
di Melina Chiapparino
Il Mattino, 17 gennaio 2024
Un’emergenza nell’emergenza. È la popolazione di detenuti con disturbi psichiatrici nel carcere di Poggioreale, a Napoli, dove, in poco più di 24 ore, si sono consumati due suicidi in cella. La statistica delle morti all’interno della casa circondariale napoletana Giuseppe Salvia dall’inizio del nuovo anno, è ancora più drammatica alla luce di un terzo episodio. La morte di un 32enne che precede di qualche settimana le due impiccagioni avvenute tra il 15 e il 16 gennaio e, sulla quale, la Procura ha avviato un’indagine contro ignoti per omicidio. Il filo che unisce i tre decessi avvenuti nell’istituto penitenziario è la sofferenza psichiatrica che accomunava i detenuti e che, inevitabilmente, è diventata e continua ad essere per molti reclusi, la seconda grave emergenza nel sovraffollato carcere di Poggioreale.
di Antonio Pio Guerra
Corriere Adriatico, 17 gennaio 2024
Ancora Montacuto nel mirino. Stavolta la denuncia arriva direttamente dalle celle della Casa circondariale. “È scoppiato un caso di tubercolosi e sono tutti nel panico” si legge in una email recapitata al nostro giornale nella giornata di ieri. Poche righe scritte dalla figlia di un detenuto, corredate però da due pagine in stampatello e firmate “a nome dei detenuti di Montacuto”. Due fogli a righe, scritti con la penna blu ed a tratti evidenziati in verde per rimarcare i concetti più importanti. A partire proprio dal caso di tubercolosi accertato.
cittadellaspezia.com, 17 gennaio 2024
Nella seduta di ieri, lunedì 15 gennaio, il consiglio comunale ha deliberato l’approvazione del regolamento per l’istituzione del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. Nelle scorse settimane la Giunta Comunale, guidata dal Sindaco Pierluigi Peracchini, aveva deliberato, su proposta dell’assessore Manuela Gagliardi, l’avvio dell’iter amministrativo per l’istituzione di questa figura che dovrà rappresentare un punto di riferimento delle persone attualmente recluse nel carcere cittadino e dovrà essere il collegamento tra la casa circondariale e le istituzioni per la promozione di percorsi di reinserimento, nell’ottica del recupero della persona favorendo un percorso per l’inserimento sociale e lavorativo.
reggiotoday.it, 17 gennaio 2024
Grande partecipazione per un evento che è il primo per quanto riguarda la prevenzione e quindi il diritto alla salute all’interno degli istituti penitenziari. Il commissario dell’Asp Lucia Di Furia, il garante dei detenuti Giovanna Russo e il direttore degli Istituti penitenziari di Reggio Calabria Giuseppe Carrà hanno presentato, lunedì scorso, un’iniziativa prima in assoluto per quanto riguarda gli istituti penitenziari in Calabria. La possibilità di fare prevenzione all’interno degli istituti come si sa, ma già rispetto al diritto della salute, all’interno di luoghi della privazione della libertà personale appare spesso una chimera a fronte delle quotidiane emergenze che il sistema penitenziario affronta. Non è così a Reggio Calabria dove si vuole costruire un modello virtuoso.
- Cremona. Sovraffollamento del carcere, l’allarme del Garante: è al 137,5%
- San Gimignano (Si). Scrittura creativa, un corso per i detenuti
- Il silenzio e l’esempio contro lo strepitare della disinformazione
- Suicidio assistito: il discorso perfetto di Zaia, che perde la sfida sul fine vita
- Migranti. In Albania soltanto gli uomini. Screening a bordo delle navi











