di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 14 maggio 2024
Sento con inquietudine che si sta avvicinando un’epoca in cui le domande sono considerate solo moleste e fuori luogo. Chi ha la verità in tasca alza una bandiera e pretende che tutti seguano. Mi fa pensare alla furia misteriosa dei piromani. Mi sveglio con l’angoscia e solo mettendomi al computer mi distraggo concentrandomi su altri temi. Ma quello che sta succedendo nel mondo mi riempie la testa di domande a cui non so dare risposta. Perché la ragione che ho imparato ad amare leggendo Hume e Voltaire, Croce e Beccaria viene dileggiata come se fosse un attrezzo minore dell’intelligenza umana? Perché la scienza viene disprezzata, e la laicità e la democrazia stanno diventando realtà da modificare e restringere? Perché la riflessione condivisa viene vista come un tradimento e la voglia di conoscenza e di scambio fanno sbuffare?
di Don Antonio Mazzi
Corriere della Sera, 14 maggio 2024
Noi educatori, insegnanti e operatori sociali non possiamo più obbedire ad uno Stato e a un governo che sta riducendo la scuola e le strutture di rieducazione e di recupero a “polveriere” o peggio ancora ad ambienti quasi-psichiatrici. Credo che per noi educatori, insegnanti ed operatori sociali, siano arrivati i tempi della disobbedienza come virtù civile. Non possiamo più obbedire ad uno Stato e ad un Governo che sta riducendo la scuola e le strutture di rieducazione e di recupero a “polveriere” o peggio ancora ad ambienti quasi-psichiatrici. Viene spudoratamente offesa la parte più essenziale e scientifica del “nostro lavoro”. Accettare che ragazzi delle Medie siano già catalogati con doppie diagnosi e che abbiano costante bisogno dello specialista, significa negare tutto quello che abbiamo studiato e i motivi per i quali siamo entrati in un’aula o in una esperienza sociale.
di Giuseppe Allegri
Il Manifesto, 14 maggio 2024
È finito evocando la retorica degli infiltrati e della strumentalizzazione del dissenso, il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza convocato sulle proteste universitarie contro il massacro a Gaza. Invece di interloquire con studenti e docenti in mobilitazione, sembra voler soffiare sul fuoco della militarizzazione delle università. Convocato dal ministro dell’Interno Piantedosi e dalla ministra dell’università e della ricerca Bernini, il comitato è stato disertato dalla presidente della Conferenza dei rettori Iannantuoni, al suo posto il vice Francesco Bonini, rettore della Libera università Maria Ss. Assunta (Lumsa), con magnifica sede a due passi dal Vaticano.
di Luca Monticelli
La Stampa, 14 maggio 2024
Nel 2024 già 400 segnalazioni, oltre 90 al mese. Il direttore del Museo della Brigata ebraica: “Dalle università alle tv, è ora di abbassare i toni”. La senatrice Liliana Segre non si aspettava questa “ondata spaventosa di odio”. Dopo il 7 ottobre gli ebrei italiani sono costretti a vivere in un clima ostile, i casi di antisemitismo sono triplicati rispetto al passato. Segre racconta di ricevere “minacce pazzesche”, ma le intimidazioni e gli insulti raggiungono tanti cittadini di religione ebraica che “non c’entrano niente con le decisioni politiche di Israele e magari non le condividono”, sottolinea la senatrice sopravvissuta ad Auschwitz.
di Davide Grasso*
Il Fatto Quotidiano, 14 maggio 2024
Venerdì 10 maggio l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato a stragrande maggioranza per il riconoscimento della Palestina come stato membro delle Nazioni Unite. Si tratta di un voto storico, che fotografa una realtà sempre più evidente: gli Stati Uniti sono sempre più isolati nel contesto internazionale, e la loro potenza potrebbe fondarsi su una concezione datata dei rapporti di forza culturali ed economici internazionali.
di Michele Giorgio
Il Manifesto, 14 maggio 2024
È il primo operatore straniero delle Nazioni unite ucciso dal 7 ottobre. Halevi: siamo come Sisifo, attaccheremo ovunque. Stop agli aiuti, oltre ai camion Israele blocca anche i lanci con i paracadute. È un cittadino straniero l’operatore umanitario delle Nazioni unite ucciso ieri da spari partiti, denunciano con forza i palestinesi, da postazioni israeliane contro un’auto dell’Onu diretta allo European Hospital, tra Khan Yunis e Rafah. Si tratta del primo membro straniero delle Nazioni unite ucciso a Gaza dal 7 ottobre. Nel chiedere con fermezza un’inchiesta immediata sull’accaduto, il Segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha ricordato che 190 dipendenti delle Nazioni unite sono stati uccisi da bombardamenti israeliani. Un’altra persona, pare una donna, è stata ferita. I due viaggiavano su un veicolo con la bandiera delle Nazioni unite e con i segni identificativi. Hamas parla di due morti. La vittima era un membro dello staff del dipartimento di Sicurezza e Protezione dell’Onu (Dss). Tel Aviv ieri affermava che non è chiaro se a sparare siano stati i soldati israeliani. L’accaduto non potrà non rilanciare le tensioni tra Israele e la comunità internazionale seguite all’uccisione, circa due mesi fa, di membri (6 stranieri e un palestinese) della Ong World Central Kitchen, colpiti da attacchi di droni sulla strada costiera di Gaza.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 14 maggio 2024
La denuncia del presidente Francesco Greco dopo il violento arresto della legale tunisina. L’arresto dell’avvocata tunisina Sonia Dahmani viene duramente condannato dal Consiglio nazionale forense. Il presidente del Cnf, Francesco Greco esprime “forte preoccupazione” per quanto accaduto sabato scorso negli uffici dell’Ordine nazionale degli avvocati della Tunisia, dove alcune persone incappucciate hanno prelevato Dahmani. L’avvocata si trovava presso l’Ordine forense tunisino, quando le è stata notificata la convocazione a comparire davanti all’autorità giudiziaria.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 13 maggio 2024
Il numero di reclusi negli “Ipm”, gli “Istituti penali per i minorenni”, è passato dai 835 del 2021 ai 1.143 del 2023. Alle politiche punitive inadeguate si sommano negligenza e disinteresse per le condizioni di vita dei giovani detenuti e per il loro recupero. Nel complesso quadro del sistema penitenziario italiano, le carceri minorili erano un tempo considerate un faro di speranza, rappresentando un modello educativo e socializzante volto al recupero dei giovani nel tessuto della società. Tuttavia, gli ultimi anni hanno gettato un’ombra cupa su questo scenario, evidenziando un declino allarmante che ha portato al caos istituzioni, un tempo di prestigio, come il celebre Beccaria di Milano.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 13 maggio 2024
Parla la deputata dem Michela Di Biase: “Il decreto Caivano porterà in carcere molti più minori rispetto agli anni precedenti: nessuno pensa al loro recupero”. Aumento delle pene detentive e delle sanzioni disciplinari per ristabilire l’autorità, nelle scuole, nelle piazze, persino nei party danzanti: le politiche del governo per i giovani hanno un sapore chiaramente proibizionista come mostra la pioggia di decreti ad hoc degli ultimi mesi. Una linea che la deputata del Partito democratico Michela Di Biase contesta alla radice, sia dal punto di vista morale che, cifre alla mano, da quello pratico.
di Simona Musco
Il Dubbio, 13 maggio 2024
“I minori potrebbero essere quasi tutti recuperati se solo lo stato riuscisse ad arrivare in tempo, prima che la scelta di delinquere si trasformi in una via senza ritorno”. La repressione da sola non basta, ciò che conta, con i minori, è prevenire. A dirlo è Sebastiano Ardita, procuratore aggiunto di Catania, secondo cui “occorre far comprendere a tutti che il trattamento penitenziario non è una vacanza, ma un diritto che comporta sacrifici per coloro i quali vi partecipano”. E su quanto accaduto all’istituto per minori “Beccaria”, il magistrato ha le idee chiare: degenerazioni come quella, spiega, “non sono frutto del caso, ma conseguenze prodotte da un insieme di scelte sbagliate che stanno piuttosto a monte”.
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