La Repubblica, 15 gennaio 2024
Giovani tra i 18 e i 29 anni non compiuti da inserire nel proprio organico. È stato pubblicato il bando per il Servizio Civile Universale 2023-2024. Quattro i posti disponibili per lavorare con Bambini senza sbarre Ets nel settore “Minori e giovani in condizioni di disagio o esclusione sociale”. Bambinisenzasbarre cerca 4 giovani, tra i 18 e i 29 anni non compiuti, da inserire nel proprio organico. Il termine per presentare la propria candidatura scade alle 14 del 15 febbraio 2024. La domanda deve essere presentata utilizzando lo SPID e collegandosi alla piattaforma DOL, allegando il CV. I percorsi di servizio civile inizieranno nel mese di maggio 2024.
di Donatella Stasio
Il Dubbio, 15 gennaio 2024
La riforma dell’abuso d’ufficio toglierà alla magistratura il controllo sulla Pubblica amministrazione. Non sarà più reato pagare una persona affinché “spinga” per far vincere un concorso a un amico. È ben più di un colpo di spugna. Il combinato disposto abrogazione dell’abuso d’ufficio e riscrittura del traffico di influenze illecite - contenuto nell’articolo 1 del Ddl Nordio, votato dalla maggioranza con l’ausilio di Italia Viva - è purtroppo l’ennesimo esempio della cultura autoritaria del governo Meloni, che taglia le unghie ai poteri di controllo e di garanzia e conferisce alla pubblica amministrazione un potere quasi sovrano, e insindacabile, nei confronti del cittadino-suddito, abbandonato di fronte a vessazioni, favoritismi, prevaricazioni. Un arretramento dello stato di diritto. Non solo cadranno processi in corso e condanne definitive ma grazie alla presunta riforma diventeranno leciti comportamenti odiosi, anche rispetto all’integrità della pubblica amministrazione, la cui discrezionalità dev’essere orientata alla tutela dell’interesse pubblico, non di quello privato. Un segnale devastante. Con buona pace della questione morale.
di Liana Milella
La Repubblica, 15 gennaio 2024
Alla Camera da domani in discussione il nuovo sistema che sarà approvato con il pieno appoggio di Azione e Iv. Perfino l’attuale Csm - proprio quello che vede come vicepresidente il consigliere laico leghista Fabio Pinelli, e con una solida maggioranza, tra laici e togati, di centrodestra - non può fare a meno di bocciare l’idea della maggioranza, con il solito appoggio di Azione e Italia viva, di cambiare per la quarta volta in cinque anni la prescrizione. Farà saltare il Pnrr, ma loro vanno avanti lo stesso.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 15 gennaio 2024
Zero regole, molte suggestioni e fughe di notizie: nelle carte che passano dalla polizia giudiziaria alle procure (e poi ai giornali) la presunzione d’innocenza è ancora un miraggio. Nell’ormai annoso (e quanto mai ripetitivo) dibattito sulle intercettazioni telefoniche e sulla loro divulgabilità o meno nella fase delle indagini preliminari, si dimentica spesso di ricordare l’importanza che da tempo hanno assunto le informative di reato redatte dalla polizia giudiziaria.
di Valerio Murgano*
Il Dubbio, 15 gennaio 2024
Mentre doverosamente si discute sugli interventi legislativi finalizzati a limitare la divulgazione del contenuto delle ordinanze cautelari, non ci si avvede che qualcosa di più grave è già avvenuto: il potere giudiziario è stato appaltato agli apparati di pubblica sicurezza, con buona pace dei garantisti o presunti tali. Il governo del potere punitivo dello Stato, esercitato dagli apparati di polizia, è qualcosa di diverso dall’arbitrio interpretativo del giudice e dalle pulsioni populiste del legislatore, perché li trascende.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 15 gennaio 2024
Fughe di notizie, processi sui giornali prima di andare in aula, distrazione di massa usando nomi di terzi non indagati, norme che vengono aggirate: ne parliamo con Oliverio Mazza, Ordinario di Diritto processuale penale all’Università degli studi Milano.
di Alessandro Barbano
Il Foglio, 15 gennaio 2024
Delle intercettazioni nascoste. La storia che vede protagonista l’avvocato Giuseppe Milicia assomiglia a una indomita resistenza. È la storia di un’inchiesta e di un processo nella cronica asimmetria tra chi accusa e chi si difende. Qui si racconta una guerriglia. Altro che parità tra accusa e difesa. Altro che prova che si forma nella dialettica tra le parti. Qui si racconta una guerriglia vietnamita, dove il pm fa la parte degli americani e all’avvocato è riservata la sorte dei vietcong. Se vuole salvare il cliente, e talvolta se stesso, l’avvocato deve sgusciare, come avrebbe detto Mao Zedong, con la velocità di un pesce nell’acqua, colpire il nemico con agguati a sorpresa, per poi sparire nella boscaglia. In un’azione penale fatta di sole intercettazioni, è il loro possesso a fare la differenza. Il pm le intercettazioni le detiene, le assembla e le dosa a suo piacimento. Le nasconde. L’avvocato deve scovarle dall’arsenale in cui sono custodite e disinnescarle, come si fa con le mine. È una corsa contro il tempo, fatta di astuzia e spregiudicatezza. Vista dall’esterno, può turbare o, addirittura, sconvolgere. Perché sotto il sagrato dove la giustizia celebra sovrana la catarsi della verità, si menano colpi bassi senza alcun rispetto delle regole. Ma questo è il processo lasciatoci in dote dai guardasigilli Orlando e Bonafede, ritinteggiato dalla Cartabia, come si fa per rinviare una ristrutturazione. Eppure rimasto lì, nella sua cronica asimmetria tra chi accusa e chi si difende. Prendere o lasciare. Attrezzarsi o soccombere.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 15 gennaio 2024
Rosa, Olindo e gli altri. Ci sono casi in cui lo stato di diritto, per esigenze mediatiche, è andato a farsi benedire. Le colpe di un sistema giudiziario che a forza di utilizzare la tecnica dello “smarmella tutto” ha mostrato una incapacità di fare indagini sul campo. Fuggite dalla fuffa e concentratevi sulla ciccia. E la ciccia in fondo è tutta qui: le indagini, bellezza. Ci sono due modi diversi di leggere le notizie relative al caso Erba e alla possibile revisione del processo. L’approccio numero uno, molto progressista, porta a pensare che i magistrati abbiano sempre ragione e che dunque ogni rumore di fondo che arriva all’interno di un’indagine sia una distrazione dalla verità rivelata.
di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 15 gennaio 2024
A giudicare da un certo modo di raccontare questa storia, sembra quasi che i precedenti verdetti in primo, secondo e terzo grado siano già carta straccia. L’avevamo già detto una volta ma ora tocca ripeterlo: attenzione ai facili entusiasmi. Più in alto si salta per esultare, più grande rischia di essere il tonfo in caso di caduta. È un consiglio per gli innocentisti esaltati del caso Erba: prudenza. Gli ergastolani Olindo e Rosa hanno ottenuto la revisione del processo: buon per loro. Un punto a favore della difesa. Ma - promemoria per chi li vorrebbe già liberi - prima di vederli passeggiare per le vie di Como (come fecero la sera dell’11 dicembre 2006 mentre la casa della strage andava a fuoco) serve una cosuccia al momento non a portata di mano: una sentenza di assoluzione che regga fino all’ultimo grado di giudizio.
di Lucandrea Massaro
romasette.it, 15 gennaio 2024
Il tasso di sovraffollamento medio in Italia è del 127%, nel Lazio del 138%. Il garante regionale: “La detenzione non può essere il surrogato dei servizi sociali”. Sul sito del Garante dei detenuti del Lazio si legge che alla fine del 2023 “il numero di detenuti presenti negli istituti penitenziari del Lazio è stato pari a 6.537, con un incremento di 604 unità rispetto ai 5.933 di inizio anno”. Vale a dire che il tasso di crescita è stato +9,4%.
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