di Mario Di Vito
Il Manifesto, 16 gennaio 2024
La procura di Lodi ha aperto un fascicolo, intanto infuria la polemica politica. Un fascicolo modello 45, “conoscitivo”, cioè senza ipotesi di reato né indagati. Dietro l’accapigliarsi sui social e le immancabili interrogazioni parlamentari, al momento, l’unico elemento certo sulla morte di Giovanna Pedretti è il lavoro che sta facendo il procuratore di Lodi Maurizio Romanelli: acquisire informazioni, capire qualcosa di più della dinamica del fatto. C’è una Fiat Panda rossa sequestrata e tenuta in custodia dai carabinieri. La donna, il cui corpo è stato ritrovato su una delle sponde del Lambro, avrebbe viaggiato da sola a bordo dell’auto e, a quanto si apprende, la tappezzeria è macchiata di sangue.
di Chiara Daina
Corriere della Sera, 16 gennaio 2024
Diventare grandi a volte è un percorso a ostacoli che può bloccare. Aspettative dei genitori, giudizi dai social e la voglia di trasgredire. Ma i ragazzi possono uscirne. Quella dei nativi digitali (nati tra la fine degli anni novanta e i primi anni duemila) è una generazione sempre più esposta ai rischi della rete. Secondo uno studio promosso dal Dipartimento delle Politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri e dal Centro nazionale dipendenze e doping dell’Istituto superiore di sanità, su un campione di più di 8.700 studenti tra 11 e 17 anni, il 2,5% (circa 99.600 studenti italiani) presenta caratteristiche compatibili con una dipendenza da social media e il 12% (circa 480mila studenti) è a rischio di sviluppare un disturbo da uso di videogiochi. Inoltre, l’1,8% degli alunni delle medie (circa 30.175 adolescenti delle scuole medie) e l’1,6% di quelli delle superiori (circa 35.792 ragazzi) sono arrivati a vivere una condizione di isolamento sociale volontario nella loro camera (hikikomori), con prevalenza più alta tra le ragazze.
di Silvia Morosi
Corriere della Sera, 16 gennaio 2024
Corsi online e libri per 680mila studenti negli ultimi tre anni. L’iniziativa #cuoriconnessi promossa da Unieuro e Polizia di Stato. Marco Titi: “La tecnologia è importante ma va gestita con un uso consapevole”. “Non accettare passivamente tutto ciò che leggiamo o vediamo online”; “non condividere immagini intime ed evitare sempre di offendere altre persone”; “chiedere aiuto per trovare la soluzione del problema”. E ancora, “mai dimenticare che il mondo online è formato da altri esseri umani”. Sono questi tre dei punti del “Decalogo contro il cyberbullismo e ogni forma di violenza” ideato da oltre mille studenti di tutta Italia e presentato a Roma presso l’istituto Virgilio. Dieci regole raccolte in un Manifesto volto a contrastare tutte le forme di discriminazione in rete (dal cyberbullismo al body shaming fino al sexting), realizzato all’interno di #cuoriconnessi. Il progetto, nato nel 2016 dalla collaborazione tra Unieuro e Polizia di Stato, vuole aiutare i ragazzi a riconoscere le situazioni di rischio, trovare la forza di parlarne con genitori e insegnanti, promuovere un uso corretto della tecnologia. “I ragazzi hanno raccolto l’invito contenuto nella Storia di Madi, dispensa a fumetti in cui una giovane è vessata per il suo aspetto fisico ed è vittima di body shaming. Si sono, quindi, trovati in estate a riflettere su questi temi e insieme hanno elaborato norme di comportamento e consigli per stare in rete in modo corretto e rispettoso”, spiega Marco Titi, direttore marketing di Unieuro.
di Luca Martinelli
Il Manifesto, 16 gennaio 2024
A Roma, Torino e Venezia: denunce e fogli di via per Extinction Rebellion. Per il governo italiano chi protesta contro le politiche pubbliche che non fermano emissioni, fonti fossili e cambiamento climatico è un nemico. E per combatterlo ha scelto la strada dell’ordine pubblico: a cavallo tra la fine del 2023 e il 2024 ha visto notificare ad attivisti di Extinction Rebellion un centinaio tra denunce, fogli di via e avvisi orali. La loro colpa? Aver partecipato ad azioni del movimento negli ultimi mesi. La grandinata l’aveva annunciata il vicepremier Matteo Salvini, che pure dovrebbe occuparsi di infrastrutture: “Multe e carcere per questi vandali”, a dicembre aveva detto all’indomani dell’azione nelle acque del Canal Grande e in altri fiumi e canali d’Italia.
di Flavia Amabile
La Stampa, 16 gennaio 2024
Il ministro dell’Istruzione e del Merito: “C’è la ferma volontà di ridare valore al voto di condotta. Sul colloquio orale della maturità terremo conto delle criticità emerse lo scorso anno”. Un nuovo fronte rischia di aprirsi nel mondo della scuola, è l’istruzione per stranieri. È il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ad ammettere che, su questo versante, le cose non funzionano e “occorrono forme diverse”.
di Valentina Maglione e Serena Uccello
Il Sole 24 Ore, 15 gennaio 2024
Cresce l’area penale, con l’aumento dei detenuti e anche di chi sconta l’esecuzione fuori dal carcere. Sono arrivate a quasi 85mila a fine 2023 le persone che scontano la pena all’esterno: +40% rispetto al 2019, mentre i detenuti sono tornati quasi ai livelli pre-pandemia, con 60.166 presenze al 31 dicembre scorso, a fronte di una capienza degli istituti di 51.179 posti.
di Valentina Maglione
Il Sole 24 Ore, 15 gennaio 2024
“Ecco, apro il file, così leggiamo i numeri aggiornati: ad oggi, 14 gennaio, le persone in misure alternative sono 85.388. I detenuti sono 60.323. Quindi se li sommiamo, arriviamo a 145.711, numero che delinea la misura dell’area penale oggi. Se io prendo lo stesso dato riferito al 2016, che è l’anno in cui ha avuto inizio il mio mandato, il numero è di 98mila. L’aumento è evidente. Un incremento che non corrisponde alla crescita del numero di reati”.
di Serena Uccello
Il Sole 24 Ore, 15 gennaio 2024
La crescita vertiginosa dell’esecuzione penale esterna disegna un sistema che si va ampliando, non più circoscritto al mondo delle carceri. Lavoriamo per mantenere standard di qualità alti nello stilare e realizzare i progetti educativi e nei controlli sul loro andamento”. A dirlo è Domenico Arena, direttore generale per l’esecuzione penale esterna e la messa alla prova all’interno del Dipartimento della giustizia minorile e di comunità del ministero della Giustizia.
di Bianca Lucia Mazzei
Il Sole 24 Ore, 15 gennaio 2024
Il carcere resta residuale ma negli ultimi mesi le presenze sono salite del 16%. Per i minorenni il carcere rimane una soluzione residuale ma, negli ultimi mesi di quest’anno, il numero dei reclusi è cresciuto, probabilmente a causa della stretta repressiva introdotta dal decreto Caivano (Dl 123/2023) che è entrato in vigore a metà settembre. In tre mesi i ragazzi e i giovani adulti reclusi nei 17 istituti penali minorili (Ipm) presenti sul territorio italiano sono aumentati del 16%, passando dai 426 del 15 settembre ai 495 del 15 dicembre scorso.
garantenazionaleprivatiliberta.it, 15 gennaio 2024
Il richiamo del Garante nazionale di fronte al rischio di violazione dei diritti delle persone e alla necessità di provvedimenti urgenti. Ritmi serrati nella successione delle morti in carcere e nell’aumento della popolazione detenuta segnano l’inizio del 2024. 4 persone si sono suicidate nei primi 9 giorni dell’anno, tra il 5 e il 14 gennaio: la prima era entrata in carcere ad Ancona a settembre, per la revoca della detenzione domiciliare con cui stava scontando la pena, e ne sarebbe uscita ad agosto di quest’anno. La penultima, detenuta nella Casa circondariale di Cuneo, era in carcere da 13 giorni: entrata il 28 dicembre, si è tolta la vita il 10 gennaio. A queste morti vanno aggiunte le 14 catalogate come “morti per cause naturali”.
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