di Barbara Stefanelli
Corriere della Sera, 8 dicembre 2023
Il 7 ottobre centinaia di israeliane sono state violentate, rapite o uccise. Il corpo delle donne ancora campo di battaglia. Sono trascorsi due mesi e un giorno dal 7 ottobre. Quella mattina decine, probabilmente centinaia di donne israeliane sono state aggredite e violentate, uccise o rapite dai commando fuoriusciti da Gaza. Presto sarà possibile sapere quante. Corpi e storie, le commissioni di inchiesta cercheranno di ricostruire che cosa hanno subito. Anche l’Onu adesso promette un’indagine internazionale. Ma da settimane noi sappiamo già, benissimo, che nelle lunghe ore della mattanza è stato compiuto “un crimine contro l’umanità” così come viene descritto dalla Convenzione di Ginevra “se perpetrato sistematicamente”. È successo in tante guerre, forse in tutte, dal Ratto delle Sabine fino alla Bosnia, al Ruanda e al Darfur - anche se è vero che in questo lungo conflitto tra israeliani e palestinesi, dal 1948, non era mai successo: siamo dunque di fronte a qualcosa di inedito e terribile. Lo stupro di massa delle donne del “nemico”, il più brutale dei nostri giorni, da sempre il più letale degli “effetti collaterali” premeditati.
di Viviana Mazza
Corriere della Sera, 8 dicembre 2023
L’azienda produce il famigerato AR-15, usato nella maggior parte delle stragi, e ha sede in Nevada, dov’è avvenuta l’ultima sparatoria. Le sorelle hanno comprato piccole quote azionarie. Quattro congregazioni di suore cattoliche hanno fatto causa al consiglio di amministrazione della Smith&Wesson per cercare di costringere l’azienda di armi a sospendere la produzione e la vendita di fucili d’assalto. Queste armi sono spesso usate nelle sparatorie di massa, 39 nel 2023, numero record negli ultimi 15 anni. La più sanguinosa in Maine, il 25 ottobre: 18 vittime a colpi di fucile d’assalto AR-15.
di Franco Corleone
L’Unità, 7 dicembre 2023
Il Dap ha fatto ricerche sugli spazi per l’affettività, studi dimostrano che una sperimentazione è possibile già oggi. Ma il Ministero omette di dirlo alla Corte che chiedeva informazioni sui locali disponibili per incontri intimi tra i detenuti e i propri affetti. Dice invece che i progetti di edilizia penitenziaria del Pnrr non li prevedono. Confusione o un tentativo di condizionamento?
di Angela Stella
L’Unità, 7 dicembre 2023
Intervista a Ornella Favero, direttrice di Ristretti Orizzonti, tra i firmatari dell’appello per il riconoscimento all’affettività dietro le sbarre. Ornella Favero, direttrice di Ristretti Orizzonti, è tra le centinaia di firmatari dell’appello elaborato dal costituzionalista Andrea Pugiotto per il riconoscimento del diritto all’affettività in carcere, su cui la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi a breve.
di Michele Passione*
L’Unità, 7 dicembre 2023
Prendendo le mosse dalla vicenda del duplice omicidio del gioielliere di Grinzane Cavour, le cui immagini agghiaccianti hanno fatto il giro del web, concionando come suo solito Marco Travaglio conferma la sua idea incostituzionale della pena (fino alla fine), alimentando ancora una volta quello che ipocritamente denuncia essere un pericolo: l’adesione della pubblica opinione alla giustizia fai da te.
di Marco Belli
gnewsonline.it, 7 dicembre 2023
Favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso gli strumenti chiave della formazione e del lavoro. È questo l’obiettivo del progetto “Ripartenze: riprendiamoci il futuro!”, promosso da Fondazione Lottomatica in collaborazione con Ministero della Giustizia e in partnership con Elis, associazione non profit specializzata nella formazione e nell’avviamento al lavoro di chi è socialmente ed economicamente più svantaggiato.
di Cristina Gambini
La Discussione, 7 dicembre 2023
“Ripartenze: riprendiamoci il futuro!” è il progetto promosso da Fondazione Lottomatica in collaborazione con il ministero della Giustizia e in partnership con Elis, associazione non profit specializzata nella formazione e nell’avviamento al lavoro di chi è socialmente ed economicamente più svantaggiato che ha l’obiettivo di favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso gli strumenti chiave della formazione e del lavoro.
di Simona Musco
Il Dubbio, 7 dicembre 2023
Non importano i tempi, non importa chi sarà l’autore. La riforma della separazione delle carriere si farà. A garantirlo è Tommaso Calderone, capogruppo di Forza Italia in Commissione Giustizia alla Camera. Secondo cui gli annunci del ministro Carlo Nordio e del presidente del Senato Ignazio La Russa - che di fatto declassano tale intervento - non devono preoccupare: la riforma, sottolinea, “è nel programma di governo di tutte le forze di maggioranza”. Alla faccia della guerra tra toghe e politica, alla quale, comunque, non crede. Anche se “sarebbe bello - aggiunge - se ognuno riuscisse a fare il proprio mestiere senza invadere altre sfere di competenza e senza guardare a ciò che fanno gli altri”.
di Danilo Paolini
Avvenire, 7 dicembre 2023
Una celebre frase attribuita a Giovanni Giolitti recita: “Le leggi si applicano ai nemici e si interpretano per gli amici”. Di certo è ciò che succede, nella nostra Italia, con le garanzie, di riservatezza e processuali, che dovrebbero essere un diritto riconosciuto di tutti i cittadini. Qui da noi, infatti, troppo spesso tali garanzie si invocano per difendere i propri amici, o i propri padroni, mentre nei confronti di tutti gli altri si possono allegramente violare, utilizzando poi il risultato di quella violazione come un manganello sulle teste dei malcapitati di turno.
di Liana Milella
La Repubblica, 7 dicembre 2023
Gli ispettori di via Arenula hanno indagato sulla giudice di Catania e anche sui profili social del suo compagno. Sostengono che tutti i video lanciati dal leader leghista erano pubblici. Matteo Salvini “innocente” per i video contro la giudice Iolanda Apostolico. Erano pubblici. Nessuna “colpa” per la magistrata e neppure per il suo compagno nella vita. Però il Guardasigilli Carlo Nordio conclude l’indagine sulla giudice, che è anche per lui del tutto “non colpevole”, con l’annuncio che bisogna ripristinare un vecchio illecito disciplinare che vieta alle toghe, anche nella vita privata, di tenere comportamenti che possono “compromettere l’indipendenza, la terzietà e l’imparzialità del magistrato, anche sotto il profilo dell’apparenza”.
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- Sì alla retroattività delle pene sostitutive per ricorsi inammissibili, ma non ai patteggiamenti
- Calabria. Intervista al Garante regionale dei detenuti: “No a vendetta sociale, basta a etichette”
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