di Antonio Andreotti e Natascia Celeghin
Corriere del Veneto, 7 dicembre 2023
Proposta per evitare il processo ai tre allievi coinvolti negli spari alla docente del “Viola Marchesini” Gli avvocati della parte lesa: “Andremo all’incontro ma l’idea è quella di procedere con la querela”. In corso tentativo ufficiale di mediazione penale per i tre giovani studenti che l’11 ottobre 2022, all’epoca tutti quattordicenni e in Prima superiore, colpirono al volto la docente di Scienze e Biologia Maria Cristina Finatti. La professoressa fu raggiunta da due spari di una pistola ad aria compressa durante una lezione in una classe dell’istituto di Istruzione superiore “Viola-Marchesini” di Rovigo. A immortalare il tutto un video girato da uno dei tre ragazzi, diffuso sui social e diventato virale. Un caso che ebbe enorme clamore mediatico, anche a livello nazionale e che innescò una querela della docente per lesioni, atti persecutori e diffamazione a mezzo social.
di Adolfo Pappalardo
Il Mattino, 7 dicembre 2023
Non è solo quel singolo episodio in sé, quanto capire se il fenomeno sia riuscito ad arrestarsi. Parliamo del famigerato incontro romano all’hotel Champagne di Luca Palamara con Cosimo Ferri, Luca Lotti e cinque componenti del Csm: al centro della discussione la nomina del nuovo procuratore di Roma. Ma più complessivamente si discuteva del risiko dei vertici delle Procure italiane. Ruota attorno a quest’episodio, e alla domanda iniziale di cui sopra, il libro di Alessandro Barbano, ex direttore del Mattino e oggi condirettore del Corriere dello Sport (“La gogna. Hotel Champagne, la notte della giustizia italiana”, edito per i tipi della Marsilio) presentato ieri al Circolo dell’Unione a Napoli. A discuterne, oltre all’autore e all’introduzione del sindaco Gaetano Manfredi, Francesco de Core, direttore del Mattino, Marco Demarco, editorialista del Corsera, la giornalista e scrittrice Titti Marrone, il filosofo Massimo Adinolfi e l’avvocato cassazionista Vincenzo Maiello. Un libro che mette a nudo le derive del sistema giustizia e che vuole scarnificare e censurare certi arbitrii della magistratura. Che sono davvero terminati?, è la domanda che si snoda in tutto il saggio di Barbano.
di Giuseppe Distefano
exibart.com, 7 dicembre 2023
Stefano Te porta in scena un Amleto acuto, capace, essenziale, con attori professionisti e detenuti della Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia: il debutto al Teatro delle Passioni di Modena. “La Danimarca è una prigione”, dice Amleto: e l’involucro della messinscena del regista Stefano Te con all’opera un gruppo di attori detenuti della Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia, affiancati da alcuni attori professionisti, è uno spazio scuro, un palazzo austero di scale, pareti e piani neri sfalsati che si intersecano tra loro fino a confondersi. È, il Castello di Elsinor, il luogo dove si tessono le trame della tragedia scespiriana, dove le parole che risuonano portano in sé la consapevolezza di una condizione fisica ed esistenziale “altra”.
di Alessia Guerrieri
Avvenire, 7 dicembre 2023
Il rapporto dell’Istat fotografa un quadro per cui la percentuale sale al 41% per famiglie monogenitoriali e per i minori stranieri. Unicef: un bimbo su 5 povero nel mondo, il 25% in Italia. Sono quelli che pagano sempre le conseguenze più pesanti, soprattutto per scelte non loro. E anche il fronte della povertà non fa eccezione, visto che secondo l’Istat quasi tre minori su dieci in Italia è a rischio povertà (contro il 24% della popolazione adulta), una percentuale che cresce fino al 46% al Sud. Una fragilità confermata nello stesso giorno anche dall’Unicef, per cui un bimbo su quattro nel nostro Paese vive in condizioni di povertà legate al reddito e l’Italia è al 34esimo posto nella lista della povertà monetaria nei 40 Paesi più ricchi del mondo in cui la povertà minorile colpisce un bimbo su cinque.
di Lea Melandri
Il Manifesto, 7 dicembre 2023
Una famiglia di straordinaria sensibilità e consapevolezza dà voce e incisività alle parole che generazioni di femministe hanno gridato da tempo sulle piazze, inascoltate. Un cambiamento la morte di Giulia lo ha già portato, nel momento in cui sono state le persone a lei più legate a spostare lo sguardo su una società che soffre degli stessi mali. Lo slogan femminista, “Il personale è politico”, è stato citato ieri dal manifesto a proposito delle parole pronunciate da Gino Cecchettin al funerale della figlia Giulia difronte alla grande quantità di persone che hanno affollato la basilica di Santa Giustina a Padova.
di Luca Bottura
La Stampa, 7 dicembre 2023
Dalla perdita di un figlio all’impegno sui diritti civili i Regeni non si sono mai arresi. I Cecchettin sono già un simbolo della lotta per un mondo migliore. Ma non nel senso di istituzione. Quella, può piacere o non piacere. Può unire o dividere. Può essere assunta come obiettivo o come pretesto per escludere, menare, discriminare qualcuno.
di Ferdinando Boero
Il Fatto Quotidiano, 7 dicembre 2023
Sono un reduce del ‘68, ho occupato il mio liceo e fatto blocchi stradali davanti al provveditorato di Genova, in via Assarotti. Eravamo seduti per terra e lo slogan era: Più aule più professori. Il Liceo Scientifico Enrico Fermi faceva i doppi turni e una girandola di supplenti rendeva difficile lo svolgimento dei programmi. Non protestavamo per motivi “globali”, chiedevamo che la scuola pubblica funzionasse meglio. La Polizia si schierò di fronte a noi e un signore con fascia tricolore gridò: in nome della legge, scioglietevi! Restammo lì seduti, per terra. Tre squilli di tromba e partì la carica. Mi alzai dalla prima fila e mi misi di lato, contro un muro. Gli altri, dietro, non fecero in tempo e furono travolti. Ho ancora chiara nella memoria una mia compagna presa per i capelli e trascinata via, con tre poliziotti che la manganellano mentre è a terra. Era solo l’inizio delle contestazioni che, tragicamente, finirono con morti ammazzati da entrambe le parti, le P38, il terrorismo.
di Leo Lancari
Il Manifesto, 7 dicembre 2023
Oggi il negoziato tra Parlamento e Consiglio europeo sul Patto immigrazione. Procedure di frontiera più rigide, con la possibilità di coinvolgere anche famiglie con bambini molto piccoli; Paese terzo sicuro dove rimandare immediatamente i migranti senza neanche esaminare la domanda di protezione internazionale e, infine, “solidarietà flessibile”. E’ soprattutto su questi tre punti che si concentrerà la riunione di oggi a Bruxelles tra i rappresentanti del Parlamento e del Consiglio europeo chiamati a negoziare le modifiche al Patto immigrazione e asilo, e le previsioni della vigilia annunciano un confronto tutt’altro che sereno.
di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 7 dicembre 2023
Il giornale Haaretz accede alle autopsie dei detenuti morti nelle carceri israeliane dal 7 ottobre 2023: due i casi accertati di pestaggi, altri tre morti per mancate cure mediche. Trovano conferma le accuse di altri prigionieri politici. Usciti di prigione durante la breve tregua della scorsa settimana, alcuni ragazzi palestinesi avevano riportato di decessi in cella. Da ex prigionieri, avevano raccontato degli abusi subiti, intensificati dopo il 7 ottobre. Di quei sei decessi, tutti successivi al giorno in cui Hamas ha perpetrato l’attacco più sanguinoso contro Israele, non si era saputo più nulla. Alle denunce delle ong palestinesi non era stato dato seguito. Ieri a parlarne è stato il quotidiano israeliano Haaretz, citando le autopsie compiute sui corpi di alcuni dei sei detenuti trovati senza vita. Almeno due di loro avevano chiari segni di percosse: lividi sul petto, sul collo e sulla testa, sterno rotto, costole rotte.
di Gennaro Scala
Corriere del Mezzogiorno, 7 dicembre 2023
“Vicenda poco chiara”. Fu trovata impiccata il giorno dopo il suo arresto a Parigi. Il suo nome in un’inchiesta sul traffico di stupefacenti: il giallo dei sei viaggi in Africa. Morta misteriosamente nell’istituto di pena Fleyry-Mèrogis di Parigi, il nome di Gilda Ammendola spunta tra le carte di un’inchiesta per traffico di stupefacenti e il gip di Napoli riapre il fascicolo sul decesso della ragazza, trattato finora come un suicidio. Secondo il giudice “la vicenda è poco chiara”. Adesso si attende la risposta della Procura di Roma che si occupa dell’inchiesta.
- Iran. Il grido di Narges: da una settimana l’attivista è in isolamento nel carcere di Evin
- Sovraffollamento: dopo due anni e mezzo superata quota 60mila detenuti
- Un giorno alla Corte costituzionale
- L’affettività in carcere: “Un diritto non accettato”
- Sesso in cella, il governo: “Giusto ma impossibile”











