di Marina Catucci
Il Manifesto, 6 dicembre 2023
La Corte suprema Usa valuta un caso sulla famiglia Sackler, produttrice del farmaco antidolorifico che ha ucciso migliaia di americani. La Corte suprema degli Stati uniti è chiamata a decidere su un caso spinoso che riguarda la responsabilità penale del colosso farmaceutico Purdue Pharma, produttore di antidolorifici potenti, fra cui il famigerato OxyContin, tra i responsabili della crisi da dipendenza da oppioidi che provoca ogni anno la morte di migliaia di americani. In ballo c’è il destino di un’azienda, dei suoi proprietari, la potente famiglia Sackler, e dei dirigenti che hanno prodotto e promosso l’uso di un farmaco ad alta dipendenza, che ha causato la morte di centinaia di migliaia di americani e ha distrutto le vite di molti altri, e il fatto che le vittime possano o meno chiedere conto di tutto ciò ai Sackler in tribunale.
Finlandia. Italiani in carcere, appello dei legali: “Rinchiusi da oltre un mese senza sapere accuse”
ansa.it, 6 dicembre 2023
Da un mese e mezzo due cittadini italiani sono rinchiusi nelle carceri della Finlandia senza poter comunicare con i loro avvocati in Italia, gli stessi che hanno reso nota la notizia. I due, Nicola Ruiu di 24 anni e Edmondo Casula di 39, residenti entrambi a Dorgali, in provincia di Nuoro, sono stati arrestati a metà ottobre al loro arrivo a Helsinki. Dopo essere stati trattenuti alla dogana sono stati trasferiti in prigione. Hanno subito un interrogatorio da parte delle autorità giudiziarie finlandesi e poi sono stati separati e rinchiusi in due carceri differenti.
di Carlo Valentini
Italia Oggi, 5 dicembre 2023
Di tanto in tanto l’eco mediatica si accorge dello stato indecoroso delle carceri, malate di sovraffollamento, di scarsa igiene, del personale di vigilanza sotto organico che limita gli spazi di attività dei reclusi. Di fronte a questa situazione andrebbe realizzato un piano di costruzione di carceri e di ristrutturazione e potenziamento di quelle esistenti. Ciò che è stato annunciato dai vari ministri della Giustizia che si sono avvicendati senza però mai aprire i cantieri. Essi hanno finito per optare per la scorciatoia di ridurre il numero dei detenuti attraverso la depenalizzazione dei reati. Nel 2016, per esempio, è stata decisa una semplice sanzione amministrativa nei casi di atti osceni, guida senza patente, abuso della credulità popolare, installazione e uso di impianti abusivi di distribuzione carburante, e così via. Recentemente il ministro Nordio ha annunciato una nuova iniziativa per la depenalizzazione di altri reati.
di Angela Stella
L’Unità, 5 dicembre 2023
Oggi l’udienza sulla questione degli incontri intimi vietati dall’ordinamento penitenziario. E +Europa presenta una pdl per garantire il diritto all’affettività. Oggi la Corte Costituzionale discuterà sull’articolo 18 della legge numero 354 del 1975 (Nonne sull’ordinamento penitenziario), nella parte in cui non prevede che alla persona detenuta sia consentito, quando non ostino ragioni di sicurezza, svolgere colloqui intimi, anche a carattere sessuale, a tutela dell’affettività, senza il controllo a vista del personale di custodia.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 5 dicembre 2023
Nelle prossime ore la decisione della Consulta. Un appello firmato, al momento, da 200 giuristi e una proposta di legge di cui è primo firmatario il segretario di +Europa, Riccardo Magi, per “garantire il diritto alle relazioni affettive intime” dei detenuti. “L’esercizio del diritto all’affettività e alla sessualità - si legge nella pdl presentata ieri alla Camera in una conferenza stampa - potrà essere effettuato da tutte le persone autorizzate ai colloqui senza distinzione tra familiari, conviventi e “terze persone”. A tale fine, “i detenuti e gli internati hanno diritto ad una visita al mese della durata minima di sei ore e massima di ventiquattro ore con le persone autorizzate ai colloqui.
di Federica Delogu
valigiablu.it, 5 dicembre 2023
Oggi la Corte costituzionale deciderà se negare il diritto alla sessualità in carcere sia in contrasto con la Costituzione italiana. Lo farà a partire dalla vicenda di un detenuto di Terni, in Umbria, che ha presentato un reclamo al giudice di sorveglianza di Spoleto perché, ha spiegato l’uomo, recluso dal 2019, l’impossibilità di avere momenti di intimità con la sua compagna influisce sul suo rapporto di coppia e, quindi, influirà sulla sua vita fuori dal carcere, una volta espiata la pena. Secondo il giudice Fabio Gianfilippi, che ha sollevato la questione di legittimità alla Corte, l’assenza di tutela del diritto alla sessualità intramuraria è in conflitto con la carta costituzionale e la Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo (Cedu).
di Debora Serracchiani*
Il Dubbio, 5 dicembre 2023
Caro Direttore, nei giorni scorsi ho letto un contributo su questo giornale in cui si affermava che, sui temi penitenziari, la penserei esattamente come l’on. Delmastro Delle Vedove. Colgo l’occasione per chiarire che non è affatto così, né per me, né per il Partito democratico. Il nostro faro è stato sempre il fine rieducativo della pena, scolpito nell’articolo 27, comma 3, della Costituzione: al fondo di quella splendida norma vi è la consapevolezza che ciascuno, anche chi si è macchiato dei reati più gravi, ha diritto ad avere una nuova opportunità. E si ricollega a quella previsione (art. 3, comma 2, Cost.) secondo la quale la Repubblica deve rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo umano di tutti i cittadini, anche dell’autore del reato.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 5 dicembre 2023
Ma esiste il “carcere degli innocenti”? No, colpevoli oltre ogni ragionevole dubbio. Due giorni fa Marco Travaglio, emulando uno dei suoi maestri in toga, Piercamillo Davigo, ha scritto che “si può essere assolti anche da colpevoli”. Perché, “in base alla convenzione chiamata giustizia, si può solo dire che non sono stati condannati”. Sta parlando del numero enorme di errori giudiziari e carcerazioni ingiuste che ogni anno costa allo Stato, che pure li risarcisce solo in minima parte, cifre che si aggirano sui quaranta milioni di euro. E all’esercito di persone, 547 nel 2022, che, essendo state vittime della “forza” dello Stato, hanno ricevuto una riparazione in denaro per un totale di 37 milioni e 300.000 euro.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 5 dicembre 2023
L’incredibile storia del pastore sardo condannato all’ergastolo per tre omicidi a causa di testimonianze influenzate dai poliziotti. L’avvocato Trogu racconta cosa ha portato all’apertura del processo di revisione e alla sua liberazione. Trentadue anni in carcere da innocente. Il prossimo 19 dicembre, salvo sorprese, gli italiani verranno a conoscenza del più grave errore giudiziario della storia del nostro paese. Protagonista, suo malgrado, è Beniamino Zuncheddu, ex allevatore di Burcei (Cagliari) di 58 anni, di cui 32 trascorsi in carcere a causa di una condanna definitiva all’ergastolo per la cosiddetta “strage del Sinnai”: un triplice omicidio avvenuto l’8 gennaio del 1991, quando sulle montagne di Sinnai furono uccisi tre pastori e una quarta persona rimase gravemente ferita.
ansa.it, 5 dicembre 2023
Il 72% degli italiani ritiene che la riforma della giustizia sia un tema prioritario, ma solo per il 20% è una priorità assoluta, mentre per il 52% è secondaria rispetto ad altri settori. È quanto emerso dal sondaggio realizzato dall’istituto di ricerca Quorum/YouTrend per Sky Tg24, diffuso oggi dal canale all news in base al quale l’urgenza di questa riforma è sentita maggiormente tra gli elettori della maggioranza: per uno su tre è la questione più prioritaria di tutte (33% tra gli elettori di Fratelli d’Italia, 27% tra gli altri elettori di centrodestra). Le opposizioni la ritengono invece un ambito di intervento meno prioritario: a definire la riforma della giustizia un tema poco o per nulla prioritario sono il 30% tra gli elettori del Pd e il 42% tra gli elettori del Movimento 5 Stelle.











