di Massimiliano Melley
milanotoday.it, 6 dicembre 2023
Approvato l’ordine del giorno di Giungi (Pd): “Condizioni interne vergognose”. Per Nahum (Pd) “è un posto paragonabile a un lager”. L’indagine della magistratura. Chiudere subito il Centro di permanenza e rimpatrio (Cpr) per migranti in via Corelli: il consiglio comunale di Milano ha approvato, lunedì sera, l’ordine del giorno presentato da Alessandro Giungi del Partito democratico con cui si chiede al ministro degli Interni e alle altre istituzioni competenti la chiusura immediata della struttura, su cui è caduta la tegola di un’indagine della magistratura che ha scoperchiato condizioni di vita inaccettabili, dal cibo avariato alla mancanza di un vero presidio medico.
L’Unione Sarda, 6 dicembre 2023
Un atto che arriva dopo le discussioni nelle competenti commissioni consiliari. Dopo aver approvato il regolamento, il Consiglio comunale di Alghero il prossimo 13 dicembre procederà con la nomina del Garante dei detenuti. Un atto che arriva dopo le discussioni nelle competenti commissioni consiliari che si erano svolte alla presenza dei vertici della casa di reclusione “Giuseppe Tomasiello” di Alghero, con la direttrice Elisa Milanesi, e il professor Emanuele Farris del Polo Universitario Penitenziario di Sassari.
di Gian Franco Coppola
agi.it, 6 dicembre 2023
Un 36enne romano, che ha il fine pena all’inizio del 2025, ha trovato un impiego in Vaticano come elettricista specializzato per le ordinarie attività di manutenzione della Basilica: “Mi sembra di vivere un sogno”. “Mi sembra di vivere un sogno. Ancora non ci credo. Lavorare in Vaticano, nella Basilica di San Pietro, nella Cupola o nelle Grotte dove sono le tombe dei papi. Ogni giorno è una emozione continua”. Fabio (nome di fantasia), 36enne romano, è il primo detenuto “al servizio” della Santa Sede. Rinchiuso nel carcere di Rebibbia dal 2019 (con un fine pena previsto per l’inizio del 2025), solo dallo scorso settembre ha cominciato ad assaporare aria di libertà, dalle 7 alle 13, per poi rientrare in cella.
di Marcello Longhin
comune.torino.it, 6 dicembre 2023
“Il carcere spiegato ai ragazzi” è il programma di formazione dedicato agli studenti delle scuole superiori torinesi, progettato dall’Ufficio della Garante per i diritti dei detenuti, con l’obiettivo di elaborare riflessioni più articolate e meno stereotipate sulla vita quotidiana all’interno degli istituti di pena, partendo proprio dall’esperienza e dal lavoro svolto dall’Ufficio della Garante. L’iniziativa è stata presentata ieri mattina durante un incontro con le scuole al cinema Ambrosio, organizzato in collaborazione l’Associazione Museo nazionale del Cinema.
di Emilio Randon
Corriere del Veneto, 6 dicembre 2023
Gli applausi spezzano il rito collettivo che tra rabbia e dolore vede padri, madri e figli interrogarsi su ciò che siamo diventati “Papà Gino ha fatto diventare il suo dolore una speranza per tutti”. E io padre, chi sono io per somigliare a quel Gino che parla dal pulpito? Cosa direi io al suo posto là sull’altare? E io giovane, quanto sono Giulia e Filippo, quanti di loro conosco e non vedo? Quanti me ne porto dentro? In piazza c’erano anche le ragazze del “non una di meno”, con la fascia rossa al braccio, irrigidite nei loro postulati di genere e, con loro, dentro la chiesa, Elena che l’aveva detto per prima - “Filippo non è un mostro ma figlio sano del patriarcato” -, fuori qualche grido si è alzato ma nessuno lo ha raccolto. La rivolta di genere che lo spiegamento di polizia temeva non c’è stata. C’era la gente invece, adulti e giovani - tanti - persone arrivate con ancora in bocca l’eco delle parole scambiate in famiglia e sentite nei talk show. C’erano quelli che “no, non sono io il colpevole” e coloro che “la follia non si spiega”, c’erano i credenti nella misericordia e quelli che il male si nasconde in fondo ai pozzi delle nostre vite, quelli della responsabilità collettiva e quelli dell’ergastolo individuale.
di Daniela Preziosi
Il Domani, 6 dicembre 2023
Ci sono i colleghi dell’università, i ragazzi e le ragazze dei licei e delle scuole, e anche gli amici di Filippo e di suo fratello, con i bomber neri e le facce spaesate. Le parole del padre: “Basta violenza, parliamo ai maschi che conosciamo”. Sul Prato della Valle, davanti alla basilica di Santa Giustina a Padova, nella sterminata ellissi seconda solo alla piazza Rossa di Mosca, l’ultimo saluto a Giulia Cecchettin, la ragazza uccisa a 22 anni dall’ex fidanzato, prende subito la forma di un funerale di stato. Non perché ci sono le dirette tv a reti unificate, su Rai 1 e Canale 5. Non per la solennità della funzione, celebra il vescovo Claudio Cipolla e concelebrano una trentina tra preti e abati e monaci, e una quindicina diaconi si sparpaglieranno a distribuire l’eucarestia nel Prato.
di Aldo Cazzullo
Corriere della Sera, 6 dicembre 2023
Gino Cecchettin non ha puntato il dito contro nessuno. Ma le sue parole più importanti non sono quelle rivolte all’assassino di sua figlia: sono quelle che risuonano per tutti gli uomini. Nel 1965, Franca Viola, che non aveva ancora compiuto diciotto anni, fu violentata dal nipote di un boss mafioso. Secondo le consuetudini del tempo, avrebbe dovuto sposarlo: il matrimonio riparatore. Lei rifiutò, e i genitori si schierarono dalla sua parte. Il padre chiese l’aiuto della polizia. L’aggressore non vide estinto il reato, come sarebbe accaduto se Franca si fosse piegata al matrimonio; finì in carcere. “L’onore lo perde chi fa certe cose, non chi le subisce” disse la ragazza. Fu aperta una via che tante altre giovani donne, non soltanto del Sud, hanno seguito. Quando Franca si sposò con un uomo che amava e la amava, il presidente della Repubblica Giuseppe Saragat inviò un dono di nozze, papa Paolo VI ricevette la coppia. Fu uno spartiacque nella storia d’Italia.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 6 dicembre 2023
È stata pubblicata sulla G.U. n. 283 del 4 dicembre 2023, la legge 1° dicembre 2023, n. 176 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 5 ottobre 2023, n. 133, contenente “disposizioni urgenti in materia di immigrazione e protezione internazionale, nonché per il supporto alle politiche di sicurezza e la funzionalità del Ministero dell’interno”. In G.U. anche il testo coordinato. Il provvedimento è stato approvato da entrambi i rami del Parlamento in via definitiva il 30 novembre 2023. In conseguenza delle modifiche apportate nel corso dell’esame parlamentare, il provvedimento è ora composto da 15 articoli, rispetto agli originari 13, suddivisi in 5 Capi.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 6 dicembre 2023
Dall’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione richiesta urgente di ricollocamento immediato. La notizia è già nota e riguarda l’ultima decisione della Corte Europea dei Diritti Umani, emessa il 23 novembre 2023 nel caso A. T. e altri c. Italia (procedimento n. 47287/ 17), con la quale il nostro Paese è stato nuovamente condannato per il trattamento illegale di minori stranieri non accompagnati nell’hotspot di Taranto. Ora giunge una richiesta urgente dall’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (Asgi) per il collocamento immediato di 185 minori in strutture adeguate, nonché per la supervisione dell’attuazione delle precedenti sentenze, che, purtroppo, non hanno portato a modifiche significative nelle pratiche illecite.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 6 dicembre 2023
Approvato il testo del disegno di legge. Novità dal Cdm: in alcune “aree idonee” detenuti i migranti sottoposti a misure cautelari. Tra tanti dubbi una certezza: il diritto alla difesa dei richiedenti asilo ridotto ai minimi. Il Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) che il governo vuole costruire a Gjader, in territorio albanese, potrà avere anche la funzione di carcere. È la novità più significativa del disegno di legge (ddl) approvato ieri dal Consiglio dei ministri che ora andrà in parlamento. Tra gli agenti per l’ordine pubblico ci sarà anche un nucleo di polizia penitenziaria. In caso di reati commessi nelle aree messe a disposizione da Tirana, su cui varrà la giurisdizione italiana con competenza del tribunale di Roma, la custodia cautelare in carcere disposta dal giudice sarà scontata in “idonee strutture” all’interno del Cpr. Finora, e solo in rari casi, hotspot e centri per il rimpatrio erano stati utilizzati al massimo per gli arresti domiciliari.
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